Come organizzare un viaggio in Germania

Se siete alla ricerca di informazioni per sapere come organizzare un viaggio in Germania siete nel posto giusto! In questo articolo ti riassumiamo tutto ciò che devi conoscere per trarre il meglio da un viaggio in Germania, il nostro Paese europeo preferito.

TRASPORTI

Spostarsi in Germania è veramente facile e comodo, però può essere non particolarmente economico.
Le autostrade sono gratuite in tutto il Paese e, in alcuni tratti, sono addirittura senza limiti di velocità. Prestate però molta attenzione ai segnali che indicano i limiti perché quando sono presenti vanno rispettati alla lettera, i controlli sono frequenti e le multe salate.
Le autostrade sono capillari, vi portano direttamente nel cuore delle città e in alcuni tratti fungono anche da tangenziale, soprattutto attorno alle grandi città.
Spostarsi in treno può non essere sempre economico, potete organizzarvi per tempo cercando le offerte migliori oppure valutando di prendere un più economico bus. Anche i bus, in particolare Flixbus, sono diffusissimi e offrono spesso dei prezzi competitivi.

A proposito, lo sapete che Flixbus è tedesco?

DOVE DORMIRE

In Germania potete trovare sistemazioni di ogni tipo e per ogni fascia di prezzo. Il nostro consiglio è di puntare sugli ostelli per un ottimo compromesso qualità/prezzo. Secondo gli stereotipi gli ostelli sono stanzoni di letti con bagni sporchi in comune.
In Germania invece gli ostelli sono generalmente degli hotel un po’ più spartani. Sempre puliti, offrono anche camere doppie e singole e bagni non in condivisione. Noi abbiamo avuto un’esperienza positiva con la catena A&O a Dresda, ma è presente anche in molte altre città della Germania.

DOVE MANGIARE

Oltre ai classici ristoranti, se volete organizzare al meglio il vostro viaggio in Germania, vi consigliamo due soluzioni alternative ma abbastanza stagionali.
Se andate nel periodo tra novembre e dicembre il luogo perfetto per assaggiare la cucina tedesca sono sicuramente i mercatini di Natale! Glühwein (vin brulè) e Bratwurst (panino con la salsiccia) sono la combo perfetta per un pranzo o una cena in questa atmosfera magica.
Se invece viaggiate in estate o in primavera il luogo perfetto dove mangiare è sicuramente un Biergarten. Un Biergarten (che in italiano può essere tradotto come “giardino della birra”) è uno spazio all’aperto dove mangiare cibo tipico, spesso cotto alla griglia, e sorseggiare birre fresche. Un posto perfetto per una fresca pausa. I Biergarten si trovano spesso nei parchi ma anche nel cuore delle città ogni tanto potete trovare un Biergarten per riposarvi in tranquillità.

REQUISITI DI ACCESSO

Nel momento in cui scriviamo, dicembre 2021, organizzare un viaggio in Germania è piuttosto difficile a causa delle restrizioni Covid. Il Paese sta vivendo una tragica quarta ondata ma al momento è ancora possibile dall’Italia andare in Germania per turismo, almeno fino al 15 dicembre. Tenete sempre monitorato il sito di viaggiaresicuri e il sito dell’ambasciata italiana a Berlino per non avere sorprese.
Informatevi però anche sulle limitazioni in vigore in Germania, anche queste informazioni sono in continuo divenire. Ci sono diverse soglie di pericolo, in base a diversi parametri, come i posti letto occupati in terapia intensiva e nei reparti ordinari. I livelli di rischio sono 9 ma già al livello 3 scatta la regola delle 2G, ossia che il green pass è valido solo per vaccinati e guariti.

LA LINGUA

Non serve dirvi che la lingua della Germania è il tedesco. L’inglese è parlato molto bene ovunque.
Ma imparate qualche parola per salutare o chiedere indicazioni, vedrete che saranno contenti. Qui vi lasciamo un piccolo dizionarietto da studiare prima della partenza.

