Alcenago, colline e strani personaggi

Quanto è bello camminare nei boschi? Oggi ti portiamo con noi alla scoperta del piccolo borgo di Alcenago attraverso una passeggiata per boschi e colline che ci permetterà di conoscere la storia della Valpantena e di incontrare alcuni strani personaggi. Continuate a leggere perché il personaggio che incontriamo nella nostra passeggiata è veramente particolare!

Alcenago

IL BORGO DI ALCENAGO

Il borgo di Alcenago è situato a nord di Verona, in Valpantena. Questo borgo è di origine celtica, se già ricordate abbiamo parlato qui di come la Valpantena fosse abitata sin dalla preistoria. Numerose popolazioni si sono avvicendate. Ciò è testimoniato anche dal fatto che la chiesa di Alcenago, dedicata a San Clemente, è costruita su quello che era un tempietto pagano.

Il campanile di Alcenago ricorda una cupola in stile orientale ma in realtà è stato fatto in questo stile solo perché era considerato trendy nel corso dell’Ottocento. Due incendi hanno parzialmente distrutto la chiesa di Alcenago, uno nel Seicento e uno nell’Ottocento. La chiesa è sempre stata ricostruita.

I preti di Alcenago avevano il diritto di riscuotere la decima ossia un’imposta da parte dei contadini che risiedevano nel territorio parrocchiale. Tale imposta era chiamata decima perché corrispondeva a un decimo del reddito dei contadini.

Borgo di Alcenago con vista sulla chiesa

L’ORATORIO DELLA MADONNA DELLA NEVE

Nella piccola frazione di Rupiano, la prima tappa della nostra passeggiata, troviamo una piccola chiesetta. Più che una chiesa è un oratorio, uno spazio adibito alla preghiera per le famiglie nobili che si trasferivano in queste zone di montagna per il periodo estivo. L’oratorio di Rupiano è dedicato alla Madonna della Neve, costruito a seguito di un’eccezionale nevicata in agosto (come tutte le chiesette e cappelle dedicate alla Madonna della Neve in Italia!).

L’oratorio della Madonna della Neve fu costruito nel 1702 dalla famiglia Degli Uberti. Sì, proprio la famiglia di quel tale Farinata Degli Uberti citato da Dante nella sua Divina Commedia.

In seguito l’oratorio divenne proprietà della famiglia Catarinetti Franco che possedeva e possiede tutt’ora una villa in Valpantena, nei pressi della Torre del Falasco.

La comunità di Rupiano però restaurò l’oratorio e lo utilizzò per messe e celebrazioni, diventandone di fatto proprietaria.

Chiesa della Madonna della Neve

LA LEGGENDA DEL CONTE BOVIO

Durante la passeggiata nei pressi di Alcenago abbiamo conosciuto un personaggio tanto illustre quanto misterioso: il conte Bovio. Il conte Bovio nacque nel 1798 e secondo la leggenda era un massone e uno stregone potente. Ufficialmente però era un filosofo, un pensatore e un letterato. La leggenda narra che, mentre era a far legna nel bosco sopra Alcenago, venne sorpreso da un temporale e per salvarsi fu visto volare dalla cima del monte fino al paese. Ma in realtà pare che si sia attaccato a una teleferica, lasciando lassù da soli tutti i poveracci che erano con lui a tagliare la legna.

Il conte Bovio era un personaggio particolare ma anche umano. Pensate che per tutta la vita aveva odiato i preti, ma in punto di morte era spaventatissimo di finire all’inferno, così iniziò a chiamare un prete per pentirsi dei suoi peccati e aspirare al paradiso. Il prete tardava e lui dall’impazienza graffiò così forte il muro sopra al letto che restarono i segni nel muro. Morì nel 1885. Aveva espresso il desiderio di essere sepolto nei pressi di Alcenago ma venne seppellito al cimitero monumentale di Verona.

Valpantena

L’ECONOMIA DEL LEGNO

Abbiamo già parlato in modo abbastanza approfondito dell’economia della zona della Lessinia. Il parco regionale della Lessinia si trova a nord di Verona e la zona della Valpantena, di cui stiamo parlando in questo articolo, si trova a metà strada tra la città e le montagne delle Lessinia. Di conseguenza nel corso della storia è stata un’area fondamentale per i trasporti e i commerci tra la montagna e la città e viceversa. Questi trasporti però non sono mai stati facili per colpa della conformazione del territorio.

Ci sono 5 vaj (strette valli) che collegano la Lessinia alla Valpantena, così stretti che sono percorribili solo a dorso d’asino, non ci stanno carri o carretti.
Solo nel corso dell’Ottocento vennero create le prime strade, chiamate secondo la merce che trasportavano. Nascono così a strada delle ghiacciaie e la via del legno.

La via del legno era usata per portare il legname a Verona ma aprì la strada anche ad altri commerci (del ghiaccio, dei cereali, dei prodotti caseari).

