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Il Cammino Portoghese – da Pontevedra a Padron (tappa 8 e 9)

Siete pronti ad entrare nel clou del nostro Cammino? Dopo il ristoro delle isole Cies eravamo carichi come due molle, pronti a conquistare Santiago! Siete carichi anche voi per le tappe n. 8 e n. 9? Come dicevamo nei momenti di difficoltà: DAJE!

DA PONTEVEDRA A CALDAS DE REIS – 21,70km

Da Pontevedra si esce attraversando il centro storico e il ponte do Burgo.


Abbiamo avuto un po’ di problemi alla partenza. Prima sono scomparsi i biscotti, parte fondamentale della nostra colazione. Poi non trovavamo la guida. Poi abbiamo aperto lo zaino praticamente in  mezzo alla strada, abbiamo recuperato tutto e siamo partiti.
Ricordate la regola n.1 dei pellegrini: quello che usate spesso tenetelo nelle tasche esterne!
Da qui ci si avventura per zone più che altro collinari e pianeggianti, ricche di vigneti. Da ora in poi le strade saranno quasi sempre affollate più da pellegrini che da macchine. Un vero paradiso!
Nonostante la tappa semplice ce la siamo presa con calma. Tra un km di cammino, un boccadillo e una chiacchiera siamo arrivati a Caldas de Reis a metà pomeriggio.


Qui avevamo prenotato in un albergue piuttostro grande, trovato grazie al nostro compagno di avventure inglese. E qui abbiamo ritrovato le signore chic di Bergamo e il professore brasiliano.
Ci siamo lavati, noi e i vestiti, poi ci siamo dati al bricolage sui piedi di Emily.
Ricordate la storia della vescica, il Compeed e il signore gentile? Bene, la vescica era diventata una bella bollicina, nonostante il cerotto. Incidenti di cammino. Abbiamo deciso di improvvisarci allegri chirurghi e Daniele, armato di ago e filo, ha bucato la vescica. Ovviamente Emily ha fatto un po’ di casino ma più per un dolore immaginario che reale.

INFO DI SERVIZIO: COME BUCARE LE VESCICHE

Se siete pellegrini in difficoltà ecco una breve guida, testata sulla nostra pelle. Se invece siete facilmente impressionabili passate direttamente al paragrafo successivo.
1-disinfettare bene l’area della bolla con il disinfettante. Disinfettare anche l’ago con un accendino
2-inserire un filo in cotone nella cruna dell’ago
3-infilare l’ago nella vescica e farlo uscire dal lato opposto. Chi viene “bucato” non sentirà dolore perchè la pelle sopra è comunque mezza morta
4-togliere l’ago ma lasciare il filo dentro alla vescica
5-lasciare che il liquido interno della veschica spurghi attraverso il filo. Lasciare il filo dentro per 15-20 minuti
6-con un fazzoletto e il disinfettante pulire bene la zona
7-applicare un cerotto sopra alla vescica ma senza togliere il filo
8-la mattina seguente togliere cerotto e filo, disinfettare e partite con un cerotto nuovo
9-vi assicuriamo che il giorno dopo camminerete come delle schegge!

LE TERME DI CALDAS DE REIS

Dopo aver lasciato “appiattire” la bolla e disinfettato la “ferita” abbiamo messo un cerotto e siamo partiti alla ricerca delle terme. Il nome “Caldas” mica è casuale…
In pieno centro abbiamo trovato 2 fontane che offrivano una specie di percorso Kneipp: la prima ghiacciata e la seconda bollente. Però non erano queste le terme che ci aspettavamo…
Attraversando il piccolo centro abbiamo scoperto che le terme erano delle piscine a pagamento.
Ma quando fai il Cammino di Santiago anche 10€ diventano improvvisamente una cifra considerevole. Immaginate che con 10€ (5 per dormire e 5 di spesa) ci si può fare una giornata intera.
Per fortuna il nostro amico Craig (colui che prenotava gli ostelli per tutti, l’inglese organizzato) ha scoperto delle terme libere poco più in là. Piccolo spoiler: non sarebbero state terme e non erano nemmeno poco più in là.
Infatti alle “terme” ci siamo arrivati dopo 2km di sentierino costeggiando un ruscello. Una passeggiata molto bella e soprattutto rilassante. Anche se dopo una giornata in cammino avremmo preferito fosse più corta. Soprattutto l’ultimo tratto è stato più un’arrampicata che una passeggiata.
Ma la fatica è stata ampiamente ricompensata:

L’acqua era gelida, ma per i nostri piedi affaticati era perfetta! Ci siamo divertiti facendo finta di surfare, rilassandoci e dicendo quattro cavolate in compagnia. Abbiamo incontrato di nuovo il nostro amico spagnolo e poi ci siamo messi in posa per una serie infinita di foto di gruppo. Un bel modo per concludere una giornata di cammino condiviso.


