Osaka

Adagiata nell’omonima baia, Osaka è una città che da subito ci ha colpiti per la vita notturna e il movimento!
Sarà che siamo atterrati che ormai erano le 17, sarà che ci siamo subito persi, saranno state le luci che ovunque ci accecavano, la gente, tanta gente… Sarà stato anche il fuso orario: Emily si è addormentata su una panchina prima e da Starbucks poi. Avete presente i bambini che si addormentano in uno schiocco di dita? Uguale.

Qui ci siamo convinti che Osaka meriti il suo “nickname” di “cucina dell’Impero”. Abbiamo provato il nostro primo ramen. Forse per la stanchezza o il jet lag, ma quella prima cena ad Osaka, accompagnata da una fresca birra Asahi, è stata la cena più buona di tutto il viaggio. Sempre nella grande “cucina dell’Impero” abbiamo assaggiato Takoyaki e una strana bibita, con dentro pezzettoni di uva. Seguiranno racconti su cibo e bevande, non temete… Doverste forse temere se ve li facessimo assaggiare :p

Ecco i nostri consigli per i 3 “must” di Osaka:

1-Il castello
Molto affollato di turisti (per la maggior parte giapponesi e coreani), merita una visita. Osaka-jo per noi è più interessante da fuori che da dentro, dove ospita un museo sul suo fondatore Toyotomi Hideyoshi e sul suo rivale Tokugawa Ieyasu. Non abbiamo ben capito le dinamiche, ma c’è stata una battaglia, assedi vari, complotti, suicidi, samurai etc. Come da noi fuori dal Colosseo ci sono i gladiatori, lì abbiamo incontrato i samurai. Vale la pena pagare l’entrata soprattutto per salire sul tetto e godersi il panorama della città. Ma non è ancora il miglior panorama, e qui arriviamo al “must” n.2.

2-Abeno Harukas
A due passi dal parco Tennoji, dove ci siamo rifocillati con sushi e birra aromatizzata (non abbiamo capito a cosa esattamente), si trova questo magnifico grattacielo alto 300m, da qui il nome Harukas300. Spettacolare è l’ascensore che porta in cima: una gabbietta trasparente che porta su su in un corridoio tempestato di lucine che paiono stelle. Tempo impiegato: pochi secondi per passare dal piano 16 al 60. Sicuramente al calar del sole la vista è spettacolare, ma quando noi siamo arrivati ormai era già buio, ed è stato comunque magnifico.
Piccola nota a margine di Daniele: sopra è una figata perchè c’è l’angolo dedicato a Star Wars!

3-La vita notturna
Negozi aperti a ogni ora, luci, ragazze che ballano nelle vetrine dei negozi anche ai piani più alti pur di far pubblicità. Caos, gente e ancora luci. Una città illuminata a giorno anche di notte. Il distretto di Dotonbori, proprio sulle rive del fiume chi-cavolo-si-ricorda-come-si-chiama (Wiki ci dice che ha lo stesso del quartiere), è un tripudio di colori e ancora luci e rumori. Una città in perenne movimento, di giorno e di notte. Bellissimo è però perdersi e scoprire che tra il caos e i grattacieli spuntano ancora templi shintoisti o buddhisti in cui la gente assume un’altra dimensione, più rallentata e più distesa.

OSAKA VISTA DA LEI
Per colpa del jet lag non mi sono goduta la città come avrebbe meritato, ho preferito addormentarmi in giro, soffrire di nausea e mal di testa e del terribile caldo che non ci ha MAI mollati. Ho sentito il mio primo giappoterremoto, causa di un livello di ansia indicibile per tutto il viaggio. E niente, mentre io volevo fuggire urlando, i giapponesini continuavano a sorseggiare i loro frappuccini.

OSAKA VISTA DA LUI
Il negozio di elettronica più grande che abbia mai visto: 5 piani ognuno grande come un centro commerciale. Ero elettrizzato dal numero di fumetti e videogiochi che ho trovato, un mare di cultura nerd! Peccato solo che fosse tutto in giapponese e non abbia capito niente (a parte indovinare fumetti e videogiochi grazie alle loro copertine). E quanti aggeggini strani! Powerbank di ogni forma, colore e dimensione. Ne ho presa una con anche la base estraibile per tenere dritto il telefono e guardarmi i miei video da malato di videogiochi.

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