Guten Tag/Guten Abend=Buongiorno/buonasera

Ich hätte gern+indicare col dito sul menu=vorrei…

Wie viel kostet das?=quanto costa questo?

Wo ist die Toilette?=dove è il bagno

Se avete altre curiosità vi ricordiamo che siamo sempre disponibili sui nostri canali social Instagram e Facebook. Oppure lasciate un commento qui sotto, ci fa piacere leggervi! E speriamo che questo articolo vi possa essere utile presto, significherà che la situazione è migliorata

IL CONSIGLIO DI LUI

Assaggiate le birre tipiche di ogni città che visitate, la Germania è il paradiso della birra

IL CONSIGLIO DI LEI

Nelle città cercate sempre il parco per fermarvi sull’erba a ricaricare le pile dopo una giornata di sightseeing.

6 cose che devi assolutamente sapere prima di andare in Polonia

Stai organizzando un viaggio in Polonia e non sai da dove iniziare? In questo articolo ti raccontiamo le 6 cose che devi assolutamente sapere prima di andare in Polonia.

1-i soldi

Iniziamo subito con il nostro argomento preferito: i soldi! Tra le 6 cose che devi assolutamente sapere prima di andare in Polonia devi sapere che appartiene all’Unione Europea ma non ha mai scelto di passare all’euro come valuta unica. Qui si usa lo zloty.
Ma come mai la Polonia ha mantenuto la sua moneta?
Quando la Polonia è entrata nell’UE nel 2004, l’idea era di convertirsi all’Euro nel giro di qualche anno. In realtà la crisi del 2008 ha dimostrato che, senza vincoli europei, la Polonia ha potuto continuare a crescere nonostante il resto del mondo fosse in recessione.
Tra gli Stati est europei, è quello che ha mantenuto un tasso di crescita continuamente in positivo da quando è entrata nell’Unione Europea.
Quindi dicevamo, procuratevi degli zloty al bancomat quando arrivate ma assicuratevi anche che la vostra carta funzioni all’estero e preferibilmente senza commissioni.
In Polonia infatti si paga tutto con carta, anche un semplicissimo caffè.
Nel momento in cui scriviamo lo zloty è pari a 0,22 euro (fonte: Il Sole 24 ore)

2-Situazione Covid

Ad oggi la documentazione da presentare quando si entra in Polonia è il green pass europeo che si può ottenere con uno dei seguenti requisiti che ormai sappiamo tutti a memoria:
-tampone molecolare effettuato entro 72 ore dall’ingresso nel Paese o tampone rapido non più “vecchio” di 48 ore
-ciclo vaccinale completato da almeno 14 giorni
-guarigione da Covid
Informatevi sempre su Viaggiaresicuri.it e sul sito dell’ambasciata italiana a Varsavia.
Ad oggi in Polonia la situazione Covid è piuttosto tranquilla, i tamponi costano dai 30 ai 40 euro mentre il vaccino ve lo fanno gratis ovunque, anche nelle piazze e nelle farmacie.

3-Autostrada

L’autostrada polacca è la più cara d’Europa ma si può viaggiare per giorni senza accorgersene. In che senso?
Solo alcuni tratti sono a pagamento, principalmente concentrati tra Katowice, Cracovia e l’area sud ovest dello Stato. Qui un tratto di poche centinaia di km ha un prezzo al km più alto che l’intera vignetta annuale della Svizzera!
Se non trovate il casello dove pagare proseguite tranquilli: non è necessaria nessuna vignetta.
Attenzione però che molte autostrade in Polonia sono più che altro simili alle nostre statali. Quindi potete trovare trattori, vecchi col cappello e camion in una combo letale.
Considerate sempre un po’ di più del tempo suggerito da Google Maps, accendetevi della buona musica e godetevi i paesaggi.

4-Assistenza sanitaria

Essendo la Polonia all’interno dell’Unione Europea, non ci sono problemi di assistenza sanitaria. Sarà sufficiente portare con voi la tessera sanitaria europea per ricevere assistenza in caso di necessità.
È buona norma, soprattutto in caso di malattie croniche o pregresse, munirsi sempre di un’assicurazione sanitaria.

