La fontana di Sommavalle

Siete alla ricerca di una passeggiata domenicale facile, vicino al centro di Verona e, considerato il periodo, anche non troppo affollata? Oggi vi portiamo sulle Torricelle, le colline appena fuori Verona. Faremo una passeggiata fino alla fontana di Sommavalle, tra storia, natura e meravigliosi panorami sulla città.

LE TORRICELLE

Le colline appena a nord del centro storico di Verona si chiamano Torricelle perché qui passava la cinta muraria della città ai tempi degli austriaci che costruirono delle piccole torri di guarda. Le torricelle appunto.
Dalle Torricelle ci sono due punti particolarmente panoramici da cui è possibile ammirare Verona dall’alto.
Il primo è sicuramente il terrazzo più noto di Verona: Castel San Pietro. Da qui, proprio sopra al Teatro Romano, il panorama spazia fino ad abbracciare completamente la città e perdendosi nella pianura padana. Dicono che quando non c’è foschia si possano vedere addirittura gli Appennini, ma noi non siamo mai riusciti a scorgerli quindi non ve la vendiamo per buona.
Il secondo luogo dove recarvi per un panorama forse meno scenografico ma altrettanto suggestivo è il santuario della Madonna di Lourdes. Qui il grande vantaggio è di avere pochissime persone intorno, è il luogo ideale per un tramonto a due e poi un aperitivo nel vicino bar!

LA VITA DI UNA VOLTA SULLE TORRICELLE

Ma vediamo come andare sulle Torricelle a piedi per godersi il panorama anche da altre angolazioni più naturalistiche e meno cittadine.
Dovete sapere che alle Torricelle si può accedere da numerose stradine ricoperte di sanpietrini. Come mai queste strade sono così numerose? Beh, una volta queste colline erano abitate principalmente da contadini, da persone che coltivavano frutta e verdura e poi scendevano per venderle nei mercati cittadini. Le strade in passato erano quindi usate per scopi pratici, non per una sana camminata come facciamo oggi.
A partire dagli anni Sessanta molti contadini delle Torricelle si sono trasferiti in città (erano i tempi dei ragazzi della via Gluck), oggi la maggior parte dei campi non è più coltivata, a parte qualche uliveto e piccoli orti privati.
Al giorno d’oggi sulle Torricelle abita la Verona bene, non è raro trovare ville che potrebbero far invidia a quelle dei vip!

LA PASSEGGIATA SULLE TORRICELLE

Noi siamo saliti da borgo Trento, attraverso via Sbusa (che in dialetto vorrebbe dire “bucata”, chissà come mai si chiama così!).
Poco dopo l’inizio della salita si gira a sinistra, seguendo un sentierino che si fa sempre più stretto man mano che si sale. Si giunge così a San Mattia, dove incontriamo un bar-pizzeria-ristorante con una vista spettacolare. Ma noi proseguiamo lungo la strada principale senza farci troppo distrarre, fino ad arrivare alla vicina e pittoresca chiesetta di San Mattia.
Proseguiamo ancora lungo la strada principale, ormai la città è alle nostre spalle e davanti a noi si vedono le colline che anticipano la Valpolicella e, in lontananza, il monte Baldo. Una volta superato l’ospedale di Santa Giuliana si svolta in via Sommavalle e si segue il sentiero sulla destra che si avventura nel bosco.
Sulla sinistra invece possiamo intravedere un agriturismo che, in passato, era una struttura specializzata in punto nascita. Qui venivano a partorire le donne che abitavano sulle Torricelle, possiamo garantire che la loro vita fosse tutt’altro che comoda. Non avevano soldi, spesso non possedevano nemmeno la terra che coltivavano, ma sicuramente avevano dei panorami dal valore inestimabile.

LA FONTANA DI SOMMAVALLE

La discesa fino alla fontana di Sommavalle non è comodissima ma nemmeno difficile. State attenti a dove mettete i piedi, soprattutto se il terreno è bagnato, ma a parte questa accortezza non serve altro. Si giunge così alla fontana di Sommavalle, dove una volta gli abitanti del luogo andavano a prendere l’acqua. La mia bisnonna andava lì con il serlo (il bastone a cui appendere i secchi e che si caricava sulla spalle) e si portava poi l’acqua fino a casa, risalendo parte della collina. Non è una vera e propria fontana, è semplicemente una sorgente.
Pare che la sorgente di Sommavalle fosse conosciuta già in epoca romana, essendo situata a pochi km dal centro cittadino. Qui l’acqua sgorga da una piccola grotta, protetta da grosse grate in ferro. Scorre poi in un rivolo e prosegue la sua discesa verso la valle. Un pittoresco ponte in legno permette di attraversare il torrente, ma in realtà si può affrontare tranquillamente anche a piedi con un passo bello lungo. Non è un vero e proprio torrente, è più che altro un rivolo d’acqua.

