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L’ultima tappa – da Desenzano a Peschiera

Eccoci qui al racconto dell’ultima tappa del nostro giro del lago di Garda a piedi.
Una tappa completamente pianeggiante, quasi del tutto sul lungolago e ricca di atmosfere suggestive.
Quante volte abbiamo pensato “non ce la faremo…” e invece, quasi sul gong di un nuovo semi-lockdown siamo riusciti a concludere il nostro giro.
Vi raccontiamo l’ultima tappa del nostro #poracciingardatour dandovi però un arrivederci a presto con altre curiosità e informazioni utili (e nuovi post su altri luoghi!)

Tappa n.11: Desenzano-Peschiera del Garda
Km: 23.5
Difficoltà: molto facile

 

SIRMIONE E IL SUO CASTELLO

Avete presente la penisola a sud del lago di Garda? Proprio quella che si getta nel lago con un gran castello all’ingresso.
Quella è Sirmione e nel corso dei secoli fu usata da romani, longobardi, scaligeri, veneziani, francesi e austriaci come avamposto di vedetta.
Da qui infatti si possono controllare con estrema facilità sia la sponda veronese che quella bresciana del lago di Garda.
Sirmione deve il suo nome alla parola greca Syrma, strascico, infatti si protende nel lago come uno strascico.
Il suo simbolo è indubbiamente il castello scaligero e, se si vuole visistare il paese, è inevitabile incontrarlo in quanto è necessario attraversarlo per entrare tra i vicoli pittoreschi di Sirmione. E anche noi durante la nostra ultima tappa siamo passati da questo meraviglioso castello.
Oltre al castello, Sirmione è famosa per altre due cose: le terme e le grotte di Catullo.

LE TERME DI SIRMIONE E LE GROTTE DI CATULLO

Le terme di Sirmione sono state scoperte solo poco più di un secolo fa. Pensate che fin dal Rinascimento si ipotizzava che ci fosse una sorgente di acqua termale, ma solo nel 1889 un palombaro di nome Procopio riuscì a individuarla.
Da lì in poi Sirmione divenne un rinomato ed elegante centro termale, dove ancora oggi potete rilassarvi e godervi qualche ora di relax vista lago (ok, DPCM a parte…)
Proseguendo fino all’estremità della penisola si incontrano le grotte di Catullo.
Si tratta dei resti di una villa romana che pare fosse stata residenza del poeta latino Catullo. I resti della villa furono definiti “grotte di Catullo” perchè, al momento della loro scoperta in epoca rinascimentale, erano solo rovine ricoperte da rovi. Non si sa se quella fu veramente la dimora di Catullo o se vivesse in un altro luogo a Sirmione, certo è che per un periodo fu stabile in questa zona del lago, dedicando proprio al paese di Sirmione parole innamorate (e non amo et odi, qui solo amo!):

Perla delle penisole e delle isole,
o Sirmione, di tutte quelle che Nettuno sostiene,
nel mezzo di laghi cristallini e mare aperto,
entrambi, con quale entusiasmo,
con quale impazienza e felicità ti incontro nuovamente!
Quasi non credevo a me stesso, spostandomi
dai campi della Tinia e della Bitinia,
e rivedendoti, infine, senza alcun timore.
Oh cosa rende più beati,
che trovarsi spogli dalle preoccupazioni, quando l’anima
mette da parte il peso stanco del viaggio,
e ritorna a casa propria, e riposa
nel letto, tanto desiderato?
È questa, dopo immense fatiche, l’unica nostra ricompensa.
Salve, Sirmione bel mondo, tu felice
per il tuo padrone, e voi pure,
onde del lago lidio; si rida in casa,
qualsiasi cosa ci sia per cui ridere.

 

PUNTA GRO E IL FOLIAGE

Dopo aver lasciato Sirmione si prosegue con la nostra ultima tappa! Si segue per un tratto sul lungolago, presso Le Colombare. Qui i colori del foliage si fanno più intensi: giallo, rosso, ambra, arancio, marrone, ocra, oro, mattone. E’ una passeggiata rilassante e perfetta per ricaricare le pile immersi nella natura.
Poi inevitabilmente si deve percorrere la ciclabile lungo la statale, fino a ricongiungersi al lungolago nei pressi di punta Gro.
Qui eravamo stati altre volte in estate, siamo restati stupiti nel vedere come il luogo sia completamente diverso con i colori autunnali.
Questi prati sul lungolago sono affollatissimi in estate, quando gli abitanti di Verona e i turisti si rifugiano qui in cerca di frescura, servizi e spiagge attrezzate, sebbene le acque del lago in questa zona non siano le migliori…

PESCHIERA DEL GARDA

Vi ricordate che di Peschiera del Garda vi avevamo già parlato nella prima tappa? Vi riportiamo qui anche nell’ultima tappa perchè è stato il nostro punto di partenza e *rullo di tamburi* anche di arrivo!
Ricordate che fu citata da Dante? Che da qui esce l’emissario del lago di Garda? Che fu una delle fortezze del Quadrilatero?
Se non lo ricordate vi suggeriamo di tornare a leggere la nostra prima tappa qui.
Quando pensavamo che tutto sarebbe stato facile, le montagne non ci sembravano così alte e il numero dei km era offuscato dall’entusiamo.
195km dopo possiamo dire: ce l’abbiamo fatta!

COSA HA IMPARATO LEI DAL GIRO DEL LAGO DI GARDA A PIEDI

A superare la stanchezza, ad affrontare 1km alla volta, a scoprire tradizioni e segni di un passato che si riflette nel presente, a non aver paura nei boschi, ad accettare che della montagna a volte bisogna aver timore, a cantare per scacciare la paura.

COSA HA IMPARATO LUI DAL GIRO DEL LAGO DI GARDA A PIEDI

A non fidarsi sempre e solo del GPS, a cogliere la bellezza di un fiore che spunta tra le rocce, ad affrontare le salite perchè poi c’è sempre la discesa, che ci sono più sentieri di quanti riusciremo a farne nella nostra vita.