Il mulino di Bellori

Eccoci qui amici! Siamo pronti a raccontarvi quattro semplici passeggiate da poter fare in provincia di Verona, iniziamo oggi con la prima gita al mulino di Bellori.
Abbiamo partecipato a queste uscite organizzate dalla pro loco di Grezzana e da Marco&Betta in bicicletta, in fondo all’articolo vi lasciamo i riferimenti per essere aggiornati sulle prossime passeggiate.
Siamo nella zona della Valpantena, una valle che si estende a nord di Verona e che è la porta di accesso al parco naturale regionale della Lessinia. Sono le colline prima della montagna, l’anello di congiunzione tra la città e la montagna. Tutto ciò ha reso la Valpantena un luogo importante da conoscere sia per l’aspetto naturalistico ma anche antropologico. Partiamo insieme per questa prima gita tra valli e mulini!

Pausa pranzo durante la gita


UNA GITA AL MULINO DI BELLORI

La nostra passeggiata inizia dal paese di Bellori, dove la Valpantena inizia a restringersi e si inizia a salire verso le montagne della Lessinia. Qui ci sono numerosi vaj per accedere alle montagne. Ma cos’è un vajo? Un vajo è una stretta valle, quasi un canalone, che sale verso una montagna. È diverso dal vaio che è tutt’altra cosa (potete approfondire il tema sulla nostra pagina instagram).
Da Bellori quindi finiva la strada carrozzabile e iniziavano le mulattiere. Bellori è ancora oggi famoso per il suo mulino, l’unico sopravvissuto dei tanti mulini che erano presenti in questa valle.
Continua a leggere per scoprire quanti ce n’erano, ti assicuriamo che resterai sorpreso!

Ruota del mulino di Bellori

UNA STORIA DI CARROZZE E MULI

Per farvi capire com’era difficile spostarsi tra queste valli in passato vi raccontiamo un piccolo aneddoto.
Il fratello del famoso poeta veronese Berto Barbarani racconta il suo viaggio dalla città di Verona al paese di Bosco Chiesanuova, in Lessinia. Era stato nominato medico proprio di questo paese di montagna, ma il viaggio fu tutt’altro che facile. Oggi ci mettiamo 20 minuti ad arrivare a Bellori da Porta Vescovo in centro a Verona, all’epoca il poveretto ci metteva addirittura 2 ore in carrozza.
Bellori era il punto oltre il quale le carrozze non potevano andare: ci si doveva fermare qui all’osteria Anguilla e cambiare la carrozza o il carretto con un mulo. Carrozze e carri non passavano dai vaj, il sentiero era troppo stretto.
Ma la difficoltà non era terminata: a Bellori c’era anche un punto doganale perché poco più in là, subito oltre la Lessinia, si entrava in territorio austriaco.

Ceste in vimini fatte a mano per il trasporto del legname


LA LUCENSE, UNA STORIA VERONESE

La nostra passeggiata inizia addentrandoci nella piccola contrada denominata “La Busa” (la buca, traducendo dal dialetto veronese). Si tratta di una via con un esiguo gruppo di case dove fino a qualche anno fa vivevano sette famiglie, mentre ora ci vive solo una persona. Proprio in questa contrada il 30 giugno del 1923 venne fondata l’azienda idro-elettrica Lucense, voluta da cittadini locali per produzione energia. Sono ancora visibili le vasche con il sistema di tubi che portavano l’acqua dal ponte di Veja fino a Bellori e da qui alla città di Verona.
Questa centrale fu operativa fino al 1973, quando l’Enel centralizzò le centrali idroelettriche.

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LA VALPANTENA E L’INDUSTRIA

La Valpantena nel corso della storia fu molto importante per la città di Verona in quanto zona di agricoltura e mulini, attività che dipendevano dall’acqua. Come il mulino di Bellori ce n’erano tantissimi in questa valle, ma i mulini con l’energia idroelettrica potevano aumentare la loro produzione. Proprio grazie a questo sviluppo anche antropologico della Valpantena qui nacquero alcune delle principali aziende della provincia di Verona: Veronesi, l’azienda che si occupa di produrre mangimi, si è sviluppata in Valpantena grazie ai mulini. Negli anni Cinquanta infatti decisero di produrre dei mix non più per consumo personale ma per gli animali, avendo da subito un grande successo e diventando un’azienda leader del settore. Ma in Valpantena non si sviluppò solo l’agricoltura. Anche il settore tessile seppe crescere e qui vennero prodotti anche i primi pantaloni a marchio Carrera.

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LA LESSINIA

Ma proseguiamo con la nostra passeggiata. Dicevamo: da Bellori siamo arrivati a località La Busa.
Tra un vajo e l’altro si sale verso la Lessinia, passando da una zona fredda e ombrosa a valle, per salire verso prati completamente al sole. Pare infatti che la Lessinia sia chiamata così proprio per questo motivo: lux come luce, associato al fatto che dopo i vaj boschivi, sull’altopiano si trova luce. 
Breve excursus geologico: questa zona è stata un mare tropicale, poi in epoca glaciale un ghiacciaio. Questo è il motivo per cui su molte pietre al giorno d’oggi si trovano dei fossili. Si alternano pareti morbide con pareti a strapiombo. Infatti per gli appassionati di roccia ad Alcenago c’è una parete attrezzata per le scalate. Se invece siete arrampicatori esperti potete provare ad affrontare le complesse pareti di roccia di Ceredo.

Valpantena


IL PICCOLO BORGO DI CORSO

Da località La Busa si prosegue dritto dritto verso il vajo, attraversando il bosco e guadando un torrente. Alla fine del vajo vi troverete sulla strada asfaltata dove girerete a destra. Proseguite fino al piccolissimo borgo di Corso.
Qui potrete vedere una fontana molto carina che sembra uscita direttamente dalla fiaba di Biancaneve. È composta da un unico blocco in pietra.
Inoltre a Corso c’è una chiesa realizzata a metà Ottocento e finanziata dagli abitanti del paese. Per sistemare la campana non è stato fatto il campanile ma una piccola costruzione con materiali di recupero. Una chiesa creata dalla comunità per la comunità. La chiesa è dedicata a San Paolo, è stata costruita in pietra locale e inizialmente c’era un controsoffitto in cartongesso per limitare i costi di riscaldamento. 

Valpantena


IL CAREGON GIGANTE

Mentre in tutta Italia impazzano le panchine giganti, la Valpantena è un passo avanti: qui si trova una sedia gigante. È chiamato “el caregon gigante”, la grande sedia .Si raggiunge seguendo il percorso della via crucis, un sentiero semplice e molto panoramico. Dopo una sosta al caregon rosso si inizia la discesa verso il piccolo borgo di Bellori, da cui era partita la nostra passeggiata. La discesa  è dolce e attraversa prati, strade asfaltate, sentieri nel bosco e strade bianche. Tranquilli, nessuna discesa “spaccaginocchia”!
E ora che siamo scesi possiamo concentrarci sul motivo per cui siamo venuti qui: il mulino di Bellori.

Il “caregon gigante”


I MULINI E LA VALPANTENA

Non solo il mulino di Bellori, nell’Ottocento in Valpantena c’erano circa 37 mulini nei soli borghi di Bellori, Lugo, Alcenago, Stallavena, Azzago, Romagnano e Marzana. Chiunque avesse proprietà agricole situate prima di un mulino poteva irrigare solo di domenica per non rubare acqua al mulino. In Valpantena c’erano campi di cereali dedicati apposta ai mulini, l’intera valle era terrazzata per la coltivazione dei cereali. Inoltre i mugnai acquistavano i cereali in piazza Erbe in centro a Verona e a volte si spingevano fino a Mantova, un viaggio che all’epoca durava giorni. Era molto importante avere costantemente a disposizione la materia prima per far andare i mulini e tenerli in movimento. Qualcuno invece portava il proprio cereale, coltivato nei propri campi, al mulino.
Chi ne aveva la possibilità terrazzava colline per avere spazio produttivo.

Lubecchio e lanterna di un mulino in funzione

IL BAITO

Una volta arrivati a Bellori il sentiero scende proprio nei pressi del mulino dove abbiamo potuto effettuare una visita guidata. Continua a leggere l’articolo per sapere quando puoi andare a fare una visita guidata!
Abbiamo iniziato visitando il cosiddetto “baito”, un ex malga dove veniva prodotto il formaggio. Il baito è diviso in 2 sale: il luogo del latte, dove si lavorava il latte e il luogo del fuoco, dove si cuoceva il latte. Nel baito di Bellori è tutto originale, inclusa l’attrezzattura. Solo la pavimentazione è stata rifatta per rendere accessibile il luogo.
Ma avete mai sentito l’espressione “fare baito”? In passato significava “fare festa, fare confusione” perché il baito era usato anche come luogo di aggregazione dove poter stare al caldo in inverno a suonare, cantare e ballare.