5-La lingua

E qui tocchiamo un tasto dolente! Il polacco è una lingua difficilissima (soprattutto perchè se la ascoltate sembrerà di sentire solo bszcszcszczscszczscszczscsz). I polacchi a loro volta non sono proprio bravissimi con l’inglese anzi, vi diciamo la verità: è stato più facile capirci in Giappone piuttosto che in Polonia!
Pensate che in un autogrill la commessa ci ha chiesto qualcosa ma non abbiamo capito. Poi ci scrive su un foglietto “SOS”.
Visto che si parlava di cibo abbiamo pensato intendesse la salsa quindi abbiamo chiesto:”do you mean ketchup or mayo?” E lei tutta soddisfatta “tak” (tak in polacco significa sì).
Allora abiamo detto “Ketchup please” e ovviamente ci ha messo sopra sia il ketchup che la mayo.
Ah, se state pensando che SOS sia una storpiatura del più britannico sauce, sappiate che non è così. “Sos” è la parola polacca per la salsa.

6-Cibo

Non possiamo concludere un articolo sulle 6 cose che devi assolutamente sapere prima di andare in Polonia senza parlarvi del cibo. Il cibo polacco è squisito ma a volte un po’ pesante.
Troverete molta carne e molti stufati, crauti in tutte le salse e pierogi di ogni gusto (si tratta di tipici ravioli ripieni polacchi). Mi raccomando: assaggiate i pierogi ruskie (con formaggio e patate), sono i più tradizionali. Se la cena è troppo pesante mandate giù tutto con un bicchierino di vodka e non dimenticate di brindare con un “na zdrowie!

Queste sono secondo noi le 6 cose che dovete assolutamente sapere prima di andare in Polonia, se avete altre domande siamo sempre a vostra completa disposizione sui nostri canali Instagram e Facebook.
Se stai leggendo questo articolo forse è perchè stai organizzando un viaggio in Polonia. Ti auguriamo buon viaggio e vedrai che sarà bellissimo!

IL CONSIGLIO DI LUI

Se viaggiate in automobile non abbiate fretta: in alcuni tratti le autostrade sono a 3 corsie e ottime, in altri tratti potreste trovarvi su strade di campagna dietro a una fila interminabile di camion.

IL CONSIGLIO DI LEI

Provate a leggere le parole in polacco: togliendo qualche w/k/j alcune parole di origine latina sono intuibili. Se però ascoltate una persona che parla vi sembreranno completamente incomprensibili.

QUIZ – Sei anche tu un poraccio o una poraccia in tour?

Buongiorno e benvenuti! Vi starete chiedendo chi sono i #poracciintour e se anche voi rientrate nella categoria?
Andiamo a scoprirlo!

In questo ultimo anno abbiamo ripreso in mano in modo più serio Instagram e ci siamo subito sentiti dei pesci fuor d’acqua tra tanti travel blogger che fanno delle foto spaziali accompagnate da testi super emozionali!
Ma la prima caratteristica dei #poracciintour è “mai mollare”. Le tue foto non sono scattate con i migliori strumenti? Le tue caption non danno la miriade di informazioni che vorresti? Non importa, si può sempre studiare per migliorare ma niente potrà cambiare ciò che sei e il tuo stile. Migliorarsi sempre, omologarsi perchè “questo è quello che piace” mai!

Noi oggi vi raccontiamo le differenze tra travel blogger e #poracciintour. Queste sono solo quelle che ci hanno sorpreso di più, se ne avete altre segnalatecele nei commenti.


Ma attenzione: prendete appunti per scoprire se anche voi siete dei #poracciintour oppure dei travel blogger.
Segnatevi a quante affermazioni rispondete “oddio, ma sono proprio come i #poracciintour!” e ci vediamo in fondo all’articolo per scoprire chi sono i #poracciintour e se lo siete anche voi!

