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Campo, l’antico borgo disabitato

I poracci non sono scomparsi, non sono andati in vacanza, semplicemente in questi giorni sono stati solo molto impegnati a preparare i costumi per il Lucca Comics :p
Oggi però vi parlano di Campo di Brenzone.

UNA GITA POMERIDIANA COL PAPA’

Ieri Emily ha trovato un po’ di tempo e, insieme al suo super papà, si è avventurata sulle pendici del Monte Baldo, all’altezza di Brenzone.Siamo stati alla scoperta dell’antico borgo di Campo, quasi totalmente disabitato e che cerca di aprirsi nuove strade attraverso eventi, restauri e valorizzazione del territorio al fine di tornare agli antichi splendori con un occhio sempre al passato.
I temi ricorrenti di questa passeggiata sono stati infatti i mestieri e le tradizioni “de ‘na ‘olta”, quelli dei nostri nonni. Mi sono immaginata la faccia di mia nonna al pensiero di una mostra sugli utensili che utilizzava quotidianamente nei campi: si sarebbe messa le mani nei capelli biondi scuotendo la testa.
Ma andiamo con ordine.

L’ITINERARIO

La partenza è stata da Magugnano, frazione di Brenzone, e da lì un sentiero molto semplice sebbene in salita ci ha portati attraverso gli ulivi fino al paese di Campo. Lì abbiamo dato un’occhiata alle case diroccate e all’unico bar presente in paese, che in realtà mi è sembrato più simile ad un’abitazione privata dove ti offrono un caffè o un bicchier d’acqua. Proseguendo abbiamo costeggiato il Monte Baldo fino ai borghi di Fasor e Biaza, per poi arrivare a Castelletto di Brenzone, che definire pittoresco sarebbe riduttivo.
castelletto di brenzone

Da lì, costeggiando il lago in compagnia solo di qualche pescatore e di un magnifico tramonto, si torna a Magugnano. Il Monte Baldo mi è sempre piaciuto immaginarlo come una corona sul lago, come una testa coronata, ma forse è il caso che la smetta con gli aperitivi :p
campo di brenzone

 

CAMPO DI BRENZONE

Ieri non c’era nessuno ad aggirarsi nel paese se non un altro paio di turisti e qualcuno che si occupava dell’orto vicino al “bar”. Il paese è nascosto dagli alberi, non si vede dal lago nè si può scorgere una volta che ci si è allontanati sul sentiero. Sono in atto diverse azioni per preservarlo e restaurarlo, tra cui mostre di artisti locali che lavorano materiali del territorio. C’erano sculture di legno bellissime, molto semplici nelle forme ma dalle linee emozionanti.

Dal 26 novembre ci sarà anche una mostra di presepi che credo andrò a vedere perchè la cornice in cui la allestiranno già da sola è un piccolo presepe. Delicatissima nel paesaggio è la presenza della chiesetta di San Pietro in Vincoli, risalente (pensate!) al 1023. Quasi mille anni che quella chiesetta conserva sotto la volta in legno dei meravigliosi affreschi e funge da tappa per i pellegrini e, una volta, dev’essere stato il fulcro della vita del paese.
campo di brenzone

In una stanza è presente una piccola area commemorativa per i caduti della Prima Guerra Mondiale, un’esposizione molto semplice ma anche particolarmente toccante.
campo di brenzone

 

GLI ULIVI E LA VITA CONTADINA

Il cuore dell’economia di Campo e delle sue vicinanze è stata ed è tuttora la coltivazione dell’ulivo.
I muretti a secco creano i tipici terrazzamenti delle pendici del Baldo verso il Garda e offrono una superficie stabile in cui coltivare il prezioso olio. E’ stato interessante leggere i cartelli presenti sul sentiero che illustravano il rapporto quasi simbiotico tra l’uomo e gli ulivi e spiegavano l’utilizzo di strumenti antichi ma non troppo visto che molti sono ancora utilizzati. Inoltre si raccontava del significato profondamente simbolico dell’olio, dai tempi della Bibbia ad oggi. Come molti sapranno, il lago di Garda è il luogo più a nord dove viene coltivato l’ulivo, vi consigliamo un giro tra i numerosi frantoi della zona a scegliere il migliore per la vostra tavola. Sono presenti anche numerose piante officinali, ma d’altronde il Monte Baldo era chiamato nei secoli passati Hortus Europae.
biaza

 

NEI DINTORNI

Per gli appassionati di montagna e camminate il borgo di Campo si inserisce in una rete di sentieri che dal lago si inerpicano su per il monte Baldo. In poco più di 2 ore si può raggiungere la località di Prada (ma attenzione che ci sono circa 800m di dislivello da affrontare!), oppure avventurarsi lungo le antiche mulattiere, strade di montagna che una volta erano l’unica via di comunicazione per i commerci e lo svago. Pensate quanto camminavano i nostri nonni, noi siamo diventati un po’ rammolliti, eh? :p
Oppure si può costeggiare il lago tra i bellissimi paesi di Castelletto di Brenzone, Marniga, Assenza.

 

lago di gardacastelletto di brenzone

 

QUALCHE LINK

Consigliamo di consultare il sito www.brenzonetrekking.eu per avere le mappe dei percorsi e numerose informazioni utili.
Se invece volete fare una donazione per aiutare la conservazione di Campo di Brenzone visitate il sito www.campobrenzone.it

Sono luoghi dimenticati e testimoni di una storia contadina che affonda le proprie radici nella notte dei tempi e si è sviluppata fino al qualche decennio fa per poi venire quasi abbandonata in nome della modernità e della tecnologia. In questi luoghi è palpabile la presenza del passato e della civiltà contadina, in questi luoghi riesco a immaginare meglio la vita dei miei nonni che d’altronde altro non è che la vita delle mie radici.
tramonto sul lago di garda

 

LA PORACCIATA DI LEI

Da vera poraccia prima di scrivere mi sono documentata per sapere se si scrive “olivo” o “ulivo”. L’Accademia della Crusca li accetta entrambi, pur sostenendo che “olivo” si diffonderà maggiormente in futuro. Ma siccome in questo articolo si parla più di passato che di futuro, ho preferito “ulivo”.