Il baito


LA LAVORAZIONE DEL LATTE 

In passato in Valpantena, ma in generale in tutte le aree agricole della provincia di Verona, quasi tutti possedevano una mucca da latte che serviva poi per produrre burro, formaggio, ricotta ecc. A Bellori hanno sfruttato il baito per fare una specie di cooperativa dove tutti portavano il latte e lo pesavano.
A turno si lavorava il latte per tutti e il risultato della lavorazione veniva poi diviso in quote in base a quanto dato da ciascuno. Nel baito potete vedere ancora i quaderni contabili degli anni Cinquanta.
Ma come si lavorava il latte per poi farne i derivati? Il latte arrivava sullo scolo, veniva passato e messo in massele (contenitori bassi e larghi in legno) e si lasciava lì tutta notte a riposare. La mattina dopo la panna affiorata veniva tolta e utilizzata per fare il burro. La complessa lavorazione del burro richiedeva due persone. 
Il latte restante veniva usato per la produzione di formaggio. 

Zangola per la lavorazione del burro


LA PRODUZIONE DI FORMAGGIO

Ok, abbiamo visto come facevano il burro, ma il formaggio come lo lavoravano? Vediamolo insieme.
La caldera è dove mettevano il latte e lo lasciavano bollire fino a 37 gradi. Erano così esperti che capivano la temperatura semplicemente immergendo un dito. Si aggiungeva poi il caglio per addensare la pasta che andava verso un asse pendente per fare uscire il liquido. Infine il formaggio veniva messo a stagionare in uno stampo con il logo della malga. Grazie all’umidità del mulino questo era il luogo perfetto per stagionare il formaggio.
Per concludere si passava alla produzione della ricotta con gli avanzi della caldera: non si sprecava niente, tutto era prezioso.

Forme per il formaggio


IL MULINO DI BELLORI

In Valpantena, che in passato era ricchissima di mulini, quello di Bellori è l’ultimo rimasto intatto e visitabile. Pensate che solo nel piccolo borgo di Bellori e dintorni c’erano ben 12 mulini.
Il mulino di Bellori funzionava con l’acqua di un torrente che si è prosciugato. Oggi c’è una pompa d’acqua che fa girare la ruota con diametro 6mt e 60 tasche. La ruota gira attorno all’albero (mas-cio).
Il mulino di Bellori è composto da due macine, una per il mais e una per il frumento. Dalla parte superiore, la tramoggia, venivano caricati i cereali che scendevano piano piano nella macina. Uscivano e poi risalivano per essere setacciati. Se però la macina avesse funzionato anche senza cereali ci sarebbe stato un alto rischio di incendio dovuto all’attrito, perciò inventarono un campanello che avvisasse quando la macina era vuota. In quel caso si doveva spegnere il mulino oppure aggiungere ulteriori cereali alla macina.
Al momento la macina non funziona in quanto è necessario un intervento di ristrutturazione.

Macine per la lavorazione del grano


INFORMAZIONI PRATICHE SUL MULINO DI BELLORI

Il mulino di Bellori è proprietà del comune di Grezzana e un gruppo di volontari gestisce sia il mulino che il baito.
Il mulino di Bellori e il baito sono aperti ogni seconda domenica del mese. Ma per restare informati sugli orari e le aperture straordinarie informatevi attraverso la loro pagina ufficiale su instagram. L’entrata è gratuita e un’offerta è gradita ma non obbligatoria.
Inoltre potrete visitare anche la casa museo, una casa che con oggetti e artefatti racconta come’era la vita in questa contrada dalla fine dell’Ottocento agli anni Sessanta.

Casa museo a Bellori


LE PROSSIME PASSEGGIATE

Per essere informati sulle prossime passeggiate in Valpantena potete seguire la pro loco qui e la pagina di Marco e Betta in bicicletta. Vi consigliamo di partecipare perché potete camminare su nuovi sentieri in Valpantena, scoprire tante curiosità sul territorio, sulla storia e sullo stile di vita dei nostri nonni e trascorrere una piacevole giornata in compagnia. I sentieri sono generalmente facili e adatti a tutti, ma leggete attentamente le locandine per avere tutti i dettagli.
Inoltre quando camminate in Valpantena non dimenticate di osservare dei piccoli cartellini rossi che indicano i sentieri FEET. Si tratta di una rete di sentieri che sta tracciando il comune di Grezzana sul territorio.
Potete prendere spunto da qui per altre gite in Valpantena.
Oppure potete continuare a seguire i vostri poracci in tour!

Cosa mangiare in Germania

Ed eccoci qui a riassumere la cosa più importante del nostro viaggio on the road: cosa mangiare in Germania?
Vi verrà in mente subito lo strudel, i canederli e la buffa parola Kartoffel per indicare le patate. Ma la cucina tedesca varia dalle Alpi fino al mare del Nord, dando origine a una serie di cucine regionali variegate e gustose.

Qui sotto trovate una carrellata dei piatti principali, quelli provati da noi e che cercano di includere i piatti principali di tutto il Paese. Ovviamente mancherà qualcosa, puoi sempre dare il tuo contributo nei commenti!

ANTIPASTO

La cucina tedesca non spicca per quel che riguarda gli antipasti o gli stuzzichini. La cucina tedesca è fatta da piatti abbondanti, non stuzzichini. Però potete iniziare un pasto con la Kartoffelsalat, che potete anche gustare come contorno. Si tratta di quello che potremmo tradurre con “insalata di patate”, pezzettini di patate bollite condite con aceto e spesso cipolla, cetriolini, maionese o salsa un mix di salsa yogurt e panna. Deliziosa!

PRIMI

In Italia, il piatto più famoso della cucina tedesca è sicuramente il canederlo (Knödel), una palla di pane raffermo con speck o spinaci o formaggio, solitamente serviti in brodo ma anche asciutti.
In Sassonia invece è tipica la Kartoffelsuppe, la zuppa di patate. Si tratta una crema di patate con dentro fettine di wurstel, è semplicemente spaziale!
Un altro grande classico primo tedesco sono gli spätzle, gnocchetti di farina e patate solitamente preparati con il formaggio o gli spinaci.

Spätzle

SECONDI

I secondi sono il piatto forte della Germania, soprattutto se sono a base di carne alla griglia o stufata.

Il più famoso è ovviamente lo Schweinhaxe, lo stinco di maiale, servito comunemente con un contorno di crauti.
In molte zone va alla grande anche il gulasch, ossia spezzatino con una deliziosa salsa da “pociare” col pane.
E come contorno? Patate, ovviamente! Arrosto, fritte o persino in Kartoffelknödel, un canederlo fatto di patate. Ma anche crauti e cetriolini o insalate miste.

Stnco con crauti e Kartoffelknödel

LE SALSICCE

Ogni città della Germania ha le sue salsicce e ogni salsiccia ha la sua caratteristica. Se dovete scegliere cosa mangiare in Germania sappiate che ci sono almeno 50 tipi di salsicce, non potete tirarvi indietro perchè ce n’è per tutti i gusti!
A Francoforte ci sono i Frankfurter che potremmo descrivere come i classici wurstel sottili e rosa chiaro, a Norimberga i Nürnberger sottili e corti, in Baviera i Weisswurst che sarebbe la salsiccia bianca, mentre a Berlino è famoso il Currywurst quindi salsiccia condita con una salsa al curry.

Bratwurst con crauti e patate

PANE

In Germania il pane e i prodotti lievitati sono molto buoni, li trovate nelle diffusissime Bäkerei, le panetterie. Oltre a mille tipologie di pane (con i semi, di zucca, con formaggio, dolce e salato), ricordiamo che il più famoso prodotto da forno tedesco è il brezel, un pane salato dalla forma particolare nato nei monasteri del nord Italia (NO, il brezel non è nato in Germania!). La sua forma doveva ricordare le mani di un monaco in preghiera e i tre buchi rimandavo alla Trinità.
I brezel li trovate classici con solo il sale sopra, ma anche con formaggio fuso sopra o con prosciutto e formaggio.

Brezel

DOLCI

Non sapremmo dire se in Germania ci sono più varietà di salsicce o di dolci… Ogni città ha la sua specialità, mentre lo strudel è diffuso ovunque e non ha bisogno di presentazioni.
Nella Foresta Nera la torta più nota è ovviamente la Schwarzwald (Foresta Nera), mentre a Lubecca è famosissimo il marzapane e a Dresda la torta Eierschecke di cui vi abbiamo già parlato in questo post.
Se andate in una Konditorei (pasticceria) non avrete che l’imbarazzo della scelta!

Donauwelle

un piatto tipico tedesco: il KEBAB

E sapete cosa vi risponde un tedesco se chiedete qual è il piatto nazionale tedesco? Il kebab!
Ebbene, pare che il kebab come lo conosciamo noi (panino con dentro carne e condimenti vari) sia stato inventato proprio a Berlino da immigrati turchi. Negli anni Cinquanta/Sessanta la Germania si stava lentamente riprendendo dopo la Seconda Guerra Mondiale, c’era molto lavoro ma poco personale per svolgerlo. Fu siglato così un accordo con la Turchia e molti partirono per andare a lavorare in Germania. Questo è il motivo per cui oggi la comunità turca è così numerosa e ben amalgamata tra la popolazione locale.

A proposito di panini: in un articolo che parla di cosa mangiare in Germania non si può non citare il Bratwurst, il famoso panino con la salsiccia!