Per finire, una cena con il menu del pellegrino in compagnia di un nuovo amico elfico. Si tratta di un ragazzo tedesco vestito esattamente come un elfo, uno di quei soggetti strani di cui pullula il Cammino di Santiago. D’altronde durante il cammino ognuno lascia a casa tutto il surplus di apparenze per cui ti presenti per come sei davvero. E tutti siamo dei soggettoni in un modo o in un altro.

DA CALDAS DE REIS A PADRON – 16,72km

La mattina seguente pioveva. Abbiamo ritenuto più saggio aspettare che finisse, approfittandone anche per dormire un’ora in più. Poi siamo ripartiti per una tappa in un paesaggio incantevole. Dopo l’oceano delle prime tappe, il percorso si snoda tra vigneti e morbide colline. Era tutto così bucolico che c’era addirittura gente che portava a passeggio delle caprette:


E’ un paesaggio che invoglia a proseguire e che rilassa anche i più stanchi. E vi assicuriamo che alla nona tappa i nostri corpi iniziavano ad essere un po’ stanchi…Infatti in questa tappa ci siamo concessi ben 2 colazioni!
In uno dei due bar abbiamo assistito alla corsa dei tori di Madrid in televisione. Si tratta della versione madrilena della corsa dei tori di Pamplona. Non abbiamo ben capito cosa ci sia di divertente nel farsi correre dietro da un toro rischiando la vita, ma d’altronde ogni Paese ha le proprie tradizioni.
Dopo questa tappa abbiamo ripreso il cammino, questa volta addentrandoci per boschi e allontanandoci dal sentiero solo per pranzare. Abbiamo trovato un ristorantino “da camionisti”, ma non sono questi i posti dove si mangia meglio?! Empanada e cozze grandi almeno 3 volte quelle a cui siamo abituati nella pianura padana.


Di questa tappa ricordiamo le chiacchierate con Stefania, le confidenze, le battute e i discorsi più o meno seri. A volte ci sembra strano come l’Italia possa essere così profondamente diversa tra nord e sud, ma è anche bello capire il punto di vista di chi vive le cose dalla prospettiva opposta. Stefy, prima o poi veniamo a Napoli, promesso!


A Padron il nostro amico Craig aveva prenotato per tutti in un ostello. Per la prima volta il nostro gruppetto ha dormito in camera insieme. A noi si è aggiunto un signore irlandese che il giorno dopo ci ha fatto i complimenti per come eravamo stati tranquilli durante la notte. Crediamo ancora che fosse ironico, nonostante lui sostenesse il contrario.
Doccia, dormita, lavatrice e ringraziamo Vale&Ale per aver steso i vestiti in modo creativo, creando uno stendino tra le sedie!

PADRON

Spendiamo ora qualche parola sulla cittadina sdi Padron.
Breve riassunto: San Giacomo fu ucciso a Gerusalemme e due suoi discepoli rubarono il corpo per dargli sepoltura. Arrivarono così in Galizia e la nave attraccò a un “padron”, ossia una pietra cilindrica. A questa pietra si deve il nome della città e il suo successivo coinvolgimento nel percorso del cammino. Da Padron a Santiago si seguono praticamente le orme di San Giacomo e i suoi due discepoli.
A Padron troviamo infatti la Iglesia de Santiago, dove si trova il famoso punto di attracco, e il colle da cui San Giacomo si dice tenesse i suoi primi sermoni.


Dopo esserci rifocillati con del buon vin tinto (o cerveza a seconda dei gusti), siamo andati a mangiare in compagnia. Non prima di aver “raccolto” un’altra persona nel nostro gruppo. Questa volta si tratta di Francesco, un ragazzo lucano dal passo moooolto spedito!
A cena il poraccio Daniele ha assaggiato i famosi pimientos de Padron. Si tratta di peperoncini cotti (ma non troppo) e che presentano una sorpresa: alcuni sono piccanti e altri no. Il problema è che non lo sai mai prima di mangiarli!