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Kuranda – tra la giungla e gli aborigeni

Come promesso oggi vi portiamo con noi alla scoperta degli aborigeni che abbiamo avuto la fortuna di incontrare a Kuranda. Kuranda è stato il nostro primo impatto con la giungla australiana e la foresta pluviale. Pronti per partire? Questo giro in…funivia!

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Kuranda Skyrail Rainforest Cableway

Il Queensland, la regione di Cairns, spazia dal deserto nel cuore dell’Australia fino alle immense e antichissime foreste pluviali lungo la costa. Pensate che qui si possono vedere alberi risalenti alla preistoria!
Partendo da Cairns con un pullman turistico siamo arrivati alla partenza della Kuranda Skyrail Rainforest Cableway, la funivia che ci avrebbe portato fino a Kuranda.
Ci aspettavamo una cabina con pavimento in vetro per poter immaginare di sorvolare la foresta come pubblicizzato nei depliant but you know…siamo #poracciintour quindi ci hanno dato la cabina normale con pavimento coperto.
Le vetrate sono comunque tutto attorno, grandi e ariose e da lì sembra davvero di volare sopra la foresta. Piante che svettano alte, liane, versi di uccelli mai sentiti che sovrastano il bzzz della funivia. Ad ogni metro ci domandavamo “chissà cosa c’è là sotto, com’è la vita tra gli alberi”, con un misto tra curiosità e paura. Eh già, non ci sono solo animali carini e coccolosi nella giungla, soprattutto se sei in Australia.

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Red Peak e Barron Falls

Lungo la sua salita la funivia fa due tappe: Red Peak e Barron Gorge, da cui ammirare le Barron Falls.
A Red Peak c’è la possibilità di fare due passi nella foresta, lungo un percorso rialzato. Come mai? Meglio non calpestare direttamente il terreno, si rischierebbe di rovinare quello che è il secondo ecosistema più complesso del pianeta (il primo sono le barriere coralline).
Alla rigenerazione di questo ecosistema contribuisce in modo essenziale il casuario, una specie di emù preistorico. Riesce a fecondare il terreno coi semi di oltre 80 tipi di piante che qui vivono più o meno indisturbate fino a 700 anni.

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Durante la passeggiata si può avere la guida di un ranger. Ci ha spiegato che qui si trovano oltre 4.500 specie di uccelli (ecco spiegati tutti quei cinguettii) e 1.000 specie di rettili. Scary! Ma la nostra ranger ci ha rassicurati: spesso gli animali si sentono ma non si vedono. Almeno dalle piattaforme dove passeggiano i turisti…
E un’altra raccomandazione è di non toccare le piante: potrebbero essere carnivore, soprattutto se hanno dei fiori coloratissimi che dicono “toccami, sono bellissimo!”.
Qui infatti, in questa distesa di tutte le palette di verdi che si possono immaginare, ogni tanto spunta un colore vivace: giallo, arancione, rosa, azzurro, nessun tono è pastello in questa foresta!

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Il secondo punto di osservazione è Barron Gorge, da cui si possono ammirare le cascate. Qui si passeggia su un pavimento completamente traparente. Bellissimo per carità, ma a tratti impressionante!

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Gli aborigeni

Una volta arrivati in cima con la funivia si arriva al villaggio di Kuranda.
Immaginate il classico villaggio dei film nella giungla: casette in legno, mercatini per strada, atmosfera rilassata. E’ il classico villaggio sperduto da cui gli esploratori hanno iniziato a studiare la foresta.
Ma qui c’era già qualcuno: gli aborigeni del popolo Diambugay. E si vede la loro presenza ma no, non è come ce l’aspettavamo.

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Sono vestiti con abiti tradizionali (la “mutandina” di stoffa) e il loro corpo è dipinto con motivi che rimandano ad antiche usanze. Si muovono per il paese più che altro come intrattenitori, è come se il loro ruolo fosse quello di interpretare una parte in un grande show tematico: abitanti originari della giungla cantano e ballano per voi!
Forse è per questo che molti avevano uno sguardo rancoroso verso gli stranieri e più in generale verso i bianchi. A loro quelle persone hanno tolto la libertà, anche la semplice libertà di poter vivere come volevano loro, semplicemente in simbiosi con  la foresta. Li hanno obbligati a vivere civilmente, andando contro la loro millenaria cultura, spesso anche strappando i bambini alle madri per darli a famiglie bianche che li avrebbero educati, secondo i colonizzatori, meglio.
Anche le numerose gallerie d’arte di Kuranda che vendono manufatti aborigeni, dai boomerang ai didgeridoo, sono gestite da bianchi.

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Kuranda Original Rainforest Markets

Piante tropicali, bancarelle in legno, tessuti svolazzanti, opali, gemme, cibo veg, abiti alternativi: benvenuti nel paradiso hippie di Kuranda!
Questo mercatino è stato fondato alla fine degli anni ’70 proprio da una comunità hippie che intendeva attirare turisti a Kuranda. Anche oggi l’atmosfera è restata intatta al 100%, tra piante e murales.