LA DISCESA

Se volete tornare direttamente nel cuore di Verona, dopo la fontana di Sommavalle prendete il sentiero a sinistra, dopo aver superato il piccolissimo ponticello. Poco dopo svoltate a destra e seguite il sentiero in discesa tra i boschi. Anche questa discesa è piuttosto facile, seppur con un minimo di attenzione.
Seguendo il sentiero si giunge alla fine di via Marsala, nel cuore del quartiere Valdonega. Proseguendo sempre dritto arriverete a ponte Pietra, che vi farà accedere direttamente al cuore della bella Verona.
Abbiamo percorso il sentiero in autunno e i colori sono bellissimi, seppur con molte foglie ancora verdi. Il sentiero, secondo la nostra opinione, è affrontabile senza nessun problema in tutte le stagioni: in estate per sfuggire alla calura, in autunno per i colori, in inverno per fare una passeggiata senza troppo impegno e in primavera per assistere alla rinascita della natura.

IL CONSIGLIO DI LUI

Il sentiero è molto bello e fattibile anche con poco fiato, regala panorami emozionanti e un tuffo nella natura. Se siete in zona concedetevi una passeggiata diversa dalle solite.

I RINGRAZIAMENTI DI LEI

Si ringrazia per i consigli e le dritte il mio papà che mi fa sempre scoprire cose nuove e, con l’occasione, mi ha raccontato anche storie sconosciute sulla vita quotidiana dei miei antenati.

Storie di viaggi alla Biblioteca Capitolare di Verona

Come promesso oggi vi portiamo alla Biblioteca Capitolare di Verona.
Si tratta della biblioteca ancora funzionante più antica al mondo.
A quando risale? Che mostra abbiamo visto? Cosa abbiamo imparato? Scopritelo qui, buona lettura!

LA BIBLIOTECA

La biblioteca si trovava probabilmente di fronte all’edificio in cui è situata ora e fu costruita in concomitanza con la prima basilica cristiana di Verona nel IV sec.
Oggi è situata di fianco al duomo di Verona, ma questo fu costruito solo quattro secoli più tardi, prima la cattedrale era la piccola chiesa di S.Elena.
La biblioteca Capitolare di Verona era uno scriptorium funzionante già prima del 517d.C, anno in cui un amanuense dal nome Ursicino ci racconta di lavorare in questo luogo.
Perché si chiama così? Perché era gestita dai monaci appartenenti al Capitolo.
Attualmente si trovano oltre 100.000 volumi di cui 12.000 sono manoscritti e 300 incunaboli, ossia i primi testi stampati.

COME LAVORAVANO GLI AMANUENSI

Immaginate delle stanze con lunghi tavoloni in legno massiccio. Immaginate un’atmosfera in pieno stile “Il nome della rosa”. Immaginatevi il rumore di una piuma che graffia la carta. Benvenuti nel magico mondo degli amanuensi della Biblioteca Capitolare!
Scrivevano tutto molto abbreviato, immaginatevi infatti la fatica di scrivere interi tomi a mano. L’abbreviazione era segnalata con un trattino sulle sillabe.
Gli amanuensi utilizzavano come inchiostro la noce di galla. Come mai una noce? Perché queste noci venivano utilizzate da alcuni insetti per deporvi le uova, quindi non erano buone da mangiare. Venivano quindi tritate e, con il tannino in esse contenuto, veniva prodotto l’inchiostro.
La pergamena invece era ricavata da pelli di animali, fino a quando nel Basso Medioevo non venne importata la carta dalla Cina, attraverso gli arabi.
La pergamena pare chiamarsi così perché originaria della città di Pergamo, in Turchia. Qui, nei periodi di carenza di papiro (originario dell’Egitto), veniva usata la pelle di animali conciata e levigata.

LA BIBLIOTECA NELL’ULTIMO SECOLO

Il 4 gennaio 1945 la biblioteca è stata completamente distrutta da un bombardamento americano. I libri per fortuna erano stati messi in salvo qualche anno prima: una parte venne nascosta nel duomo adiacente alla Biblioteca Capitolare, mentre altri libri vennero nascosti nella parrocchia di Erbezzo, in Lessinia. Furono nascosti i libri più preziosi, quelli più antichi, tra cui il famoso Indovinello Veronese. Si tratta del primo testo scritto in volgare italiano di cui ci sia arrivata testimonianza.
Alcuni libri a brandelli è possibile vederli esposti nell’attuale biblioteca, ricostruita nel 1948.

