Zurigo

Man mano che ci si avvicina a Zurigo si entra in un’altra dimensione di Svizzera rispetto al paesaggio alpino che fino a quel momento ci aveva accompagnati. Autostrade più larghe, grattacieli, luci: è decisamente una città di dimensioni notevoli.
Siamo andati diretti al nostro Airbnb a dormire e riposare le nostre ossa distrutte dall’umidità patita alle cascate del Reno.

INIZIA L’ESPLORAZIONE

La mattina seguente eravamo pronti e carichi per iniziare l’esplorazione della città!
Abbiamo fatto un biglietto giornaliero per i mezzi pubblici (valido 24 ore reali, ossia utilizzabile fino alla mattina seguente) un po’ caro, ma ci ha permesso di muoverci in piena tranquillità nonostante il brutto tempo. Caro sì, ma con un rapporto qualità-puntualità-frequenza-prezzo davvero eccellente. Svizzeri proprio.
Abbiamo iniziato il giro partendo da Niederdorf, o Doerfli per gli zurighesi. Si tratta di un quartiere di negozietti, bar, viuzze e ristorantini un po’ bohemien.
Spostandoci verso la riva del fiume abbiamo trovato numerosi palazzi delle gilde, le “nonne” dei sindacati. Nate come associazioni per riunire le diverse categorie produttive, oggi molte sono converite in ristoranti. A Zurigo l’atmosfera è legata principalmente a due cose: le gilde col potere che avevano nella gestione della città e la Riforma protestante.

LA RIFORMA PROTESTANTE

Zurigo ha avuto un ruolo importante nella Riforma protestante, grazie anche alla predicazione di Huldrych Zwingli che radicò la Riforma alla città elvetica.
Simbolo di ciò è l’imponente duomo, il Grossmünster. Sorto su quelle che pare fossero le tombe dei santi Felice e Regola (patroni della città) è un edificio alto, maestoso ma nel contempo spoglio. Come vi avevamo già raccontato, nelle chiese protestanti non ci sono decori, la parte più importante è il pulpito, da cui il pastore legge le Sacre Scritture. Per Zwingli dovevano essere lette ai fedeli in tedesco (e non in latino) e senza spiegazioni da parte del clero.

KUNSTHAUS

Siccome la pioggia non ci mollava abbiamo deciso di dedicare qualche ora all’arte. Ci siamo incammintai verso la Kunsthaus, un vero tempio dell’arte dal Settecento ad oggi. C’erano tutti: Canaletto, i fiamminghi, i pittori svizzeri, Van Gogh, Cezanne, Matisse, Rodin, Mirò, Balla, Degas, Picasso. Emozionante! L’unica pecca é che non c’è un percorso da seguire, ci si sente un po’ “persi”. Ma un vero must!!!

LE VETRATE DI CHAGALL

Dopo il museo siamo andati alla Frauenmünster, famosa per le vetrate colorate di Chagall.
La chiesa, fondata nel 800 d.C., era in origine un monastero di monache benedettine che per numerosi anni hanno avuto un forte potere non solo religioso ma anche secolare. Fino alla riforma di Zwingli, quando la chiesa è restata “solo” una normale chiesa (con una statua gigante di Carlo Magno nella cripta). Negli anni ’70 Marc Chagall realizzò delle bellissime vetrate nel coro e un rosone, sono così magnetiche che non si può fare a meno di studiarne ogni dettaglio. D’altronde la super audioguida (inclusa nel biglietto di ingresso a soli 5 franchi) ci ha spiegato il significato di ogni frammento di vetro ma senza mai risultare noiosa. Poichè all’interno della chiesa non si potevano fare foto vi invitiamo a cercarne qualcuna su Google, saranno 2 minuti ben investiti.

A SPASSO PER ZURIGO

Finalmente aveva smesso di piovere, così ci siamo concessi una rinfrancante cioccolata calda da Spruengli (rientra a pieno titolo nelle migliori mai assaggiate!) e una passeggiata per la città.
Stavolta potevamo guardare oltre l’ombrello.
Siamo andati in Banhofstrasse, la via dei negozi di lusso e delle banche. Sapete che i banchieri svizzeri sono soprannominati “gli gnomi di Zurigo”? A noi sono venuti subito in mente gli gnomi della Gringott! Siamo andati a cambiare dei soldi in stazione e ci ha servito un ragazzo che sembrava proprio uno gnomo. Coincidenze? :p

SI MANGIA E SI BEVE

Abbiamo cercato un posto dove fare aperitivo e siamo tornati a Niederdorf, dove abbiamo trovato una bettola minuscola. Ci hanno chiesto comunque 12 franchi di 2 birre piccole, da un locale con un’atmosfera così easy non ci aspettavamo certo prezzi da grand hotel (ma d’altronde #nonèunpaeseperpoveri).
Poi abbiamo cercato un luogo in cui cenare e ci siamo fermati vicino al lago per una cena tipica zurighese. Per lei Zueri Gnaetschle, ossia vitello con funghi e roesti di patate. Per lui cordon bleu (altissimo e ricolmo di formaggio buono, mica le sottilette che troviamo nel cordon bleu del supermercato) con verdure e patate. In totale di 72 franchi. Poteva andare peggio…

Siamo tornati in tram al nostro Airbnb, un tram pulito, puntuale, silenzioso sebbene affollato.
Zurigo, tra moderni grattacieli e un centro storico che sembra uscito dal Medioevo, ci ha lasciato davvero un bel ricordo.

LA CENA DI LEI
LA CENA DI LUI

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