Cosa vedere a Vinci, il paese natale di Leonardo

Oggi ti portiamo alla scoperta di cosa vedere a Vinci, il paese natale di Leonardo, proprio il famoso scienziato del XV secolo!
Vinci si trova in Toscana, tra le morbide colline tra Pistoia, Prato ed Empoli. E proprio dalle sue morbide colline partiamo per scoprire cosa c’è da vedere a Vinci.

LE COLLINE CANTANO

Vinci è nota per essere il paese natale di Leonardo da Vinci e abbiamo avuto la grande fortuna di visitarlo il primo weekend di dicembre, in bassissima stagione e con poche persone. Il caso ha voluto che fosse anche un bellissimo weekend di sole! A Vinci ci è venuta in mente una frase del cartone “Le follie dell’imperatore”. Avete presente quando Pacha mostra all’imperatore Kuzco il suo villaggio e dice “quando il sole si trova in questa posizione le colline cantano”? Se non lo avete presente ve lo lasciamo linkato qui da recuperare (e recuperate assolutamente “Le follie dell’imperatore”, se non lo avete visto dovete farlo!).
Ecco, noi siamo arrivati a Vinci la mattina presto, con una leggera foschia ma un fresco sole. Le colline erano di un verde vivido che contrastava con l’azzurro freddo del cielo. Una leggera nebbiolina avvolgeva nel mistero le colline in lontananza, separandone i verdi dall’azzurro. Vinci sa essere veramente una cartolina sulle colline circostanti. La vista migliore? Dalla casa natale di Leonardo da Vinci!

Colline toscane

LA CASA DI LEONARDO DA VINCI

Tra le cose da vedere a Vinci c’è sicuramente la casa di Leonardo, in località Anchiano.
Si tratta della casa dove nacque e visse nel periodo dell’infanzia il famoso pittore e scienziato del Rinascimento.
La casa inizialmente era di proprietà del convento dei Frati dei Servi di Firenze. Ser Piero da Vinci, padre di Leonardo, era un notaio che lavorava spesso per questo convento. Ser Pietro divenne proprietario di questa casa, situata sulle colline poco sopra il nucleo centrale del paese. Qui si dice che nacque suo figlio Leonardo ma, sebbene della proprietà della famiglia Vinci abbiamo una certezza, del luogo esatto del parto non abbiamo certezza.  Anche se ci sono delle lettere del nonno di Leonardo che avvallano questa teoria. Leonardo era figlio illegittimo, avuto da ser Pietro con Caterina, una donna di servizio.
Nella casa natale di Leonardo da Vinci potete vedere due piccole stanze in cui un Leonardo in formato ologramma vi racconterà la sua storia.
Inoltre, se chiedete al personale, potrete fare anche foto e video della casa dall’alto con un drone, l’importante è che le immagini non siano per scopi pubblicitari.

Casa natale di Leonardo da Vinci

LA VILLA DEL FERRALE

Una volta visitata la casa, con lo stesso biglietto, potete recarvi alla villa del Ferrale. Si trova lungo la strada che da Anchiano, dove è situata la casa natale di Leonardo, porta giù al paese di Vinci. È una magnifica strada tra uliveti e prati. Presso la villa del Ferrale, una villa ottocentesca in cui soggiornò addirittura Garibaldi, si può assistere a una particolare mostra sull’arte pittorica di Leonardo. Qui trovate le riproduzioni in scala 1:1 dei suoi quadri principali: la Gioconda col suo sorriso enigmatico, la misteriosa Vergine delle Rocce, la dolce armonia di Sant’Anna, la Vergine e il bambino o la celeberrima Ultima Cena. Immaginate di fare un tuffo nella sua arte, vederne l’evoluzione a ogni pennellata. Potete avvicinarvi, studiarne i particolari e, se avete la fortuna che non ci siano altri turisti, il custode avrà del tempo per raccontarvi qualche storia sui dipinti. Inoltre abbiamo avuto la fortuna di poter entrare in una galleria da cui ammirare il panorama sui giardini e sul paese di Vinci. Una tappa breve, ma assolutamente da non perdere!

