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Il Cammino Portoghese – da Padron a Santiago de Compostela (tappa 10)

Siete anche voi curiosi di sapere se siamo riusciti ad arrivare a Santiago de Compostela sulle nostre gambe? Ce l’avranno fatta i #poracciintour a concludere il Cammino di Santiago? Siete tristi perchè siamo alla fine del viaggio? Non temete! Questo non sarà l’ultimo post per questa vacanza particolare. Dopo Santiago abbiamo continauto comunque le nostre scorribande per la Galizia!

DA PADRON A SANTIAGO DE COMPOSTELA – 25,60km

Da Padron siamo partiti gasatissimi! Dopo 9 giorni in cammino eravamo quasi alla meta.
Anche questa tappa è stata tranquilla. D’altronde avevamo scelto il Cammino Portoghese anche perchè è il più pianeggiante…
Siamo passati tra prati e horreos, ossia i granai tipici della Galizia. Gli horreos in effetti sono stati una costante da A Guarda in poi. Sarà perchè abbiamo attraversato principalmente zone campestri, ma ne abbiamo visti un’infinità.


Da Padron a Santiago il sentiero si snoda per campagne, prati e sentierini che costeggiano paesi rurali. Inoltre si incontrano una quantità infinita di gatti randagi, ma principalmente sono troppo occupati a farsi i fatti loro per importunare i pellegrini. Anzi, probabilmente sono più i pellegrini a importunare i gatti.


DAI CHE E’ FATTA!

Non sono mancati i momenti di difficoltà anche durante l’ultima tappa. Li abbiamo affrontati di nuovo con musica tamarra e canzoni a squarciagola. Quando la poraccia Emily non ce l’ha più fatta ci siamo fermati in un bar, dove ci hanno portato una tapas di tortellini con la birra. Un consiglio: non presentate del cibo italiano a degli italiani all’estero. Non perchè non sia buono, ma perchè non è cibo italiano. Proviamo a spiegarci meglio. I tortellini di per sè erano buoni, anche se ricoperti di panna a qualche gusto non identificato e conditi con wurstel. Però non sono tortellini, sono un’altra cosa. Quindi, cari hospitaleri, presentateci del cibo spagnolo che lo mangiamo volentieri, non spacciateci cose che del tortellino hanno solo la forma.
Pochi km prima di Santiago abbiamo ricompattato il gruppo. Pausa cibo e licor cafè!
C’è stato qualche problema con le prenotazioni per la notte (eravamo in ritardissimo e volevano scalare direttamente i soldi dalla carta che ovviamente era vuota). E così siamo ripartiti senza sapere dove avremo dormito a Santiago.
Da qui in poi le pause si sono moltiplicate. Ormai vedevamo le guglie della cattedrale, ci sentivamo arrivati! E abbiamo continuato a camminare per sentieri e boschi fino ad entrare in città.

L’ARRIVO

Quando siamo arrivati in centro a Santiago non ci era ben chiaro dove fosse la cattedrale. Da un certo punto in poi avevamo infatti perso le indicazioni. Così tra un “donde està la catedral?” e l’altro finalmente siamo arrivati in Praza do Obradorio!!!
Ovviamente sono partiti i salti, gli abbracci, le urla e anche qualche lacrima. Ce l’abbiamo fatta!
Ci siamo buttati per terra, noi e gli zaini. Abbiamo fatto foto e probabilmente dato spettacolo per i turisti in coda per entrare in cattedrale. Ma non importa, ci siamo divertiti come i matti!
Dopo giorni di cammino arrivare finalmente alla meta è un’emozione fortissima. Sai che se sei lì è perchè ci sei arrivato con le tue gambe, con il tuo zaino sulle spalle. Per arrivare hai lasciato giù pesi, fisici ma anche interiori. E se sei lì è grazie a te stesso e a tutte le persone che hai incontrato e che ti hanno aiutato.

