Cosa vedere a Dresda – guida definitiva

Oggi ti raccontiamo cosa vedere a Dresda con una guida definitiva che contiene tutto ciò che devi sapere.
Capitale della Sassonia, sede dei mercatini di Natale più antichi della Germania, città ricchissima nel Settecento e tragicamente bombardata nel corso della Seconda Guerra Mondiale. Vittima del comunismo fino al 1989 e ora avamposto del neonazismo in Germania. Una città che da sola racconta la storia di una Germania in conflitto con se stessa e il suo passato, una città da scoprire lentamente per poter osservare come le varie epoche l’abbiano plasmata. 

Dresda

QUANDO ANDARE A DRESDA

Per visitare Dresda vi consigliamo il periodo natalizio. Proprio qui si svolgono i mercatini di Natale più antichi della Germania. Trovate le bancarelle in tutta la città, il profumo del brulè vi guiderà tra le vie e vi consigliamo di prendere davvero il brulè per scaldarvi. Dovete sapere infatti che Dresda è una delle città più fredde della Germania quindi copritevi bene! Non perdete i mercatini a tema medievale dentro al cortile del castello.
Se preferite le stagioni più calde troverete comunque qualcosa di speciale in questa vivace città: festival, cinema all’aperto lungo l’Elba e numerosi Biergarten. Inoltre d’estate è sicuramente più bello trascorrere del tempo nei parchi di questa città. 

Pragerstraße

COSA VEDERE A DRESDA

Iniziamo a capire cosa vedere a Dresda con la nostra guida definitiva, iniziando il nostro giro virtuale dalla stazione centrale (Hauptbahnhof). Proseguiamo dritti per Pragerstraße, una strada moderna ricca di negozi, bar, ristoranti e un paio di centri commerciali. Ad un certo punto ci troveremo nella Altmarkt, passando a un isolato di distanza dal municipio e dalla Kreuzkirche, una delle poche chiese cattoliche della città. Dresda infatti è una città a maggioranza protestante.  

Dresda nei pressi di Altmarkt

ALTMARKT

Altmarkt è la grande piazza che segna l’ingresso dal centro storico più recente a quello più antico. Anche qui si trovano negozi, bar e ristoranti ma nel periodo dei mercatini di Natale è questo il cuore pulsante della città! La piazza è così grande che viene installata addirittura una ruota panoramica, da cui ammirare la piazza.
Di fronte a questa piazza trovate un palazzo con rappresentato un mosaico in perfetto stile sovietico: si tratta del Kulturpalast, un edificio polifunzionale per attività culturali.

Altmarkt

FRAUENKIRCHE – IL SIMBOLO DELLA CITTÀ

Proseguendo dritti dopo Altmarkt si arriva all’ariosa piazza dove troneggia la Frauenkirche. La chiesa, di forma tonda e con un’alta cupola, è il simbolo della città. Di fronte si trova la statua di Martin Lutero, a ricordarci che Dresda è una città protestante. Qui vicino, in direzione dell’Elba, si trova anche la Hofkirche, una delle rare chiese cattoliche. Tuttavia ricordate che la Frauenkirche, tutti i palazzi eleganti che sorgono sulla piazza e quasi tutti i monumenti, sono stati completamente ricostruiti dopo il disastroso bombardamento della Seconda Guerra Mondiale. All’esterno della chiesa si trova un muro bruciato, l’unico brandello della Frauenkirche sopravvissuto al bombardamento che rase al suolo la città. 

Frauenkirche

I TESORI DEI RE DI SASSONIA

Il più imponente teatro di Dresda è il Semperoper, un edificio barocco e rotondo dove assistere a opere e balletti. Costruito nel Settecento, quando i re di Sassonia erano all’apice del potere, non è l’unico edificio in questa zona del centro storico ad essere stato costruito in quel periodo. Accanto al Semperoper troviamo infatti lo Zwinger, una residenza costruita attorno a un grande giardino con una elaborata fontana centrale. Fu costruito da Augusto II detto il Forte (di cui trovate una statua dorata alla fine dell’Augustusbrücke, il ponte di Augusto) e ad oggi si può visitare internamente al prezzo di 14€. Dentro trovate mostre d’arte che variano ciclicamente. Se non volete spendere soldi, entrare nel giardino centrale e in quello sul retro con tanto di laghetto è un’esperienza completamente gratuita da poter fare a Dresda.
Consiglio: il giardino sul retro visitatelo in autunno quando con il foliage dà il meglio di sé.
Se amate gioielli e pietre preziose non perdetevi la Türkische Kammer. Qui sono conservati i gioielli dei reali di Sassonia, collezionati nel corso dei secoli e per la maggior parte provenienti dall’Oriente (da qui il nome). Nel centro della città si trova anche un lungo mosaico lungo tutta la Augustusstraße che racconta la storia e le gesta dei re di Sassonia che a lungo hanno governato su Dresda. 

Zwinger

ELBWIESEN – I PRATI LUNGO L’ELBA

In questa guida definitiva su cosa vedere a Dresda, non possiamo non citare il posto più panoramico sulla città. Imperdibili a Dresda, per una passeggiata o per sorseggiare una fresca birra come pausa, sono gli Elbwiesen, i prati lungo l’Elba.
Qui si rifugiò la popolazione della città per sfuggire al terribile incendio che si scatenò dopo il bombardamento degli Alleati.
D’estate ospitano un cinema all’aperto (voi vi sedete a guardare un film, con tutta la città come sfondo), mentre d’inverno è possibile sciare con gli sci da fondo, se la neve lo consente. In ogni stagione seguite gli Elbwiesen per raggiungere a piedi i castelli situati poco fuori dalla città. Il punto migliore da cui osservarli è indubbiamente la Brühlsche Terrasse.

Elbwiesen

DA DOVE VEDERE IL TRAMONTO

Una guida definitiva su cosa vedere a Dresda non può non consigliare il posto più spettacolare da dove avere la vista d’insieme sulla città, magari al tramonto. Per osservare un tramonto su Dresda non c’è posto migliore del Carolabrücke! Recatevi lì poco prima del tramonto (la fermata del tram è Synagoge), armatevi di cavalletto e preparatevi che inizia lo spettacolo! Da Carolabrücke gli occhi abbracciano la città nella sua interezza: il fiume che la attraversa, le chiese e i palazzi, i traghetti che navigano sull’Elba, fino a Yenidze. Yenidze ha la forma che ricorda una moschea ma in realtà era una fabbrica di tabacco, oggi usata come sede di uffici.
Mentre vi godete il tramonto e il panorama non dimenticate però di prestare attenzione ché sul ponte transitano macchine, bus e tram: non scendete dal marciapiede! 

Tramonto su Dresda

IL GRößER GARTEN

Per una passeggiata nel verde a pochi passi dalla città il Größer Garten (letteralmente “grande giardino”) è il posto perfetto! In ogni stagione troverete persone che corrono, che sfrecciano in bici, nonni con i bimbi per mano e persone che sorseggiano una cioccolata calda o una birra fresca nell’elegante bar. Al centro si trova un palazzo barocco, ma non fermatevi e andate oltre: troverete laghetti e piante sotto le quali riposarsi.

Größer Garten

MUSEI A DRESDA

Dresda è ricca di musei, non avete che l’imbarazzo della scelta in base ai vostri interessi!
Nella nostra guida definitiva su cosa vedere a Dresda vi nominiamo i più interessanti!
Il più famoso è indubbiamente la Gemälde Galerie all’interno dello Zwinger, perfetto per gli appassionati di arte! Qui trovate quadri di vari pittori che si alternano secondo le mostre temporanee, esposti in un contesto veramente elegante.
Per gli amanti dei gioielli di fianco allo Zwinger trovate la Türkische Kammer di cui vi abbiamo parlato poco più sopra.
Per gli amanti della storia c’è un museo della DDR (Deutsche Demokratische Republik, così era chiamata la Germania Est). Non è il solito museo dove passare ore a leggere i pannelli esplicativi. Qui si ricreano le stanze della Stasi (la polizia segreta), i supermercati ai tempi della dittatura, le scuole, la vita quotidiana è in mostra.
Per i più curiosi vale la pena fare una visita all’Hygiene Museum, il museo dell’igiene. Dovete sapere infatti che proprio a Dresda sono state inventate tantissime cose tra cui il dentifricio e il reggiseno! In questo museo potete fare esperimenti scientifici con germi e batteri, ma anche scoprire tutto ciò che è stato inventato in questa città.

Gemälde Galerie -Zwinger

GLÄSERNE MANUFAKTUR – LA FABBRICA TRASPARENTE DELLA VOLKSWAGEN

Ma Dresda non è solo storia, parchi e antichità. Dresda è una città che dopo la riunificazione della Germania nel 1990 ha saputo crescere e svilupparsi. Non è stata a guardare, si è rimboccata le maniche e oggi è una delle città  più importanti dell’ex Germania Est.
Qui troviamo la Gläserne Manufaktur, ossia la fabbrica trasparente della Volkswagen. In che senso trasparente? Nel senso che potete vedere gli operai mentre costruiscono le automobili, è completamente in vetro e potete seguire passo passo la costruzione di un’automobile (se avete molto tempo, altrimenti seguirete solo qualche passaggio ovviamente). Al contrario di quanto ci si immagina da una fabbrica, i pavimenti sono pulitissimi e in parquet, gli operai indossano camici bianchi e immacolati e il silenzio è raramente interrotto da qualche macchinario.
Vi consigliamo una visita guidata in inglese, ma se avete poco tempo o non fate in tempo a prenotarvi per la visita in inglese, scegliete la visita del solo primo piano. Costa solo 4€ ma vi permette di toccare con mano le auto del futuro! Come sono? Elettriche, con telecamere al posto degli specchietti, con i sedili ergonomici e mille accessori futuristici. 