Mona Lisa – riproduzione

IL MUSEO DI LEONARDO

Dopo queste due prime cose da vedere assolutamente a Vinci, la casa natale di Leonardo e la villa del Ferrale, recatevi finalmente al vicino paese di Vinci.
Al museo leonardiano potete entrare nel vivo di ciò che è stato Leonardo da Vinci per la scienza! Troverete i prototipi delle sue macchine per il volo o per la tessitura, per misurare o per costruire. Addirittura Leonardo era stato in grado di progettare un rudimentale ascensore. Troviamo anche una sezione dedicata a Leonardo e ai suoi studi dell’anatomia umana da cui traeva ispirazione per creare i suoi macchinari e i loro ingranaggi.
Il museo è diviso in due sezioni diverse sparse per il paese ma raggiungibili in pochissimi minuti a piedi. La prima si trova all’interno della Palazzina Uzielli, mentre la seconda parte è situata nel Castello dei Conti Guidi.

Museo di Leonardo da Vinci

IL CASTELLO DEI CONTI GUIDI

Raggiungibile in due minuti a piedi dalla Palazzina Uzielli, questo castello ospita la seconda parte del museo leonardiano di Vinci. Anche qui troviamo prototipi di macchinari per il volo, studi di ingegneria idraulica, macchinari da guerra ma anche curiosi sistemi per misurare. Pensate che è presente una carriola/misuratore: si riempiva di un certo numero di sassolini e si sapeva quanti piedi era lungo il giro della ruota. Ogni giro si apriva un buco attraverso il quale cadeva dalla carriola un sassolino. Contando poi i sassi rimasti si risaliva a quanti ne erano scesi, quindi a quanti giri la ruota aveva fatto e quindi a quanti piedi corrispondeva la distanza percorsa dalla carriola.
In questo luogo non fermatevi al museo ma salite sulla terrazza (è incluso nel biglietto). Da qui godrete di un panorama a 360 gradi su Vinci, sulle sue colline che cantano e potrete immaginare ciò che vedeva Leonardo da Vinci!
Infatti qui il panorama non è stato intaccato dall’eccessiva urbanizzazione degli ultimi anni, le colline sono ancora ricche di ulivi e di natura, possiamo davvero immaginare di vedere il mondo circostante con gli occhi di uno scienziato del Rinascimento.

Vinci dall’alto

INFORMAZIONI PRATICHE PER VISITARE I MUSEI DI LEONARDO

Per visitare la casa natale di Leonardo, la villa del Ferrale e il museo leonardiano potete fare un unico biglietto.
Le biglietterie sono presso la casa di Leonardo e il museo leonardiano, mentre alla villa del Ferrale non c’è una biglietteria. Il nostro consiglio è di prenotare sempre prima il vostro posto online selezionando l’orario per voi più comodo.
Una volta in loco potete acquistare i biglietti in biglietteria esibendo la vostra prenotazione. Il biglietto intero per tutti e tre i luoghi costa 11 euro.
La casa natale di Leonardo è aperta dalle 10.00 alle 19.00
La villa del Ferrale è aperta dalle 10.30 alle 17.00
Il museo leonardiano è aperto dalle 10.00 alle 19.00
I parcheggi nei pressi delle attrazioni turistiche sono gratuiti e abbastanza ampi.

Escavatrice progettata da Leonardo da Vinci

LA FESTA DELL’UNICORNO

Ogni estate a Vinci si svolge la tradizionale festa dell’unicorno. Cos’è? Siamo mica impazziti? Praticamente il centro storico di Vinci diventa la location perfetta per un grande raduno cosplay.
I biglietti per l’evento, che quest’anno sarà dal 29 al 31 luglio, sono già online!
Costano 12 euro (+commissione) per l’intera giornata, 7 euro (+commissione) se invece andate vestiti da cosplay fatto bene! Noi ci stiamo pensando, dev’essere veramente fighissimo un raduno cosplay all’interno di un borgo medievale e con attorno le magiche colline toscane! Partiamo insieme?

Vinci

DOVE MANGIARE

Per mangiare dell’ottimo cibo toscano a Vinci dovete assolutamente andare all’enoteca “con vinci”. Abbiamo mangiato una buonissima ribollita, un gustoso tagliere di crostini con salse locali e un saporito spezzatino di cinghiale. La cameriera è stata bravissima nel proporci dei vini da abbinare ai piatti. Ci ha fatto assaggiare tre vini locali, uno più buono dell’altro, prima di decidere. Inoltre (unico posto in cui ci è capitato!) ci ha riempito i bicchieri una volta finito il vino perchè “dovete ancora finire di mangiare, ecco un altro po’ di vino”. E non ci è stato fatto pagare nessun secondo giro! Cortesia, bontà, tradizione e simpatia: se passate da Vinci venite qui a mangiare! E se poi vi è piaciuto ciò che avete assaggiato, c’è anche un angolo con prodotti tipici da poter portare a casa, a prezzi onesti.