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Cosa mangiare nella foresta tropicale

Appena scesi dal treno a Kuranda uno dei primi negozi ci ha subito fermati per un tasting. Abbiamo così scoperto che nei dintorni di Kuranda ci sono numerose piantagioni di mango da cui ricavano il vino al mango. Com’è il vino al mango di Kuranda? Tipo succo di mango leggermente alcolico, una cosa dolcissima. Sapete che assaggiamo tutto, ma abbiamo rifiutato il 3×2 che ci offriva la commessa.
Per pranzo abbiamo scelto una birreria. Più che una birreria era un baracchino di legno con 3 tavolini fuori ma siamo stati attratti dalle specialità della casa: Bratwurst! Cibo tedesco sì, ma con un tocco aussie. Si può infatti scegliere, tra le altre, salsicce di coccodrillo o emù! Ovviamente le abbiamo provate!

Di cosa sa il coccodrillo? Sa di pollo con un leggero retrogusto di pesce, non male
Di cosa sa l’emù? Di carne rossa, saporita ma molto magra, promosso anche questo

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Abbracciare un koala

Ai Koala Garden di Kuranda si possono fare due esperienze tipicamente australiane: dare da mangiare a un wallaby, una specie di canguro più piccola, e abbracciare un koala.
Per abbracciare il koala si acquista il biglietto, il diritto a una foto e ci si mette in coda.
In Queensland c’è proprio una legge che regola l’orario di “lavoro” dei koala: massimo 30 minuti al giorno con almeno un giorno di riposo ogni 3 giorni di lavoro.
Ci aspettavamo di prendere in braccio un frugoletto morbido ma in realtà i koala sono ispidi e non danno soddisfazione perchè non abbracciano. Si appoggiano a noi ma le loro zampette restano penzolanti dietro la nostra schiena. Sicuramente un’esperienza unica ma, cavolo, abbracciami!

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Quokka e wallaby

Vicino ai koala siamo entrati per la prima volta in contatto con un altro animale puccioso australiano: il quokka. Avete presente quel topolone sorridente? Non ci ha sorriso.
Per svegliarlo continuavamo a ripetere “quokka, quokka”. L’unico risultato è stato un pappagallino che ci ha fatto il verso “quo-kka quo-kka”. Ci siamo guardati pensando a uno scherzo e poi abbiamo visto il pennuto giallo-arancio su un ramo che blaterava! Troppo forte!

quokka

Ma tra koala che non sono morbidi e quokka senza sorriso eravamo un po’ giù di morale.
Finchè abbiamo trovato i wallaby a cui abbiamo dato da mangiare. Mentre si prendevano il mangime dalle nostre mani li abbiamo accarezzati e loro sì che sono morbidissimi! Grazie wallaby per essere diventato l’animale puccioso del giorno!

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Nel laghetto dei Koala Gardens c’erano anche dei coccodrilli col cartello:“attenzione, hanno il morso più potente al mondo”. In effetti non avevano uno sguardo gentile. Ma per vedere più da vicino i coccodrilli seguiteci nel nostro prossimo tour nella foresta, a Cape Tribulation.

Kuranda Scenic Railway

La foresta a Kuranda arriva fino ai binari dei treni, fondendosi perfettamente anche con le opere dell’uomo:

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Per tornare a Cairns abbiamo preso questa storica ferrovia che è considerata la seconda opera di ingegneria più importante in Australia. Come mai? Sono solo 37 km nella foresta.
Ecco, in realtà ci sono ben 15 tunnel scavati a mano e 37 ponti.
Costruita alla fine del XIX secolo, questa ferrovia offre paesaggi mozzafiato passando su ponti sospesi e costeggiando il versante delle colline tropicali. Per la costruzione vennero impiegati principalmente immigrati, tra cui moltissimi italiani. Tanti però morirono durante i lavori ma non per la pericolosità di costruire ponti nel vuoto o costeggiare colline ripide con le rotaie. La maggior parte dei decessi fu per colpa degli animali velenosi della giungla o per malattie contratte durante il lavoro in ambienti non sempre sani.

kurandaI vagoni in legno ricreano perfettamente lo stile ottocentesco di questa ferrovia, dando al viaggio quel pizzico retrò che ben si abbina a una giornata da Indiana Jones.
Dopo uno stop alle Barron Falls siamo tornati verso la pianura.
Il panorama da qui cambia radicalmente rispetto alla foresta. Non più alberi ma una lunga pianura che si getta nel mare, costellata di casette bianche in legno, palme nei giardini e prati bruciati dal sole.

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Ricordate che ci domandavamo cosa mai ci sarà tra gli alberi della giungla? Nel prossimo post vi portiamo a scoprirlo, a Cape Tribulation, dove la foresta pluviale incontra la barriera corallina.

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IL CONSIGLIO DI LEI

Non partecipate agli spettacoli in cui gli aborigeni cantano e ballano, vi abbiamo casualmente assistito per 2 minuti da una balaustra e sembrava uno show tristemente falso.

IL CONSIGLIO DI LUI

Saltate il vino al mango, ci sono alternative migliori dove rinfrescarsi con una buona birra.