Cibo turco in Germania

BIBITE

Bene, dopo aver visto cosa mangiare in Germania, passiamo alle bibite.
Ovviamente la bevanda principale in Germania è la birra! Non fermatevi a quelle commerciali ma in ogni città cercate di degustare le birre locali. Vi assicuriamo che ogni città, se non ogni paesino, ha la sua birreria del luogo.
Non sottovalutate però i vini, soprattutto quelli della Franconia, la Germania non è solo birra!

Radeberger – Birra di Dresda

IL CONSIGLIO DI LUI

In Germania non esiste la birra piccola, se ordinate una birra è sempre da mezzo litro. Se però ordinate un Maß vi porteranno un boccale da litro.

IL CONSIGLIO DI LEI

Non preoccupatevi della dieta durante un viaggio in Germania. Gustatevi tutto ciò che vi va e poi smaltite camminando alla scoperta di questo Paese.

Cosa vedere a Regensburg in un pomeriggio

Oggi vi portiamo con noi durante la nostra ultima tappa in Germania, scopriamo insieme cosa vedere a Regensburg in un pomeriggio.

LA CITTA’

Fondata dall’imperatore Marco Aurelio, Regensburg, o in italiano Ratisbona, è una città della Baviera situata alla confluenza tra il Danubio e il fiume Regen. Regensburg significa proprio “fortezza sul Regen”.
La città ha una strana definizione di città italiana più al nord. Infatti la sua atmosfera rilassata, i numerosi locali all’aperto e gli innumerevoli ristoranti donano alla città un’atmosfera italiana. O, per meglio dire, quello che i tedeschi credono che sia l’atmosfera italiana.

Danubio nei pressi di Regensburg

I MONUMENTI PRINCIPALI

Simbolo della città e luogo da cui iniziare il vostro tour targato “cosa vedere a Regensburg in un pomeriggio” è sicuramente il duomo di San Pietro. Questo massiccio edificio gotico vi sorprenderà con le sue vetrate colorate e i coloratissimi effetti che al tramonto sembrano danzare all’interno della navata come piccole lucciole di ogni tonalità.
Oltre al duomo non perdete il castello dei conti Thurn und Taxis, inventori del moderno sistema postale europeo. Grazie a questa invenzione venne loro affidato un palazzo in un ex monastero benedettino. Il castello e il museo sono visitabili e mostrano le ricchezze della famiglia Thurn und Taxis.

St.Peter Dom Regensburg

ALTRI MONUMENTI

Il Vecchio Municipio (Altes Rathaus) è visitabile con dei tour guidati e qui potrete ammirare la riccamente decorata Sala Imperiale ma anche le tristemente note stanze di tortura.
Vale la pena fare una visita anche alla chiesa di San Emmeram, di fianco al castello Thurn und Taxis. Qui alzate lo sguardo per ammirare la delicatezza dei colori che adornano il soffitto.
per concludere il tour andate al Ponte di Pietra (Steinerne Brücke) per ammirare la città da una prospettiva diversa.

Come vedete di cose da vedere a Regensburg in un pomeriggio ce ne sono un bel po’, ma considerate di trascorrervi una giornata intera se volete anche visitare i musei.

Regensburg

DOVE MANGIARE A REGENSBURG

In questa città è facilissimo trovare un posto in cui mangiare! Per un panino con la salsiccia al volo vi consigliamo la Historische Wurstkuchl. Si tratta di un localino in riva al Danubio nei pressi del Ponte di Pietra, si dice che sia il posto più antico del mondo dove hanno iniziato a servire Bratwurst!
Per una cena più sostanziosa vi consigliamo sicuramente un Biergarten in estate o una birreria in inverno. Noi siamo stati all’Hacker-Pschorr Wirsthaus e possiamo assicurarvi che si mangiano dei piatti bavaresi davvero gustosi!

Castello Thurn und Taxis Regensburg

DOVE DORMIRE A REGENSBURG

A pochi passi dal centro storico si trova l’hotel Dock1 che ci sentiamo di consigliarvi per tre motivi. Innanzitutto le camere sono luminose e pulite, poi la colazione è galattica e infine in 20 minuti a piedi siete in centro città. Se non volete camminare avete un autobus proprio di fronte.

Regensburg dallo Steinerne Brücke

IL CONSIGLIO DI LUI

Nelle birrerie ricordatevi di dire “Prost” e di cantare anche voi se qualcuno intona Ein Prosit, ein Prosit, der Gemuetlichkeit!

IL CONSIGLIO DI LEI

Visitate il duomo al tramonto per i migliori effetti della luce sulle vetrate!

Lipsia la città della musica

Oggi vi portiamo nella città della musica: Lipsia. Lipsia, in tedesco Leipzig, è la seconda città più grande della Sassonia dopo Dresda (che è anche la capitale del Land, la regione) ed è la città più musicale di tutta la Germania. Andiamo a scoprire il perché!

LIPSIA, LA CITTA’ DELLA MUSICA

Una voce che canta all’angolo della strada, le note di un pianoforte nell’aria, una chitarra intona una canzone country, un clarinetto invece risponde con un walzer. Tutto questo è Lipsia, la città dove la musica la fa da padrona. Ma come mai? Qui visse e insegnò il compositore tedesco Johann Sebastian Bach e la città è diventata il punto di riferimento per gli aspiranti musicisti tedeschi e non solo. Ma Bach non è l’unico musicista ad essere legato a Lipsia. Qui nacque anche Richard Wagner e visse per alcuni anni Mendelssohn. Possiamo dire che i nomi più importanti della musica classica tedesca sono legati a questa città.

Lipsia la città della musica

LIPSIA E GOETHE

Ma la musica non è l’unico aspetto culturale degno di nota a Lipsia. La città, con la sua università e numerosissime associazioni culturali, è nota anche per il suo legame con Goethe. Proprio a Lipsia, in Auersbachs Keller, è ambientata una scena del Faust di Goethe. In questa scena il dottor Faust cavalca le botti presenti nella cantina, aiutato dal diavolo. Oggi la Auersbachs Keller, situata in Mädlerpassage, è un locale aperto al pubblico in cui si può scendere a vedere la cantina e le botti citate nel Faust.

Una scena del Faust di Goethe a Lipsia

COSA VEDERE A LIPSIA

Un giro della città non può che partire dalla centrale Markt, la piazza del mercato in cui si può vedere l’Altes Rathaus, il municipio vecchio. Questa piazza è il cuore della vita della città e la porta del centro storico. Da qui potete spostarvi per vedere le chiese principali tra cui la Thomaskirche e la Nikolaikirche. La Thomaskirche ospita ancora oggi il coro delle voci bianche Thomanerchor, uno dei cori più famosi in Europa e che per molti anni fu guidato da Bach in persona. Bach infatti è anche sepolto in questa chiesa. Da vedere è sicuramente anche il Völkerschlachtdenkmal, il monumento a tutti coloro che hanno combattuto a Lipsia nella battaglia delle Nazioni e sconfissero Napoleone Bonaparte. Questo monumento però si trova un po’ fuori dalla città, lo potete comunque raggiungere in auto o con il tram cittadino.

Lipsia

IL MUSEO DELLA DDR

A Lipsia, a pochi passi dalla piazza centrale, è possibile visitare il museo della DDR. L’entrata è gratuita e la visita non richiede più di un’ora, direi che ne vale assolutamente la pena! Il museo è diviso per zone che ricreano alcuni aspetti della vita all’epoca della Repubblica Democratica Tedesca: la scuola, le case, gli ambienti di lavoro, i media, le vacanze, l’apparato amministrativo. Sapete che in vacanza non potevano spostarsi dalla DDR o comunque uscire dal blocco sovietico? Le coste del mar Baltico erano così prese d’assalto. Incredibile è anche scoprire quanti informatori segreti aveva la Stasi, la polizia segreta sovietica. Pensate che una deputata tedesca negli anni Novanta ha avuto accesso al suo dossier della Stasi e ha così scoperto che chi passava le informazioni sul suo conto era…suo marito! Erano anni in cui non ci si poteva fidare di nessuno, una visita a questo museo vi farà sicuramente capire meglio questo cupo periodo della storia tedesca. È interessante anche l’ultima parte in cui nel museo vengono affrontati i problemi più recenti come la riunificazione della Germania e le conseguenti differenze tra Est e Ovest e le sfide della Germania attuale.

DDR Museum Leipzig

COSA MANGIARE A LIPSIA

A Lipsia, la città della musica, vi consigliamo assolutamente due posti!
Per una cena sostanziosa fate tappa all’Augustiner nella piazza centrale. Mangiate una tipicissima zuppa di patate o uno stinco e sorseggiate una buona birra.
Per uno snack, sempre nella piazza principale, non potete perdere Nordsee! Si tratta di una catena di fast food a tema pesce, a noi piace tantissimo e potete scegliere tra panini, pesce fritto, insalate, fino a piatti veri e propri. I prezzi variano tantissimo dal piatto col filetto di pesce fino al cartoccio con il fish & chips. 
Non vi consiglieremo dove dormire perché siamo finiti in un appartamento con bagno condiviso (quando avevamo espressamente chiesto a Booking il bagno privato chè in questi tempi di Covid non si sa mai…)

Lipsia by night

IL CONSIGLIO DI LUI

NON fermatevi nei ristoranti italiani dove propongono la pizza con il vitello tonnato! Ma non c’è bisogno di dirvelo, vero?