Iniziamo?

i travel blogger sono sempre vestiti bene, meglio se degli stessi colori del tramonto o del deserto che funge da scenografia
i #poracciintour sono vestiti con la prima cosa che hanno trovato, solitamente di colori che non si abbinano a niente, nemmeno tra di loro

i travel blogger si trovano sempre “on top” di qualche grattacielo
i #poracciintour soffrono di vertigini

i travel blogger hanno i capelli curati e in ordine, al massimo mossi da una leggera brezza
i #poracciintour hanno i capelli in faccia per colpa del vento, ogni tanto mangiano una ciocca, solitamente quando la macchina fotografica fa click

i travel blogger appaiono sempre sorridenti e felici
i #poracciintour no

i travel blogger vestsono fashion dalla testa ai piedi
i #poracciintour sono Sfashion, dalla testa ai piedi

il trekking dei travel blogger è fatto di abbigliamento tecnico e pranzo in baita con piatti instagrammabili
il trekking dei #poracciintour è marchiato Decathlon e per pranzo hanno un panino portato da casa

i travel blogger viaggiano in business
i #poracciintour viaggiano in economy ed è già anche troppo

i travel blogger scrivono in english
i #poracciintour scrivono in italiano e pure male

i travel blogger trovano sempre la luce perfetta per la foto perfetta
i #poracciintour si dimenticano di fare le foto

i travel blogger aspettano il tramonto in posti fighi per fare foto super
i #poracciintour all’ora del tramonto solitamente fanno aperitivo al bar

i travel blogger sono alti e magri, col fisico scolpito o se non rispettano questo canone sono curvy ma sempre belli
i #poracciintour sono cicciottini

i travel blogger indossano i tacchi quando vanno a cena
i #poracciintour si portano solo un paio di scarpe che va bene dalla camminata nella giungla alla cena

i travel blogger mangiano piatti fashion in posti fashion
i #poracciintour mangiano qualsiasi cosa gli capiti a tiro, meglio se low cost e street food

i travel blogger viaggiano con le compagnie di bandiera
i #poracciintour viaggiano con Ryanair e Flixbus

i travel blogger dormono in fashion-hotel tra lenzuola immacolate
i #poracciintour dormono in ostello nel sacco a pelo

i travel blogger fanno #instastories a ogni angolo
i #poracciintour si dimenticano di avere un telefono

i travel blogger hanno la pelle idratata e perfetta anche durante i safari nel deserto
i #poracciintour hanno la pelle da Nonna Salice dopo 5 minuti al sole

i travel blogger viaggiano con set di macchine fotografiche e cavalletti per foto super
i #poracciintour chiedono “oh ma hai una foto di quel posto che sto scrivendo un articolo per il blog?” – “no, non l’ho fotografato!”

i travel blogger hanno l’outfit perfetto per ogni occasione
i #poracciintour hanno dei vestiti che si fanno andare bene per le quattro stagioni

i travel blogger fanno #adv, #suppliedby. #gifted
i #poracciintour possono usare solo #paghedbyme

i travel blogger frequentano i glamping di un certo livello
i #poracciintour frequentano campeggi o al massimo agricampeggi se vogliono l’upgrade

i travel blogger nei glamping si trovano le tende già montate e arredate
i #poracciintour si devono costruire la tenda e gonfiare i materassini

i travel blogger bevono il cocktail giusto per la foto sul rooftop
i #poracciintour bevono una birretta nel peggiori bar

i travel blogger viaggiano in posti esotici almeno 4 volte l’anno
i #poracciintour viaggiano in posti esotici almeno una volta nella vita

i travel blogger viaggiano tutto l’anno
i #poracciintour viaggiano quando chiude l’azienda

i travel blogger hanno i bambini sempre in ordine
i #poracciintour non hanno bambini, ma se li avessero avrebbero il moccio in ogni foto

i travel blogger hanno le case sempre in ordine e instagrammabili
i #poracciintour devono cercare l’unico angolo in ordine se vogliono fare una foto

i travel blogger hanno la foto giusta per la caption giusta
i #poracciintour hanno un tot di foto buone e quando finiscono “oddio, e adesso? Mettiamoci un paesaggio a caso!”