Gläserne Manufaktur Dresden

DRESDA BY NIGHT

Ok, dopo tanto camminare per la città è giunta la sera e abbiamo ancora delle energie.
Dove andare se non nella Neustadt? Dresda infatti è divisa in due dal fiume Elba: nella parte a sud troviamo il cuore del centro storico, gli edifici antichi, i palazzi e i musei. Se invece ci avventuriamo nella parte nord attraversando l’Elba ci troviamo direttamente nella Neustadt, il quartiere vivace e attivo, la zona degli artisti, dei negozi di seconda mano, delle cucine etniche e dei Biergarten.
Neustadt inizia in Albertplatz, da qui salite per Alaunstrasse e da lì perdetevi alla ricerca di un locale che vi piaccia, ce ne sono per ogni gusto! Qui ogni anno nel mese di giugno si svolge il festival della Bunte Republik Neustadt (repubblica colorata di Neustadt), un weekend di arte per le strade, musica e birrette. Pensate che si chiama così per una micronazione che venne fondata proprio qui e con questo nome dal 1990 al 1993.
Un festival assolutamente da vivere!

Augustus II il Forte

DOVE DORMIRE

In base al vostro budget a Dresda potete trovare diverse sistemazioni. Se siete poracci come noi vi consigliamo l’hostel A&O. Si trova a pochi passi dalla stazione principale, da lì raggiungete tranquillamente a piedi il centro e tutte le principali linee di tram e autobus. L’ostello offre stanze da camere doppie con bagno privato fino a dormitori con bagni in comune. La colazione non è inclusa ma avete un supermercato proprio dietro l’ostello e numerosi bar a 5 minuti a piedi. Inoltre nel parcheggio di fronte all’ostello trovate un pezzo del muro di Berlino.
Se volete una sistemazione d’élite, nel centro storico trovate hotel di lusso a pochi passi dalla centralissima Frauenkirche. Il più famoso è probabilmente l’hotel Hilton

A&O Hostel

DOVE MANGIARE

La zona migliore per mangiare è…dipende da cosa cercate! Numerosi ristoranti si trovano nei pressi di Altmarkt, mentre quelli più alternativi li trovate indubbiamente nella Neustadt, attraversando il fiume. Prima di attraversare il fiume fermatevi lungo Münzgasse, ricca di bistrot e ristoranti di ogni tipo. Qui trovate i locali più tradizionali ma anche i più costosi della città. Tuttavia con un po’ di occhio ai menu si trovano dei locali economici anche a pochi metri dalla centralissima Frauenkirche.

Dresda

COSA MANGIARE

A Dresda si può trovare la classica cucina tedesca fatta di salsicce, crauti e patate. E, a proposito di patate, non perdetevi la tipica Kartoffelsuppe, la zuppa di patate. E’ fatta con patate e wurstel tagliati a rondelle, una zuppa super nutriente!
Tra i dolci tipici di questa città troviamo la Eierschecke, una torta a base di quark e soffice come una nuvola.
E da bere? Le due birre tipiche di Dresda sono la Feldschlosschen e la Radeberger. Daniele preferisce la prima, mentre Emily la seconda. Il nostro consiglio è di provarle entrambe per poi decretare la vostra birra preferita.
Dove sorseggiarla? In uno degli innumerevoli locali e Biergarten della Neustadt, oppure nei piccoli bar all’aperto lungo l’Elba.

Piatto tedesco


COME SPOSTARSI A DRESDA

Spostarsi a Dresda è veramente facile: autobus e tram vi portano ovunque all’interno della città. Circolano anche di notte, ovviamente con orari ridotti, così non avete problemi a tornare in hotel anche se decidete di andare a bere una birretta nella Neustadt.
I treni in partenza dalla stazione centrale (Hauptbahnhof) collegano Dresda alle principali città tedesche ma anche ai suoi sobborghi. Inoltre in treno potrete raggiungere anche la Svizzera Sassone, dove gli abitanti di Dresda decidono di recarsi per fare trekking, arrampicata o una tranquilla gita fuori porta. 

Speriamo che questa guida definitiva su cosa vedere a Dresda vi sia stata utile, se avete domande scriveteci un commento o sui nostri canali social, saremo più che felici di rispondervi.

Ampelmann – omini sui semafori caratteristici della ex Germania Est

IL CONSIGLIO DI LEI

Andate sul Carolabrücke lungo l’Elba poco prima del tramonto per assistere a uno spettacolo magico.

IL CONSIGLIO DI LUI

Nella Neustadt fermatevi per una fresca pausa in un Biergarten

Lipsia la città della musica

Oggi vi portiamo nella città della musica: Lipsia. Lipsia, in tedesco Leipzig, è la seconda città più grande della Sassonia dopo Dresda (che è anche la capitale del Land, la regione) ed è la città più musicale di tutta la Germania. Andiamo a scoprire il perché!

LIPSIA, LA CITTA’ DELLA MUSICA

Una voce che canta all’angolo della strada, le note di un pianoforte nell’aria, una chitarra intona una canzone country, un clarinetto invece risponde con un walzer. Tutto questo è Lipsia, la città dove la musica la fa da padrona. Ma come mai? Qui visse e insegnò il compositore tedesco Johann Sebastian Bach e la città è diventata il punto di riferimento per gli aspiranti musicisti tedeschi e non solo. Ma Bach non è l’unico musicista ad essere legato a Lipsia. Qui nacque anche Richard Wagner e visse per alcuni anni Mendelssohn. Possiamo dire che i nomi più importanti della musica classica tedesca sono legati a questa città.

Lipsia la città della musica

LIPSIA E GOETHE

Ma la musica non è l’unico aspetto culturale degno di nota a Lipsia. La città, con la sua università e numerosissime associazioni culturali, è nota anche per il suo legame con Goethe. Proprio a Lipsia, in Auersbachs Keller, è ambientata una scena del Faust di Goethe. In questa scena il dottor Faust cavalca le botti presenti nella cantina, aiutato dal diavolo. Oggi la Auersbachs Keller, situata in Mädlerpassage, è un locale aperto al pubblico in cui si può scendere a vedere la cantina e le botti citate nel Faust.

Una scena del Faust di Goethe a Lipsia

COSA VEDERE A LIPSIA

Un giro della città non può che partire dalla centrale Markt, la piazza del mercato in cui si può vedere l’Altes Rathaus, il municipio vecchio. Questa piazza è il cuore della vita della città e la porta del centro storico. Da qui potete spostarvi per vedere le chiese principali tra cui la Thomaskirche e la Nikolaikirche. La Thomaskirche ospita ancora oggi il coro delle voci bianche Thomanerchor, uno dei cori più famosi in Europa e che per molti anni fu guidato da Bach in persona. Bach infatti è anche sepolto in questa chiesa. Da vedere è sicuramente anche il Völkerschlachtdenkmal, il monumento a tutti coloro che hanno combattuto a Lipsia nella battaglia delle Nazioni e sconfissero Napoleone Bonaparte. Questo monumento però si trova un po’ fuori dalla città, lo potete comunque raggiungere in auto o con il tram cittadino.

Lipsia

IL MUSEO DELLA DDR

A Lipsia, a pochi passi dalla piazza centrale, è possibile visitare il museo della DDR. L’entrata è gratuita e la visita non richiede più di un’ora, direi che ne vale assolutamente la pena! Il museo è diviso per zone che ricreano alcuni aspetti della vita all’epoca della Repubblica Democratica Tedesca: la scuola, le case, gli ambienti di lavoro, i media, le vacanze, l’apparato amministrativo. Sapete che in vacanza non potevano spostarsi dalla DDR o comunque uscire dal blocco sovietico? Le coste del mar Baltico erano così prese d’assalto. Incredibile è anche scoprire quanti informatori segreti aveva la Stasi, la polizia segreta sovietica. Pensate che una deputata tedesca negli anni Novanta ha avuto accesso al suo dossier della Stasi e ha così scoperto che chi passava le informazioni sul suo conto era…suo marito! Erano anni in cui non ci si poteva fidare di nessuno, una visita a questo museo vi farà sicuramente capire meglio questo cupo periodo della storia tedesca. È interessante anche l’ultima parte in cui nel museo vengono affrontati i problemi più recenti come la riunificazione della Germania e le conseguenti differenze tra Est e Ovest e le sfide della Germania attuale.