Alcenago

L’ECONOMIA DEI MULINI

In Valpantena e in Lessinia la coltivazione dei cereali si è spinta fino a 900 metri sul livello del mare.

Pensate che la prima volta che è stato strinato il grano in Valpantena è stato 7.000 anni fa.
Sono stati i cimbri ad iniziare il disboscamento per recuperare territori per la coltivazione dei cereali ma anche da utilizzare come alpeggi.
I mulini, sporadici fino al Cinquecento, iniziano a svilupparsi sotto il dominio della Repubblica di Venezia.
Pensate che nel piccolo borgo di Lugo, che conta solo 2.000 anime, c’erano 7 mulini da grani e uno per la scollatura per infeltrire la lana. La lana della Lessinia era preziosa e da Verona veniva poi portata a Venezia per essere esportata nel bacino del mediterraneo.

In tutta la Valpantena c’erano quasi 40 mulini, i cui cereali da macinare venivano presi fino alla pianura mantovana. I contadini portavano il cereale alla macina, chi invece era povero (un poraccio come noi!) poteva pagare in natura lasciando parte del grano al mugnaio.

Le ruote del mulino erano in legno, poi hanno iniziato a svilupparle anche in metallo. Il mulino di Bellori è l’unico sopravvissuto in Valpantena, l’unico dove si può ancora vedere il meccanismo che azionava il mulino.

Valpantena

I MULINI NELLA STORIA

Fino dai tempi preistorici i cereali venivano macinati. Inizialmente si faceva ovviamente a mano e con l’aiuto di pietre utilizzando un pestello e dei sassi piatti su cui appoggiare i chicchi da schiacciare.

Gli antichi romani utilizzavano un rudimentale sistema di mulini. Mettevano al centro un cono in pietra, con sopra un cono girevole girato manualmente da schiavi o, quando agli schiavi andava bene, da animali. In seguito si iniziò ad utilizzare l’acqua per girare il cono girevole.

In Valpantena sono ancora visibili numerose canalette che portavano l’acqua dalla montagna o dalle sorgenti fino ai mulini. Alcune le potete tranquillamente notare passeggiando nei boschi nei pressi di Alcenago.

Ruota di un antico mulino

ARCHEOLAND, UN PARCO DIDATTICO DEDICATO ALLA PREISTORIA

La nostra passeggiata attorno Alcenago ha avuto anche un risvolto didattico e preistorico.

Siamo andati a visitare il parco di Archeoland, un parco didattico dove sono stati ricostruiti oggetti e abitazioni della preistoria, ma non solo. Archeoland nacque circa 30 anni fa nei pressi di Stallavena, proprio all’inizio della Valpantena. In zona però erano già presenti aree di studio di archeologia e preistoria, che furono poi trasformate in un unico parco didattico. Pensate che ad Archeoland venivano scuole da tutte le regioni del nord Italia per scoprire questo parco con uso ludico e didattico.

La preistoria è divisa in vecchia età della pietra, nuova età della pietra ed età dei metalli.

Ad Archeoland si trovano ricostruzioni di abitazioni da grotte preistoriche fino a case degli anni Sessanta, passando per il Medioevo. Nelle ricostruzioni si può entrare e toccare con mano gli oggetti come pellicce, pietre e artefatti. Per le scuole sono previsti anche dei laboratori.

Ma come fare a visitare Archeoland? Al momento il parco è in stand by a causa del drastico calo di visite dovute al periodo del Covid. Per poterlo visitare vi consigliamo di contattare il numero di telefono indicato nella loro pagina Facebook.

Grezzana è la zona più ricca di preistoria di tutto il Veneto!

Per conoscere in quale altro luogo della Valpantena puoi trovare tracce dell’uomo preistorico clicca qui. Ti portiamo in un posto inaccessibile!

Archeoland, ricostruzione capanna paleolitica

IL RITORNO AD ALCENAGO

Non avete ancora capito dove si trova Alcenago? Se siete in Valpantena questo borgo è ben visibile anche da lontano, grazie alla sua croce con un grande cuore rosso issata nel 2008. Attorno alla croce si trova un campo di ulivi che potremmo definire “sociale”. Qui ogni famiglia possiede una pianta di ulivo di cui prendersi cura, l’olio che viene prodotto viene dato in beneficienza. Un’iniziativa molto carina e che ci auspichiamo venga replicata più spesso!

Se volete conoscere altri sentieri in Valpantena potete leggere i nostri articoli su Rosaro (e andare alla scoperta di cave e ghiacciaie) oppure sul mulino di Bellori (per conoscere l’antica arte della macinazione dei cereali). Inoltre vi ricordiamo che il comune di Grezzana sta tracciando alcuni sentieri per il progetto FEET: cercate le targhette rosse con la scritta FEET e…buona camminata!

Alcenago

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