IL RIPOSO DEI PELLEGRINI

Senza un posto prenotato per dormire ci siamo fatti indirizzare da una signora sulla piazza. A pochi soldi ci ha offerto un intero appartamento direttamente dietro Praza do Obradorio. Stavolta al nostro gruppo si è aggiunto un ragazzo di Como. Doccia, lavaggio vestiti e poi siamo partiti per una serata non più da pellegrini ma da turisti!
Ci siamo mangiati una paella gigantesca accompagnata dalla sangria e poi siamo stati in giro per le vie del centro. E’ incredibile la quantità di pellegrini che si incontrano a Santiago e quanto sia facile iniziare a parlarsi. “Tu che cammino hai fatto?”,”da dove vieni?”, “da quanto tempo sei in cammino?”.

IL CAMMINO DI SANTIAGO – LA STORIA

Ma ora vi raccontiamo un po’ di storia del Cammino di Santiago, prendendo come riferimento la nostra guida “Terre di mezzo”.
Giacomo il Maggiore, ossia il nostro ormai amico Santiago, arrivò a predicare fino il Galizia dopo la morte di Gesù. Tornò poi in Palestina dove Erode Agrippa lo fece decapitare. I due discepoli Teodoro e Attanasio rubarono il corpo e lo trasportarono fino a Padron. Lo seppellirono poi in un bosco.
Qui eressero un altare di cui col tempo si persero le tracce.
Fin quando all’inizio del IX secolo un eremita dal nome Pelayo iniziò a vedere delle stelle sopra al bosco, come se illuminassero un punto preciso. Il nome Santiago de Compostela deriva infatti dal latino campus stellae.
Il vescovo diede ordine di scavare per capire cosa ci fosse e così si trovarono i corpi dei due discepoli e di San Giacomo. Da qui il Papa e i re di Spagna fecero ereggere una prima chiesa attorno alla quale sorse la città. Iniziarono anche i primi pellegrinaggi, promossi dai re spagnoli che vedevano nell’unità cristiana un modo per contrastare la presenza degli arabi nella penisola iberica.
Santiago divenne così patrono di Spagna, anche a seguito di quello che viene considerato un suo aiuto miracoloso nelle battaglie decisive contro i Mori.
Inoltre il cammino veniva usato come pena anche per reati molto gravi, soprattutto per persone appartenenti al ceto ecclesiastico o nobiliare (che per il loro status non potevano certo subire la pena di morte).
Col passare del tempo si iniziarono a creare punti di ristoro, alloggi, monasteri, chiese e altri servizi per pellegrini.
Dopo l’uscita degli arabi dalla Spagna, la fama del cammino iniziò a calare per poi tornare in auge negli anni Ottanta del XX secolo. Papa Giovanni Paolo II fu il primo papa a recarsi a Santiago, il Consiglio d’Europa promosse i sentieri come “itinerario culturale europeo” e nel 1993 l’Unesco li dichiarò patrimonio dell’umanità.

IL CAMMINO DI SANTIAGO – LA “RECENSIONE” DEI #PORACCIINTOUR

I #poracciintour , seppur nella loro breve esperienza, non possono fare altro che consigliare caldamente il cammino di Santiago.

A chi lo consigliamo? A tutti ma proprio a tutti. A chi ama camminare, a chi vuole incontrare nuove persone, a chi vuole fare un’esperienza diversa, a chi crede, a chi non crede, a chi vuole viaggiare senza troppi “fardelli”, a chi vuole riscoprire la bellezza di seguire i ritmi della natura, a chi ha dubbi e a chi ha troppe certezze.

Quando lo consigliamo? Non in agosto. Per il resto dell’anno partite quando volete, seguendo l’accortezza di preparare il vostro zaino in base alla temperatura del periodo.

Perchè lo consigliamo? Perchè è un’esperienza che apre gli occhi su te stesso, sulla persona con cui viaggi e sugli altri. Perchè ti conosci e conosci, perchè sei solamente tu con le tue forze, perchè ti metti alla prova e spesso superi limiti che credevi impossibili.

Cosa ci portiamo a casa? Vivere l’atmosfera del Cammino ogni giorno nelle nostre case è difficilissimo, spesso ci rendiamo conto che alcune cose le stiamo già perdendo. Però cerchiamo di portare con noi la voglia di conoscere senza pregiudizi, la voglia di condividere, la capacità di aiutarci e aiutare e soprattutto la leggerezza di quelle giornate.

Continuate a seguirci, prossimamente vi parleremo di Finisterre. Perchè il pellegrinaggio vero, the original, finisce là!