PELLEGRINI COME TRAVEL BLOGGER

Attualmente si può visitare la mostra “Storie di viaggi”, che offre un’interessante spunto sulla storia della letteratura di viaggio e della cartografia.
I primi viaggiatori erano pellegrini e il pellegrinaggio ha radici molto antiche, pensate che andavano in pellegrinaggio anche gli antichi greci.
Accomuna trasversalmente le religioni (per gli islamici il pellegrinaggio a La Mecca è uno dei pilastri), ma inizialmente non era ben visto dalla chiesa cattolica. I padri della Chiesa pensavano infatti che il vero pellegrinaggio dovesse essere spirituale.
Nonostante questo i pellegrini iniziarono a spostarsi già nei primi secoli dopo Cristo, prima a Roma e successivamente in Terra Santa.
Va da sé che non era facile come oggi e gli itinerari duravano anche anni, quindi spesso i pellegrini facevano testamento prima di partire e, in un’ottica di mutuo aiuto, scrissero le prime guide turistiche.

LE PRIME GUIDE TURISTICHE

La prima guida turistica di cui abbiamo traccia è un libro del 333d.C. chiamato “Itinerarium Burdigalense” e racconta le tappe da Bordeaux a Gerusalemme.
Indica per ogni tappa da dove parte, dove arriva e le miglia. Inoltre, visto che si viaggiava a cavallo, l’autore anonimo indica dove si possono scambiare i cavalli (“mutatio”), dove si trova un ostello (“mansio”) e le città (“civitat”).
Pensate che questa piccola guida era già in formato tascabile! E l’abbiamo potuta vedere con i nostri occhi alla Biblioteca Capitolare!
Addirittura Dante Alighieri nel “Vita Nuova” parla dei pellegrini. Per lui i pellegrini doc sono quelli che vanno a Santiago de Compostela e portano al ritorno una conchiglia. Chiama invece romei quelli che si recano a Roma e portano la medaglietta di S.Pietro e Paolo, mentre chi va a Gerusalemme sono i palmieri, che portano a casa un ramoscello di palma.
Alla Biblioteca Capitolare potrete vedere numerose altre guide turistiche del Cinquecento, addirittura con le immagini stampate grazie alla tecnica della xilografia. Consisteva nell’incidere in rilievo l’immagine che si voleva rappresentare. L’incisione veniva immersa nell’inchiostro e poi stampata sul foglio.

LA SCOPERTA DELL’ORIENTE E DELL’AMERICA

Col tempo i pellegrini iniziano a recarsi a Gerusalemme anche in nave, per velocizzare il tragitto. In questo periodo inizia a viaggiare anche Marco Polo, il noto mercante veneziano che scrisse il Milione.
Perché si chiama proprio così? Perché Emilione era il soprannome della famiglia Polo.
Un paio di secoli dopo un certo Cristoforo Colombo si ispirò a “Il Milione” per partire alla ricerca delle Indie. Fernando Colombo, il secondogenito di Cristoforo, scrisse le memorie di suo padre quando lo accompagnò durante il 4° viaggio nelle Americhe, anche se non si chiamavano ancora Americhe. Alla Biblioteca Capitolare di Verona si può vederne la prima edizione.
Ma sapete perché l’America si chiama America? Perché Amerigo Vespucci fu il primo a capire che si trattava di un nuovo continente, da Amerigo ad America il passo è stato molto breve!

LA CARTOGRAFIA

E poi si è parlato di cartografia e matematica, le cose che piacciono a Daniele!
Pensate che già gli antichi greci studiavano l’astronomia per poter disegnare mappe geografiche, ma il vero sviluppo lo ebbero nel Cinquecento.
Una volta erano orientate verso Oriente, non verso il Nord come è uso comune ai giorni d’oggi. Sapete che il verbo “orientare” deriva proprio dal fatto che le cartine geografiche avevano l’Oriente in alto? Chissà, magari se fossero state orientate verso il nord oggi potremmo avere il verbo settentrionare.

INFORMAZIONI PRATICHE

La mostra è visitabile solo tramite visita guidata. Si assiste a una presentazione di circa un’ora e poi si può avvicinarsi alle teche per vedere i testi.
Si può prenotare telefonicamente o per email, il costo è di 10€ a persona.
Per maggiori informazioni visitate il sito della Biblioteca Capitolare di Verona.