i travel blogger guadagnano dal loro blog
i #poracciintour non guadagnano in generale

i travel blogger si fanno mille foto insieme
i #poracciintour si fanno le foto a vicenda perchè non hanno la pazienza di montare cavalletti

Hai scoperto chi sono i #poracciintour?
E tu chi sei? Travel blogger o poraccio in tour?
Ecco le risposte al quiz:

30-20 risopste “#poracciintour”: complimenti! Sei un poraccio come noi, benvenuto nel club! Vorremmo offrirti un cocktail per brindare ma…va bene lo stesso la birretta del Lidl?!

19-10 risposte “#poracciintour”: sei un poraccio fashion, potremmo definirti un travel poraccio! Forse vesti Decathlon e mangi nei peggiori bar di Caracas, ma nel profondo sei elegante e raffinato

9-0 risposte “#poracciintour”: sei un vero travel blogger, sei uno dei nostri modelli, una figura mitologica per noi! Continua però a seguirci e a studiare i poracci come fossero curiosi animaletti!

A proposito, ci segui già su instagram? Clicca qui per non perderti niente, ma proprio niente, anche quello che sarebbe meglio perdersi, dei #poracciintour!

PS: questo è solo un giochetto divertente, speriamo di non aver offeso nessuno e in quel caso scusateci, non era nostra intenzione. Sapete che a noi piacciono le foto patinate dei travel blogger quanto quelle più “casalinghe”, l’importante è sempre la sostanza.

Australia – tra cibo etnico e aborigeni

Dopo avervi portato a zonzo con noi in Australia oggi dobbiamo, a malincuore, dire “Goodbye Australia!”, speriamo di rivederti presto!

Oggi vi parliamo di quello che abbiamo mangiato in Australia e della questione, ancora molto spinosa, degli aborigeni.

Le origini britanniche

Premessa: una cucina propriamente australiana non esiste. L’Australia è un mix di cucine del mondo, ma qualcosa di tipico ce l’ha, ve lo diciamo poco più giù.
Per alcuni aspetti in Australia si trovano cibi di origine chiaramente inglese, d’altronde sono sempre sudditi di the Queen!
Una delle prime cose che abbiamo mangiato è stata la classica pie, pasta sfoglia ripiena solitamente di carne, ma ce ne sono infinite varianti salate e anche dolci.
La prima pie al manzo l’abbiamo gustata in un bar nella Yarra Valley, Victoria (se vi siete persi il racconto lo potete recuperare cliccando qui), dove Margherita, super amica e super guida, ci ha raccontato di Ned Kelly.
Chi è Ned Kelly? Figlio di un galeotto irlandese, Ned Kelly ancora oggi divide l’opinione pubblica. Fu un fuorilegge, ladro di bestiame, un brigante in piena regola di fine Ottocento. Ma combatteva, seppur con mezzi poco raccomandabili, per i poveri e gli oppressi a cui dava i ricavi delle sue rapine. Eroe nazionale o furfante? A voi la scelta!

Australia o mondo?

In Australia potete trovare tutte le cucine del mondo ben rappresentate e ovviamente non ci siamo fatti scappare l’occasione di assaggiare cibo etnico!
Vi ricordate che a Melbourne abbiamo mangiato i ravioli cinesi? A Cairns abbiamo mangiato greco e cinese, a Sydney invece abbiamo provato il taiwanese, con riso e pancetta. Ma finalmente abbiamo trovato anche un vero giapponese fuori dal Giappone! Siamo tornati 2 volte nello stesso posto perchè era troppo carino: il classico ristorantino minuscolo con il bancone di legno addossato al muro. Abbiamo ordinato ramen e riso al curry come se piovesse!

