Orvieto sopra e sotto – Cosa vedere a Orvieto in un giorno    

Oggi virtualmente torniamo al nostro viaggio in centro Italia e partiamo per Orvieto, una città ricca di storia sopra e sotto. In che senso? Nel senso che ci sono cose da vedere sia sopra che sotto la città! Scopriamo insieme cosa vedere a Orvieto in un giorno, con qualche consiglio tattico per un’esperienza completa ma low cost.

PERCHÉ SCEGLIERE ORVIETO

Orvieto è una delle città umbre più grandi. Si trova al confine con il Lazio ma la sua particolarità è data dalla posizione: Orvieto si trova sopra a una rocca. Ciò rende Orvieto ben visibile dalla pianura circostante ma anche permette di godervi un super panorama una volta che siete in cima! È una città indubbiamente nota per il suo duomo, ma non solo. Se scaviamo nell’Orvieto sotterranea troviamo un mondo. La rocca su cui poggia la città è praticamente un groviera, ricco di storia, curiosità e tradizioni antiche. Ma partiamo dalla cosa principale da vedere a Orvieto in un giorno: il duomo.

Orvieto

DUOMO DI ORVIETO

Quando arrivate nella piazza dove si trova il celebre duomo di Orvieto la sua facciata vi lascerà a bocca aperta, e non è solo un modo di dire. Di duomi e chiese in Italia ne abbiamo visti molti e di molto belli: Siena, Firenze, Venezia, Milano, ma questo è per noi il più spettacolare. Qui si fondono mosaici e bassorilievi, guglie e forme arrotondate, il freddo del marmo e il caldo dell’oro. È incredibile come tutto sia perfettamente scolpito e decorato al millimetro. Le forme geometriche che compongono la facciata sono perfettamente armoniche tra di loro e raccontano storie della Bibbia. Sappiamo che in passato la popolazione era analfabeta, le immagini dovevano istruire e non solo decorare. Quindi il duomo è il primo della lista delle cose da vedere a Orvieto in un giorno.

Duomo di Orvieto al tramonto

VALE LA PENA ENTRARE NEL DUOMO DI ORVIETO?

L’interno del duomo di Orvieto invece può risultare leggermente deludente, non tanto perché non sia bello, ma perché dopo l’impatto con la ricca facciata trovarsi in una chiesa abbastanza spoglia fa un certo effetto. Ma non fermatevi alla prima impressione e andate a visitare la cappella di San Brizio e quella del Corporale.
La cappella di San Brizio è stata affrescata prima dal Beato Angelico e poi da Luca Signorelli ed è un bellissimo esempio di arte rinascimentale. Come dicevamo poc’anzi, gli affreschi servivano anche per istruire il popolo, qui troviamo rappresentate varie scene del giudizio universale. Questo tema era ricorrente per spaventare le persone, forzandole a comportarsi bene incutendo il timore dell’inferno.
La cappella del Corporale invece è molto importante per la cristianità in quanto è conservato il corporale che diede origine al Corpus Domini, un reperto del miracolo di Bolsena. Ma cos’è il miracolo del Corporale?

A Bolsena si trovava un sacerdote boemo, tormentato dai dubbi: l’ostia era davvero il corpo di Cristo? Mentre diceva messa a Bolsena l’ostia che teneva in mano iniziò a essudare gocce di sangue che caddero sul corporale. Il corporale fu portato a Papa Urbano IV che istituì la celebrazione del Corpus Domini (corpo di Cristo) nel 1264. Il corporale è il piccolo pezzo di tela che viene usato per l’Eucarestia.
Quindi vale la pena entrare nel duomo di Orvieto? Per noi sì, ma senza aspettative e pronti a lasciarvi sorprendere dall’eleganza di queste due cappelle.         

Entrare nel duomo di Orvieto costa 5€ e il biglietto lo potete fare nel museo situato alla destra del duomo.

L’orario migliore per ammirare la facciata è al tramonto, quando si tinge di rosa.