IL CONSIGLIO DI LEI

Prendetevi del tempo per ascoltare i musicisti per strada, ascoltate i loro canti e vivete con leggerezza la vostra passeggiata per questa città.

Il parco nazionale della Svizzera Sassone

A pochi kilomentri da Dresda si trova il parco nazionale della Sächsische Schweiz, la cosiddetta Svizzera Sassone. Si tratta delle montagne tra Germania e Repubblica Ceca in cui scorre placida la valle dell’Elba. In questo articolo scopriamo cosa vedere e come arrivare nella Svizzera Sassone. Tra boschi e guglie in pietra, tra storia e natura, partiamo per una facile passeggiata.

Perché si chiama così? Perché ha dei paesaggi montani da far invidia alla Svizzera e perché si trova in Sassonia, la regione più a est della Germania.

Svizzera Sassone

COME ARRIVARE NELLA SVIZZERA SASSONE

Arrivare nella Svizzera Sassone partendo da Dresda è molto facile: in automobile si imposta il navigatore verso Kurort Rahten. Si procede prima per i sobborghi ma presto ci si trova tra campi e boschi, solo il viaggio è già presagio di ciò che ci aspetta durante la giornata. Una volta a destinazione avete due grandi parcheggi a pagamento in cui potete lasciare l’automobile. Sono a pagamento e la tariffa è di 1€ all’ora, 5€ fino a 12 ore e 8€ per 24ore.

Se invece preferite spostarvi in treno si prende un regionale da Dresda fino a Kurort Rathen e in mezz’ora si arriva nella cittadina di Kurort Rathen da cui inizia il nostro tour.

Svizzera Sassone Kurort Rahten

ATTRAVERSARE L’ELBA

Vi proponiamo la passeggiata per arrivare al Basteibrücke (letteralmente il ponte sul bastione), il simbolo più importante della Svizzera Sassone. Probabilmente è il posto più turistico, ma sicuramente quello da cui poter ammirare i panorami migliori, anche durante il breve trekking per arrivarci. L’area della Svizzera Sassone in cui si trova il Basteibrücke è inaccessibile per le automobili, quindi godetevi a pieni polmoni la giornata (ma state attenti perché i ciclisti sono invece numerosi).
Arrivati a Kurort Rathen bisogna attraversare il fiume Elba per iniziare la camminata verso il Basetibrücke e lo si fa attraverso una barca senza motore e senza remi. Funziona con la sola forza idrica del fiume, la traversata andata e ritorno costa 6€ e ci impiega pochissimi minuti. Se intendete esplorare la Svizzera Sassone in bicicletta potete caricare anche quelle sull’imbarcazione, con un piccolo supplemento.

Attraversare l’Elba solo con la forza dell’acqua

UNA FACILE PASSEGGIATA

Arrivati dall’altra parte dell’Elba ci si trova nel piccolo e fiabesco borgo di Kurort Rathen. Trovate negozi di souvenir, ristoranti, gelaterie e bar. Ma il nostro consiglio è quello di partire con dei panini nello zaino e goderveli una volta in cima, il panorama sarà sicuramente più soddisfacente.

Per arrivare al Basteibrücke il sentiero è in salita ma molto semplice: la pendenza non è eccessiva (se ve lo dicono due pelandroni come noi potete fidarvi!) e in un’oretta sarete arrivati alla vostra meta. Anche meno di un’oretta se evitate le deviazioni che vi portano a vedere i panorami sulla valle dell’Elba. Il nostro consiglio però è di affrontare la salita con tutta la calma del mondo: prendete tutte le deviazioni per non perdere nemmeno uno scorcio, fermatevi a osservare le forme strane delle rocce e gustatevi i colori degli alberi.

Non potete perdervi perché lungo il sentiero sono sempre presenti le indicazioni (seguite sempre per Basteiweg/Basteibrücke).

Svizzera Sassone

BASTEIBRÜCKE – IL PONTE SIMBOLO

Nel parco nazionale della Svizzera Sassone non ci sono dubbi su quale sia il simbolo, il monumento più iconico: vince a mani basse il Basteibrücke.

Questo ponte fonde in maniera perfetta la natura e la presenza dell’uomo. Le rocce sono il risultato di millenni di erosione, mentre il ponte è molto più recente. Fu fatto costruire, inizialmente in legno, nel 1824. Poi fu sostituito da un più stabile ponte in pietra nel 1851.

Basteibrücke

PANORAMI

Non fermatevi però al Basteibrücke e andate avanti lungo il sentiero. Prendete tutte le deviazioni disponibili e salite su ogni bastione. A volte troverete coda per salire (soprattutto se andate nei fine settimana o in alta stagione), aspettate diligentemente il vostro turno perché vi assicuriamo che ne vale la pena. Proseguite ancora altri 10 minuti per arrivare in un Biergarten tra queste spettacolari formazioni rocciose. Sorseggiate una fresca Radeberger (la birra di Dresda) e poi tornate indietro per lo stesso sentiero. In alternativa potete fare un percorso ad anello, più lungo ma sicuramente panoramico!

Svizzera Sassone Bastei

UNA FORTEZZA SOSPESA

Nei pressi del Basteibrücke si trova una fortezza medievale. Si può accedere al prezzo simbolico di 2€. Camminerete su passerelle sospese (nessun ponte tibetano traballante, ma attenzione se soffrite di vertigini) e potrete vedere i resti di questa fortezza. In questa fortezza chiamata Felsenburg Neurathen, nel XIII secolo era stanziata una guarnigione a presidiare la valle dell’Elba. Protetti tra rocce e boschi, situati su un’altura, erano nella posizione perfetta per presidiare la vallata sottostante.

Svizzera Sassone

LE FORTEZZE DELLA SVIZZERA SASSONE

Una volta ritornati dalla vostra passeggiata potete scegliere di riposarvi a Kurort Rathen oppure proseguire per visitare altre fortezze nel parco nazionale della Svizzera Sassone. La più famosa è la fortezza di Königstein (Festung Königstein), da dove potrete spaziare con lo sguardo dalle montagne fino alla grande pianura attorno a Dresda. Inoltre vedrete la valle dell’Elba quasi nella sua interezza.

Kurort Rahten

QUANDO ANDARE NELLA SVIZZERA SASSONE

Le stagioni migliori sono l’estate in cui potete vedere il contrasto forte e chiaro tra il verde degli alberi e il grigio chiaro delle rocce. Anche in autunno con le foglie gialle e rosse lo spettacolo è notevole, tuttavia copritevi bene! In inverno potrete facilmente trovare la neve, il panorama sarà tutto sui toni del bianco e del grigio ma attenzione a non scivolare! Anche la primavera è consigliata per una gita, ma d’altronde la primavera è sempre la stagione migliore per le gite fuori porta.

Valle dell’Elba

E SE NON MI VA DI CAMMINARE?

Nella Svizzera Sassone non ci sono solo percorsi di trekking ma anche molte altre attività per i più sportivi. Arrampicata, kayak, le attività nella natura qui sono sicuramente da provare tutte! Mentre i più pigri potranno godersi un viaggio in battello da Dresda lungo l’Elba oppure potranno riposare nella cittadina termale di Kurort Rahten.

Svizzera Sassone

IL CONSIGLIO DI LEI

A Kurort Rathen, proprio nei pressi del pontile da cui prendere l’imbarcazione per attraversare l’Elba, c’è un bagno pubblico, gratuito e pulito. Non è quindi necessario prendere il famoso caffè per andare in bagno.

IL CONSIGLIO DI LUI

Perché limitarvi ai nostri consigli? Se volete provare altri sentieri di questo parco nazionale potete visitare il sito ufficiale della Svizzera Sassone.

Cosa vedere a Dresda – guida definitiva

Oggi ti raccontiamo cosa vedere a Dresda con una guida definitiva che contiene tutto ciò che devi sapere.
Capitale della Sassonia, sede dei mercatini di Natale più antichi della Germania, città ricchissima nel Settecento e tragicamente bombardata nel corso della Seconda Guerra Mondiale. Vittima del comunismo fino al 1989 e ora avamposto del neonazismo in Germania. Una città che da sola racconta la storia di una Germania in conflitto con se stessa e il suo passato, una città da scoprire lentamente per poter osservare come le varie epoche l’abbiano plasmata. 

Dresda

QUANDO ANDARE A DRESDA

Per visitare Dresda vi consigliamo il periodo natalizio. Proprio qui si svolgono i mercatini di Natale più antichi della Germania. Trovate le bancarelle in tutta la città, il profumo del brulè vi guiderà tra le vie e vi consigliamo di prendere davvero il brulè per scaldarvi. Dovete sapere infatti che Dresda è una delle città più fredde della Germania quindi copritevi bene! Non perdete i mercatini a tema medievale dentro al cortile del castello.
Se preferite le stagioni più calde troverete comunque qualcosa di speciale in questa vivace città: festival, cinema all’aperto lungo l’Elba e numerosi Biergarten. Inoltre d’estate è sicuramente più bello trascorrere del tempo nei parchi di questa città. 