Tipico Aussie

Ma l’Austrialia avrà qualcosa di tipico, no? Beh, forse sì: gli australiani sono grandi fan del barbecue, il barbie come lo chiamano loro!
E poi le carni di canguro, coccordillo ed emù. Deliziose, soprattutto se accompagnate da un bicchiere di buon vino australiano.
Andando verso i tropici si incontrano innumerevoli possibilità di mangiare pesce fresco o insalate con frutta esotica. Ma anche a Bondi Beach abbiamo mangiato dei frutti di mare deliziosi!
Un altro cibo tipicamente australiano è il Vegemite, praticamente una specie di estratto di lievito da spalmare sul pane. Per noi italiani può essere una cosa un po’ particolare, ma gli australiani ne vanno pazzi!
E per quanto riguarda i dolci? Il Lamington è tipico Aussie! Si tratta di un cubo di pan di spagna con marmellata in mezzo, ricoperto di cioccolato e scaglie di cocco.
Leggenda narra che un cuoco di Brisbane stesse preparando del pan di spagna, ma accidentalmente gli cadde nella cioccolata. Ricoprì tutto con scaglie di cocco et voilà il Lamington (con vicino un pasteis de nata portoghese):

Gli aborigeni, visibili o invisibili?

Abbiamo avuto a che fare con aborigeni? Nì.
A Melbourne e Sydney, grandi città, sono pressochè inesistenti, quei pochi che ci sono hanno dei vaghi tratti somatici mitigati dagli incroci generazionali e sono ormai perfettamente “occidentalizzati”.
A Cairns ci sono e si vedono spesso a chiedere l’elemosina agli angoli delle strade o ubriachi in giro per la città. Si percepisce chiaramente un popolo alla deriva, senza punti di riferimento e arrabbiato con la società. Qualche volta, passando di fianco ad aborigeni palesemente ubriachi, siamo stati insultati in quanto bianchi.
Sono proprio arrabbiati con noi, che abbiamo spezzato i loro legami con la natura, che abbiamo strappato bambini alle famiglie per farli crescere in famiglie bianche arrivando a eliminare ogni contatto con le loro origini. E poi li utilizziamo però come attrazioni turistiche (ricordate Kuranda?), per lucrare sulle loro tradizioni.


Vi lasciamo un estratto del libro “In un Paese bruciato dal sole” di Bill Bryson che rappresenta esattamente ciò che abbiamo percepito a Cairns:

“La gente sul viale era in stragrande maggioranza composta da bianchi australiani ma c’erano anche aborigeni: non molti, ma sempre presenti, ai margini della cornice, discreti, quasi sempre silenziosi, periferici. I bianchi non guardavano mai gli aborigeni. Le due razze sembravano abitare universi paralleli ma separati. Mi sentivo come l’unica persona in grado di vedere i due gruppi contemporaneamente. Era davvero strano.”

Le ultime curiosità

Come ben sapete l’Australia è un Paese sconfinato e, oltre alle città ci sono solo piccoli villaggi in mezzo al bush. Come fanno le persone che vi abitano a curarsi? E i bambini ad andare a scuola? Non possono mica farsi ore e ore di viaggio in automobile ogni giorno…
Per portare le persone in ospedale o per regolari visite di controllo c’è il Royal Flying Doctor Service, praticamente vi arriva a casa il dottore direttamente in elicottero e se c’è bisogno vi trasferisce in ospedale. Avete un dolorino e volete verificare? Il Flying Doctor fa anche consulenze in videochiamata.
Ma i bambini che abitano in queste aree isolate, come fanno ad andare a scuola? Semplice, anche per loro c’è la School of the Air.
Pensate che sia il Flying Doctor che la School of the Air sono diventati attivi dal 1951 e fino ai primi anni Duemila hanno sempre lavorato solo tramite radio e servizio postale.
Oggi i bambini fanno un’ora di lezione al giorno con l’insegnante e poi studiano autonomamente con un genitore, un fratello, un tutor…Ciò penalizza molto i bambini aborigeni che, avendo spesso genitori analfabeti, non hanno nessuno che li segua, restando a loro volta analfabeti in un triste circolo di cui non si vede la fine. Oltre alle lezioni si incontrano 3-4 volte all’anno per socializzare e passare una settimana insieme con compagni e insegnanti.
Praticamente tutto ciò che abbiamo sperimentato in questa quarantena in Australia lo fanno da un sacco di tempo.