Duomo di Orvieto

IL POZZO DI SAN PATRIZIO

Dopo aver salutato il duomo di Orvieto dirigiamoci al secondo must delle cose da vedere a Orvieto in un giorno: il pozzo di San Patrizio. Il pozzo era stato voluto da Papa Clemente VII che a metà del XVI secolo decise di costruire un pozzo per rifornire la città d’acqua in caso di assedio. La rocca su cui sorge Orvieto è infatti formata da una roccia porosa e permeabile che assorbe l’acqua. In caso di assedio era quindi fondamentale un pozzo per procurare l’acqua, lo si faceva in città sin dai tempi dei Romani. Il pozzo fu costruito dall’architetto Antonio da Sangallo ed è composto da due rampe elicoidali a senso unico, da un lato si scende e dall’altro si risale. Sulle rampe si aprono delle finestre che aiutano in caso di leggera claustrofobia come nel nostro caso. Attenzione alle vertigini quando vi sporgete!
Il biglietto per scendere nel pozzo costa 5€. Prestate attenzione agli orari in quanto l’apertura segue il ritmo delle stagioni, chiudendo alle 16.45 in inverno e alle 19.45 in estate. Per informazioni più dettagliate potete visitare questo sito

Pozzo di San Patrizio – Orvieto

 QUALI POZZI VALE LA PENSA VISITARE A ORVIETO?

Orvieto non si sviluppa solo sopra la rupe su cui è collocata, ma anche all’interno della rupe.
Oltre al pozzo di San Patrizio, il più famoso e il più scenografico, vi consigliamo di visitare il pozzo della Cava nel periodo natalizio. All’interno abbiamo trovato un vero e proprio presepe, con i personaggi che accompagnano i visitatori lungo il percorso fino alla capanna di Gesù Bambino. La storia del pozzo si fonde così con la storia dei personaggi biblici e i canti natalizi per un’esperienza multisensoriale. Il pozzo della Cava è molto più profondo del pozzo di San Patrizio. Il pozzo della cava non è tra le cose che vi consigliamo di vedere a Orvieto in un giorno (date la precedenza al pozzo di San Patrizio), però è sicuramente da aggiungere come tappa nel periodo natalizio o se avete più tempo a disposizione.

Pozzo della Cava – Orvieto

LA STORIA DI ORVIETO SOTTERRANEA

La rocca su cui sorge Orvieto l’abbiamo definita prima come un grande groviera. Abbiamo deciso di partecipare a una visita guidata di Orvieto sotterranea e direi che questa esperienza è super consigliata tra le cose da vedere a Orvieto in un giorno.

Gli abitanti di Orvieto iniziarono a scavare nella rupe all’inizio del periodo etrusco, nell’VIII secolo a.C. Troviamo infatti una quarantina di pozzi etruschi rettangolari di misura 80x120cm, ossia il necessario per un uomo per salire e scendere senza corde o scale. Si vedono delle tacchette per salire e scendere con le mani e i piedi, un po’ scomodi ma per fortuna erano usati solo in caso di assedio. Fu però nel Medioevo che gli scavi si intensificano per ricreare ambienti di lavoro e luoghi che non avevano abbastanza spazio in superficie. Gli scavi proseguono fino all’inizio del Novecento, poi si bloccano.

Durante la Seconda Guerra Mondiale queste stanze furono un rifugio antiaereo per l’ex ospedale che era situato a pochi passi dal Duomo. In realtà Orvieto non fu mai bombardata grazie alla sua cattedrale, e meno male perché i rifugi antiaerei sotterranei si sarebbero rivelati delle trappole: le rocce sono troppo friabili e non avrebbero resisito.

Solo 38 anni fa gli speleologi di Orvieto recuperano cavità, attrezzandone qualcuna per i turisti. 

Negli anni Ottanta ci fu un terremoto con ripercussioni all’interno della rupe di Orvieto e all’esterno la roccia iniziava a sgretolarsi e a franare. Vennero stanziati dei fondi per il consolidamento della rupe, i lavori durarono 30 anni ma oggi Orvieto sotterranea è completamente in sicurezza.

Orvieto sotterranea

CHE ATTIVITA’ SI SVOLGEVANO SOTTO LA CITTA’ DI ORVIETO?

All’interno della rocca ci sono 1200 cavità sotterranee censite, sono tutte grotte artificiali scavate a mano. Solo poche cavità sono adibite alle visite turistiche, la maggior parte delle cavità sono inesplorate e molte sono proprietà private: si tratta delle cantine delle abitazioni di Orvieto.

