Cosa visitare a Bassano del Grappa

Oggi vogliamo darvi dei consigli su cosa visitare a Bassano del Grappa, non fermandoci al famoso ponte degli Alpini, simbolo della cittadina, ma perdendoci nelle sue piazze e soprattutto conoscendo la sua, a tratti triste, ma pur sempre coraggiosa, storia. E soprattutto rispondendo alla più spinosa delle domande: è nata prima la grappa o Bassano del Grappa?

COSA VisitaRE A BASSANO del grappa

Bassano è piccolina e per visitarla è sufficiente mezza giornata. Vi consigliamo però di prendervi del tempo anche per assaggiare alcune specialità tra cui la grappa Bassanina e lo spritz.
Il tour di cosa visitare a Bassano del Grappa non può che iniziare dal Tempio Ossario, il sacrario militare che si trova sul limitare del centro storico. Qui sono sepolti 5.405 soldati, ognuno col proprio nome. Non si tratta dei soldati morti sul monte Grappa, ma di coloro che perirono negli ospedali di Bassano a seguito delle ferite riportate. Numeri che fanno accapponare la pelle, se questi sono solo i feriti dell’ospedale…
La visita prosegue con Porta Dieda che è ciò che resta di un castello eretto nel Trecento. Oggi sulla porta resta un leone di San Marco, segno di fedeltà alla Repubblica di Venezia.
Ma anche in un altro luogo di Bassano è possibile notare la fedeltà della cittadina alla Repubblica di Venezia. Si tratta di Piazza della Libertà, un tempo chiamata Piazza dei Signori e su cui è presente una colonna con il leone di San Marco. Tutte le città che erano assoggettate alla Repubblica di Venezia avevano una piazza dei Signori con il simbolo della Serenissima.
Piazza Garibaldi è molto vicina a Piazza Libertà e qui si teneva anticamente il mercato della frutta e della verdura, ciò le diede per molto tempo il nome di Piazza delle Erbe.

IL PONTE DEGLI ALPINI

Non ha bisogno di presentazioni il ponte degli Alpini di Bassano, noto per la celebre canzone degli alpini “sul ponte di Bassano là ci darem la mano e un bacin d’amor”. Ditemi che la conoscete anche voi!
E un articolo che parla di cosa visitare a Bassano del Grappa non può non citarlo! È chiamato anche Ponte Vecchio (per la sua età, pensate che risale al 1209!) o ponte degli Alpini perché lo attraversavano gli alpini prima di recarsi a combattere sul massiccio del Grappa.
Il ponte è stato da poco restaurato, noi siamo partiti carichi di entusiasmo: wow, lo vedremo appena rinnovato! Ma siamo sfigati forever e abbiamo beccato l’unico giorno in cui il ponte era chiuso al passaggio del pubblico, a causa di un concerto.
Ma partiamo con un po’ di storia: il ponte originale del 1209 è stato distrutto più volte da guerre e piene del fiume Brenta. Nel corso del Cinquecento il famoso architetto veneto Andrea Palladio (quello delle ville venete) progettò un nuovo ponte che restò fedele alla struttura originale, seppur con qualche innovazione. Il ponte crollò nuovamente, sempre per cause belliche o piene del Brenta. Il ponte di Bassano che vediamo oggi risale al 1948 ma è stato rimaneggiato più volte in questi anni (l’ultima nel periodo 2019-21) per garantirne stabilità e sicurezza.

GLI ALPINI E BASSANO

Bassano e gli alpini sono legati a doppio filo sin dai tempi della Prima Guerra Mondiale. Già dal 1915 infatti, Bassano era il punto di partenza per gli alpini che andavano a combattere sul massiccio del Grappa, era l’ultima città che salutavano, l’ultimo avamposto prima della battaglia. La città si organizzò già all’inizio della guerra e accolse con fierezza il suo ruolo di primo avamposto nelle retrovie: molte donne iniziarono a creare abiti per i soldati, vennero istituiti ospedali e tutto quanto fosse necessario per i combattenti aiutare i combattenti al fronte.
Tutto ciò si nota ancora oggi a Bassano poichè molte vie, piazze e monumenti hanno dei nomi che evocano la Prima Guerra Mondiale: viale Diaz, piazzale Cadorna, piazza Libertà, il monumento al generale Giardino, il Tempio Ossario e il parco ragazzi del 99. I ragazzi del (18)99 sono stata l’ultima annata chiamata alle armi durante questa sanguinosa guerra, quando nel 1917, dopo la disfatta di Caporetto, mancarono all’appello 300.000 soldati che dovevano essere assolutamente sostituiti.

UN CONSIGLIO DI LETTURA

La storia per come la insegnano a scuola a tratti può risultare un elenco di date da memorizzare senza però comprendere quando la storia si sia poi riflettuta nella vita di tutti noi. Per questo amiamo leggere libri che parlano di storia, ma raccontata dal punto di vista delle persone comuni, dei poracci come noi. A proposito della Prima Guerra Mondiale e del massiccio del Grappa ci sentiamo di consigliarvi il libro “La guerra dei nostri nonni”, di Aldo Cazzullo. Si tratta di una serie di racconti di persone comuni, sia soldati sia abitanti delle retrovie, sia uomini che donne, sia vincitori che sconfitti. È un libro crudo che racconta la guerra a 360 gradi, un libro forte e basato esclusivamente su testimonianze reali, per questo secondo noi è assolutamente da leggere (anche per capire quanto siamo fortunati oggi, nonostante tutti i limiti del nostro tempo).

È NATA PRIMA LA GRAPPA O IL MONTE GRAPPA?

Alleggeriamo questa cupa atmosfera con una domanda in perfetto stile #poracciintour : è nata prima la grappa o il monte Grappa?
Bassano del Grappa deve il suo nome al monte Grappa che si trova proprio alle sue spalle, ma da cosa deriva il monte Grappa?
Probabilmente l’origine del nome del monte Grappa è dovuta al termine prelatino krapp che significava roccia.
Quindi anche l’etimologia della grappa, la celebre acquavite, deriva dalla roccia? Ebbene no, sorpresa! E doppia sorpresa: la grappa non è nata a Bassano del Grappa o in Veneto, bensì a Salerno! La grappa si chiama così da graspo (grappolo) di uva, dal cui distillato di vinacce (le bucce dell’uva) si ricava l’acquavite.

IL CONSIGLIO DI LUI

Per ammirare da lontano cosa visitare a Bassano del Grappa recatevi sul ponte Diaz per una visione panoramica della città. Da qui seguite il corso del Brenta fino al celebre ponte di Bassano. Poi fermatevi per qualche scatto nel punto panoramico a ridosso del ponte.

IL CONSIGLIO DI LEI

Per un tuffo nella storia visitate il Tempio Ossario. Funge da Sacrario Militare durante la settimana, mentre la domenica diventa a tutti gli effetti una parrocchia. È visitabile gratuitamente quindi una visita è più che raccomandata!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.