COSA È PIACIUTO A LEI

Un mappamondo risalente al 1728, donato da un ricco viaggiatore veronese alla Biblioteca Capitolare. Al posto dell’Australia sono disegnati i volti dei principali esploratori: Magellano, Vespucci, Colombo, Drake…

COSA È PIACIUTO A LUI

Il primo atlante, disegnato dal fiammingo Abramo Ortelio nel 1570. Fu chiamato “Teatro del mondo”.

La tradizione di Santa Lucia

La tradizione più importante per la città di Verona è sicuramente la tradizione di Santa Lucia.
Questa santa, protettrice della vista, porta i regali ai bambini buoni, la notte tra il 12 e il 13 dicembre.
A Verona è più importante di Babbo Natale e della Befana! Siete curiosi di scoprire l’origine di questa tradizione?
Oggi vi raccontiamo brevemente come è nata la tradizione di Santa Lucia nella nostra città.

Le origini

Si dice che attorno al XIII secolo ci fu un’epidemia di una malattia agli occhi che colpiva soprattutto i bambini.
Per pregare contro la malattia i genitori fecero il voto di portare i bambini in pellegrinaggio alla chiesa di Santa Agnese proprio il 13 dicembre, giorno in cui si celebra santa Lucia protettrice della vista.
La chiesa di Santa Agnese, ormai demolita e scomparsa da un po’, si trovava in piazza Bra, il cuore vivo e pulsante di Verona.
I bambini però, mica erano tanto contenti di andare in pellegrinaggio, si annoiavano e facevano i capricci. Così i genitori promettevano che santa Lucia avrebbe portato loro giocattoli e dolci se fossero andati e se fossero stati bravi durante l’anno.
Di conseguenza si organizzarono anche i commercianti e da allora, nei giorni che precendono l’arrivo della santa, piazza Bra è invasa dalle vivaci bancarelle “de santa Lussia”.
I pasticceri, invece, si sono organizzati con la produzione delle tradizionali paste frolle.

LE BANCARELLE

Per Santa Lucia in piazza Bra ci sono le tradizionali bancarelle. Quest’anno purtroppo non ci saranno, ma vi invitiamo a prenderne nota per l’anno prossimo.
Potrete acquistare calde sciarpe, guanti di ogni colore, buffi cappelli e dolciumi. Tanti dolciumi.
I banchetti infatti sono caratterizzati da un odore di mandorle caramellate e ciambelle. Cercate di andare in un giorno feriale per evitare la folla e magari scambiare due chiacchiere con gli ambulanti, sono quelli i  momenti in cui si gode di più dell’atmosfera speciale che la tradizione di Santa Lucia porta a Verona.

PIAZZA BRA

Piazza Bra è il cuore delle bancarelle, che però si allungano anche nella vicina via Roma che vi porta dritti dritti al medievale Castelvecchio.
Questa piazza, centro e cuore pulsante di Verona, si chiama così perchè deriva dal tedesco “breit”, ossia “largo”. In effetti la piazza è grande, spaziosa e larga.
Qui potete passeggiare tra le bancarelle, fare shopping, visitare l’Arena e poi partire alla scoperta del centro storico di Verona, di cui vi parleremo un’altra volta.
Ogni anno per il periodo natalizio in piazza Bra trovate la stella che fa capolino dall’Arena. Si tratta di una struttura di metallo verniciata di banco che è altra 70 metri e pesa ben 78 tonnellate. La prima volta fu installata nel 1984 e da allora ogni anno i bambini della città si arrampicano sulle punte della stella e poi le usano come scivolo.
Anche i bambini che si arrampicano sulla stella appartengono a quell’immagine pittoresca che è piazza Bra nel periodo di Santa Lucia.
Pensate che inizialmente la stella doveva essere esposta solo un anno, in occasione della mostra dei presepi all’interno dell’Arena.

Santa Lucia e i bambini bravi

Ecco gli step per una perfetta santa Lucia!
1-Lasciare la letterina sul tavolo qualche settimana prima del 12 dicembre
2-Ricevere caramelle “volanti” da santa Lucia che preannunciano il suo arrivo, significa che siete stati bravi e probabilmente passerà a portarvi i regali
3-La sera del 12 dicembre lasciare un piatto di biscotti per santa Lucia, un bicchiere di vino per Castaldo (il suo accompagnatore, perchè la santa è cieca) e un bicchiere di latte o la carota per l’asinello
4-Andare a letto presto e tenere gli occhi ben chiusi. Ai bambini ancora svegli o che cercano di spiarla santa Lucia tira la sabbia negli occhi!
5-Alzarsi, trovare i regali, mangiare i dolci e stare in famiglia 🙂

IL regalo memorabile DI LUI

La prima console per videogame: Sega Mega Drive 2. Sonic mi ha fatto impazzire!

