Una visita al Riparo Tagliente

Oggi andiamo a fare una visita virtuale a un sito preistorico nella provincia di Verona che pochissimi conoscono: il Riparo Tagliente.
Come dice il nome, qui si riparavano gli uomini preistorici, e in effetti si tratta di un riparo roccioso molto ampio.

IL RIPARO TAGLIENTE

Visitare il Riparo Tagliente per noi profani dell’archeologia è stato super interessante! Abbiamo imparato molte cose che nemmeno immaginavamo. Ad esempio ci sono dei cavi che scendono dal soffitto, sapete perché? Servono a dare le coordinate esatte del posto in cui si trova un reperto. Sono appesi a una grande griglia di cavi sul soffitto che forma il perfetto piano cartesiano da cui stabilire le coordinate dello scavo. Inoltre è possibile risalire alla posizione di un reperto grazie ai numeri segnati sul terreno che suddividono i vari strati.

LA PREISTORIA IN VALPANTENA

Da tanti anni l’Università di Ferrara lavora nelle aree europee più interessanti per gli scavi che riguardano il periodo del Paleolitico e le epoche successive fino al Neolitico antico.
Oltre che al Riparo Tagliente troviamo tracce importanti dei nostri antenati preistorici anche alla vicina grotta di Fumane.
Ma perché l’uomo preistorico si stabilì proprio in Valpantena? Questa zona prealpina era ricca di materie prime fondamentali per la sopravvivenza: flora, fauna, selce. Qui agli uomini preistorici non mancava proprio niente! E poi vicino scorreva il progno di Val Pantena che all’epoca doveva essere ben più grande e ricco d’acqua rispetto al ruscello che è oggi. La sua presenza è testimoniata da ciottoli levigati, le classiche pietre lavorate dall’acqua.

cosa raccontano GLI STRATI DEL TERRENO

Durante una visita al Riparo Tagliente si può vedere chiaramente come gli strati del terreno si sono formati nel corso dei millenni. Il terreno cambia composizione di strato in strato e la cosa più affascinante è stata capire tutto ciò che, solo osservando il suolo, gli archeologi possono scoprire sul nostro passato. Gli strati si sono modificati principalmente in base al clima e alla frequentazione dell’uomo. Sono soprattutto argilla e limo a indicarci il clima, a cui si aggiungono le placchette di calcare che, nel tempo, si sono staccate dalle pareti del riparo per effetto del gelo e disgelo ed anche i grandi massi rocciosi, forse anche a causa di eventi tellurici. Si può notare che il terreno cambia colore o composizione, alcune volte gli strati sono più evidenti e altri meno. E negli strati si trovano materie prime o selci scheggiate in modo diverso che ci aiutano a capire come vivevano gli uomini preistorici e come si sono evoluti i loro comportamenti nel corso del tempo. Questi strati possono durare un giorno come diecimila anni e possono variare all’interno dello scavo (non sono perfettamente lineari e sempre alti uguale, sarebbe troppo facile così!)
Per riconoscere più facilmente i vari strati sono stati individuati dagli archeologi utilizzando delle placchette con dei numeri.
Datare i reperti invece è più facile: si usano metodi chimico-fisici come la datazione al carbonio-14.
Lo strato più antico del Riparo Tagliente risale a 50.000-60.000 anni fa.

LA SCOPERTA DEL RIPARO TAGLIENTE

Come tutte le migliori scoperte, anche il Riparo Tagliente è stato trovato per una casualità! Un appassionato di archeologia, tale Francesco Tagliente, nel 1958 scopre un riparo chiuso da sedimenti e con solo una piccola fessura per accedervi. La valle una volta era completamente coltivata a frutteto, totalmente diversa da come la vediamo oggi.
Il signor Tagliente entra ma si accorge ben presto che qualcosa era stato portato via. Nel Medioevo presumibilmente qualcuno aveva svuotato la parte interna del riparo.
Ma non si perde d’animo e, cercando, trova diversi utensili e reperti. Contatta così il Museo di Storia Naturale di Verona e nel 1962 partono i primi scavi.
Si inizia a scavare al centro una trincea che servirà per esaminare la stratigrafia del sito dall’esterno all’interno.
Nel 1967 le ricerche passano in mano all’Università di Ferrara attraverso il professor Leonardi, fondatore dell’Istituto di Geologia dell’università di Ferrara.

