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L’ipogeo di Santa Maria in Stelle

Benvenuti all’ipogeo di Santa Maria in Stelle!
Oggi vi portiamo alla scoperta di un luogo davvero particolare a pochi km dal centro di Verona, un pantheon che testimonia il passato della Valpantena e la cui storia è strettamente collegata all’acqua.

Ma partiamo dall’inizio…

La Valpantena: zona di acqua (e di vino!)

L’ipogeo si trova a Santa Maria in Stelle, a 10km a nord di Verona. In questa zona si apre la Valpantena, terra conosciuta dai tempi degli antichi romani per le numerose sorgenti di acqua che hanno reso possibile sin dalla Preistoria l’insediamento umano. Gli antichi romani hanno canalizzato l’acqua per irrigare i campi, soprattutto vigneti, da cui sono nati i celebri vini della zona. Pare infatti che i vini inviati a Giulio Cesare provenissero proprio dalla Valpantena.
Nel I secolo d.C. l’imperatore incarica la famiglia Pomponia di seguire i lavori per l’acquedotto, vista la ricchezza idrica della zona. Decisero di incanalare la sorgente che sgorga a 11 metri di profondità, ma è nel III secolo d.C. che inizia la storia del nostro ipogeo.

In quel secolo Publio Pomponio Corneliano prese in mano i lavori dell’acquedotto. Fece interrare l’acquedotto e creò un ninfeo per venerare e ringraziare di tanta abbondanza le ninfe, dee dell’acqua.
L’acqua ha creato però non pochi problemi al pantheon di Santa Maria in Stelle. Nel corso dei secoli la pioggia e i detriti hanno invaso più volte lo spazio sotterraneo e fu solo don Vincenzo Stevanelli che nell’Ottocento decise di girare l’ingresso dell’ipogeo. In questo modo i detriti scendendo dal monte non entravano più direttamente nel tunnel, preservando i capolavori storici e artistici nascosti sotto al terreno.

Siamo pronti a scendere dalle scalette a destra della chiesa di Santa Maria in Stelle e avventurarci nell’ipogeo?

Scalinata di ingresso all'ipogeo di Santa Maria in Stelle

L’IPOGEO di santa maria in stelle

Si scendono gli scalini e ci dà il benvenuto un personaggio togato: lo ha piazzato qui don Vincenzo Stevanelli per ricordare Publio Pomponio Corneliano. Se si osserva la statua si nota subito che le mancano i piedi. Per trovarli occorre proseguire e nella prima stanza si trovano a sinistra. In questa piccola sala si nota anche la porticcina che guida alla sorgente e, facendo silenzio, si sente distintamente il rumore dell’acqua poco distante da noi.

Si segue un tunnel lungo 18mt dove proprio a metà troviamo un Chrismòn, una croce paleocristiana che sancisce il passaggio da ninfeo pagano a luogo di culto paleocristiano.
Sempre grazie all’abbondanza di acqua questo luogo fu usato come battistero e pare che anche il santo patrono di Verona, San Zeno, si recò in queste zone per visitare l’ipogeo di Santa Maria in Stelle.
Alla fine del tunnel si apre la sala dove si celebravano i battesimi, mentre ai lati si trovano due sale laterali che furono usate per il catechismo.
Queste sale infatti sono ricche di racconti biblici, utilizzati per educare al cristianesimo persone analfabete che qui si riunivano per pregare e studiare, prima di ricevere il sacramento del battesimo.
Già nella sala centrale vediamo i primi affreschi: San Daniele nella fossa dei leoni e un Cristo benedicente.

Purtroppo anche qui sotto l’acqua nel corso del tempo ha fatto i suoi danni: l’umidità ha rovinato gli affreschi e solo con un restauro accurato negli anni Sessanta si sono recuperati i colori degli affreschi.

affresco Cristo benedicente ipogeo di Santa Maria in Stelle

LA CELLA SUD

Entrando nella sala di destra, la cella sud, troviamo una stele di epoca romana, recuperata da un vicino cimitero che sorgeva nella valle.
Questo ceppo ricorda la figlia adottiva di Publio Pomponio, morta prematuramente e nel corso del tempo la stele svolse la funzione di altare. Nel 1317 la stele è stata rovesciata per farle perdere le origini pagane ed fu benedetta per diventare cristiana. Venne inoltre inciso che chiunque si occupi della manutenzione del sito avrebbe avuto l’indulgenza plenaria. Più sotto si notano scritte di epoca carolingia, a testimonianza che qui ogni epoca ha lasciato il proprio segno.