La nostra visita inizia da una cavità di proprietà della chiesa di Santa Chiara, una cavità risalente al 1350. Si tratta di un frantoio a trazione animale, attivo fino alla fine del Seicento. Quest’attività si svolgeva sotto terra perché c’era una temperatura costante tutto l’anno di 14-15 gradi.
Qui sotto c’erano anche cave di pozzolana, un materiale friabilissimo derivato dalle esplosioni della lava e utilizzato per fare la malta. Si vede dove veniva cavato il materiale perché si notano ancora delle nicchie e dei pilastri di sostegno che andavano lasciati dopo aver estratto la massima quantità possibile

In seguito si entra in una colombaia, i piccioni erano allevati sotto terra e utilizzati come risorsa di cibo o di guadagno. Ad oggi il piccione è ancora il piatto tipico di Orvieto. Riconosciamo le colombaie perché ci sono piccole nicchie nel muro, una nicchia per ogni coppia di piccioni. Potevano uscire a procurarsi il cibo e sapevano esattamente dove tornare, infatti le colombaie erano tutte sul lato esterno della rupe perché avevano bisogno di finestre.
Nel 1628 il Papa impone di chiudere le finestre con le grate per un motivo bizzarro: gli abitanti lanciavano le immondizie dalla rupe e il Papa aveva timore che i nemici potessero entrare in città arrampicandosi sui cumuli di immondizie. In realtà di notte si contrabbandavano merci dalle finestre della rupe, per evitare i dazi che l’ingresso ufficiale dalla città avrebbe imposto.

Ma qui sotto c’erano anche vasche per conciare le pelli, nicchie dove appoggiare le candele e vasche di acqua per gli animali. Qui si conservava anche il cibo per via della temperatura costante durante tutto l’anno.

I biglietti costano 7€ e si acquistano in piazza del Duomo, presso l’ufficio turistico. Prenotate in anticipo l’orario della vostra visita.

Orvieto sotterranea

DOVE MANGIARE A ORVIETO

 Per un pasto veloce vi consigliamo assolutamente la macelleria Roticiani. Situata in piazza Sant’Angelo, vi farà dei gustosi panini farciti al momento con ciò che preferite. E sappiamo bene che con i salumi in Umbria ci sanno fare! Il prezzo è molto economico e potete anche servirvi con un buon bicchiere di vino casalingo dalla botte posta all’entrata. Nella piazzetta c’è qualche tavolo per sedersi.

Per cena vi consigliamo “La buca di Bacco”. Qui assaggiate gli umbricelli, pasta tipica umbra che assomiglia ai bigoli, conditi con funghi e salsiccia! Annaffiate con un bicchiere di rosso della casa et voilà la cena perfetta!

Duomo di Orvieto

DOVE DORMIRE A ORVIETO

 A Orvieto ci siamo trovati bene all’hotel Oasi dei Discepoli.

È situato 2km fuori dal centro storico, in un posto tranquillo e da cui si gode un bel panorama sulla città.
È il classico hotel italiano: gestito bene, curato, forse un po’ vecchiotto ma comunque pulito e soprattutto con un’ottima e abbondante colazione (la nostra cosa preferita degli hotel!)

Panorama da Orvieto

INFORMAZIONI UTILI PER VISITARE ORVIETO

Dove parcheggiare gratis a Orvieto? Non proprio gratis ma con 1€ al giorno, potete lasciare la vostra automobile al parcheggio “Ex caserma”. Da lì siete a due passi dal centro per seguire le nostre indicazioni su cosa vedere a Orvieto in un giorno.

IL CONSIGLIO DI LUI

Per una foto della città di Orvieto nella sua interezza fermatevi lungo la strada Regionale 71 Ter all’altezza del ristorante “Terrazza Farnese”.

IL CONSIGLIO DI LEI

Perdetevi per i vicoli e le piazze di Orvieto, scoprite gli angoli nascosti lontani dalle principali attrazioni turistiche

Umbria, il cuore verde dell’Italia

Come sanno gli #instafollower, qualche tempo fa siamo stati in Umbria.
Due giorni, full immersion di amici, sole e cinghiale, e poi su di nuovo.

Essendo stati spesso in Umbria e avendo già visitato i “must” della regione, questa volta abbiamo optato per due località: una già visitata insieme e una no. Procediamo con la tappa n.1!

Spello

Ai piedi del monte Subasio è collocato questo paese che solo a vederlo dalla strada fa pensare a una cartolina. Fondato dagli antichi romani, Spello possiede ora tutto il fascino di una località medievale. Dopo essere appartenuta al Ducato di Spoleto passò sotto lo Stato Pontificio, per poi dichiararsi libero Comune ma venire poi ceduta a una famiglia perugina e per tornare poi al Papato.
A Spello non abbiamo propriamente seguito un itinerario, il bello è stato perdersi tra i vicoli, ricchi di fiori e di gatti.