IL regalo memorabile DI LEI

La mountainbike e montagne di Barbie! E il classico piatto con paste frolle, cioccolatini, ovetti kinder, mandarini e noci, super tradizionale!

Verona per tutti i gusti

Coloro che si aspettavano altri racconti del lontano Oriente oggi resteranno delusi, perchè vi vogliamo raccontare di quella che per noi è la città più bella del mondo: la nostra Verona.
Non vi parleremo di monumenti e tradizioni (magari ci sarà tempo un giorno…), ma degli eventi a cui consigliamo di partecipare. Ecco i nostri consigli.

VERONA PER I MUSICISTI

Imperdibile la stagione lirica all’Arena di Verona. Ogni anno dai primi di giugno per 3 mesi si alternano circa 5-6 opere. Il momento magico ed emozionante è quando, prima dell’inizio, tutto il pubblico sulle gradinate accende una candelina e l’Arena si riempie di mille fiammelle che accompagnano l’ouverture. Anche chi non ama la musica classica non può che restare affascinato dall’opera, anche se è sempre utile leggersi la trama prima o seguire diligentemente con il libretto come fa Daniele. Sono già online le date della stagione lirica 2017! L’Arena ospita inoltre numerosi concerti di musica moderna: Ligabue, Zucchero, i Kiss…sono tutti passati da lì! Se vi piace il jazz non perdete invece l’estate del Teatro Romano.

VERONA CON I BAMBINI

Consigliatissimo portare i vostri bambini al Tocatì, il Festival Internazionale dei Giochi in Strada che si svolge ogni anno verso metà settembre. Si può assistere a dimostrazioni di giochi popolari e molto spesso anche prendervi parte. Inoltre ogni anno c’è un Paese ospite; l’anno scorso è toccato alla Spagna e quest’anno alla Cina. Il Paese ospite si esibisce con balli, canti, giochi e tradizioni folkloristiche.

VERONA CON GLI AMICI

A questo proposito siamo molto indecisi tra due eventi da proporre. Il primo è il Carnevale, che a Verona trova il suo apice al Venerdi Gnocolar con la sfilata del Bacanal del Gnoco. Il secondo è il Vinitaly and the City, un’appendice della celeberrima fiera del vino che si svolge all’inizio di aprile (in concomitanza con la fiera ovviamente) nelle piazze del centro, con diversi stand dove poter degustare vini di tutta Italia e specialità gastronomiche. Magari ulteriori informazioni ve le daremo verso primavera…

VERONA IN FAMIGLIA

Ogni anno, da metà novembre fino a Natale a Verona ci sono i pittoreschi mercatini di Natale di Norimberga. Situati nella bellissima Piazza dei Signori e in Cortile Mercato Vecchio sono da visitare possibilmente durante la mattina di un giorno feriale, lontani dalla folla. Vale la pena provare qualche piatto della tradizione tedesca e riscaldarsi con un buon bicchiere di vin brulè. Non dimenticate di comprare qualche oggetto d’artigianato, alcuni sono davvero ricercati.

VERONA PER GLI INNAMORATI

La città di Giulietta e Romeo viene prevedibilmente invasa dai turisti il giorno di San Valentino. Nello stesso periodo viene organizzata “Verona in Love” al grido di “se ami qualcuno portalo a Verona”. Originale. Proprio. Durante questa manifestazione la città è invasa da cuori, spettacoli, eventi per coppie, offerte per coppie. Insomma, se amate davvero qualcuno portatelo a Verona in un altro periodo :p

Ovviamente la nostra città offre molto e molto di più, ma questi sono solo i principali eventi che ogni anno scandiscono le stagioni del centro storico.

L’EVENTO PREFERITO DI LUI

“Hostaria”, un evento che ogni tanto si ripropone, non ho ben capito con quale frequenza. Molte osterie, bar e cantine sociali si presentano con degustazioni itineranti. Il biglietto l’anno scorso costava 15€ e ci ha dato diritto a 5 bicchieri. Il mio consiglio? Andate verso orario di chiusura: alcuni hanno già finito il vino, altri vi riempiono il bicchiere per finirlo!

L’EVENTO PREFERITO DI LEI

La sfilata della Guggenmusik! Nemmeno io ho ben capito la frequenza di questa marcia musicale per le vie del centro, si svolge però nel periodo di carnevale (non di tutti gli anni) con gruppi provenienti da tutta Europa. Si balla per le strade che emanano un’energia pazzesca! E la gente si veste in modi assurdi! La parata si conclude poi all’interno dell’Arena. Da non perdere!