I PRIMI SCAVI

Dall’inizio degli anni Settanta si inizia a scavare verso la zona interna del riparo. Ripulendo la parete si trovò un osso umano, appartenente al bacino. Si decise così di aprire la zona sud per far emergere la sepoltura, il cui scheletro si può oggi vedere al Museo di Storia Naturale di Verona. Se però volete restare in zona, al Museo Preistorico e Paleontologico di Sant’Anna d’Alfaedo potete vedere il calco di questo scheletro (oltre a molti altri reperti provenienti dal Riparo Tagliente).
Si tratta dei resti di un uomo di 20 anni, la cui sepoltura risultava “chiusa” da massi in calcare.
Ma non è l’unica traccia umana rinvenuta al Riparo Tagliente. Qui gli archeologi hanno scavato e trovato denti di uomo di Neanderthal e la falange di un giovane individuo.
Attorno agli anni 2000 si è iniziato a scavare anche nella parte più interna, sebbene la zona fosse stata “inquinata” dalla presenza medievale che ha fatto sparire gran parte di ciò che poteva esserci nel Riparo Tagliente.

GLI UOMINI PREISTORICI

Il Riparo Tagliente era molto utilizzato dagli uomini nel periodo epigravettiano, tra circa 17.000 e 13.500 anni fa.
Attorno al 17.000 a.C. infatti iniziarono a rientrare gruppi di umani all’interno dell’arco alpino. Prima si erano allontanati a causa di un picco glaciale che rendeva impossibile la vita degli uomini e della flora e fauna di cui si nutrivano.
Ci sono testimonianze che l’uomo preistorico sapeva macellare gli animali e accendere focolari. Ce ne sono diversi che venivano aperti, poi chiusi e poi riutilizzati.
Ma qui al Riparo Tagliente gli uomini non vivevano isolati. Sono stati rinvenuti elementi in Scaglia Rossa marchigiana, segno che c’erano dei contatti con altre tribù a sud del Po.
L’uomo era stanziato qui quasi tutto l’anno, ma più frequentemente nei periodi invernali.
Grazie agli scavi abbiamo molte informazioni su come viveva qui l’uomo preistorico, ma non solo! Gli archeologi studiano anche la fauna, fondamentale per comprendere il clima del periodo e la dieta dei nostri avi.
Pare che anche diversi animali abbiano usato il Riparo Tagliente come tana, e un resto di tana di un animale (presumibilmente un tasso) è ancora oggi visibile.
Gli archeologi riescono a dedurre tutto ciò solo studiando il terreno e i reperti, non è incredibile?

LO STATO attuale DEL SITO

Il Riparo Tagliente al momento non è nella sua migliore forma, diciamo così. Purtroppo il tetto è piuttosto malandato e i lavori di manutenzione non si possono fare per problemi burocratici. Al momento l’intero sito è ricoperto di teli che gli studiosi tolgono solo nel momento in cui vanno a visitare lo scavo.
Solo in un piccolo sondaggio interno si è scavato fino in fondo, ossia si è arrivati ad un livello che viene definito “sterile”, dove non c’è più nessuna traccia da ricercare, né nel terreno né come reperto. Ma tutto il resto del sito resta ancora in gran pare da scavare e ci sono metri e metri di sedimenti, e lavoro per generazioni di archeologi!

IL FUTURO DEL RIPARO TAGLIENTE

Al Riparo Tagliente si arriva in 5 minuti di automobile dal centro di Grezzana, un paese a nord di Verona. Non c’è molto spazio per parcheggiare.
Il sito è in corso di studio da parte dell’Università di Ferrara ma dal 2013 non si può più scavare per continuare a scoprire i segreti di questo luogo ricco di (prei)storia!
Purtroppo una serie di problemi burocratici impediscono agli archeologi e ai giovani studenti di fare pratica sul terreno, con grandi perdite sia per la conoscenza che per il territorio.
Il sito non è normalmente visitabile da parte del pubblico, finchè non sarà possibile sistemare la struttura di copertura per proteggerlo e renderlo sicuro.  Per questo ringraziamo Elisabetta, la Pro Loco di Grezzana e l’Università degli Studi di Ferrara per averci dato la possibilità di organizzare una visita al Riparo Tagliente.
Ci auguriamo che in futuro il sito possa essere rinnovato e che gli scavi possano riprendere con grinta e curiosità! E che, magari, ogni tanto venga data la possibilità al pubblico di fare una visita al Riparo Tagliente per conoscere questo luogo ancora sconosciuto della nostra provincia.

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