Casa natale di Leonardo da Vinci

IL CONSIGLIO DI LEI

Andate sulle colline la mattina presto, prendetevi del tempo solo per gustarvi il panorama

IL CONSIGLIO DI LUI

Prima di tornare a casa compratevi dell’olio, quello buono!

Cosa vedere in un giorno a Pistoia, la Santiago de Compostela d’Italia

Oggi vi portiamo con noi a scoprire cosa vedere in un giorno a Pistoia, la Santiago de Compostela d’Italia.
Leggi fino in fondo per scoprire cos’hanno in comune Pistoia e Santiago de Compostela, prima però partiamo con un po’ di storia toscana. Pronti per salire a bordo? Andiamo!

BREVISSIMA STORIA DI PISTOIA

La storia di Pistoia non è tanto dissimile da quella di altre città toscane: fondata dai Romani, conquistata dai barbari, diventata libero comune e per finire assoggettata a Firenze. Sotto il governo della ricca famiglia dei Medici, Pistoia divenne un importante centro culturale e artistico i cui tesori sono ancora oggi visibili a ogni angolo della città. Basta camminare con gli occhi ben aperti per notare l’arte in ogni dove: chiese, torri, piazze, statue, addirittura ospedali. Ma di questo parliamo tra un paio di paragrafi, intanto scopriamo cosa vedere in un giorno a Pistoia!

Palazzo Pretorio – Pistoia

LA CATTEDRALE DI SAN ZENO O DI SAN JACOPO?            

Il cuore della città è senza dubbio la grande piazza del Duomo, dove per secoli il potere ecclesiastico e quello secolare hanno convissuto più o meno pacificamente. È proprio da qui che vi consigliamo di partire con le cose da vedere in un giorno a Pistoia. La cattedrale è dedicata a San Zeno ma al suo interno si trova una reliquia preziosissima di un altro santo, il santo protettore di Pistoia: San Jacopo! Sì, proprio Santiago, quello famoso in Spagna di cui ci sono numerosi cammini (e se vuoi sapere quale scegliere ecco la nostra guida per te). Nella cattedrale si trova un gigantesco reliquiario fatto dai migliori orafi toscani tra il XII e il XIV secolo, a cui ha collaborato anche Filippo Brunelleschi. Nel reliquiario si trova un pezzo del cranio di San Jacopo, arrivato fin qui dalla Spagna per concessione straordinaria del vescovo di Santiago de Compostela che riconobbe la devozione di Pistoia per San Jacopo. Come mai la città è così devota a Santiago? Continua a leggere per scoprirlo.

Cattedrale di San Zeno

BATTISTERO E PALAZZO PRETORIO

Sulla piazza del Duomo troviamo altri edifici importanti per la storia della città di Pistoia. Esattamente di fronte alla cattedrale di San Zeno troviamo il battistero di San Giovanni in Corte, costruito dalla bottega di Andrea Pisano e con al centro una fonte battesimale risalente al XIII secolo. Il battistero è alto, imponente, freddo e spoglio, la pianta è ottagonale e sormontata da una cupola. All’interno si trova anche un piccolo negozio di souvenir della città, molti a tema cammino di Santiago.
Uscendo e guardando alla sinistra del battistero troviamo il tribunale, luogo del potere legislativo. Di fronte al tribunale si trova invece il Palazzo Pretorio, sede del Comune e del museo civico di arte antica.
Vi consigliamo una visita di sabato in cui la piazza del Duomo è animata da un vivace mercato.

Battistero di San Giovanni in Corte

PIAZZA DELLA SALA

E a proposito di mercati, se siete amanti delle bancarelle non potete perdere piazza della Sala! Qui giornalmente si svolge il mercato della frutta e della verdura, imperdibile tra le cose da vedere a Pistoia in un giorno. Al centro si trova un pozzo chiamato Pozzo del Leoncino per via di un leone posto in cima che sorregge il simbolo di Firenze. Se ricordate infatti Pistoia era assoggettata a Firenze. Attorno alla piazza ci sono numerosi ristoranti e botteghe dove gustare un panino col lampredotto o una schiacciata. Ma piano piano ci arriviamo, continua a leggere per sapere cosa mangiare a Pistoia, anche se ti fermi solo un giorno.