Pragerstraße

COSA VEDERE A DRESDA

Iniziamo a capire cosa vedere a Dresda con la nostra guida definitiva, iniziando il nostro giro virtuale dalla stazione centrale (Hauptbahnhof). Proseguiamo dritti per Pragerstraße, una strada moderna ricca di negozi, bar, ristoranti e un paio di centri commerciali. Ad un certo punto ci troveremo nella Altmarkt, passando a un isolato di distanza dal municipio e dalla Kreuzkirche, una delle poche chiese cattoliche della città. Dresda infatti è una città a maggioranza protestante.  

Dresda nei pressi di Altmarkt

ALTMARKT

Altmarkt è la grande piazza che segna l’ingresso dal centro storico più recente a quello più antico. Anche qui si trovano negozi, bar e ristoranti ma nel periodo dei mercatini di Natale è questo il cuore pulsante della città! La piazza è così grande che viene installata addirittura una ruota panoramica, da cui ammirare la piazza.
Di fronte a questa piazza trovate un palazzo con rappresentato un mosaico in perfetto stile sovietico: si tratta del Kulturpalast, un edificio polifunzionale per attività culturali.

Altmarkt

FRAUENKIRCHE – IL SIMBOLO DELLA CITTÀ

Proseguendo dritti dopo Altmarkt si arriva all’ariosa piazza dove troneggia la Frauenkirche. La chiesa, di forma tonda e con un’alta cupola, è il simbolo della città. Di fronte si trova la statua di Martin Lutero, a ricordarci che Dresda è una città protestante. Qui vicino, in direzione dell’Elba, si trova anche la Hofkirche, una delle rare chiese cattoliche. Tuttavia ricordate che la Frauenkirche, tutti i palazzi eleganti che sorgono sulla piazza e quasi tutti i monumenti, sono stati completamente ricostruiti dopo il disastroso bombardamento della Seconda Guerra Mondiale. All’esterno della chiesa si trova un muro bruciato, l’unico brandello della Frauenkirche sopravvissuto al bombardamento che rase al suolo la città. 

Frauenkirche

I TESORI DEI RE DI SASSONIA

Il più imponente teatro di Dresda è il Semperoper, un edificio barocco e rotondo dove assistere a opere e balletti. Costruito nel Settecento, quando i re di Sassonia erano all’apice del potere, non è l’unico edificio in questa zona del centro storico ad essere stato costruito in quel periodo. Accanto al Semperoper troviamo infatti lo Zwinger, una residenza costruita attorno a un grande giardino con una elaborata fontana centrale. Fu costruito da Augusto II detto il Forte (di cui trovate una statua dorata alla fine dell’Augustusbrücke, il ponte di Augusto) e ad oggi si può visitare internamente al prezzo di 14€. Dentro trovate mostre d’arte che variano ciclicamente. Se non volete spendere soldi, entrare nel giardino centrale e in quello sul retro con tanto di laghetto è un’esperienza completamente gratuita da poter fare a Dresda.
Consiglio: il giardino sul retro visitatelo in autunno quando con il foliage dà il meglio di sé.
Se amate gioielli e pietre preziose non perdetevi la Türkische Kammer. Qui sono conservati i gioielli dei reali di Sassonia, collezionati nel corso dei secoli e per la maggior parte provenienti dall’Oriente (da qui il nome). Nel centro della città si trova anche un lungo mosaico lungo tutta la Augustusstraße che racconta la storia e le gesta dei re di Sassonia che a lungo hanno governato su Dresda. 

Zwinger

ELBWIESEN – I PRATI LUNGO L’ELBA

In questa guida definitiva su cosa vedere a Dresda, non possiamo non citare il posto più panoramico sulla città. Imperdibili a Dresda, per una passeggiata o per sorseggiare una fresca birra come pausa, sono gli Elbwiesen, i prati lungo l’Elba.
Qui si rifugiò la popolazione della città per sfuggire al terribile incendio che si scatenò dopo il bombardamento degli Alleati.
D’estate ospitano un cinema all’aperto (voi vi sedete a guardare un film, con tutta la città come sfondo), mentre d’inverno è possibile sciare con gli sci da fondo, se la neve lo consente. In ogni stagione seguite gli Elbwiesen per raggiungere a piedi i castelli situati poco fuori dalla città. Il punto migliore da cui osservarli è indubbiamente la Brühlsche Terrasse.

Elbwiesen

DA DOVE VEDERE IL TRAMONTO

Una guida definitiva su cosa vedere a Dresda non può non consigliare il posto più spettacolare da dove avere la vista d’insieme sulla città, magari al tramonto. Per osservare un tramonto su Dresda non c’è posto migliore del Carolabrücke! Recatevi lì poco prima del tramonto (la fermata del tram è Synagoge), armatevi di cavalletto e preparatevi che inizia lo spettacolo! Da Carolabrücke gli occhi abbracciano la città nella sua interezza: il fiume che la attraversa, le chiese e i palazzi, i traghetti che navigano sull’Elba, fino a Yenidze. Yenidze ha la forma che ricorda una moschea ma in realtà era una fabbrica di tabacco, oggi usata come sede di uffici.
Mentre vi godete il tramonto e il panorama non dimenticate però di prestare attenzione ché sul ponte transitano macchine, bus e tram: non scendete dal marciapiede! 

Tramonto su Dresda

IL GRößER GARTEN

Per una passeggiata nel verde a pochi passi dalla città il Größer Garten (letteralmente “grande giardino”) è il posto perfetto! In ogni stagione troverete persone che corrono, che sfrecciano in bici, nonni con i bimbi per mano e persone che sorseggiano una cioccolata calda o una birra fresca nell’elegante bar. Al centro si trova un palazzo barocco, ma non fermatevi e andate oltre: troverete laghetti e piante sotto le quali riposarsi.

Größer Garten

MUSEI A DRESDA

Dresda è ricca di musei, non avete che l’imbarazzo della scelta in base ai vostri interessi!
Nella nostra guida definitiva su cosa vedere a Dresda vi nominiamo i più interessanti!
Il più famoso è indubbiamente la Gemälde Galerie all’interno dello Zwinger, perfetto per gli appassionati di arte! Qui trovate quadri di vari pittori che si alternano secondo le mostre temporanee, esposti in un contesto veramente elegante.
Per gli amanti dei gioielli di fianco allo Zwinger trovate la Türkische Kammer di cui vi abbiamo parlato poco più sopra.
Per gli amanti della storia c’è un museo della DDR (Deutsche Demokratische Republik, così era chiamata la Germania Est). Non è il solito museo dove passare ore a leggere i pannelli esplicativi. Qui si ricreano le stanze della Stasi (la polizia segreta), i supermercati ai tempi della dittatura, le scuole, la vita quotidiana è in mostra.
Per i più curiosi vale la pena fare una visita all’Hygiene Museum, il museo dell’igiene. Dovete sapere infatti che proprio a Dresda sono state inventate tantissime cose tra cui il dentifricio e il reggiseno! In questo museo potete fare esperimenti scientifici con germi e batteri, ma anche scoprire tutto ciò che è stato inventato in questa città.

Gemälde Galerie -Zwinger

GLÄSERNE MANUFAKTUR – LA FABBRICA TRASPARENTE DELLA VOLKSWAGEN

Ma Dresda non è solo storia, parchi e antichità. Dresda è una città che dopo la riunificazione della Germania nel 1990 ha saputo crescere e svilupparsi. Non è stata a guardare, si è rimboccata le maniche e oggi è una delle città  più importanti dell’ex Germania Est.
Qui troviamo la Gläserne Manufaktur, ossia la fabbrica trasparente della Volkswagen. In che senso trasparente? Nel senso che potete vedere gli operai mentre costruiscono le automobili, è completamente in vetro e potete seguire passo passo la costruzione di un’automobile (se avete molto tempo, altrimenti seguirete solo qualche passaggio ovviamente). Al contrario di quanto ci si immagina da una fabbrica, i pavimenti sono pulitissimi e in parquet, gli operai indossano camici bianchi e immacolati e il silenzio è raramente interrotto da qualche macchinario.
Vi consigliamo una visita guidata in inglese, ma se avete poco tempo o non fate in tempo a prenotarvi per la visita in inglese, scegliete la visita del solo primo piano. Costa solo 4€ ma vi permette di toccare con mano le auto del futuro! Come sono? Elettriche, con telecamere al posto degli specchietti, con i sedili ergonomici e mille accessori futuristici. 

Gläserne Manufaktur Dresden

DRESDA BY NIGHT

Ok, dopo tanto camminare per la città è giunta la sera e abbiamo ancora delle energie.
Dove andare se non nella Neustadt? Dresda infatti è divisa in due dal fiume Elba: nella parte a sud troviamo il cuore del centro storico, gli edifici antichi, i palazzi e i musei. Se invece ci avventuriamo nella parte nord attraversando l’Elba ci troviamo direttamente nella Neustadt, il quartiere vivace e attivo, la zona degli artisti, dei negozi di seconda mano, delle cucine etniche e dei Biergarten.
Neustadt inizia in Albertplatz, da qui salite per Alaunstrasse e da lì perdetevi alla ricerca di un locale che vi piaccia, ce ne sono per ogni gusto! Qui ogni anno nel mese di giugno si svolge il festival della Bunte Republik Neustadt (repubblica colorata di Neustadt), un weekend di arte per le strade, musica e birrette. Pensate che si chiama così per una micronazione che venne fondata proprio qui e con questo nome dal 1990 al 1993.
Un festival assolutamente da vivere!