Spello è infatti famosa per l’infiorata, che si svolge ogni anno il giorno del Corpus Domini, a inizio giugno. Praticamente realizzano dei “quadri” per le strade fatti solo con petali di fiori di ogni colore e forma
Spendete qualche minuto per cercare le immagini su Google, ne vale la pena 😉

Per questo motivo si trovano ad ogni angolo, via o davanzale dei curatissimi vasi di fiori, piante, rampicanti, erbe aromatiche. Qualche pigro gatto si aggira per il paese mentre qualche turista col cappello (la poraccia) segue i gatti che si aggirano per il paese.

E andiamo alla tappa n.2!

Gubbio

Per la domenica abbiamo optato per Gubbio, anche se non è stato facile decidere dove sfruttare il poco tempo a nostra disposizione. Assisi, Perugia, Spoleto, Foligno: tutti posti bellissimi in cui ci piacerebbe tornare, ma avevamo voglia di qualcosa di nuovo! In realtà ci sarebbe piaciuto andare a Norcia, a portare qualche soldino con il nostro (seppur povero) turismo. Ma era troppo in giù, il tempo era poco e a malincuore abbiamo rinunciato.

Le vicende storiche di Gubbio assomigliano a quelle di Spello: prima città romana, poi libero Comune, poi il Papa, poi i Malatesta e poi di nuovo il Papa.
Appena arrivati ci siamo imbattuti nel teatro romano. Ma lo sapevate che ce n’è uno anche lì?! Noi no, è stata una sorpresa. Un sito di indubbia importanza archeologica, ma l’abbiamo trovato un po’ “abbandonato”, potrebbe essere conservato meglio.


Anche qui ci siamo persi per i vicoli, tra chiese e scorci che ti riportano al Medioevo in due secondi. Dopo una sudatissima salita (faceva abbastanza caldo), siamo arrivati al cuore di Gubbio, ossia la famosa piazza della Signoria. Qui sorge il celeberrimo palazzo dei Consoli e il palazzo Pretorio. Era il cuore della città medievale.


Si trova anche il bar di Don Matteo, la fiction di rai1 è stata infatti girata in questo meraviglioso angolino di Umbria, voilà il nostro amico Terence:

 

Il vino e l’acqua santa

Salendo per la città (tutta in salita!) siamo arrivati alla Cattedrale (inagibile causa terremoto) e al palazzo Ducale. Ma Gubbio ci ha sorpresi per un’attrazione turistica diversa dalle solite: la Botte dei Canonici. Si tratta di una botte in legno da 200 ettolitri, costruita nel XV secolo e utilizzata per l’ultima volta attorno agli anni ’20 del Novecento. Si trova nella sala adiacente a un piccolo negozietto, gestito da un ragazzo molto simpatico che ci ha spiegato la storia della botte e dei musei diocesani adiacenti.

Naturalmente un altro motivo rende celebre Gubbio: San Francesco. In sintesissima: si narra che un lupo terrorizzava la città di Gubbio. Un giorno San Francesco andò nella foresta, persuase il lupo a smetterla di far del male agli uomini e chiese agli abitanti di Gubbio di accoglierlo e di procurargli del cibo. Lupo e uomini vissero felici e contenti.

In Umbria non puoi essere vegano

In due giorni abbiamo mangiato per una settimana. Ma d’altronde l’Umbria è così: ti accoglie col cuore e con la cucina. A Spello abbiamo trovato credo l’unico posto in Italia ad avere piadine esclusivamente senza glutine. Ma noi, poco salutisti e molto carnivori, siamo andati a mangiarci gli arrosticini. Tra grigliate in compagnia e tagliatelle al cinghiale siamo tornati a casa cicci ma soddisfatti.

Un aiuto per Norcia

Per concludere abbiamo comprato dei salumi e dei legumi prodotti a Norcia. Non siamo riusciti ad andare, ma speriamo di aver dato un piccolo contributo. Ahinoi ci sentiamo impotenti davanti a certe cose. Non possiamo fare chissà quali donazioni, non possiamo aiutare materialmente… Allora ci sembra una buona cosa aiutare quelle persone a lavorare e mantenere le loro attività sul territorio. E comprare i loro prodotti può già essere d’aiuto. Forza, compratelo anche voi un salamino al tartufo che fa bene alla pancia, al produttore, a Norcia e al cuore!

Altre foto sono in arrivo sulla nostra pagina fb: https://www.facebook.com/ilmondoinunatenda/

LUI IN UMBRIA

LEI IN UMBRIA