Piazza della Sala

L’OSPEDALE DEL CEPPO

A Pistoia, in pieno centro, si trova un ospedale davvero particolare, sicuramente da annoverare tre le cose da vedere in un giorno a Pistoia. Si tratta dell’ospedale del Ceppo, sulla cui facciata si trovano delle graziose decorazioni in terracotta. Spiccano come colori il bianco e l’azzurro, simbolo degli artisti Della Robbia che decorarono allo stesso modo la facciata dell’ospedale degli Innocenti a Firenze. L’ospedale del Ceppo è così chiamato per un motivo leggendario e uno reale. Quello leggendario è che qui fiorì un ceppo per segnalare dove costruire l’ospedale. Quello reale è che c’era un ceppo di legno cavo per mettere le offerte. A voi la scelta!
L’ospedale fu attivo durante l’epidemia di peste nera nel Trecento, molti decisero di lasciare la loro eredità all’ospedale, che si trovò quindi con numerosi fondi per far decorare le facciate dai migliori artisti dell’epoca.
All’interno dell’ospedale era stata istituita una nota scuola di medicina di cui oggi restano alcune tracce nel museo dei ferri chirurgici, il laboratorio di farmacia e il teatro anatomico.

Ospedale del Ceppo

LA SANTIAGO DE COMPOSTELA D’ITALIA

In un giorno a Pistoia è possibile notare infiniti richiami al cammino di Santiago e a Santiago de Compostela. Addirittura la famosa conchiglia stilizzata gialla, simbolo del cammino di Santiago, sventola sul campanile della cattedrale. L’origine di questo legame è presto detta: correva l’anno 849 e i pistoiesi erano terrorizzati all’idea che i saraceni potessero invadere la loro città. Si affidarono così a San Jacopo che evitò l’assalto dei saraceni mantenendo libera la città di Pistoia. Nacque così una forte venerazione verso San Jacopo che divenne anche il santo patrono della città. Nel corso del Medioevo, da Pistoia si poteva partire per il cammino di Santiago, chiedendo protezione prima di incamminarsi. E qui si tornava anche a ringraziare il santo perché il pellegrinaggio era andato a buon fine.
Tutto ciò ha contribuito al gemellaggio tra Pistoia e Santiago de Compostela. Quest’ultima donò alla città toscana un cippo originale del cammino di Santiago, che potete vedere all’angolo tra piazza del Duomo e via degli Orafi. È l’unico cippo del cammino di Santiago presente in Italia.

Cippo del Cammino di Santiago

COSA MANGIARE A PISTOIA

A Pistoia potete approfittarne per mangiare tutto ciò che di buono offre la cucina toscana. Carne in abbondanza, ma anche gustosi legumi. Tutto annaffiato da ottimi vini o genuine birre artigianali. Il panino con il lampredotto (uno dei quattro stomaci dei bovini) è un must! Ma se prendete un qualsiasi tagliere di affettati e formaggi non potete sbagliarvi! Per chi non ama la carne invece consigliamo la ribollita (zuppa di pane raffermo e verdure) o la zuppa di ceci.

Tagliere di salumi toscani

DOVE DORMIRE VICINO A PISTOIA

A 40 minuti da Pistoia si trova l’agriturismo “Cascina de Fagiolari”. Le camere sono davvero spaziose e circondate da un bel giardino. Ma la cosa migliore qui è la cucina: concedetevi una gustosa fiorentina e chiedete un consiglio per il vino migliore da abbinare, non resterete delusi!
Il B&B si trova sulle colline a 10 minuti d’auto da Montelupo Fiorentino, borgo della ceramica che vi consigliamo per una breve passeggiata.

IL CONSIGLIO DI LUI

Se avete tempo organizzate una degustazione di vino su queste colline!

IL CONSIGLIO DI LEI

Se non amate il vino potete organizzare una degustazione d’olio, anche questo è un must della zona

Una tenda sospesa nel Casentino

Oggi vi portiamo alla scoperta di un angolo di Italia abbastanza sconosciuto al grande pubblico: il Casentino. Tra foreste, eremi e salumi abbiamo trascorso due giorni di totale immersione nella natura. E mentre tutti provano il glamping noi restiamo poracci e proviamo le tende sospese!

