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Il Cammino Portoghese – da Vigo a Pontevedra (tappa 6 e 7)

Da quando siamo entrati in Spagna, il Cammino portoghese ha iniziato a essere incredibilmente ben segnalato. Non ci si può perdere nemmeno se si vuole. Il sentiero è costellato da pietre miliari (non ricordiamo purtoppo il nome in spagnolo) con la conchiglia che indica la direzione e una targhetta che riporta quanti km mancano a Santiago.
L’unica difficoltà è stata uscire da Vigo, ma per fortuna la nostra guida era estremamente precisa su questo capitolo.

DA VIGO A REDONDELA – 16,33km

Seguendo una salita che sembrava infinita, siamo riusciti a uscire dalla città.
Ci siamo trovati a un bivio dove un gentilissimo signore spagnolo ci ha indicato la direzione giusta. Ci ha anche parlato un bel po’ in spagnolo ma noi non abbiamo capito un granchè… Ah, se solo parlassero più lentamente!
Da lì in poi ci siamo incamminati sulla Senda de Agua, un antico sentiero nei boschi che serviva per trasportare acqua dai monti a Vigo.
Dopo la salita del centro storico ci siamo trovati praticamente a camminare per km in piano e in mezzo ai boschi. E’ stata quasi una passeggiata tranquilla, la stanchezza e il malessere delle prime tappe era stato curato con la giornata alle isole Cies.
A un certo punto ci siamo fermati in un posto pazzesco. Era tutto in legno, con sedie come antichi seggioloni, anch’esse in legno. sembrava di essere in una locanda del medioevo ma con un tocco moderno. E soprattutto c’era una meravigliosa panoramica sulla baia di Vigo:

Abbiamo ordinato un panino (per lui) che si è rivelato enorme. Emily invece ha preso del pane con la frutta secca e si è trovata davanti una pagnotta intera, grossa come un pane di Altamura. Non hanno le mezze misure, questi spagnoli…
La tappa si è conclusa con una brusca discesa, prima nei boschi e poi sull’asfalto. Per strada ci ha fermato una signora che era tutta agitata e ci dava indicazioni in spagnolo. “La casa, izquierda, derecha”. Abbiamo fatto finta di capire perchè altrimenti non finiva più di parlare e proseguito lungo la statale fino a Redondela.
Siamo arrivati all’albergue e ci siamo buttati per terra nella piccola piazza antistante, come tutti gli altri pellegrini in attesa di entrare.
L’albergue sembrava la casa di Rapunzel. Era infatti una piccola torre medievale con al 3o piano la biblioteca comunale. Sicuramente un posto particolare!
Dopo il check-in e l’elenco delle regole abbiamo fatto la doccia e ci siamo concessi il lusso di lavatrice+asciugatrice.
Nel pomeriggio abbiamo passeggiato nel paese e fatto la spesa, come ormai consuetudine. Per cena abbiamo trovato un menù del pellegrino a 5,90€ e includeva: carne, uovo, insalata, patatine fritte, un mini hamburger e la birra. Tutto ciò in dosi spagnole! Mentre cenavamo è passata la banda in abiti tipici, probabilmente anche qui c’era qualche festa paesana che noi ignoravamo.


La sera c’era anche uno spettacolo teatrale nella piazza dietro all’albergue, ma ci hanno imposto di chiudere le finestre e ribadito più volte che non potevamo assistere da lì allo spettacolo. Che cattivi, siamo pellegrini, mica carcerati!
Siamo andati a letto presto e quando ci siamo svegliati alle 6.30 eravamo gli unici rimasti nella camerata!
A Redondela si incontrano il Cammino Portoghese centrale e quello della Costa, da qui in poi il numero di pellegrini sarebbe aumentato costantemente.

DA REDONDELA A PONTEVEDRA – 16,92km

Alla partenza da Redondela che era ancora buio, ma camminando nella città illuminata non c’erano le stesse difficoltà che avevamo incontrato a Viana do Castelo.
Dopo una salita abbastanza impegnativa seppur breve, ci siamo trovati per sentieri sterrati e anche questa tappa è stata veloce. Ma non indolore.
Abbiamo attraversato il pittoresco paesino di Arcade  che sembrava uscito da una fiaba. Arcade è famoso per due motivi. Il primo è il ponte Sampaio su cui le truppe spagnole vinsero contro le truppe napoleoniche in quella che è conosciuta come la “Waterloo spagnola”. Il secondo motivo sono le ostriche, ma l’orario era poco indicato per verificare se la fama fosse meritata o meno :p


