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Storie di viaggi alla Biblioteca Capitolare di Verona

Come promesso oggi vi portiamo alla Biblioteca Capitolare di Verona.
Si tratta della biblioteca ancora funzionante più antica al mondo.
A quando risale? Che mostra abbiamo visto? Cosa abbiamo imparato? Scopritelo qui, buona lettura!

LA BIBLIOTECA

La biblioteca si trovava probabilmente di fronte all’edificio in cui è situata ora e fu costruita in concomitanza con la prima basilica cristiana di Verona nel IV sec.
Oggi è situata di fianco al duomo di Verona, ma questo fu costruito solo quattro secoli più tardi, prima la cattedrale era la piccola chiesa di S.Elena.
La biblioteca Capitolare di Verona era uno scriptorium funzionante già prima del 517d.C, anno in cui un amanuense dal nome Ursicino ci racconta di lavorare in questo luogo.
Perché si chiama così? Perché era gestita dai monaci appartenenti al Capitolo.
Attualmente si trovano oltre 100.000 volumi di cui 12.000 sono manoscritti e 300 incunaboli, ossia i primi testi stampati.


COME LAVORAVANO GLI AMANUENSI

Immaginate delle stanze con lunghi tavoloni in legno massiccio. Immaginate un’atmosfera in pieno stile “Il nome della rosa”. Immaginatevi il rumore di una piuma che graffia la carta. Benvenuti nel magico mondo degli amanuensi della Biblioteca Capitolare!
Scrivevano tutto molto abbreviato, immaginatevi infatti la fatica di scrivere interi tomi a mano. L’abbreviazione era segnalata con un trattino sulle sillabe.
Gli amanuensi utilizzavano come inchiostro la noce di galla. Come mai una noce? Perché queste noci venivano utilizzate da alcuni insetti per deporvi le uova, quindi non erano buone da mangiare. Venivano quindi tritate e, con il tannino in esse contenuto, veniva prodotto l’inchiostro.
La pergamena invece era ricavata da pelli di animali, fino a quando nel Basso Medioevo non venne importata la carta dalla Cina, attraverso gli arabi.
La pergamena pare chiamarsi così perché originaria della città di Pergamo, in Turchia. Qui, nei periodi di carenza di papiro (originario dell’Egitto), veniva usata la pelle di animali conciata e levigata.

LA BIBLIOTECA NELL’ULTIMO SECOLO

Il 4 gennaio 1945 la biblioteca è stata completamente distrutta da un bombardamento americano. I libri per fortuna erano stati messi in salvo qualche anno prima: una parte venne nascosta nel duomo adiacente alla Biblioteca Capitolare, mentre altri libri vennero nascosti nella parrocchia di Erbezzo, in Lessinia. Furono nascosti i libri più preziosi, quelli più antichi, tra cui il famoso Indovinello Veronese. Si tratta del primo testo scritto in volgare italiano di cui ci sia arrivata testimonianza.
Alcuni libri a brandelli è possibile vederli esposti nell’attuale biblioteca, ricostruita nel 1948.

PELLEGRINI COME TRAVEL BLOGGER

Attualmente si può visitare la mostra “Storie di viaggi”, che offre un’interessante spunto sulla storia della letteratura di viaggio e della cartografia.
I primi viaggiatori erano pellegrini e il pellegrinaggio ha radici molto antiche, pensate che andavano in pellegrinaggio anche gli antichi greci.
Accomuna trasversalmente le religioni (per gli islamici il pellegrinaggio a La Mecca è uno dei pilastri), ma inizialmente non era ben visto dalla chiesa cattolica. I padri della Chiesa pensavano infatti che il vero pellegrinaggio dovesse essere spirituale.
Nonostante questo i pellegrini iniziarono a spostarsi già nei primi secoli dopo Cristo, prima a Roma e successivamente in Terra Santa.
Va da sé che non era facile come oggi e gli itinerari duravano anche anni, quindi spesso i pellegrini facevano testamento prima di partire e, in un’ottica di mutuo aiuto, scrissero le prime guide turistiche.