IL CONSIGLIO DI LEI

Provate assolutamente il cornetto al gusto unicorno! Rosa, lilla, viola, tutti colori tenui e super pucciosi (ovviamente anche super chimici…)!

IL CONSIGLIO DI LUI

Provate il canguro, ma ricordatevi di accompagnarlo con un buon bicchiere di vino rosso australiano!

Prima di andare in Australia – cosa devi sapere

Giornate di quarantena, giornate di ricordi del nostro viaggio in Australia!
Non potendo spostarci dal divano quale modo migliore di viaggiare se non col pensiero?
Et voilà, ecco qualche dritta per andare in Australia, quando ci sarà possibile mettere di nuovo il naso fuori di casa…Speriamo presto!
In attesa delle avventure e delle foto, questo sarà il solito post introduttivo e noioso su: Come ci si prepara per un viaggio in Australia?
Non ci sono particolari accorgimenti da prendere, a parte uno importantissimo:
1-il visto
Che restiate in Australia per 1 giorno o per un anno la prima domanda da porvi è “che tipo di visto mi serve?”
Per fortuna il sito il sito dell’immigrazione australiano offre il Visa Finder : basta rispondere alle domande del server (quanto stai, cosa vuoi fare, da dove vieni) e vieni direttamente indirizzato al visto che fa per te. Noi abbiamo fatto un semplicissimo eVisitor (subclass 651). E’ gratis e permette di stare in Australia massimo 3 mesi alla volta ento un arco temporale di 12 mesi.
Si fa l’application online e si riceve il visto via mail in pochi minuti.
2-i big money
Nella terra dei canguri potete pagare con la carta ovunque. E’ più facile trovare un locale che non accetta contanti piuttosto che uno che non accetta le carte. Informatevi prima con la vostra banca per farvi dare una carta che non abbia commissioni. Tenete comunque dei contanti di riserva, possono sempre essere utili. I costi di conversione della valuta invece li avete sia prelevando contanti sia pagando con carta.
3-le stagioni
Poichè sarete upside-down adattate il vostro guardaroba al clima che troverete, considerando che è opposto rispetto all’Italia. Noi siamo andati a settembre e abbiamo trovato un inizio primavera non proprio mite a Melbourne, clima tropicale a Cairns e vera e propria primavera a Sydney. Cercate di sapere in anticipo dove andrete e che attività farete in modo da avere sempre l’abbigliamento giusto.
4-gli spostamenti
Quando dicevano che l’Australia è grande e che per andare da un luogo all’altro ci vuole tantissimo tempo pensavamo che fosse un’esagerazione. “Ma sì, come è possibile che ci  metti ore prima di trovare una città?”. Ebbene, spostandoci in aereo da Melbourne a Cairns, abbiamo sorvolato il deserto per 3 interminabili ore. E vi possiamo dire con certezza che, dopo la città e i sobborghi, non c’è niente. Nonostante questo ogni tanto si vede una strada perfettamente dritta correre dal nulla in direzione del nulla. Perchè i tir comunque trasportano le merci anche attraverso il deserto.
Tutto questo per dire: pianificate in anticipo gli spostamenti. Noi consigliamo i voli interni, sono economici e rapidi.
5-le tappe
Cercate di crearvi un viaggio su misura calibrando i giorni a vostra disposizione e i vostri interessi.
L’Australia è un continente vero e proprio, scegliete bene le vostre tappe.
Noi, con 2 settimane a disposizione, abbiamo scelto di fare il tour Melbourne-Cairns-Sydney. L’idea iniziale era di visitare Uluru, la famosa roccia rossa simbolo dell’Australia e piazzata nel cuore del deserto. Sfortunatamente i voli interni per Uluru sono molto cari, abbiamo preferito virare su Cairns e i tropici, dove c’è da vedere la barriera corallina, comunque un altro grande simbolo dell’Australia.
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6-conoscere l’inglese (o il cinese?)
La lingua ufficiale dell’Australia è l’inglese anche se in molti posti sembra di essere in un’ex colonia più asiatica che britannica. Spesso si trovano cartelli sia in inglese che in cinese,la popolazione straniera più numerosa. Ciò si nota anche nelle immancabili Chinatown e negli infiniti ristoranti che offrono ogni tipo di cucina asiatica. Cosa mangiare di tipico a Melbourne? Dumplings!
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IL CONSIGLIO EXTRA DI LEI
In Australia c’è un’altissima densità della mia peggior paura: i serpenti. Non fatevi fermare dalla paura, seguite tour organizzati per andare nelle zone più sperdute e non avrete problemi.
IL CONSIGLIO EXTRA DI LUI
In Australia dedicate solo 1 o 2 giorni alla visita delle città, i paesaggi migliori e i luoghi più particolari sono fuori dai centri abitati. Usate le città solo come base per spostarvi verso l’outback!