La poraccia Emily aveva un male comune tra i pellegrini: una vescica che stava per spuntare sul suo tallone! Al primo bar della giornata (anche questo dopo quasi 10km dalla partenza) si è fermata ad analizzare la situazione. Si è avvicinato un signore dall’accento molto british, un pellegrino seduto al tavolo vicino. Ha studiato la situazione piede e ha tirato fuori l’arma segreta dei pellegrini: un Compeed. Nonostante i nostri “we have one, don’t worry”, ha appiccicato comunque il cerotto e fatto un sorriso a 32 denti. Non l’abbiamo più rivisto, ma non lo ringrazieremo mai abbastanza. Il cammino è anche gesti di gentilezza improvvisa e disinteressata.
Abbiamo proseguito lungo il sentiero, tra strade asfaltate e strade sterrate fino a Pontevedra. Passando per boschi dove abbiamo incontrato un punto ristoro molto strano. Un ragazzo coi capelli lunghi vestito da metallaro suonava la chitarra elettrica, mentre altre persone in abiti tradizionali distribuivano bibite e frutta in cambio di una piccola offerta.


Prima delle 11 eravamo a destinazione! E’ stata sicuramente la tappa più rapida. E ci siamo sentiti soddisfatti per la resistenza che il nostro corpo stava acquisendo.
Ci siamo svaccati per terra in coda con gli altri pellegrini, sotto al sole cocente e in attesa che l’albergue aprisse alle 13. Nel frattempo Daniele è andato a recuperare cibo e acqua, girando praticamente tutto il paese visto che era domenica. E in Spagna la domenica è tutto chiuso.
Fuori dall’albergue abbiamo notato una famiglia di pellegrini. Delle persone davvero motivate visto che il bimbo più piccolo avrà avuto appena un anno e i 2 grandi al massimo 6-7 anni. Non c’è da meravigliarsi che, subito dopo il check-in, il padre si sia addormentato in 3 secondi, nonostante la confusione attorno.
Ci hanno dato il nostro letto, ci siamo lavati, abbiamo fatto la lavatrice (dove c’è ne approfittiamo) e poi ci siamo avventurati nella cittadina di Pontevedra.

PONTEVEDRA

Pontevedra è una cittadina piccola ma davvero piacevole. Il primo km tra l’albergue municipale e il centro è più che altro periferia, ma il piccolo centro storico è davvero carino.
Riguardo la storia della città, citiamo testualmente la nostra guida Terre di Mezzo: “Ai tempi dei romani si chiamava Toroqua. La leggenda vuole che la fondazione sia stata opera di Teucro, uno degli eroi della guerra di Troia, che arrivò in queste terre dopo essere stato rifiutato da suo padre e fondò un insediamento con il nome di Helenes”.


Al centro del paese si trova la chiese della Virgen Peregrina, patrona del Cammino Portoghese. La particolarità della chiesa è la pianta fatta a forma di conchiglia, come il simbolo dei pellegrini.
Sulla piazza si affacciano numerosi locali, ma molti erano comunque chiusi per la domenica. Per il centro abbiamo incontrato altri pellegrini del nostro albergue e i ragazzi trovati sul Cammino qualche giorno prima. Dopo aver girato ripetutamente per il paese abbiamo finalmente trovato un posto dove mangiare. Già è difficile trovare aperto di domenica, figuratevi poi trovare un posto in Spagna che serva la cena alle 8 di sera! Cosa sono questi orari tedeschi?!
E’ stato divertente cercare di ordinare un po’ a caso “un’hamburguesa con todos” e un “tortilla sandwich”. Ci aspettavamo una tortilla imbottita di prosciutto, come nella foto del menu, ma invece ci hanno portato una baguette con la tortilla come ripieno. Emily ci ha messo dentro della maionese ma l’unico spagnolo presente nel gruppo non ha apprezzato :p

 

A Pontevedra abbiamo trovato:
-la famiglia tedesca coi 3 bambini piccoli
-la signora di 70 anni già incrociata prima
-un professore brasiliano che avremmo incontrato di nuovo (l’ultima volta in un supermercato a Santiago!)
-il gruppo conosciuto un paio di tappe fa, composto da italiani, spagnoli, inglesi e gallesi (ci tengono a non essere “solo” britannici…)
-delle sciure bergamasche che vincono il premio di pellegrine più fashion del Cammino (le uniche con le zeppe e la borsa Prada)