LE PRIME GUIDE TURISTICHE

La prima guida turistica di cui abbiamo traccia è un libro del 333d.C. chiamato “Itinerarium Burdigalense” e racconta le tappe da Bordeaux a Gerusalemme.
Indica per ogni tappa da dove parte, dove arriva e le miglia. Inoltre, visto che si viaggiava a cavallo, l’autore anonimo indica dove si possono scambiare i cavalli (“mutatio”), dove si trova un ostello (“mansio”) e le città (“civitat”).
Pensate che questa piccola guida era già in formato tascabile! E l’abbiamo potuta vedere con i nostri occhi alla Biblioteca Capitolare!
Addirittura Dante Alighieri nel “Vita Nuova” parla dei pellegrini. Per lui i pellegrini doc sono quelli che vanno a Santiago de Compostela e portano al ritorno una conchiglia. Chiama invece romei quelli che si recano a Roma e portano la medaglietta di S.Pietro e Paolo, mentre chi va a Gerusalemme sono i palmieri, che portano a casa un ramoscello di palma.
Alla Biblioteca Capitolare potrete vedere numerose altre guide turistiche del Cinquecento, addirittura con le immagini stampate grazie alla tecnica della xilografia. Consisteva nell’incidere in rilievo l’immagine che si voleva rappresentare. L’incisione veniva immersa nell’inchiostro e poi stampata sul foglio.

LA SCOPERTA DELL’ORIENTE E DELL’AMERICA

Col tempo i pellegrini iniziano a recarsi a Gerusalemme anche in nave, per velocizzare il tragitto. In questo periodo inizia a viaggiare anche Marco Polo, il noto mercante veneziano che scrisse il Milione.
Perché si chiama proprio così? Perché Emilione era il soprannome della famiglia Polo.
Un paio di secoli dopo un certo Cristoforo Colombo si ispirò a “Il Milione” per partire alla ricerca delle Indie. Fernando Colombo, il secondogenito di Cristoforo, scrisse le memorie di suo padre quando lo accompagnò durante il 4° viaggio nelle Americhe, anche se non si chiamavano ancora Americhe. Alla Biblioteca Capitolare di Verona si può vederne la prima edizione.
Ma sapete perché l’America si chiama America? Perché Amerigo Vespucci fu il primo a capire che si trattava di un nuovo continente, da Amerigo ad America il passo è stato molto breve!

LA CARTOGRAFIA

E poi si è parlato di cartografia e matematica, le cose che piacciono a Daniele!
Pensate che già gli antichi greci studiavano l’astronomia per poter disegnare mappe geografiche, ma il vero sviluppo lo ebbero nel Cinquecento.
Una volta erano orientate verso Oriente, non verso il Nord come è uso comune ai giorni d’oggi. Sapete che il verbo “orientare” deriva proprio dal fatto che le cartine geografiche avevano l’Oriente in alto? Chissà, magari se fossero state orientate verso il nord oggi potremmo avere il verbo settentrionare.

INFORMAZIONI PRATICHE

La mostra è visitabile solo tramite visita guidata. Si assiste a una presentazione di circa un’ora e poi si può avvicinarsi alle teche per vedere i testi.
Si può prenotare telefonicamente o per email, il costo è di 10€ a persona.
Per maggiori informazioni visitate il sito della Biblioteca Capitolare di Verona.

COSA È PIACIUTO A LEI

Un mappamondo risalente al 1728, donato da un ricco viaggiatore veronese alla Biblioteca Capitolare. Al posto dell’Australia sono disegnati i volti dei principali esploratori: Magellano, Vespucci, Colombo, Drake…

COSA È PIACIUTO A LUI

Il primo atlante, disegnato dal fiammingo Abramo Ortelio nel 1570. Fu chiamato “Teatro del mondo”.