Augustus II il Forte

DOVE DORMIRE

In base al vostro budget a Dresda potete trovare diverse sistemazioni. Se siete poracci come noi vi consigliamo l’hostel A&O. Si trova a pochi passi dalla stazione principale, da lì raggiungete tranquillamente a piedi il centro e tutte le principali linee di tram e autobus. L’ostello offre stanze da camere doppie con bagno privato fino a dormitori con bagni in comune. La colazione non è inclusa ma avete un supermercato proprio dietro l’ostello e numerosi bar a 5 minuti a piedi. Inoltre nel parcheggio di fronte all’ostello trovate un pezzo del muro di Berlino.
Se volete una sistemazione d’élite, nel centro storico trovate hotel di lusso a pochi passi dalla centralissima Frauenkirche. Il più famoso è probabilmente l’hotel Hilton

A&O Hostel

DOVE MANGIARE

La zona migliore per mangiare è…dipende da cosa cercate! Numerosi ristoranti si trovano nei pressi di Altmarkt, mentre quelli più alternativi li trovate indubbiamente nella Neustadt, attraversando il fiume. Prima di attraversare il fiume fermatevi lungo Münzgasse, ricca di bistrot e ristoranti di ogni tipo. Qui trovate i locali più tradizionali ma anche i più costosi della città. Tuttavia con un po’ di occhio ai menu si trovano dei locali economici anche a pochi metri dalla centralissima Frauenkirche.

Dresda

COSA MANGIARE

A Dresda si può trovare la classica cucina tedesca fatta di salsicce, crauti e patate. E, a proposito di patate, non perdetevi la tipica Kartoffelsuppe, la zuppa di patate. E’ fatta con patate e wurstel tagliati a rondelle, una zuppa super nutriente!
Tra i dolci tipici di questa città troviamo la Eierschecke, una torta a base di quark e soffice come una nuvola.
E da bere? Le due birre tipiche di Dresda sono la Feldschlosschen e la Radeberger. Daniele preferisce la prima, mentre Emily la seconda. Il nostro consiglio è di provarle entrambe per poi decretare la vostra birra preferita.
Dove sorseggiarla? In uno degli innumerevoli locali e Biergarten della Neustadt, oppure nei piccoli bar all’aperto lungo l’Elba.

Piatto tedesco


COME SPOSTARSI A DRESDA

Spostarsi a Dresda è veramente facile: autobus e tram vi portano ovunque all’interno della città. Circolano anche di notte, ovviamente con orari ridotti, così non avete problemi a tornare in hotel anche se decidete di andare a bere una birretta nella Neustadt.
I treni in partenza dalla stazione centrale (Hauptbahnhof) collegano Dresda alle principali città tedesche ma anche ai suoi sobborghi. Inoltre in treno potrete raggiungere anche la Svizzera Sassone, dove gli abitanti di Dresda decidono di recarsi per fare trekking, arrampicata o una tranquilla gita fuori porta. 

Speriamo che questa guida definitiva su cosa vedere a Dresda vi sia stata utile, se avete domande scriveteci un commento o sui nostri canali social, saremo più che felici di rispondervi.

Ampelmann – omini sui semafori caratteristici della ex Germania Est

IL CONSIGLIO DI LEI

Andate sul Carolabrücke lungo l’Elba poco prima del tramonto per assistere a uno spettacolo magico.

IL CONSIGLIO DI LUI

Nella Neustadt fermatevi per una fresca pausa in un Biergarten

Cosa vedere a Norimberga in un pomeriggio

Il nostro viaggio dell’estate 2021 ha toccato Germania e Polonia. Abbiamo già viaggiato insieme in Polonia con gli articoli precedenti, da oggi andiamo alla scoperta di alcune città tedesche, tra Baviera e Sassonia. Iniziamo con Norimberga, volete sapere cosa vedere a Norimberga in un pomeriggio? Seguiteci!

NORIMBERGA

Per colpa del traffico abbiamo avuto solo un pomeriggio per vedere Norimberga e abbiamo cercato di trarne il massimo. Norimberga è la seconda città più grande della Baviera, dopo Monaco, ed è la città più importante della Franconia. La Franconia è l’area settentrionale della Baviera, ricca di vigneti, piantagioni di luppolo e paesini che sembrano usciti da una fiaba. La Franconia è anche ricchissima di birrerie, pensate che è la prima zona al mondo per concentrazione di birrifici.

Frauenkirche

UN PO’ DI STORIA

Norimberga è spesso associata a un periodo oscuro della storia tedesca. Qui infatti i nazisti decisero di fondare il loro quartier generale. E proprio da qui emanarono le tristemente note leggi di Norimberga, che sancirono l’inizio della persecuzione degli ebrei. Dopo la Seconda Guerra Mondiale in questa città si svolse il processo di Norimberga che condannò i gerarchi nazisti a morte o all’ergastolo. Ma prima di essere un avamposto del nazismo e di essere poi distrutta dai bombardamenti Alleati, Norimberga era una cittadina medievale fortificata, tagliata a metà dal fiume Pegnitz. Dopo la Seconda Guerra Mondiale è stata ricostruita proprio com’era nel Medioevo, recuperando i materiali dai cumuli di macerie.

Una delle torri di accesso alla città

COSA VEDERE IN UN POMERIGGIO

Quindi cosa si può vedere oggi a Norimberga in un pomeriggio?
Partite dalla centralissima Hauptmarkt, la piazza principale. Qui troviamo già due must di Norimberga la Frauenkirche e la Schöner Brunnen. La Frauenkirche ha una facciata gotica spettacolare e fu costruita nel XIV secolo. Dentro questa chiesa l’imperatore Carlo IV fece conservare i gioielli della corona del Sacro Romano Impero. La Schöner Brunnen invece è una fontana sopra la quale sono posizionati santi, profeti, eroi cristiani ed ebrei e altre figure allegoriche.
Proseguite poi verso Rathausplatz (la piazza del municipio) dove potete ammirare il massiccio municipio. Sulla stessa piazza trovate la Sebalduskirche, un altro importante simbolo della città.
Non dimenticate di vedere la casa di Albrecht Dürer (Albrech Dürer Haus): proprio a Norimberga visse uno dei più famosi pittori tedeschi.

Schöner Brunnen

E SE HO PIU’ TEMPO PER VISITARE LA CITTA’?

Se avete più di un pomeriggio per vedere Norimberga è il momento di esplorare anche la zona di Ludwigsplatz e di passeggiare attorno alle mura della città. Se avete invece voglia di uscire dalla città potete visitare alcuni luoghi iconici come l’area dei raduni di Norimberga (Reichsparteitagsgelände), dove si svolgevano le imponenti parate naziste. Altrimenti potete visitare il tribunale di Norimberga dove si svolse il processo che abbiamo già citato.

A Norimberga si trova anche il museo delle ferrovie tedesche (Deutsche Bahn Museum), per gli appassionati di musei particolari può essere un buon posto dove trascorrere qualche ora.

Elisabethkirche

NORIMBERGA BY NIGHT

Quando inizia ad imbrunire salite fino al castello, il Kaiserburg. Qui si assapora l’antica Norimberga medievale, fatta di pietra e di luci fioche. Per salire al castello c’è una piccola salita, quel poco che basta per vedere la città da una prospettiva diversa. Guardate i tetti della città, i campanili delle sue chiese e spaziate con lo sguardo fino ai suoi sobborghi dove industria e verde si mescolano.
Il Kaiserburg fu costruito nel XII secolo e servì come fortezza per la città durante il periodo medievale.

Prima di tornare presso il vostro alloggio passeggiate nei vicoli lungo il fiume e attraversate i ponti lungo il fiume Pegnitz (il Museumbrücke è quello che offre i panorami migliori).

Norimberga by night

DOVE MANGIARE

A Norimberga non c’è che l’imbarazzo della scelta per quanto riguarda birrerie e buon cibo bavarese.

Una delle più famose è Zum Albercht Dürer Haus, un chiaro omaggio al pittore del Cinquecento che visse a pochi passi da questo edificio.
Altrimenti nella piazza vicino al castello c’è una birreria Augustiner: una garanzia di qualità e gusto se viaggiate in Germania!
E per la colazione? Vi consigliamo der Beck, in Ludwigsplatz per una colazione la domenica mattina, mentre tutti gli altri locali sono chiusi. Altrimenti vi rimandiamo al blog di Mordi&fuggi per altre informazioni su colazioni a Norimberga (ma vi racconterà anche altri meravigliosi posti dove mangiare in tutto il mondo).