Podere Pallereto Di Sopra

IL PARCO NAZIONALE DELLE FORESTE CASENTINESI

Il parco nazionale delle foreste casentinesi si trova sugli Appennini a cavallo tra la Toscana (provincia di Arezzo) e l’Emilia Romagna (provincia di Forlì Cesena).
E solo la localizzazione geografica dovrebbe farvi capire quanto bene si mangia da queste parti!
Il Casentino è ricco di foreste e montagne costellate di piccoli borghi. Potrete fare trekking, visitare castelli medievali oppure fare come noi e visitare i principali eremi della zona, La Verna e Camaldoli. Assicuriamo che troverete tanta pace e tranquillità!
PARCO NAZIONALE DELLE FORESTE CASENTINESI

EREMO DI LA VERNA

In mezzo alle foreste casentinesi, nei pressi di Chiusi della Verna sorge questo eremo, noto perché qui San Francesco ricevette le stimmate.
L’atmosfera qui è veramente francescana: spoglia ma ricca. Questo eremo del Casentino è composto da una serie di edifici in pietra che convergono verso la chiesa; c’è un senso di pace, condivisione, serenità che arricchisce il luogo. Qui si apre un magnifico terrazzo da cui si gode una bellissima vista sul panorama circostante.
Pensate che questi boschi furono donati a San Francesco dal conte di Chiusi, tale Orlando Catani, che restò affascinato dalla missione del santo.
A La Verna è bellissimo passeggiare nella foresta attorno all’eremo, l’atmosfera è totalmente rilassante.

EREMO DI CAMALDOLI

A un’ora di macchina da La Verna si trova l’eremo di Camaldoli. Sorge nel cuore del Casentino ad un’altitudine di 1000mt ed è circondato da foreste che paiono uscite da una fiaba. Questo eremo fu fondato da San Romualdo, il quale proponeva ai suoi seguaci una vita di preghiera e studio. Ogni monaco ha infatti la sua celletta dove vive in solitudine studiando, pregando e coltivando l’orto (ogni monaco ha il proprio), mentre le orazioni scandiscono il ritmo della giornata.
La cella di San Romualdo al momento non è visitabile causa Covid, ma al suo esterno si trova un roseto in cui fiorisce ogni anno la stessa rosa da 1000 anni.
A Camaldoli potete visitare anche il monastero, dove c’è una antica farmacia.
EREMO DI CAMALDOLI

LA BIBLIOTECA

Presso l’eremo di Camaldoli potete visitare anche una biblioteca che si dice abbia inspirato Umberto Eco per “Il nome della rosa”.
Abbiamo avuto la fortuna di essere guidati da un prete che ci ha raccontato un sacco di cose!Inizialmente le biblioteche erano molte di più, con gli anni sono state distrutte e i loro beni sequestrati. Perchè? Perchè i monaci erano molto potenti anche dal punto di vista economico, quindi prima i Veneziani e poi Napoleone vollero appropriarsi dei loro beni.
I camaldolesi studiavano non solo teologia, ma anche fisica, filosofia, geografia, letteratura…Pensate che l’insegnate di fisica di Galileo Galilei è stato proprio un monaco camaldolese!
Qui è conservata la prima moneta coniata dal Regno d’Italia e vediamo se sapete quanto può costare una pagina di un manoscritto del Quattrocento? Ben 80.000€, solo una pagina. Avete idea del valore inestimabile di questa biblioteca?

LA TENDA SOSPESA

La nostra vacanza nel Casentino è stata improvvisata alle 11 della sera prima di partire. Airbnb ci ha offerto come prima opzione un posto che sembrava fatto su misura per noi: una tenda sospesa in cui svegliarsi con gli alberi sopra la testa! Così ci siamo trovati a Ortignano Raggiolo, a Podere Pallareto di Sopra, un’azienda agricola che offre anche alloggi particolari. Nemmeno cercandolo attentamente avremmo trovato un posto così!
Noi abbiamo dormito nella tenda sospesa ma se preferite un vero e proprio letto c’è anche una casetta col tetto completamente trasparente dove dormire sotto le stelle (e qui l’inquinamento luminoso non esiste, si vede addirittura la Via Lattea!).
Se siete spartani e avete una tenda potete piantarla qui, altrimenti c’è un piccollo carrello tenda dove dormire.
Per rilassarvi nel Casentino questo è il posto migliore: amache, natura, una piccola piscina, cibo genuino e ottima compagnia!
Curiosi? Contattate Marina su Facebook, siamo sicuri che non vede l’ora di farvi provare la tenda sospesa!
Ma com’è dormire in una tenda sospesa? Comodo, c’è solo qualche difficoltà se dormite con una persona che pesa di più (potreste rotolarle addosso tutta la notte!) ma lo spettacolo di svegliarsi immersi negli alberi, sopra, sotto e di lato, non ha prezzo! A proposito di prezzo: questa esperienza è sicuramente #poracciapproved !
tenda sospesa

IL CONSIGLIO DI LUI

Gustatevi una cena con Marina, Adriano e i ragazzi che lavorano qui: il cibo è veramente a km0 e soprattutto gustoso e genuino!