DDR Museum Leipzig

COSA MANGIARE A LIPSIA

A Lipsia, la città della musica, vi consigliamo assolutamente due posti!
Per una cena sostanziosa fate tappa all’Augustiner nella piazza centrale. Mangiate una tipicissima zuppa di patate o uno stinco e sorseggiate una buona birra.
Per uno snack, sempre nella piazza principale, non potete perdere Nordsee! Si tratta di una catena di fast food a tema pesce, a noi piace tantissimo e potete scegliere tra panini, pesce fritto, insalate, fino a piatti veri e propri. I prezzi variano tantissimo dal piatto col filetto di pesce fino al cartoccio con il fish & chips. 
Non vi consiglieremo dove dormire perché siamo finiti in un appartamento con bagno condiviso (quando avevamo espressamente chiesto a Booking il bagno privato chè in questi tempi di Covid non si sa mai…)

Lipsia by night

IL CONSIGLIO DI LUI

NON fermatevi nei ristoranti italiani dove propongono la pizza con il vitello tonnato! Ma non c’è bisogno di dirvelo, vero?

IL CONSIGLIO DI LEI

Prendetevi del tempo per ascoltare i musicisti per strada, ascoltate i loro canti e vivete con leggerezza la vostra passeggiata per questa città.

Il parco nazionale della Svizzera Sassone

A pochi kilomentri da Dresda si trova il parco nazionale della Sächsische Schweiz, la cosiddetta Svizzera Sassone. Si tratta delle montagne tra Germania e Repubblica Ceca in cui scorre placida la valle dell’Elba. In questo articolo scopriamo cosa vedere e come arrivare nella Svizzera Sassone. Tra boschi e guglie in pietra, tra storia e natura, partiamo per una facile passeggiata.

Perché si chiama così? Perché ha dei paesaggi montani da far invidia alla Svizzera e perché si trova in Sassonia, la regione più a est della Germania.

Svizzera Sassone

COME ARRIVARE NELLA SVIZZERA SASSONE

Arrivare nella Svizzera Sassone partendo da Dresda è molto facile: in automobile si imposta il navigatore verso Kurort Rahten. Si procede prima per i sobborghi ma presto ci si trova tra campi e boschi, solo il viaggio è già presagio di ciò che ci aspetta durante la giornata. Una volta a destinazione avete due grandi parcheggi a pagamento in cui potete lasciare l’automobile. Sono a pagamento e la tariffa è di 1€ all’ora, 5€ fino a 12 ore e 8€ per 24ore.

Se invece preferite spostarvi in treno si prende un regionale da Dresda fino a Kurort Rathen e in mezz’ora si arriva nella cittadina di Kurort Rathen da cui inizia il nostro tour.

Svizzera Sassone Kurort Rahten

ATTRAVERSARE L’ELBA

Vi proponiamo la passeggiata per arrivare al Basteibrücke (letteralmente il ponte sul bastione), il simbolo più importante della Svizzera Sassone. Probabilmente è il posto più turistico, ma sicuramente quello da cui poter ammirare i panorami migliori, anche durante il breve trekking per arrivarci. L’area della Svizzera Sassone in cui si trova il Basteibrücke è inaccessibile per le automobili, quindi godetevi a pieni polmoni la giornata (ma state attenti perché i ciclisti sono invece numerosi).
Arrivati a Kurort Rathen bisogna attraversare il fiume Elba per iniziare la camminata verso il Basetibrücke e lo si fa attraverso una barca senza motore e senza remi. Funziona con la sola forza idrica del fiume, la traversata andata e ritorno costa 6€ e ci impiega pochissimi minuti. Se intendete esplorare la Svizzera Sassone in bicicletta potete caricare anche quelle sull’imbarcazione, con un piccolo supplemento.

Attraversare l’Elba solo con la forza dell’acqua

UNA FACILE PASSEGGIATA

Arrivati dall’altra parte dell’Elba ci si trova nel piccolo e fiabesco borgo di Kurort Rathen. Trovate negozi di souvenir, ristoranti, gelaterie e bar. Ma il nostro consiglio è quello di partire con dei panini nello zaino e goderveli una volta in cima, il panorama sarà sicuramente più soddisfacente.

Per arrivare al Basteibrücke il sentiero è in salita ma molto semplice: la pendenza non è eccessiva (se ve lo dicono due pelandroni come noi potete fidarvi!) e in un’oretta sarete arrivati alla vostra meta. Anche meno di un’oretta se evitate le deviazioni che vi portano a vedere i panorami sulla valle dell’Elba. Il nostro consiglio però è di affrontare la salita con tutta la calma del mondo: prendete tutte le deviazioni per non perdere nemmeno uno scorcio, fermatevi a osservare le forme strane delle rocce e gustatevi i colori degli alberi.

Non potete perdervi perché lungo il sentiero sono sempre presenti le indicazioni (seguite sempre per Basteiweg/Basteibrücke).

Svizzera Sassone

BASTEIBRÜCKE – IL PONTE SIMBOLO

Nel parco nazionale della Svizzera Sassone non ci sono dubbi su quale sia il simbolo, il monumento più iconico: vince a mani basse il Basteibrücke.

Questo ponte fonde in maniera perfetta la natura e la presenza dell’uomo. Le rocce sono il risultato di millenni di erosione, mentre il ponte è molto più recente. Fu fatto costruire, inizialmente in legno, nel 1824. Poi fu sostituito da un più stabile ponte in pietra nel 1851.

Basteibrücke

PANORAMI

Non fermatevi però al Basteibrücke e andate avanti lungo il sentiero. Prendete tutte le deviazioni disponibili e salite su ogni bastione. A volte troverete coda per salire (soprattutto se andate nei fine settimana o in alta stagione), aspettate diligentemente il vostro turno perché vi assicuriamo che ne vale la pena. Proseguite ancora altri 10 minuti per arrivare in un Biergarten tra queste spettacolari formazioni rocciose. Sorseggiate una fresca Radeberger (la birra di Dresda) e poi tornate indietro per lo stesso sentiero. In alternativa potete fare un percorso ad anello, più lungo ma sicuramente panoramico!

Svizzera Sassone Bastei

UNA FORTEZZA SOSPESA

Nei pressi del Basteibrücke si trova una fortezza medievale. Si può accedere al prezzo simbolico di 2€. Camminerete su passerelle sospese (nessun ponte tibetano traballante, ma attenzione se soffrite di vertigini) e potrete vedere i resti di questa fortezza. In questa fortezza chiamata Felsenburg Neurathen, nel XIII secolo era stanziata una guarnigione a presidiare la valle dell’Elba. Protetti tra rocce e boschi, situati su un’altura, erano nella posizione perfetta per presidiare la vallata sottostante.

Svizzera Sassone

LE FORTEZZE DELLA SVIZZERA SASSONE

Una volta ritornati dalla vostra passeggiata potete scegliere di riposarvi a Kurort Rathen oppure proseguire per visitare altre fortezze nel parco nazionale della Svizzera Sassone. La più famosa è la fortezza di Königstein (Festung Königstein), da dove potrete spaziare con lo sguardo dalle montagne fino alla grande pianura attorno a Dresda. Inoltre vedrete la valle dell’Elba quasi nella sua interezza.

Kurort Rahten

QUANDO ANDARE NELLA SVIZZERA SASSONE

Le stagioni migliori sono l’estate in cui potete vedere il contrasto forte e chiaro tra il verde degli alberi e il grigio chiaro delle rocce. Anche in autunno con le foglie gialle e rosse lo spettacolo è notevole, tuttavia copritevi bene! In inverno potrete facilmente trovare la neve, il panorama sarà tutto sui toni del bianco e del grigio ma attenzione a non scivolare! Anche la primavera è consigliata per una gita, ma d’altronde la primavera è sempre la stagione migliore per le gite fuori porta.

Valle dell’Elba

E SE NON MI VA DI CAMMINARE?

Nella Svizzera Sassone non ci sono solo percorsi di trekking ma anche molte altre attività per i più sportivi. Arrampicata, kayak, le attività nella natura qui sono sicuramente da provare tutte! Mentre i più pigri potranno godersi un viaggio in battello da Dresda lungo l’Elba oppure potranno riposare nella cittadina termale di Kurort Rahten.

Svizzera Sassone

IL CONSIGLIO DI LEI

A Kurort Rathen, proprio nei pressi del pontile da cui prendere l’imbarcazione per attraversare l’Elba, c’è un bagno pubblico, gratuito e pulito. Non è quindi necessario prendere il famoso caffè per andare in bagno.

IL CONSIGLIO DI LUI

Perché limitarvi ai nostri consigli? Se volete provare altri sentieri di questo parco nazionale potete visitare il sito ufficiale della Svizzera Sassone.

Cosa vedere a Norimberga in un pomeriggio

Il nostro viaggio dell’estate 2021 ha toccato Germania e Polonia. Abbiamo già viaggiato insieme in Polonia con gli articoli precedenti, da oggi andiamo alla scoperta di alcune città tedesche, tra Baviera e Sassonia. Iniziamo con Norimberga, volete sapere cosa vedere a Norimberga in un pomeriggio? Seguiteci!

