Giappocibo

Tre piccole premesse riguardo il nostro post sul giappocibo:

1-Non leggete se siete a stomaco vuoto! Chiudete, andate a farvi uno spuntino, e poi tornate. Noi riusciamo ad affrontare l’argomento solo perchè recentemente abbiamo mangiato sei quintali di sushi.

2-Attenzione. Immagini ad alto contenuto di birra Asahi.

3-Fondamento base della cucina giapponese è che il piatto deve essere bello. Certamente anche buono, ma deve colpire immediatamente la vista, e poi le papille.

Come capire i giappomenu?

Non temente, oh voi futuri giappoviaggiatori, capire i giappomenu è abbastanza facile. Perchè sono “sottotitolati” in inglese? No. Ancora meglio: hanno le immagini vicino ad ogni piatto! Spessissimo fuori dai ristoranti si trova una vetrinetta con i piatti offerti creati in plastica e il prezzo scritto sotto. Ottimo sistema per capire se entrare o meno in un locale.

Il Bento

Avete presente quando nei cartoni animati mangiano da una scatolina colorata piena di riso, carne o pesce, e altre cose rigorosamente colorate? Quello è il bento.
Se ne trovano con dentro di tutto, anche se le costanti sono riso, carne o pesce, verdure e spesso una frittata.
Essendo sempre in movimento compravamo il bento in stazione (o dal nostro amico 7-eleven) e poi mangiavamo sul treno.
Spesso ci abbiamo trovato radici e verdure che non abbiamo saputo identificare. Con alcune ci è andata bene, con altre meno.
Ecco qualche buonissimo bento:

Come potete vedere abbiamo assaggiato pure la birra all’ananas. Ecco, quella potete fare tranquillamente a meno di provarla.

On the road

In Giappone si mangia in fretta, ma mai per strada. Noi abbiamo sgarrato, mangiandoci degli onigiri.

Abbiamo mangiato dei buonissimi Takoyaki (polpo fritto) davanti al castello di Osaka. Deliziosi!

Il nostro compagno di viaggio è stato il 7-eleven, voilà un piatto di sushi al volo in pieno centro a Osaka:

Sushi & Sashimi

Dimenticatevi il sushi col Philadelphia o con la maionese.
Date invece il benvenuto al sushi fatto esclusivamente di riso, pesce, alga e wasabi!
In Giappone infatti il wasabi è il “collante” tra il riso e il pesce, lo mettono sempre. Quindi, se come noi non siete amanti dei gusti forti, imparatevi la frasetta “wasabi ja arimasen” (=wasabi NO). La frase prende ancora più enfasi se negate con gli occhi sbarrati, la faccia schifata e sventolando le bacchette.

…E risolviamo tutto con un RAMEN!

Nonostante il caldo afoso, abbiamo mangiato ramen e soba/udon in brodo quasi ogni giorno. Il ramen può avere dentro di tutto: carne, alghe, uovo, verdure, soia, anche se la base rimane sempre la stessa, cioè pasta e brodo (di pesce, di carne o di miso).
Ultimamente ci siamo specalizzati a farlo anche a casa, non è difficile, serve solo coordinazione nella cottura dei vari ingredienti.

Giusto 2-3 cipolle fritte…

Il dessert

La giappocucina offre numerosi dessert diciamo particolari.
I mochi sono fatti con una specie di pasta di riso e possono essere di tantissimi aromi (e colori). Peccato che per noi avessero la consistenza di una gomma da masticare.
I dorayaki (che ora sono diventati la specialità di Daniele!) assomigliano molto ai pancake.
Fatti con farina, uovo, zucchero a velo, miele e lievito, in Giappone li abbiamo quasi sempre trovati con la salsa di fagioli dolci (i famosi azuki).  A casa ora li mangiamo con la nocciolata :p
Ad Harajuku Daniele ha mangiato questo dolce gigante:

Al tempio d’Oro a Kyoto Emily invece ha mangiato il gelato al tè verde con i “ravioli”:

Le bevande

Utilissimi sono stati i distributori di bevande. L’acqua era praticamente inesistente, ma si trovavano validi sostituti ai più svariati aromi.

Per quel che riguarda gli alcolici, abbiamo provato le classiche birre Asahi, Kirin e Sapporo.
Ma anche col sakè i giapponesi non scherzano! Ci hanno dato un bicchiere (di quelli normali, da pasto) pieno fino all’orlo!

Comunque, per scaldarci il corpo e l’anima, c’era sempre il tè:

 Non solo giappocibo

Vi avevamo già parlato del Baratie, il ristorante a tema One Piece di Odaiba. Ebbene, ora vi parliamo della cena che abbiamo fatto (più che una cena era un’aperitivo visto che erano le 19 :P)
Questo ristorante pseudo-francese non ha nulla a che vedere con un pasto tipico giapponese, ma e una visita obbligatoria se siete a Tokyo (e siete fan della saga)

IL PIATTO DI EMILY


IL PIATTO DI DANIELE

Non è tutto oro quel che luccica…

Provare cibi nuovi senza capire bene di cosa si trattasse solitamente ci piace, anche se Emily ha avuto una spiacevole esperienza. A Nara ha ordinato un piatto di cui aveva capito solo “farina di soia” e “tè verde”.
Ecco cos’ha ricevuto:

Una specie di impasto gommoso con sopra della polverina non identificata e tagliatelle viscidissime e trasparenti che galleggiavano nella salsa di soia. Per fortuna il tè era normale!

Bisogna fare come Daniele che per andare sul sicuro prende un classico riso al curry:

Dove trovare il giappocibo in Italia

Una volta tornati dal viaggio in Giappone abbiamo visto i ristoranti di sushi con occhi diversi.
Perchè in Giappone ci bastava un piatto di 10 nigiri per essere sazi mentre qui dobbiamo mangiare molto di più? Intanto le dimensioni del pesce sono diverse (guardate dalle foto sopra che bisteccone!) e poi anche le dimensioni del riso erano maggiori.

Abbiamo per ora 3 consigli da darvi:
-Ristorante Sumire a Milano: piccolo, defilato, per mangiare non solo sushi ma anche riso al curry, riso e tonkatsu (la cotoletta di maiale) e altre specialità. Purtroppo non fa il ramen.
-Esselunga, nel reparto pesce fresco, ha gli onigiri! Come gusto sono zero in paragone ai giappoonigiri, ma è l’unico posto in Italia dove li abbiamo trovati
-Non fermatevi nella ricerca del giapporisto per voi. Non fermatevi al primo cinese che si spaccia per giapponese! Abbiamo un po’ di indirizzi da provare (purtroppo nessuno nelle immediate vicinanze di Verona), accettiamo compagni di assaggi 😉

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