IL CONSIGLIO DI LEI

Approfittatene per comprare qualche loro prodotto prima di ripartire: dalle creme per il corpo alla birra alla canapa qui è tutto fatto in casa e con amore!

Il Lucca Comics (visto da lui)

Emily mi definisce un nerd perchè gioco sempre. E diciamo che ha ragione.

E’ stata la mia prima volta al Lucca Comics e posso confermare la FIGATA assurda della fiera.
Tra cosplay, stand e padiglioni, gli interessati a questo mondo trovano pane per i loro denti.

Come gia detto da Emily il Lucca Comics and Games è la seconda manifestazione a livello mondiale e, per chi riesce ad andarci, non ci vuole molto a capirne il motivo.
Tutto il centro storico era bloccato, solo nella giornata di domenica più di 73.000 biglietti venduti. Ma ci si spostava bene visto che la fiera ha le dimensioni della città!
Nonostante la marea di gente l’organizzazione è stata perfetta, dalle mappe (non proprio fatte bene ma comprensibili) ai cartelli per indicare i percorsi.

Fortunatamente il padiglione “youtubers” era lontano dal centro, cosi da non creare resse  e per evitare alcuni spiacevoli disguidi successi poco tempo prima al Romix.

Al contrario di Emily (estranea alla materia) io parlerò, da un punto di vista critico, dei contenuti sia videoludici che di lettura, di quello che ho potuto vedere.

I videogiochi

Sì, ovviamente c’erano pure loro e, se devo dire la verità, le anteprime che ho potuto vedere e provare, mi hanno lasciato una voglia di acquisto sfrenato.
Ce n’erano di tutti i gusti, da quelli più famosi a quelli indie, dai classici picchiaduro ai rpg (spiegherò piu tardi nell’articolo il significato di questi termini, tranquilli).

Alcuni li ho potuti provare, mentre altri no, a causa della mancanza di tempo e/o della coda di appassionati 🙁

Intanto cominciamo con la definizione di indie.
Questo termine è l’abbreviazione di independent, ossia giochi pensati, creati, sviluppati e distribuiti senza l’aiuto economico di case produttrici. Detto in parole povere, si tratta di un videogioco creato da persone normalissime, che spendono i loro soldi loro senza finanziamenti, solo per il gusto di far giocare ad altre persone.
Sciocchi o geni? Secondo me la seconda perchè di solito queste persono tirano furi perle di rara bellezza o divertimento.

Una di queste è proprio CALL OF SALVEENE:

Trash è a dir poco riduttivo, questo gioco è l’apoteosi del trash.
E visto che merita voglio parlarne un pò di più rispetto agli altri che ho provato.
Scopo del gioco? Aiutare Matteo Salvini a conquistare l’adorazione popolare picchiando rom, zingarelli e terroni a suon di…RUSPE! Si esatto proprio così!!!
Oltre al nostro Matteo nazionale saranno presenti come personaggi giocabili pure Grillo, Berlusconi, Sgarbi e Renzi. Ovviamente è tutto a scopo satirico, non si tratta di un gioco di politica ma di presa in giro della politica.
Grillo lancia vaffanculo, Salvini ruspe, Berlusconi comunisti e Sgarbi? Capre!
Provandolo devo ammetere che è fatto molto bene, grafica non eccezionale ma piacevole, l’unica pecca forse i tasti per le azioni un po’ scomodi ma ci si fa subito l’abitudine. Diciamo che il gioco si può migliorare sotto alcuni aspetti ma e FOTTUTAMENTE divertente, probabilmete l’acquisterò per Natale 🙂

Per Emily lascio un link di promemoria: http://callofsalveenee.it

Tra gli altri videogiochi che ho potuto vedere c’erano anche:

wwe 2k17
Un gioco di wrestling, grafica ottima, fluidità dei personaggi eccellente ma onestamente non mi ha molto entusiasmato, più che altro per la lentezza delle azioni da compiere. Ma capisco anche perfettamente l’impossibilità di accellerare l’azione, altrimenti sarebbe quasi ingiocabile.