NORIMBERGA

Per colpa del traffico abbiamo avuto solo un pomeriggio per vedere Norimberga e abbiamo cercato di trarne il massimo. Norimberga è la seconda città più grande della Baviera, dopo Monaco, ed è la città più importante della Franconia. La Franconia è l’area settentrionale della Baviera, ricca di vigneti, piantagioni di luppolo e paesini che sembrano usciti da una fiaba. La Franconia è anche ricchissima di birrerie, pensate che è la prima zona al mondo per concentrazione di birrifici.

Frauenkirche

UN PO’ DI STORIA

Norimberga è spesso associata a un periodo oscuro della storia tedesca. Qui infatti i nazisti decisero di fondare il loro quartier generale. E proprio da qui emanarono le tristemente note leggi di Norimberga, che sancirono l’inizio della persecuzione degli ebrei. Dopo la Seconda Guerra Mondiale in questa città si svolse il processo di Norimberga che condannò i gerarchi nazisti a morte o all’ergastolo. Ma prima di essere un avamposto del nazismo e di essere poi distrutta dai bombardamenti Alleati, Norimberga era una cittadina medievale fortificata, tagliata a metà dal fiume Pegnitz. Dopo la Seconda Guerra Mondiale è stata ricostruita proprio com’era nel Medioevo, recuperando i materiali dai cumuli di macerie.

Una delle torri di accesso alla città

COSA VEDERE IN UN POMERIGGIO

Quindi cosa si può vedere oggi a Norimberga in un pomeriggio?
Partite dalla centralissima Hauptmarkt, la piazza principale. Qui troviamo già due must di Norimberga la Frauenkirche e la Schöner Brunnen. La Frauenkirche ha una facciata gotica spettacolare e fu costruita nel XIV secolo. Dentro questa chiesa l’imperatore Carlo IV fece conservare i gioielli della corona del Sacro Romano Impero. La Schöner Brunnen invece è una fontana sopra la quale sono posizionati santi, profeti, eroi cristiani ed ebrei e altre figure allegoriche.
Proseguite poi verso Rathausplatz (la piazza del municipio) dove potete ammirare il massiccio municipio. Sulla stessa piazza trovate la Sebalduskirche, un altro importante simbolo della città.
Non dimenticate di vedere la casa di Albrecht Dürer (Albrech Dürer Haus): proprio a Norimberga visse uno dei più famosi pittori tedeschi.

Schöner Brunnen

E SE HO PIU’ TEMPO PER VISITARE LA CITTA’?

Se avete più di un pomeriggio per vedere Norimberga è il momento di esplorare anche la zona di Ludwigsplatz e di passeggiare attorno alle mura della città. Se avete invece voglia di uscire dalla città potete visitare alcuni luoghi iconici come l’area dei raduni di Norimberga (Reichsparteitagsgelände), dove si svolgevano le imponenti parate naziste. Altrimenti potete visitare il tribunale di Norimberga dove si svolse il processo che abbiamo già citato.

A Norimberga si trova anche il museo delle ferrovie tedesche (Deutsche Bahn Museum), per gli appassionati di musei particolari può essere un buon posto dove trascorrere qualche ora.

Elisabethkirche

NORIMBERGA BY NIGHT

Quando inizia ad imbrunire salite fino al castello, il Kaiserburg. Qui si assapora l’antica Norimberga medievale, fatta di pietra e di luci fioche. Per salire al castello c’è una piccola salita, quel poco che basta per vedere la città da una prospettiva diversa. Guardate i tetti della città, i campanili delle sue chiese e spaziate con lo sguardo fino ai suoi sobborghi dove industria e verde si mescolano.
Il Kaiserburg fu costruito nel XII secolo e servì come fortezza per la città durante il periodo medievale.

Prima di tornare presso il vostro alloggio passeggiate nei vicoli lungo il fiume e attraversate i ponti lungo il fiume Pegnitz (il Museumbrücke è quello che offre i panorami migliori).

Norimberga by night

DOVE MANGIARE

A Norimberga non c’è che l’imbarazzo della scelta per quanto riguarda birrerie e buon cibo bavarese.

Una delle più famose è Zum Albercht Dürer Haus, un chiaro omaggio al pittore del Cinquecento che visse a pochi passi da questo edificio.
Altrimenti nella piazza vicino al castello c’è una birreria Augustiner: una garanzia di qualità e gusto se viaggiate in Germania!
E per la colazione? Vi consigliamo der Beck, in Ludwigsplatz per una colazione la domenica mattina, mentre tutti gli altri locali sono chiusi. Altrimenti vi rimandiamo al blog di Mordi&fuggi per altre informazioni su colazioni a Norimberga (ma vi racconterà anche altri meravigliosi posti dove mangiare in tutto il mondo).

Birreria Zum Albrecht Dürer Haus

DOVE DORMIRE

Per quanto riguarda l’alloggio non possiamo che consigliarvi l’appartamento dove siamo stati. Si trova a pochi passi dalla Spittlertorturm, una delle porte di accesso alla città, ma si trova oltre le mura quindi il prezzo è molto più basso rispetto a un alloggio nel centro storico. City Apartment Nürnberg offre monolocali attrezzati di tutto: letti, cucina con tutto il necessario, bagno grande e pulito, wifi e parcheggio.

Kaiserburg

COME ARRIVARE

Dall’Italia arrivare a Norimberga è semplicissimo. Si sale fino al Brennero, pagando il pedaggio all’autostrada italiana. Prima del Brennero ricordatevi di acquistare la vignetta per attraversare l’Austria (costa 9,50€ per 10 giorni di validità). Una volta in Germania l’autostrada sarà gratis. Praticamente dall’Italia è tutta dritta e senza intoppi. L’unico problema può essere dato dal traffico: essendo la via principale di comunicazione tra Italia e Germania, questa autostrada è spesso intasata da camion e turisti.

Kaiserburg

IL CONSIGLIO DI LEI

Il tempo qui cambia in fretta: tenete un ombrello a portata di mano

IL CONSIGLIO DI LUI

Alla sera fate un saltino nel quartiere a luci rosse per mettere un po’ di pepe al vostro soggiorno.

Come organizzare un viaggio in Germania

Se siete alla ricerca di informazioni per sapere come organizzare un viaggio in Germania siete nel posto giusto! In questo articolo ti riassumiamo tutto ciò che devi conoscere per trarre il meglio da un viaggio in Germania, il nostro Paese europeo preferito.

TRASPORTI

Spostarsi in Germania è veramente facile e comodo, però può essere non particolarmente economico.
Le autostrade sono gratuite in tutto il Paese e, in alcuni tratti, sono addirittura senza limiti di velocità. Prestate però molta attenzione ai segnali che indicano i limiti perché quando sono presenti vanno rispettati alla lettera, i controlli sono frequenti e le multe salate.
Le autostrade sono capillari, vi portano direttamente nel cuore delle città e in alcuni tratti fungono anche da tangenziale, soprattutto attorno alle grandi città.
Spostarsi in treno può non essere sempre economico, potete organizzarvi per tempo cercando le offerte migliori oppure valutando di prendere un più economico bus. Anche i bus, in particolare Flixbus, sono diffusissimi e offrono spesso dei prezzi competitivi.

A proposito, lo sapete che Flixbus è tedesco?

DOVE DORMIRE

In Germania potete trovare sistemazioni di ogni tipo e per ogni fascia di prezzo. Il nostro consiglio è di puntare sugli ostelli per un ottimo compromesso qualità/prezzo. Secondo gli stereotipi gli ostelli sono stanzoni di letti con bagni sporchi in comune.
In Germania invece gli ostelli sono generalmente degli hotel un po’ più spartani. Sempre puliti, offrono anche camere doppie e singole e bagni non in condivisione. Noi abbiamo avuto un’esperienza positiva con la catena A&O a Dresda, ma è presente anche in molte altre città della Germania.

DOVE MANGIARE

Oltre ai classici ristoranti, se volete organizzare al meglio il vostro viaggio in Germania, vi consigliamo due soluzioni alternative ma abbastanza stagionali.
Se andate nel periodo tra novembre e dicembre il luogo perfetto per assaggiare la cucina tedesca sono sicuramente i mercatini di Natale! Glühwein (vin brulè) e Bratwurst (panino con la salsiccia) sono la combo perfetta per un pranzo o una cena in questa atmosfera magica.
Se invece viaggiate in estate o in primavera il luogo perfetto dove mangiare è sicuramente un Biergarten. Un Biergarten (che in italiano può essere tradotto come “giardino della birra”) è uno spazio all’aperto dove mangiare cibo tipico, spesso cotto alla griglia, e sorseggiare birre fresche. Un posto perfetto per una fresca pausa. I Biergarten si trovano spesso nei parchi ma anche nel cuore delle città ogni tanto potete trovare un Biergarten per riposarvi in tranquillità.

REQUISITI DI ACCESSO

Nel momento in cui scriviamo, dicembre 2021, organizzare un viaggio in Germania è piuttosto difficile a causa delle restrizioni Covid. Il Paese sta vivendo una tragica quarta ondata ma al momento è ancora possibile dall’Italia andare in Germania per turismo, almeno fino al 15 dicembre. Tenete sempre monitorato il sito di viaggiaresicuri e il sito dell’ambasciata italiana a Berlino per non avere sorprese.
Informatevi però anche sulle limitazioni in vigore in Germania, anche queste informazioni sono in continuo divenire. Ci sono diverse soglie di pericolo, in base a diversi parametri, come i posti letto occupati in terapia intensiva e nei reparti ordinari. I livelli di rischio sono 9 ma già al livello 3 scatta la regola delle 2G, ossia che il green pass è valido solo per vaccinati e guariti.