Birreria Zum Albrecht Dürer Haus

DOVE DORMIRE

Per quanto riguarda l’alloggio non possiamo che consigliarvi l’appartamento dove siamo stati. Si trova a pochi passi dalla Spittlertorturm, una delle porte di accesso alla città, ma si trova oltre le mura quindi il prezzo è molto più basso rispetto a un alloggio nel centro storico. City Apartment Nürnberg offre monolocali attrezzati di tutto: letti, cucina con tutto il necessario, bagno grande e pulito, wifi e parcheggio.

Kaiserburg

COME ARRIVARE

Dall’Italia arrivare a Norimberga è semplicissimo. Si sale fino al Brennero, pagando il pedaggio all’autostrada italiana. Prima del Brennero ricordatevi di acquistare la vignetta per attraversare l’Austria (costa 9,50€ per 10 giorni di validità). Una volta in Germania l’autostrada sarà gratis. Praticamente dall’Italia è tutta dritta e senza intoppi. L’unico problema può essere dato dal traffico: essendo la via principale di comunicazione tra Italia e Germania, questa autostrada è spesso intasata da camion e turisti.

Kaiserburg

IL CONSIGLIO DI LEI

Il tempo qui cambia in fretta: tenete un ombrello a portata di mano

IL CONSIGLIO DI LUI

Alla sera fate un saltino nel quartiere a luci rosse per mettere un po’ di pepe al vostro soggiorno.

Come organizzare un viaggio in Germania

Se siete alla ricerca di informazioni per sapere come organizzare un viaggio in Germania siete nel posto giusto! In questo articolo ti riassumiamo tutto ciò che devi conoscere per trarre il meglio da un viaggio in Germania, il nostro Paese europeo preferito.

TRASPORTI

Spostarsi in Germania è veramente facile e comodo, però può essere non particolarmente economico.
Le autostrade sono gratuite in tutto il Paese e, in alcuni tratti, sono addirittura senza limiti di velocità. Prestate però molta attenzione ai segnali che indicano i limiti perché quando sono presenti vanno rispettati alla lettera, i controlli sono frequenti e le multe salate.
Le autostrade sono capillari, vi portano direttamente nel cuore delle città e in alcuni tratti fungono anche da tangenziale, soprattutto attorno alle grandi città.
Spostarsi in treno può non essere sempre economico, potete organizzarvi per tempo cercando le offerte migliori oppure valutando di prendere un più economico bus. Anche i bus, in particolare Flixbus, sono diffusissimi e offrono spesso dei prezzi competitivi.

A proposito, lo sapete che Flixbus è tedesco?

DOVE DORMIRE

In Germania potete trovare sistemazioni di ogni tipo e per ogni fascia di prezzo. Il nostro consiglio è di puntare sugli ostelli per un ottimo compromesso qualità/prezzo. Secondo gli stereotipi gli ostelli sono stanzoni di letti con bagni sporchi in comune.
In Germania invece gli ostelli sono generalmente degli hotel un po’ più spartani. Sempre puliti, offrono anche camere doppie e singole e bagni non in condivisione. Noi abbiamo avuto un’esperienza positiva con la catena A&O a Dresda, ma è presente anche in molte altre città della Germania.

DOVE MANGIARE

Oltre ai classici ristoranti, se volete organizzare al meglio il vostro viaggio in Germania, vi consigliamo due soluzioni alternative ma abbastanza stagionali.
Se andate nel periodo tra novembre e dicembre il luogo perfetto per assaggiare la cucina tedesca sono sicuramente i mercatini di Natale! Glühwein (vin brulè) e Bratwurst (panino con la salsiccia) sono la combo perfetta per un pranzo o una cena in questa atmosfera magica.
Se invece viaggiate in estate o in primavera il luogo perfetto dove mangiare è sicuramente un Biergarten. Un Biergarten (che in italiano può essere tradotto come “giardino della birra”) è uno spazio all’aperto dove mangiare cibo tipico, spesso cotto alla griglia, e sorseggiare birre fresche. Un posto perfetto per una fresca pausa. I Biergarten si trovano spesso nei parchi ma anche nel cuore delle città ogni tanto potete trovare un Biergarten per riposarvi in tranquillità.

REQUISITI DI ACCESSO

Nel momento in cui scriviamo, dicembre 2021, organizzare un viaggio in Germania è piuttosto difficile a causa delle restrizioni Covid. Il Paese sta vivendo una tragica quarta ondata ma al momento è ancora possibile dall’Italia andare in Germania per turismo, almeno fino al 15 dicembre. Tenete sempre monitorato il sito di viaggiaresicuri e il sito dell’ambasciata italiana a Berlino per non avere sorprese.
Informatevi però anche sulle limitazioni in vigore in Germania, anche queste informazioni sono in continuo divenire. Ci sono diverse soglie di pericolo, in base a diversi parametri, come i posti letto occupati in terapia intensiva e nei reparti ordinari. I livelli di rischio sono 9 ma già al livello 3 scatta la regola delle 2G, ossia che il green pass è valido solo per vaccinati e guariti.

LA LINGUA

Non serve dirvi che la lingua della Germania è il tedesco. L’inglese è parlato molto bene ovunque.
Ma imparate qualche parola per salutare o chiedere indicazioni, vedrete che saranno contenti. Qui vi lasciamo un piccolo dizionarietto da studiare prima della partenza.

Guten Tag/Guten Abend=Buongiorno/buonasera

Ich hätte gern+indicare col dito sul menu=vorrei…

Wie viel kostet das?=quanto costa questo?

Wo ist die Toilette?=dove è il bagno

Se avete altre curiosità vi ricordiamo che siamo sempre disponibili sui nostri canali social Instagram e Facebook. Oppure lasciate un commento qui sotto, ci fa piacere leggervi! E speriamo che questo articolo vi possa essere utile presto, significherà che la situazione è migliorata

IL CONSIGLIO DI LUI

Assaggiate le birre tipiche di ogni città che visitate, la Germania è il paradiso della birra

IL CONSIGLIO DI LEI

Nelle città cercate sempre il parco per fermarvi sull’erba a ricaricare le pile dopo una giornata di sightseeing.

Cosa si mangia in Polonia?

Per concludere il nostro viaggio in Polonia partiamo con quello che in tanti (non è vero ma fa figo scriverlo!) ci avete chiesto: cosa si mangia in Polonia?
Ecco qui una carrellata dei principali piatti polacchi.
Ora fermatevi, prendetevi uno snack e mangiate qualcosa prima di proseguire con la lettura. Altrimenti il rischio di avere una fame blu alla fine dell’articolo è dietro l’angolo!

PIEROGI

Non si può iniziare un articolo su cosa si mangia in Polonia senza inserire il piatto polacco per eccellenza: i pierogi. I pierogi sono dei grandi ravioli a forma di mezzaluna che tradizionalmente sono bolliti ma li trovate anche fatti al forno o, più raramente, fritti. Il ripieno tradizionale è con formaggio fresco e patate (pierogi ruskie). Ma li potete trovare ripieni di qualsiasi cosa e in diverse combinazioni: macinato, funghi, bacon, salsiccia, verdure. E per concludere il pasto potete trovare anche i pierogi dolci con mele, mirtilli o marmellata.
Questi ravioloni ripieni sono tradizionali polacchi ma li trovate anche in molte altre cucine dell’est Europa. D’altronde se dobbiamo pensare a qualcosa che accomuna molte culture ci vengono subito in mente le paste ripiene, che siano gyoza in Giappone o pierogi in Polonia o tortellini in Italia, la pasta ripiena vince sempre!

Pierogi
Pierogi

BIGOS

Ok, i pierogi li conosciamo tutti, ma oltre a quelli cosa si mangia in Polonia? Stufati, tanti stufati, tanta carne e tanti crauti. Pensate che a noi non piacevano nemmeno i crauti prima di questa vacanza, ma alla fine ci siamo convertiti e ne abbiamo mangiati una vagonata!
Il bigos è un piatto polacco a base di carne, salsiccia e crauti fatti stufare per ore e ore. Un piatto di umili origini ma dal buon sapore e molto nutriente. I piatti locali spesso raccontano molto sulla storia e le tradizioni del luogo.

Bigos
Bigos

ZUREK

La tradizionale zuppa polacca. In Polonia abbiamo notato che i piatti che richiedono molto tempo per la cottura (stufati e zuppe) vanno per la maggiore. La zuppa zurek, come il bigos, è un piatto di origine povera ma molto sostanzioso. Contiene infatti carne, cipolla, funghi, salsiccia. Nel brodo di carne o vegetale viene inserita anche una mistura di farina di segale e acqua, che conferisce al brodo un colore più torbido e un aroma di cereale che ci sta bene. Questa zuppa è consigliatissima nelle fredde sere polacche per scaldarsi.

Zurek
Zurek

PLACKI ZIEMNIACZANE

Cosa si mangia in Polonia, quali alimenti vanno per la maggiore? Abbiamo visto che carne e crauti sono una costante, ma non dimentichiamoci delle patate! Anche queste le trovate in tutte le salse (forse un po’ meno rispetto alla Germania, ma anche in Polonia sono molto diffuse).
Un piatto tipico che troverete spessissimo si chiama placki ziemniaczane e sono delle frittelle di patate, spesso servite con panna acida o salsa ai funghi. Anche i funghi sono una costante della cucina polacca! D’altronde il territorio è ricco di foreste e il clima perfetto per la crescita dei funghi.