Dietro la stele è rappresentato un affresco della Natività, ma ora concentriamoci un attimo sui muri di questa sala, oltre gli affreschi che la adornano.
Ci sono alcuni piccoli buchi scavati nella roccia, come dei piccoli buchi nel muro. Questi sono stati creati per appoggiare le candele e illuminare il luogo. Se oggi la guida ha un tablet per regolare l’illuminazione moderna, non era così nei secoli passati.

Se osserviamo più da vicino il muro possiamo notare numerosissimi graffiti: qui i pellegrini nel corso dei secoli hanno lasciato la loro traccia. Pensate che c’è addirittura la firma di un pellegrino inglese!

stele romana ipogeo di Santa Maria in Stelle

la cella nord

Spostandoci ora nella cella nord possiamo vedere numerose scene tratte dall’Antico Testamento, tra cui la strage degli innocenti, Gesù che si reca a Gerusalemme a dorso di un asino e Gesù che dona i rotoli della legge. Questi rotoli sono rappresentati anche sulla volta, creando un effetto prospettico di rara bellezza. Così raro che non si conoscono motivi simili in altri luoghi, una decorazione unica dell’ipogeo di Santa Maria in Stelle!
Tutti questi affreschi e le decorazioni sono state fatte da pittori diversi in epoche diverse, rendendo il luogo un concentrato di arte e di storia.

Possiamo anche ammirare delle signore vestite in fogge orientaleggianti, segno che c’era già stato qualche contatto con civiltà extra europee! E altri contatti li ritroveremo poi nella chiesa.
Se osserviamo la volta dipinta davanti ai rotoli della legge di vari colori, possiamo ammirare una volta celeste con stelle bianche e gialle. Ricordatevelo perchè tra poco vediamo cosa significa…

Il pavimento di queste sale una volta era tutto decorato a mosaico, ben visibile nella cella nord, un po’ meno in quella sud.

cella nord ipogeo di Santa Maria in Stelle

LA CHIESA

L’ipogeo si trova sotto la chiesa di Santa Maria in Stelle, dedicata a Maria Assunta. Nel pavimento della chiesa ci sono 3 fori: potete provare a sbirciare ma riuscirete solo ad intuire la struttura del pantehon sottostante. La prima struttura della chiesa risale al IX secolo ma nel corso del tempo fu ricostruita due volte, a causa di violenti terremoti.

Entrando si nota un affresco con dei limoni: i limoni sono un elemento spesso presente nelle decorazioni delle chiese di campagna.
Si possono vedere altri affreschi, tutti di artisti diversi, e sotto lo strato attuale ci sono ancora affreschi di epoche passate.
Ma l’affresco più interessante si trova sul soffitto del coro e rappresenta dei personaggi con dei copricapi precolombiani, segno che l’America era stata scoperta da poco quando fu affrescata questa porzione della chiesa nel 1532.

Vi consigliamo di fermarvi a visitare la chiesa prima o dopo la vostra visita all’ipogeo.

chiesa di Santa Maria in Stelle

I DINTORNI

Attorno al piccolo borgo di Santa Maria in Stelle si snodano numerosi sentieri panoramici.
Pensate che proprio qui in Valpantena c’era anche una big bench (avete presente le panchine giganti?), poi rimossa a causa di atti vandalici.
Scegliete il percorso che preferite (facile, medio o difficile), valutate il tempo a vostra disposizione e le vostre passioni (preferite attraversare piccoli borghi o perdervi nei campi di lavanda?) e partite per una giornata all’aria aperta. E poi fermatevi per una visita all’ipogeo di Santa Maria in Stelle.
A proposito di questo borgo, ricordate la volta celeste della cella nord dell’ipogeo di Santa Maria in Stelle? Pare che sia proprio quella a dare il nome al paese, mentre altri sostengono che derivi da “stele”, per il vicino cimitero romano di cui abbiamo parlato qualche paragrafo più su.
campanile di Santa Maria in Stelle

COME VISITARE L’IPOGEO

L’ipogeo di Santa Maria in Stelle si può visitare solo tramite visita guidata. Vi consigliamo di visitare il sito dell’ipogeo per avere tutti i contatti e le informazioni per pianificare al meglio la vostra visita.
Attenzione: possono entrare massimo 4 visitatori contemporaneamente, quindi se andate in gruppi numerosi dovrete organizzarvi di conseguenza.
Ah, non dimenticate una felpa: sottoterra fa freschino…
L’ingresso è gratuito ma è richiesto un piccolo contributo volontario destinato al mantenimento dell’ipogeo di Santa Maria in Stelle.
È un luogo pregno di storia e spiritualità, un ambiente così non l’avevamo mai visto, vale assolutamente la pena organizzare una visita quaggiù!
Ringraziamo la nostra guida Elisabetta e il gruppo GVI – Giovani Volontari Ipogeo per la disponibilità, grazie!