LA LINGUA

Non serve dirvi che la lingua della Germania è il tedesco. L’inglese è parlato molto bene ovunque.
Ma imparate qualche parola per salutare o chiedere indicazioni, vedrete che saranno contenti. Qui vi lasciamo un piccolo dizionarietto da studiare prima della partenza.

Guten Tag/Guten Abend=Buongiorno/buonasera

Ich hätte gern+indicare col dito sul menu=vorrei…

Wie viel kostet das?=quanto costa questo?

Wo ist die Toilette?=dove è il bagno

Se avete altre curiosità vi ricordiamo che siamo sempre disponibili sui nostri canali social Instagram e Facebook. Oppure lasciate un commento qui sotto, ci fa piacere leggervi! E speriamo che questo articolo vi possa essere utile presto, significherà che la situazione è migliorata

IL CONSIGLIO DI LUI

Assaggiate le birre tipiche di ogni città che visitate, la Germania è il paradiso della birra

IL CONSIGLIO DI LEI

Nelle città cercate sempre il parco per fermarvi sull’erba a ricaricare le pile dopo una giornata di sightseeing.

Cosa si mangia in Polonia?

Per concludere il nostro viaggio in Polonia partiamo con quello che in tanti (non è vero ma fa figo scriverlo!) ci avete chiesto: cosa si mangia in Polonia?
Ecco qui una carrellata dei principali piatti polacchi.
Ora fermatevi, prendetevi uno snack e mangiate qualcosa prima di proseguire con la lettura. Altrimenti il rischio di avere una fame blu alla fine dell’articolo è dietro l’angolo!

PIEROGI

Non si può iniziare un articolo su cosa si mangia in Polonia senza inserire il piatto polacco per eccellenza: i pierogi. I pierogi sono dei grandi ravioli a forma di mezzaluna che tradizionalmente sono bolliti ma li trovate anche fatti al forno o, più raramente, fritti. Il ripieno tradizionale è con formaggio fresco e patate (pierogi ruskie). Ma li potete trovare ripieni di qualsiasi cosa e in diverse combinazioni: macinato, funghi, bacon, salsiccia, verdure. E per concludere il pasto potete trovare anche i pierogi dolci con mele, mirtilli o marmellata.
Questi ravioloni ripieni sono tradizionali polacchi ma li trovate anche in molte altre cucine dell’est Europa. D’altronde se dobbiamo pensare a qualcosa che accomuna molte culture ci vengono subito in mente le paste ripiene, che siano gyoza in Giappone o pierogi in Polonia o tortellini in Italia, la pasta ripiena vince sempre!

Pierogi
Pierogi

BIGOS

Ok, i pierogi li conosciamo tutti, ma oltre a quelli cosa si mangia in Polonia? Stufati, tanti stufati, tanta carne e tanti crauti. Pensate che a noi non piacevano nemmeno i crauti prima di questa vacanza, ma alla fine ci siamo convertiti e ne abbiamo mangiati una vagonata!
Il bigos è un piatto polacco a base di carne, salsiccia e crauti fatti stufare per ore e ore. Un piatto di umili origini ma dal buon sapore e molto nutriente. I piatti locali spesso raccontano molto sulla storia e le tradizioni del luogo.

Bigos
Bigos

ZUREK

La tradizionale zuppa polacca. In Polonia abbiamo notato che i piatti che richiedono molto tempo per la cottura (stufati e zuppe) vanno per la maggiore. La zuppa zurek, come il bigos, è un piatto di origine povera ma molto sostanzioso. Contiene infatti carne, cipolla, funghi, salsiccia. Nel brodo di carne o vegetale viene inserita anche una mistura di farina di segale e acqua, che conferisce al brodo un colore più torbido e un aroma di cereale che ci sta bene. Questa zuppa è consigliatissima nelle fredde sere polacche per scaldarsi.

Zurek
Zurek

PLACKI ZIEMNIACZANE

Cosa si mangia in Polonia, quali alimenti vanno per la maggiore? Abbiamo visto che carne e crauti sono una costante, ma non dimentichiamoci delle patate! Anche queste le trovate in tutte le salse (forse un po’ meno rispetto alla Germania, ma anche in Polonia sono molto diffuse).
Un piatto tipico che troverete spessissimo si chiama placki ziemniaczane e sono delle frittelle di patate, spesso servite con panna acida o salsa ai funghi. Anche i funghi sono una costante della cucina polacca! D’altronde il territorio è ricco di foreste e il clima perfetto per la crescita dei funghi.

Placki Ziemniaczane
Placki Ziemniaczane

ZAPIEKANKI

E per uno snack per strada cosa si può mangiare in Polonia? Zapiekanki, ideale per una pausa pranzo rapida ma sostanziosa. Come vedete “sostanzioso” è un aggettivo che si ripete spesso nella cucina polacca!
La (o il?) Zapiekanki è un piatto che unisce due street food europei, una combo di Italia e Francia: si tratta di una mezza baguette farcita come una pizza. Solitamente sopra trovate pomodoro e formaggio (possono dire ciò che vogliono ma quella che abbiamo mangiato noi non era mozzarella…), ma si possono aggiungere anche funghi o ciò che vi piace. Solitamente viene aggiunta anche una salsa per rendere tutto meno italiano! Ma nel complesso è un piatto piacevole per un pit stop all’autogrill.

DOLCI

La cucina polacca è molto più ricca di cibi salati che dolci, ma qualcosa per concludere con dolcezza il vostro pasto sicuramente lo trovate!
Un dolce sicuramente diffuso e che troverete ovunque sono i già citati pierogi dolci. Li trovate ripieni di mele, marmellata, mirtilli, fragole…a volte sono pure serviti con un ciuffetto di panna montata per rendere il dolce più goloso.
Per placare un leggero languorino a metà pomeriggio vi consigliamo i paczy, una specie di krapfen gigante ripieno di tutto ciò che desiderate: lo trovate con la cioccolata, la crema, il pistacchio, la nocciola, marmellate di ogni gusto…Ma la nostra versione preferita è stato il paczy alla rosa, molto delicato e semplicemente delizioso.
Un altro dolce di cui i polacchi sono molto fieri è il gelato. Andate in qualsiasi città polacca e troverete “lody” (gelato) scritto ovunque! In realtà spesso si tratta un soft ice cream, quello fatto dalle macchinette e che ricorda il cornetto soft, non so se avete presente. Niente a che vedere con il nostro gelato artigianale, non consigliato dai poracci in tour.

E DA BERE?

Per una fresca pausa la birra è ciò che in Polonia va per la maggiore. Dimenticatevi la birra piccola: qui esiste solo la media ma al prezzo di una piccola (e spesso molto meno!). La “piwo” è quasi sempre una bionda filtrata, la classica birretta. Solo in alcune birrerie (tipo questa che vi consigliamo a Varsavia) troverete molta scelta di birre di vario tipo, altrimenti nei locali la scelta è spesso limitata ai marchi più famosi. La Zywiec è sicuramente la più diffusa, seguita dalla Tyskie e dalla Lech.
Per concludere un pasto polacco, che spesso è molto sostanzioso, non si può rinunciare a un bicchierino di wodka! La nostra preferita è stata la cytrynowka, ossia la wodka aromatizzata al limone. Ma fidatevi che la troverete di ogni gusto.
A Danzica invece non dimenticate di concludere il pasto con la Goldenwasser, un liquore con scaglie d’oro!

Cosa si mangia in Polonia?

IL CONSIGLIO DI LEI

Non saprei dirvi se c’è più varietà di pierogi o di wodka. La cosa bella è che potrete mangiare sempre lo stesso piatto (i pierogi) ma sempre diverso (assaggiateli anche con i funghi: buonissimi!)

IL CONSIGLIO DI LUI

I polacchi sono al secondo posto al mondo per il consumo di wodka pro capite (dopo i russi, of course!). Limitatevi a un bicchierino dopo pasto, è più che sufficiente anche per due veneti allenati come noi.

Cosa vedere a Poznan in un pomeriggio

Siamo giunti oggi all’ultima tappa del nostro viaggio on the road in Polonia e oggi andiamo a scoprire cosa vedere a Poznan in un pomeriggio. Eh già, purtroppo non abbiamo avuto molto tempo per visitare la città ma direi che un pomeriggio è sufficiente, meglio però se avete a disposizione una giornata intera!

LA RYNEK

Il punto centrale da cui iniziare ad esplorare Poznan è la sua Rynek, la piazza centrale del mercato che abbiamo già trovato in tutte le città polacche (tranne che a Varsavia).

È qui che si trovano le cose principali da vedere a Poznan, anche in un pomeriggio!
C’è il municipio, il più particolare che abbiamo visto in Polonia! Anche a Cracovia o a Torun c’era il municipio nella Rynek, ovviamente. Però era architettonicamente simile agli altri edifici della piazza, mentre il municipio di Poznan è completamente diverso dagli edifici circostanti.
È stato progettato da un architetto italiano nel XVI secolo , mentre la torre dell’orologio fu aggiunta solo nel XVIII secolo.
Sulla torre dell’orologio ci sono anche due caprette in metallo che ogni giorno a mezzogiorno escono per per segnalare l’ora.