Placki Ziemniaczane
Placki Ziemniaczane

ZAPIEKANKI

E per uno snack per strada cosa si può mangiare in Polonia? Zapiekanki, ideale per una pausa pranzo rapida ma sostanziosa. Come vedete “sostanzioso” è un aggettivo che si ripete spesso nella cucina polacca!
La (o il?) Zapiekanki è un piatto che unisce due street food europei, una combo di Italia e Francia: si tratta di una mezza baguette farcita come una pizza. Solitamente sopra trovate pomodoro e formaggio (possono dire ciò che vogliono ma quella che abbiamo mangiato noi non era mozzarella…), ma si possono aggiungere anche funghi o ciò che vi piace. Solitamente viene aggiunta anche una salsa per rendere tutto meno italiano! Ma nel complesso è un piatto piacevole per un pit stop all’autogrill.

DOLCI

La cucina polacca è molto più ricca di cibi salati che dolci, ma qualcosa per concludere con dolcezza il vostro pasto sicuramente lo trovate!
Un dolce sicuramente diffuso e che troverete ovunque sono i già citati pierogi dolci. Li trovate ripieni di mele, marmellata, mirtilli, fragole…a volte sono pure serviti con un ciuffetto di panna montata per rendere il dolce più goloso.
Per placare un leggero languorino a metà pomeriggio vi consigliamo i paczy, una specie di krapfen gigante ripieno di tutto ciò che desiderate: lo trovate con la cioccolata, la crema, il pistacchio, la nocciola, marmellate di ogni gusto…Ma la nostra versione preferita è stato il paczy alla rosa, molto delicato e semplicemente delizioso.
Un altro dolce di cui i polacchi sono molto fieri è il gelato. Andate in qualsiasi città polacca e troverete “lody” (gelato) scritto ovunque! In realtà spesso si tratta un soft ice cream, quello fatto dalle macchinette e che ricorda il cornetto soft, non so se avete presente. Niente a che vedere con il nostro gelato artigianale, non consigliato dai poracci in tour.

E DA BERE?

Per una fresca pausa la birra è ciò che in Polonia va per la maggiore. Dimenticatevi la birra piccola: qui esiste solo la media ma al prezzo di una piccola (e spesso molto meno!). La “piwo” è quasi sempre una bionda filtrata, la classica birretta. Solo in alcune birrerie (tipo questa che vi consigliamo a Varsavia) troverete molta scelta di birre di vario tipo, altrimenti nei locali la scelta è spesso limitata ai marchi più famosi. La Zywiec è sicuramente la più diffusa, seguita dalla Tyskie e dalla Lech.
Per concludere un pasto polacco, che spesso è molto sostanzioso, non si può rinunciare a un bicchierino di wodka! La nostra preferita è stata la cytrynowka, ossia la wodka aromatizzata al limone. Ma fidatevi che la troverete di ogni gusto.
A Danzica invece non dimenticate di concludere il pasto con la Goldenwasser, un liquore con scaglie d’oro!

Cosa si mangia in Polonia?

IL CONSIGLIO DI LEI

Non saprei dirvi se c’è più varietà di pierogi o di wodka. La cosa bella è che potrete mangiare sempre lo stesso piatto (i pierogi) ma sempre diverso (assaggiateli anche con i funghi: buonissimi!)

IL CONSIGLIO DI LUI

I polacchi sono al secondo posto al mondo per il consumo di wodka pro capite (dopo i russi, of course!). Limitatevi a un bicchierino dopo pasto, è più che sufficiente anche per due veneti allenati come noi.

Cosa vedere a Poznan in un pomeriggio

Siamo giunti oggi all’ultima tappa del nostro viaggio on the road in Polonia e oggi andiamo a scoprire cosa vedere a Poznan in un pomeriggio. Eh già, purtroppo non abbiamo avuto molto tempo per visitare la città ma direi che un pomeriggio è sufficiente, meglio però se avete a disposizione una giornata intera!

LA RYNEK

Il punto centrale da cui iniziare ad esplorare Poznan è la sua Rynek, la piazza centrale del mercato che abbiamo già trovato in tutte le città polacche (tranne che a Varsavia).

È qui che si trovano le cose principali da vedere a Poznan, anche in un pomeriggio!
C’è il municipio, il più particolare che abbiamo visto in Polonia! Anche a Cracovia o a Torun c’era il municipio nella Rynek, ovviamente. Però era architettonicamente simile agli altri edifici della piazza, mentre il municipio di Poznan è completamente diverso dagli edifici circostanti.
È stato progettato da un architetto italiano nel XVI secolo , mentre la torre dell’orologio fu aggiunta solo nel XVIII secolo.
Sulla torre dell’orologio ci sono anche due caprette in metallo che ogni giorno a mezzogiorno escono per per segnalare l’ora.

Il municipio di Poznan con davanti la piazza del mercato

LA LEGGENDA DELLA CAPRA

Ma cosa ci fa una capra in cima la municipio di Poznan? Una leggenda ce lo spiega.
Il giorno dell’inaugurazione del municipio erano pronte due capre per il grande banchetto. Le capre però non ne volevano sapere di finire in pentola e riuscirono furbescamente a fuggire funo alla torre sull’orologio, dove iniziarono a prendersi a cornate. Per ricordare l’evento si decise di aggiungere queste due capre in metallo sulla torre dell’orologio. È per questo che ogni giorno, alle 12 in punto, si danno 12 cornate.

I PESCATORI A POZNAN?!

Ma le stranezze di Poznan non si fermano qui. Sempre nella piazza centrale troviamo delle casette coloratissime chiamate “case dei pescatori”. Ma cosa c’entrano i pescatori a Poznan se è molto distante dal mare, al contrario di Danzica? Ecco la spiegazione: qui si teneva il mercato del pesce, e queste casette erano il luogo dove i pescivendoli esponevano la loro merce. Purtroppo, come spessissimo in Polonia, anche questi edifici erano stati distrutti durante la Seconda Guerra Mondiale. Quello che vediamo oggi è una fedele ricostruzione.

Merchants' Houses

LA CATTEDRALE DI POZNAN

Tra le cose da vedere a Poznan in un pomeriggio c’è sicuramente la sua cattedrale. Per raggiungerla dovrete attraversare il fiume Warta e recarvi su una grande isola chiamata Ostrow Tumski. Proprio su quest’isola venne fondata la città di Poznan da cui nacque lo Stato polacco! Di fianco c’è anche una statua di Papa Wojtyla. Siamo sinceri: ci aspettavamo di trovare sue statue molto più spesso di quanto è stato! Soprattutto per il contributo che ha dato alla storia della Polonia.

La cattedrale dei Santi Pietro e Paolo a Poznan
La cattedrale dei Santi Pietro e Paolo a Poznan

I MOTI DEL 1956

La storia di Poznan è molto antica, essendo stata capitale del Regno di Polonia ben prima di Cracovia. Ma quella che si può vedere oggi in questa città è prevalentemente la sua storia recente. In un pomeriggio a Poznan non dimenticate infatti di visitare Plac Mickiewiczsa con il monumento alle vittime del giugno 1956. Una grande croce in granito ricorda le vittime delle prime rivolte operaie contro la dittatura comunista, rivolte che vennero soffocate nel sangue. Tuttavia da qui iniziarono a spargersi nel Paese i semi della protesta che porterà alla nascita di Solidarnosc e alla libertà della Polonia.

Inoltre non dimenticate di passeggiate sull’elegante Plac Wolnosci per assaporare l’atmosfera moderna ma elegante di Poznan.

Monumento eretto in memoria delle proteste polacche del 1956 contro il regime sovietico
Monumento eretto in memoria delle proteste polacche del 1956 contro il regime sovieico

DOVE MANGIARE A POZNAN

Essendo la nostra ultima serata in Polonia abbiamo fatto una cena a base di pierogi enormi che vi consigliamo di gustare nella pierogarnia a due passi dalla Rynek e dal castello (si tratta della stessa catena che vi abbiamo consigliato a Torun). Per concludere la serata fermatevi per una cytrynowka (una vodka al limone) da Ministerstwo Sledzia i Wodki sulla piazza centrale. Locale alternativo e atmosfera da fiesta assicurata!

Non ci sentiamo di consigliarvi il posto dove abbiamo pernottato perché è stato il peggiore di tutto il viaggio. Non quanto per la camera che era spaziosa, pulita ed economica. Il problema è stata l’accoglienza: purtroppo la receptionist non parlava una parola di inglese (nemmeno “breakfast”) quindi è stato veramente difficile capirsi, soprattutto perché continuava imperterrita a parlarci nonostante fosse evidente che non capivamo una parola.

IL CONSIGLIO DI LUI

Per una sosta pomeridiana fermatevi in uno dei tanti bar lungo la Wozna, la via che va verso il fiume. Troverete birrette fresche o deliziose fette di torta!

IL CONSIGLIO DI LEI

Passeggiate per Poznan di sera per assaggiare un po’ delle sue vibrazioni festaiole!