Tekken 7
Inutile dirlo, un’altro Tekken, un’alro gioco di quell’immortale di Heihachi Mishima (la sua età doverebbe essere 85 anni più o meno). Ma nonostante questo dovrebbe essere l’ennesima opera strabiliante creata dalla Bandai.

Ora piccola premessa sugli gli rpg (role-playing game).
Sono una tipologia di videogame dove il giocatore interpreta il ruolo di uno o più personaggi della storia.
Immaginate di leggere un romanzo, immedesimatevi nei personaggi, fateli vostri e ora trasportate tutto in videogioco… Un po’ incasinato eh???
Benvenuti nel mio mondo, dove affronto questo universo tutti i giorni (si è il mio genere preferito).

Ok, parlerò solo di altri 2 giochi che mi hanno impressionato, altrimenti sto qui a scrivere giorni interi.

Tales of Berseria
Un gioco che mi incuriosisce davvero molto, ambientazione bellissima, combat-sistem intuitivo e molto fluido. Completa il quadro una storia affascinante, ma prima di gennaio non si saprà nulla di più.

Final fantasy 15
15^ capitolo di questa Fantasia. Devo dire che a prima vista mi lascia un punto di domanda.
Le premesse ci sono per reputarlo un gioco infinito, come tutti i suoi predecessori, ma ho qualche dubbio. Devo aspettare fine mese prima di mettere veramente mano al gioco e solo all’ora mi farò un’idea.

I fumetti

Onestamente mi aspettavo qualcosa di più numericamente parlando, pochi stand e padiglioni nei quali poter vedere qualche raccolta interessante. Ma di quelli che c’erano tra “One piece”, “Bleach”, “Naruto” (solo per citare quelli più famosi) i pochi che ho visto erano molto ben forniti.

Ho trovato anche moltissimi fumetti non proprio famosissimi, ovviamente i titoli non posso metterli tutti anche perchè gli argomenti trattati erano veramente infiniti, tra Shōnen, Scolastici, d’amore… veramente ci si metterebbe una vita. Se volete saperne di più lasciate un commento :p

 I cosplay

La parte più divertente di queste fiere.
Tra Dragonball, Naruto, Sailor Moon… cosa devo aggiungere?
Ne ho visti di tutti i tipi e dai costumi piu disparati ma belli o brutti che siano, la verità è che erano perfetti.Nonostante la critiche del tipo “non hai più 15 anni” oppure “non sei a carnavale”  non riesco a non complimentarmi per la passione che alcuni ci mettono per interpretare sia fisicamente che caratterialmente i personaggi ai quali si ispirano.
Finisco questa parte con una piccola provocazione, che serva a far riflettere:
Cosa c’è di male nel voler, anche se per un giorno, emulare dei personaggi di videogiochi o fumetti???
In fondo anche quando si ha 90 anni, nel più profondo del cuore, si è ancora un po’ bambini.

La città

Mi ha colpito particolarmente la Torre con le piante in cima (che Emily suggerisce essere la Torre Guinigi) e la bellezza del Duomo al tramonto.
Lucca è una città medievale e perdersi tra i suoi vicoli (seppur affollati) è stato molto affascinante.
Dettaglio da non trascurare: i toscani sono fenomenali, davvero sempre disponibili e accoglienti!

Duomo di Lucca

Una conclusione?

E’ stata una sfaticata per tutte le ore di pullman che ci siamo fatti, ma su una cosa non ho dubbi: torneremo anche l’anno prossimo.

Il Lucca Comics (visto da lei)

Come rafforzare un rapporto di coppia?
Semplice (ma mica tanto): cercare di conoscere gli interessi dell’altra persona e provare a farli diventare anche un po’ nostri.
Per questo, volendo capire meglio cosa ci trovi Daniele di così affascinante in fumetti e videogiochi, Emily ha prenotato la gita al Lucca Comics 2016.

Cos’è?

E’ la seconda fiera a livello mondiale di videogiochi, fumetti, giochi da tavolo e nerdologia varia (seconda solo a Tokyo!) in cui scorrono fiumi di persone vestite nei modi più disparati.

