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Umbria, il cuore verde dell’Italia

Come sanno gli #instafollower, qualche tempo fa siamo stati in Umbria.
Due giorni, full immersion di amici, sole e cinghiale, e poi su di nuovo.

Essendo stati spesso in Umbria e avendo già visitato i “must” della regione, questa volta abbiamo optato per due località: una già visitata insieme e una no. Procediamo con la tappa n.1!

Spello

Ai piedi del monte Subasio è collocato questo paese che solo a vederlo dalla strada fa pensare a una cartolina. Fondato dagli antichi romani, Spello possiede ora tutto il fascino di una località medievale. Dopo essere appartenuta al Ducato di Spoleto passò sotto lo Stato Pontificio, per poi dichiararsi libero Comune ma venire poi ceduta a una famiglia perugina e per tornare poi al Papato.
A Spello non abbiamo propriamente seguito un itinerario, il bello è stato perdersi tra i vicoli, ricchi di fiori e di gatti.


Spello è infatti famosa per l’infiorata, che si svolge ogni anno il giorno del Corpus Domini, a inizio giugno. Praticamente realizzano dei “quadri” per le strade fatti solo con petali di fiori di ogni colore e forma
Spendete qualche minuto per cercare le immagini su Google, ne vale la pena 😉

Per questo motivo si trovano ad ogni angolo, via o davanzale dei curatissimi vasi di fiori, piante, rampicanti, erbe aromatiche. Qualche pigro gatto si aggira per il paese mentre qualche turista col cappello (la poraccia) segue i gatti che si aggirano per il paese.

E andiamo alla tappa n.2!

Gubbio

Per la domenica abbiamo optato per Gubbio, anche se non è stato facile decidere dove sfruttare il poco tempo a nostra disposizione. Assisi, Perugia, Spoleto, Foligno: tutti posti bellissimi in cui ci piacerebbe tornare, ma avevamo voglia di qualcosa di nuovo! In realtà ci sarebbe piaciuto andare a Norcia, a portare qualche soldino con il nostro (seppur povero) turismo. Ma era troppo in giù, il tempo era poco e a malincuore abbiamo rinunciato.

Le vicende storiche di Gubbio assomigliano a quelle di Spello: prima città romana, poi libero Comune, poi il Papa, poi i Malatesta e poi di nuovo il Papa.
Appena arrivati ci siamo imbattuti nel teatro romano. Ma lo sapevate che ce n’è uno anche lì?! Noi no, è stata una sorpresa. Un sito di indubbia importanza archeologica, ma l’abbiamo trovato un po’ “abbandonato”, potrebbe essere conservato meglio.


Anche qui ci siamo persi per i vicoli, tra chiese e scorci che ti riportano al Medioevo in due secondi. Dopo una sudatissima salita (faceva abbastanza caldo), siamo arrivati al cuore di Gubbio, ossia la famosa piazza della Signoria. Qui sorge il celeberrimo palazzo dei Consoli e il palazzo Pretorio. Era il cuore della città medievale.


Si trova anche il bar di Don Matteo, la fiction di rai1 è stata infatti girata in questo meraviglioso angolino di Umbria, voilà il nostro amico Terence:

Il vino e l’acqua santa

Salendo per la città (tutta in salita!) siamo arrivati alla Cattedrale (inagibile causa terremoto) e al palazzo Ducale. Ma Gubbio ci ha sorpresi per un’attrazione turistica diversa dalle solite: la Botte dei Canonici. Si tratta di una botte in legno da 200 ettolitri, costruita nel XV secolo e utilizzata per l’ultima volta attorno agli anni ’20 del Novecento. Si trova nella sala adiacente a un piccolo negozietto, gestito da un ragazzo molto simpatico che ci ha spiegato la storia della botte e dei musei diocesani adiacenti.

Naturalmente un altro motivo rende celebre Gubbio: San Francesco. In sintesissima: si narra che un lupo terrorizzava la città di Gubbio. Un giorno San Francesco andò nella foresta, persuase il lupo a smetterla di far del male agli uomini e chiese agli abitanti di Gubbio di accoglierlo e di procurargli del cibo. Lupo e uomini vissero felici e contenti.

In Umbria non puoi essere vegano

In due giorni abbiamo mangiato per una settimana. Ma d’altronde l’Umbria è così: ti accoglie col cuore e con la cucina. A Spello abbiamo trovato credo l’unico posto in Italia ad avere piadine esclusivamente senza glutine. Ma noi, poco salutisti e molto carnivori, siamo andati a mangiarci gli arrosticini. Tra grigliate in compagnia e tagliatelle al cinghiale siamo tornati a casa cicci ma soddisfatti.

Un aiuto per Norcia

Per concludere abbiamo comprato dei salumi e dei legumi prodotti a Norcia. Non siamo riusciti ad andare, ma speriamo di aver dato un piccolo contributo. Ahinoi ci sentiamo impotenti davanti a certe cose. Non possiamo fare chissà quali donazioni, non possiamo aiutare materialmente… Allora ci sembra una buona cosa aiutare quelle persone a lavorare e mantenere le loro attività sul territorio. E comprare i loro prodotti può già essere d’aiuto. Forza, compratelo anche voi un salamino al tartufo che fa bene alla pancia, al produttore, a Norcia e al cuore!

Altre foto sono in arrivo sulla nostra pagina fb: https://www.facebook.com/ilmondoinunatenda/

LUI IN UMBRIA

LEI IN UMBRIA