Il municipio di Poznan con davanti la piazza del mercato

LA LEGGENDA DELLA CAPRA

Ma cosa ci fa una capra in cima la municipio di Poznan? Una leggenda ce lo spiega.
Il giorno dell’inaugurazione del municipio erano pronte due capre per il grande banchetto. Le capre però non ne volevano sapere di finire in pentola e riuscirono furbescamente a fuggire funo alla torre sull’orologio, dove iniziarono a prendersi a cornate. Per ricordare l’evento si decise di aggiungere queste due capre in metallo sulla torre dell’orologio. È per questo che ogni giorno, alle 12 in punto, si danno 12 cornate.

I PESCATORI A POZNAN?!

Ma le stranezze di Poznan non si fermano qui. Sempre nella piazza centrale troviamo delle casette coloratissime chiamate “case dei pescatori”. Ma cosa c’entrano i pescatori a Poznan se è molto distante dal mare, al contrario di Danzica? Ecco la spiegazione: qui si teneva il mercato del pesce, e queste casette erano il luogo dove i pescivendoli esponevano la loro merce. Purtroppo, come spessissimo in Polonia, anche questi edifici erano stati distrutti durante la Seconda Guerra Mondiale. Quello che vediamo oggi è una fedele ricostruzione.

Merchants' Houses

LA CATTEDRALE DI POZNAN

Tra le cose da vedere a Poznan in un pomeriggio c’è sicuramente la sua cattedrale. Per raggiungerla dovrete attraversare il fiume Warta e recarvi su una grande isola chiamata Ostrow Tumski. Proprio su quest’isola venne fondata la città di Poznan da cui nacque lo Stato polacco! Di fianco c’è anche una statua di Papa Wojtyla. Siamo sinceri: ci aspettavamo di trovare sue statue molto più spesso di quanto è stato! Soprattutto per il contributo che ha dato alla storia della Polonia.

La cattedrale dei Santi Pietro e Paolo a Poznan
La cattedrale dei Santi Pietro e Paolo a Poznan

I MOTI DEL 1956

La storia di Poznan è molto antica, essendo stata capitale del Regno di Polonia ben prima di Cracovia. Ma quella che si può vedere oggi in questa città è prevalentemente la sua storia recente. In un pomeriggio a Poznan non dimenticate infatti di visitare Plac Mickiewiczsa con il monumento alle vittime del giugno 1956. Una grande croce in granito ricorda le vittime delle prime rivolte operaie contro la dittatura comunista, rivolte che vennero soffocate nel sangue. Tuttavia da qui iniziarono a spargersi nel Paese i semi della protesta che porterà alla nascita di Solidarnosc e alla libertà della Polonia.

Inoltre non dimenticate di passeggiate sull’elegante Plac Wolnosci per assaporare l’atmosfera moderna ma elegante di Poznan.

Monumento eretto in memoria delle proteste polacche del 1956 contro il regime sovietico
Monumento eretto in memoria delle proteste polacche del 1956 contro il regime sovieico

DOVE MANGIARE A POZNAN

Essendo la nostra ultima serata in Polonia abbiamo fatto una cena a base di pierogi enormi che vi consigliamo di gustare nella pierogarnia a due passi dalla Rynek e dal castello (si tratta della stessa catena che vi abbiamo consigliato a Torun). Per concludere la serata fermatevi per una cytrynowka (una vodka al limone) da Ministerstwo Sledzia i Wodki sulla piazza centrale. Locale alternativo e atmosfera da fiesta assicurata!

Non ci sentiamo di consigliarvi il posto dove abbiamo pernottato perché è stato il peggiore di tutto il viaggio. Non quanto per la camera che era spaziosa, pulita ed economica. Il problema è stata l’accoglienza: purtroppo la receptionist non parlava una parola di inglese (nemmeno “breakfast”) quindi è stato veramente difficile capirsi, soprattutto perché continuava imperterrita a parlarci nonostante fosse evidente che non capivamo una parola.

IL CONSIGLIO DI LUI

Per una sosta pomeridiana fermatevi in uno dei tanti bar lungo la Wozna, la via che va verso il fiume. Troverete birrette fresche o deliziose fette di torta!

IL CONSIGLIO DI LEI

Passeggiate per Poznan di sera per assaggiare un po’ delle sue vibrazioni festaiole!

Torun la città meno turistica della Polonia

TORUN, LA CITTA’ MENO TURISTICA DELLA POLONIA

Dopo la nostra breve capatina sul mar Baltico abbiamo iniziato la discesa verso casa. Una discesa che è durata 5 giorni e 4 città!
Partiamo quindi con la nostra penultima tappa in Polonia: Torun, la città meno turistica della Polonia.

LA PRIMA IMPRESSIONE

Torun è stata la città meno turistica che abbiamo visto in Polonia. Si trova nel cuore del Paese ed è stato molto interessante vedere anche questa città fuori dalle solite rotte turistiche.
Alla quinta città polacca che visitavamo abbiamo scoperto un pattern comune a tutte le città di questo Paese. La periferia è ricca dei classici condomini di epoca sovietica, casermoni rettangolari grigi tutti simili tra loro. Più ci si avvicina al centro e più gli edifici si fanno più bassi e antichi. Nel centro poi gli edifici sono principalmente medievali (in molte città ricostruiti a seguito della Seconda Guerra Mondiale) e trovano il loro fulcro nella Rynek, la piazza del mercato, rigorosamente coperto visto il rigido clima invernale. La Rynek l’abbiamo trovata in tutte le città polacche con l’esclusione di Varsavia che in effetti è stata la città polacca meno polacca che abbiamo visitato.

COSA VEDERE A TORUN

Torun è nota per essere una città medievale fortificata e la caratterizza uno stile rigoroso e in mattoni rossi rossi. Sarà che siamo arrivati dopo una forte pioggia che aveva lavato gli edifici, ma quello che resta impresso della città è il rosso dei mattoni. La forte impronta militaresca è stata data dai cavalieri teutonici e dalla successiva dominazione prussiana.
Qui la Vistola si sta avviando verso la sua foce sul mar Baltico quindi è molto più grande di come l’abbiamo lasciata a Varsavia o Cracovia. La Vistola difende Torun da un lato, mentre su tutti gli altri lati la città è protetta da una cinta muraria.

DELLE STRANE STATUE

Attorno alla piazza principale di Torun si trovano delle strane e curiose statue. Ovviamente c’è una statua di Niccolò Copernico, che qui trovate ovunque essendo Torun la sua città natale, ma ci sono anche statue più particolari. Troviamo un cagnolino di fianco a un ombrello. Si tratta di un personaggio di un fumetto polacco: il cane si chiama Filus ed è il fedele compagno del professor Filitek, caratterizzato da un ombrello.
C’è anche la statua di un asinello in bronzo. Questo ricorda l’asino in legno che si trovava sulla piazza in epoca medievale: si legavano alla coda dell’asino i trasgressori della legge prima della fustigazione.

LA LEGGENDA DELLE RANE DI TORUN

La città di Torun, come molte città di epoca medievale, conserva leggende e racconti sulla sua storia. Pare che qui giunse un giorno una strega, ma nessuno degli abitanti la accolse. La strega, furiosa, lanciò una maledizione e la città venne invasa dalle rane. Per salvare la città un povero contadino, un poraccio come noi, si mise a suonare il suo violino. Le rane lo seguirono ed uscirono dalla città.
La leggenda ovviamente ricorda molto “Il pifferaio magico” (ambientato però nella città tedesca di Hameln, non distante da Hannover).
Le rane sono oggi ricordate da una fontana con al centro il violinista e le rane disposte attorno alla vasca.

IL PERSONAGGIO PIU’ FAMOSO DI TORUN

Proprio a Torun, la città meno turistica della Polonia, è nato il grande astronomo Niccolò Copernico. Oggi è uno dei personaggi polacchi più famosi e ha una statua proprio sulla piazza principale di Torun, la famosa Rynek. La sua casa è situata in pieno centro storico ed è oggi un museo visitabile. Nel museo troverete non solo informazioni sull’astronomo, ma anche su Torun nel Quattrocento, per poterla vedere con gli occhi di un Niccolò Copernico bambino. Niccolò Copernico fu il primo ad asserire che il Sole fosse al centro del sistema solare e non la Terra. Fino ad allora si pensava che fosse il Sole a girare attorno alla Terra e non il contrario.

DOVE MANGIARE

A Torun abbiamo mangiato cibo polacco a manetta! Abbiamo trovato una giornata particolarmente piovosa e quindi, dopo un giro nel centro storico cosa vuoi fare se non fermarti a mangiare e bere? Abbiamo fatto un mega aperitivo dividendo un piatto di pierogi ruskie (quelli tradizionali con patate e formaggio). Poi per cena una calda zuppa zurek e altri pierogi per Daniele. Per mandare giù il tutto uno shottino di vodka è ciò che serve. Insomma, non siamo certo tornati a casa a stomaco vuoto! Vi consigliamo la Pierogarnia che trovate sia sulla piazza principale che in un vicolo un po’ più appartato. L’atmosfera è calda, il personale cortese e il cibo delizioso!