La cosa che mi ha subito colpita è il numero di persone vestite da personaggi di videogiochi, cartoni animati, personaggi di serie tv e altri tizi assurdi.
C’erano anche quelle vestite più da pornostar che altro, ma vabbè, c’era spazio anche per loro.
Di solito ho una grande specialità: essere l’unica a vestirsi a tema alla maggior parte delle feste a tema.
Proprio come Bridget Jones vestita da coniglietta, solo che i miei travestimenti di solito sono più trash. Invece al Lucca Comics mi sono sentita finalmente in compagnia!!!

Da cosa ci siamo vestiti noi?

Da Masha&Orso! Abbiamo lavorato tutte le sere per cucire il vestito di Orso, ho ricoperto Daniele di spillini e, punto dopo punto, abbiamo creato un abito ad hoc che, contro ogni previsione, ha resistito tutta la giornata!
Per me invece vestito tirolese color ciclamino e foulard in testa.
Abbiamo fatto un sacco di foto con i bambini e spesso anche con i genitori, siamo stati abbastanza orgogliosi del nostro “cosplay” e le lunghe serate di cucito hanno dato i risultati sperati.
Voilà una foto:
masha e orso

I videogiochi

Quando siamo entrati nel padiglione dei videogiochi ho capito che da lì non ci saremo mossi per un bel po’.
C’erano videogiochi di tutti i generi, per tutte le console e per tutte le tasche. C’erano anche demo di novità assolute e cose così. Ma che ve lo dico a fa’?
Daniele si è fermato a provare un videogioco troppo divertente che si chiama “Call of Salveenee”. “Scegli il tuo populista preferito”: Sgarbi lancia capre, Salvini lancia ruspe e Grillo uccide a suon di vaffa. I nemici da colpire sono Zingherello, Azziz e altri nomi del genere.
Nello stesso padiglione c’erano una serie di tavoli per giocare, associazioni ludiche, gare di giochi di ruolo o da tavolo. Non pensavo che i “giochi dei grandi” avessero un così largo seguito!

I fumetti

Alle bancarelle dei fumetti c’era troppa gente, ci ho rinunciato. Comunque ho intravisto montagne di libretti, alcuni parlavano di comprarsi l’ultima edizione, l’episodio rarissimo, il cofanetto…
Credo che per gli appassionati ci sia molto.

I cosplay

Ah, la parte più bella in assoluto! Gente di tutte le età vestita da Assassin’s Creed, Mario e Luigi, Elsa e Anna, elfetti fantascientifici vari, omini di Minecraft, Pocahontas, Banda Bassotti, Mago Merlino e infiniti altri!
Sembrava il carnevale dei cartoni animati e nella mia testa risuonava la canzone degli Aqua “Cartoon Heroes”. Uno spettacolo di personaggi e colori. Alcuni davvero ci avranno lavorato mesi ai costumi e ore al trucco e parrucco (e ore la sera allo strucco).
Poco prima che ripartisse il nostro pullman siamo passati dal palco con la gara dei cosplay. Magari non erano particolarmente espressivi ma in ogni caso fatti a regola d’arte.

La città

Cosa volete che vi dica, io ero andata anche per visitare la città ma è stato come andare a Venezia per il Carnevale: gente ovunque, salta da un padiglione a un’aera espositiva, corri di qua, fermati di là.
Ho visto solo il Duomo il tempo di una foto e la famosa piazza Anfiteatro per meno del tempo di una foto (che comunque non avrebbe reso l’idea visto che c’era un padiglione enorme al centro).
Sembra una città sullo stile di Firenze e Siena, una bella cittadina medievale-rinascimentale della Toscana, tra le colline e il mare. Ma anche qui, che ve lo dico a fa’?
La Toscana è tutta un gioiellino.

Menzione a parte per l’area Japan Town

C’erano accademie di manga, scuole di giapponese, il padiglione di Bandai e mille bancarelle in vero Harajuku Style!
Ero tentata dal comprare i trucchi di Sailor Moon ma erano troppo cari. 40€ per un rossetto? Sarà anche nel cristallo di luna ma 40€ non li costa nemmeno Chanel!
Comunque bellissimo, è stato come tornare per mezz’ora in Giappone, con Daniele affascinato dalle statuine dei Pokemon e io che sbavo sopra quelle cose super kawaii super tenere!

Tutto sommato non ho ancora capito cosa ci trovi Daniele di così interessante nel suo mondo nerd costellato di Minecraft e One Piece, però ammetto di essermi divertita tanto!

Cosiglio: fate 2 giorni se potete, uno solo non è sufficiente per vedere tutto.