Non ci sentiamo di consigliarvi il posto dove abbiamo dormito perchè, per quanto bello, economico, grande, pulito e con un’abbondante colazione, era una specie di centro congressi.
Se però volete avere l’indirizzo potete sempre contattarci su Instagram o Facebook.

IL CONSIGLIO DI LEI

Prendetevi del tempo per godervi ogni angolo della piazza centrale: è qui che pulsa il cuore della città!

IL CONSIGLIO DI LUI

A Torun si trova anche il museo degli esploratori: cercate di fare un salto perchè dev’essere super per tutti gli amanti dei viaggi!

Una visita al Riparo Tagliente

Oggi andiamo a fare una visita virtuale a un sito preistorico nella provincia di Verona che pochissimi conoscono: il Riparo Tagliente.
Come dice il nome, qui si riparavano gli uomini preistorici, e in effetti si tratta di un riparo roccioso molto ampio.

IL RIPARO TAGLIENTE

Visitare il Riparo Tagliente per noi profani dell’archeologia è stato super interessante! Abbiamo imparato molte cose che nemmeno immaginavamo. Ad esempio ci sono dei cavi che scendono dal soffitto, sapete perché? Servono a dare le coordinate esatte del posto in cui si trova un reperto. Sono appesi a una grande griglia di cavi sul soffitto che forma il perfetto piano cartesiano da cui stabilire le coordinate dello scavo. Inoltre è possibile risalire alla posizione di un reperto grazie ai numeri segnati sul terreno che suddividono i vari strati.

LA PREISTORIA IN VALPANTENA

Da tanti anni l’Università di Ferrara lavora nelle aree europee più interessanti per gli scavi che riguardano il periodo del Paleolitico e le epoche successive fino al Neolitico antico.
Oltre che al Riparo Tagliente troviamo tracce importanti dei nostri antenati preistorici anche alla vicina grotta di Fumane.
Ma perché l’uomo preistorico si stabilì proprio in Valpantena? Questa zona prealpina era ricca di materie prime fondamentali per la sopravvivenza: flora, fauna, selce. Qui agli uomini preistorici non mancava proprio niente! E poi vicino scorreva il progno di Val Pantena che all’epoca doveva essere ben più grande e ricco d’acqua rispetto al ruscello che è oggi. La sua presenza è testimoniata da ciottoli levigati, le classiche pietre lavorate dall’acqua.

cosa raccontano GLI STRATI DEL TERRENO

Durante una visita al Riparo Tagliente si può vedere chiaramente come gli strati del terreno si sono formati nel corso dei millenni. Il terreno cambia composizione di strato in strato e la cosa più affascinante è stata capire tutto ciò che, solo osservando il suolo, gli archeologi possono scoprire sul nostro passato. Gli strati si sono modificati principalmente in base al clima e alla frequentazione dell’uomo. Sono soprattutto argilla e limo a indicarci il clima, a cui si aggiungono le placchette di calcare che, nel tempo, si sono staccate dalle pareti del riparo per effetto del gelo e disgelo ed anche i grandi massi rocciosi, forse anche a causa di eventi tellurici. Si può notare che il terreno cambia colore o composizione, alcune volte gli strati sono più evidenti e altri meno. E negli strati si trovano materie prime o selci scheggiate in modo diverso che ci aiutano a capire come vivevano gli uomini preistorici e come si sono evoluti i loro comportamenti nel corso del tempo. Questi strati possono durare un giorno come diecimila anni e possono variare all’interno dello scavo (non sono perfettamente lineari e sempre alti uguale, sarebbe troppo facile così!)
Per riconoscere più facilmente i vari strati sono stati individuati dagli archeologi utilizzando delle placchette con dei numeri.
Datare i reperti invece è più facile: si usano metodi chimico-fisici come la datazione al carbonio-14.
Lo strato più antico del Riparo Tagliente risale a 50.000-60.000 anni fa.

LA SCOPERTA DEL RIPARO TAGLIENTE

Come tutte le migliori scoperte, anche il Riparo Tagliente è stato trovato per una casualità! Un appassionato di archeologia, tale Francesco Tagliente, nel 1958 scopre un riparo chiuso da sedimenti e con solo una piccola fessura per accedervi. La valle una volta era completamente coltivata a frutteto, totalmente diversa da come la vediamo oggi.
Il signor Tagliente entra ma si accorge ben presto che qualcosa era stato portato via. Nel Medioevo presumibilmente qualcuno aveva svuotato la parte interna del riparo.
Ma non si perde d’animo e, cercando, trova diversi utensili e reperti. Contatta così il Museo di Storia Naturale di Verona e nel 1962 partono i primi scavi.
Si inizia a scavare al centro una trincea che servirà per esaminare la stratigrafia del sito dall’esterno all’interno.
Nel 1967 le ricerche passano in mano all’Università di Ferrara attraverso il professor Leonardi, fondatore dell’Istituto di Geologia dell’università di Ferrara.

I PRIMI SCAVI

Dall’inizio degli anni Settanta si inizia a scavare verso la zona interna del riparo. Ripulendo la parete si trovò un osso umano, appartenente al bacino. Si decise così di aprire la zona sud per far emergere la sepoltura, il cui scheletro si può oggi vedere al Museo di Storia Naturale di Verona. Se però volete restare in zona, al Museo Preistorico e Paleontologico di Sant’Anna d’Alfaedo potete vedere il calco di questo scheletro (oltre a molti altri reperti provenienti dal Riparo Tagliente).
Si tratta dei resti di un uomo di 20 anni, la cui sepoltura risultava “chiusa” da massi in calcare.
Ma non è l’unica traccia umana rinvenuta al Riparo Tagliente. Qui gli archeologi hanno scavato e trovato denti di uomo di Neanderthal e la falange di un giovane individuo.
Attorno agli anni 2000 si è iniziato a scavare anche nella parte più interna, sebbene la zona fosse stata “inquinata” dalla presenza medievale che ha fatto sparire gran parte di ciò che poteva esserci nel Riparo Tagliente.

GLI UOMINI PREISTORICI

Il Riparo Tagliente era molto utilizzato dagli uomini nel periodo epigravettiano, tra circa 17.000 e 13.500 anni fa.
Attorno al 17.000 a.C. infatti iniziarono a rientrare gruppi di umani all’interno dell’arco alpino. Prima si erano allontanati a causa di un picco glaciale che rendeva impossibile la vita degli uomini e della flora e fauna di cui si nutrivano.
Ci sono testimonianze che l’uomo preistorico sapeva macellare gli animali e accendere focolari. Ce ne sono diversi che venivano aperti, poi chiusi e poi riutilizzati.
Ma qui al Riparo Tagliente gli uomini non vivevano isolati. Sono stati rinvenuti elementi in Scaglia Rossa marchigiana, segno che c’erano dei contatti con altre tribù a sud del Po.
L’uomo era stanziato qui quasi tutto l’anno, ma più frequentemente nei periodi invernali.
Grazie agli scavi abbiamo molte informazioni su come viveva qui l’uomo preistorico, ma non solo! Gli archeologi studiano anche la fauna, fondamentale per comprendere il clima del periodo e la dieta dei nostri avi.
Pare che anche diversi animali abbiano usato il Riparo Tagliente come tana, e un resto di tana di un animale (presumibilmente un tasso) è ancora oggi visibile.
Gli archeologi riescono a dedurre tutto ciò solo studiando il terreno e i reperti, non è incredibile?

LO STATO attuale DEL SITO

Il Riparo Tagliente al momento non è nella sua migliore forma, diciamo così. Purtroppo il tetto è piuttosto malandato e i lavori di manutenzione non si possono fare per problemi burocratici. Al momento l’intero sito è ricoperto di teli che gli studiosi tolgono solo nel momento in cui vanno a visitare lo scavo.
Solo in un piccolo sondaggio interno si è scavato fino in fondo, ossia si è arrivati ad un livello che viene definito “sterile”, dove non c’è più nessuna traccia da ricercare, né nel terreno né come reperto. Ma tutto il resto del sito resta ancora in gran pare da scavare e ci sono metri e metri di sedimenti, e lavoro per generazioni di archeologi!

IL FUTURO DEL RIPARO TAGLIENTE

Al Riparo Tagliente si arriva in 5 minuti di automobile dal centro di Grezzana, un paese a nord di Verona. Non c’è molto spazio per parcheggiare.
Il sito è in corso di studio da parte dell’Università di Ferrara ma dal 2013 non si può più scavare per continuare a scoprire i segreti di questo luogo ricco di (prei)storia!
Purtroppo una serie di problemi burocratici impediscono agli archeologi e ai giovani studenti di fare pratica sul terreno, con grandi perdite sia per la conoscenza che per il territorio.
Il sito non è normalmente visitabile da parte del pubblico, finchè non sarà possibile sistemare la struttura di copertura per proteggerlo e renderlo sicuro.  Per questo ringraziamo Elisabetta, la Pro Loco di Grezzana e l’Università degli Studi di Ferrara per averci dato la possibilità di organizzare una visita al Riparo Tagliente.
Ci auguriamo che in futuro il sito possa essere rinnovato e che gli scavi possano riprendere con grinta e curiosità! E che, magari, ogni tanto venga data la possibilità al pubblico di fare una visita al Riparo Tagliente per conoscere questo luogo ancora sconosciuto della nostra provincia.

Cosa vedere a Danzica in un giorno

Prosegue il nostro viaggio in Polonia e dopo Varsavia vi portiamo a Danzica per scoprire cosa vedere a Danzica in un giorno . Danzica è diversa dalle altre città polacche, ha un’architettura tutta sua e un’atmosfera portuale completamente diversa.  Ha molte più cose in comune con Brema e Amburgo che non con Varsavia e Cracovia. Ma come mai? Leggi l’articolo per scoprirlo!

Una buffa avventura in autogrill

Da Varsavia siamo partiti per Danzica, in polacco Gdansk. “Daniele, ma quando arriviamo all’autostrada?”, domanda Emily dopo un’ora di macchina. “Ci siamo già”, la sua risposta. Praticamente abbiamo beccato una di quelle autostrade-non autostrade polacche. Tra trattori, vecchi col capello, lavori in corso e rallentamenti di ogni tipo siamo arrivati finalmente all’autostrada normale.  Ci fermiamo al primo autogrill a ora di pranzo e improvvisamente nel parcheggio iniziano ad arrivare innumerevoli carri armati. Ci spaventiamo ma nessuno fa una piega. Praticamente il giorno prima era stata la festa delle forze armate a Varsavia e probabilmente stavano ritornando alla base. Per rilassarci abbiamo mangiato una zapiekanki, cioè una specie di baguette tagliata a metà e farcita con formaggio e pomodoro.

La prima impressione

Danzica si presenta come città portuale già dall’autostrada. Ci sono i cartelli che indicano i traghetti per Stoccolma (siamo stati tentati!) e un sacco di gru al porto. Danzica è una città anseatica come Amburgo, Brema, Lubecca e altre città sulle  coste del mare del Nord e del mar Baltico. Si nota immediatamente nell’architettura e non potete fare a meno di notare la diversità tra Danzica e le altre città polacche. Bello, ma cosa significa che era una città anseatica?
Nel Medioevo alcune città tedesche decisero di fondare una lega commerciale per potersi supportare a vicenda nei commerci. Fondarono quindi la Lega Anseatica, a cui prese parte anche la città di Danzica.

Cosa vedere a Danzica

Tra le cose da vedere a Danzica in un giorno c’è sicuramente il suo centro storico. Si sviluppa lungo due vie principali: ulica Dluga (via Lunga) e Dlugi Targ (Mercato Lungo). Voi fregatevene e perdetevi nei vicoletti, tornando ogni tanto su queste strade ad ammirare le sontuose case con cui i mercanti facevano a gara nello sfoggio della loro ricchezza. La casa più ricca è chiamata Casa d’Oro ma ce ne sono molte altre che meritano la vostra attenzione, siate curiosi e tenete gli occhi aperti. Camminate lungo la via Reale (dove sfilavano i re polacchi quando venivano a Danzica) e poi ammirate la porta Superiore, quella Anteriore e la ricca Porta d’Oro. Ma i punti di accesso alla città non si esauriscono con queste tre porte: c’è anche una porta Verde.
Come tutte le città polacche è ricca di chiese ma vi sugeriamo di soffermarvi solo sulla chiesa di Santa Maria, uno dei simboli della città e sicuramente la più imponente.

Passeggiando sul lungofiume

Il fiume che attraversa Danzica si chiama Motlawa e rappresenta il cuore della città. Locali di ogni tipo e negozi di ogni mercanzia si trovano lungo le sue rive. E’ qui che la popolazione e i turisti passeggiano e si godono la città. Passeggiando lungo il fiume troviamo una torre dalla forma piuttosto particolare. Si tratta della Gru di Danzica (Zuraw in polacco) che serviva per sollevare il carico dalle navi. Questa gru fu costruita nel XV secolo e rappresentava il più grande macchinario di questo tipo nell’Europa medievale. Sollevava fino a due tonnallate. Fu severamente danneggiata durante la Seconda Guerra Mondiale ma il restauro l’ha riportata all’antico splendore.

La storia della città

Danzica non ha avuto una storia facile ma in un giorno si riesce a visitare il centro storico senza problemi. Fondata nel 997  da un vescovo boemo, nel corso dei secoli entrò nella già citata Lega Anseatica e conobbe un periodo di espansione e ricchezza soprattutto grazie ai numerosi mercanti e ai commerci tra la Scadinavia, i Paesi Baltici e l’Europa centrale. I mercanti facevano a gara a chi aveva la casa più bella, quella più decorata. Tutto ciò era segno di ricchezza e prestigio e i  mercanti che si stanziavano qui provenivano da diverse parti d’Europa. Nel corso del periodo della divisione dello Stato polacco (se vi ricordate ne abbiamo già parlato qui), Danzica fu annessa alla Prussia. Nel corso dei secoli la popolazione di Danzica era formata per la maggior parte da tedeschi e polacchi, e anche dopo la Prima Guerra Mondiale i tedeschi mantennero una forte influenza su questo territorio. Fu proprio da questa città che iniziò la Seconda Guerra Mondiale.

Danzica e la Seconda Guerra Mondiale

Anche se visitate Danzica in un giorno potete vedere come la Seconda Guerra Mondiale ha segnato le sorti di questa città. Da qui infatti incominciò il conflitto, quando una nave tedesca sparò alcuni colpi verso la postazione militare polacca di Westerplatte. Questo sito oggi è una delle cose principali da vedere a Danzica. Tuttavia è situato un po’ fuori dalla città quindi se programmate una visita anche a Westerplatte mi raccomando di considerare almeno 2 giorni a Danzica. Nel 1945 la città fu liberata dall’Armata Rossa ma portò sui suoi edifici i segni della guerra fino agli anni ’90. Nel frattempo la sua storia non fu comunque molto pacifica…

Danzica e gli scioperi

Nel 1980 ci furono dei grandi scioperi nei cantieri navali di Danzica (l’attività portuale è la principale di questa città). Si trattava delle prime grandi proteste contro il regime comunista che tuttavia soffocò la rivolta nel sangue, uccidendo 44 persone. Si cercò una trattativa e da questi accordi è nato Solidarnosc. Di questo partito vi abbiamo già parlato a proposito della storia di Varsaviastoria di Varsavia. Aggiungiamo qui che il suo fondatore, Lech Walesa, è diventato poi il primo presidente della repubblica polacca dopo la caduta del comunismo.

Danzica by night

Nonostante la nostra sosta a Danzica sia stata breve, vi consigliamo di non perdere la vita notturna di questa città. Gente che suona ad ogni angolo, bar e birrerie dove fermarsi a sorseggiare qualcosa osservando il viavai della gente. Oppure gruppi di musicisti e artisti di strada che intrattengono il pubblico coi loro spettacoli. Ballerini che coinvolgono il pubblico o maghi delle bolle di sapone che incantano i bambini. Danzica di sera è come una Rimini del nord, una città di mare ricca di turisti e di intrattenimenti.

Dove dormire e dove mangiare

Per dormire una notte a Danzica e scoprire la città in un giorno vi consigliamo l’hostel Filip. Si trova a 20 minuti a piedi dal centro, le camere sono pulite e curate. Inoltre è tranquillo e con un ampio parcheggio.  Per quanto riguarda il cibo vi consigliamoGdanski Bowke. E’ un ristorante dove potete provare quasi tutte le specialità polacche, i piatti sono enormi, il prezzo onesto per essere in pieno centro storico e in riva al fiume. Inoltre se non sapete quale birra scegliere potete fare la degustazione di 3 birre, ognuna viene servita in formato da 200ml, Bonus plus: abbiamo trovato un cameriere che parlava italiano!
Non dimenticatevi di concludere il pasto con la Goldenwasser, un liquore tipico della città con all’interno scaglie d’oro (alimentare of course!)

una gita sul mar Baltico

Tra le cose da vedere a Danzica in un giorno non può mancare una sosta sul mar Baltico. La spiaggia più vicina è a soli 20 minuti di auto e si chiama Plaza Brzezno. Qui fermatevi per una colazione al bar sulla spiaggia, vi possiamo assicurare che sarà gigante. Toglietevi le scarpe e camminate scalzi sulla sabbia fino a bagnarvi i piedi nel mar Baltico: non è una sensazione bellissima? Il mare non è così freddo come si può pensare ma su queste spiagge le temperature sono piuttosto rigide quindi non dimenticate di portare con voi una felpa o qualcosa per scaldarvi. In agosto c’erano 17 gradi.

Il consiglio di lei

Alzate gli occhi e guardate con attenzione le facciate delle case: non ce n’è una che sia uguale all’altra

Il consiglio di lui

In spiaggia attivate lo zoom della vostra macchina fotografica al massimo. Potrete vedere le navi cargo che fanno la spola tra l’Europa centrale e la Scandinavia.