Il Cammino di Santiago – Come prepararsi

Bentornati sul blog dei #poracciintour

Se ci avete seguito sui social sapete che la nostra vacanza per quest’estate è stata il cammino di Santiago, Portugal edition! Abbiamo camminato da Porto fino a Santiago lungo la Senda Litoral, ossia seguendo sempre, per quanto possibile, l’oceano.

Oggi però vogliamo raccontarvi di come ci siamo preparati alla nostra avventura. E col senno di poi possiamo anche dirvi cosa non dimenticare :p

La scelta del Cammino

Il cammino di Santiago più famoso e noto a tutti è certamente il francese, ma non è l’unico. Quindi prima di partire bisogna avere ben chiaro che percorso fare (ho delle montagne? Metto un pile in più – ho l’oceano? Ci aggiungo un costume!).

Noi abbiamo scelto il Cammino Portoghese (da Porto, non da Lisbona) perchè ha la stessa durata dei nostri giorni di ferie (2 settimane inclusa la gita a Finisterre) e perchè è molto pianeggiante. Quindi come primo cammino abbiamo scelto il livello facile!

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La preparazione fisica

Essere un pochino allenati secondo noi è importante. Per un semplice motivo: quando inizi ad allenarti i muscoli ti fanno male a casa tua quando il giorno dopo puoi stare a letto. Non è lo stesso aver male mentre sei in un ostello e il giorno dopo devi proseguire a piedi.
Non abbiamo fatto grandi cose, semplicemente un paio di volte alla settimana una passeggiata serale da 5-6km e la domenica la gita lunga. Questo ci ha permesso di arrivare con i muscoli abbastanza in forma e con le scarpe già “testate”. E questo ci permette di passare al paragrafo seguente 😉

L’attrezzatura

Dicevamo delle scarpe? Scegliete quelle più comode per voi ma anche adatte al percorso che intedete fare. Noi per un percorso pianeggiante abbiamo scelto delle scarpe basse da hiking, le abbiamo usate tantissimo prima della partenza e siamo soddisfatti della nostra scelta. La poraccia Emily ha avuto dei problemi dopo qualche giorno di cammino, forse la soletta dentro era troppo rigida, ma niente a cui non si possa rimediare con delle solette in gel.

E lo zaino? Siamo partiti entrambi con uno zaino da 50litri. Comodo, ricco di tasche, robusto, capiente e con una tasca che può diventare borsa o zainetto! Per essere sinceri dobbiamo però dirvi che abbiamo scelto uno zaino che di suo era già un po’ pesante, con le nostre cose dentro abbiamo raggiunto gli 8kg (a cui poi dovevamo aggiungere l’acqua). Ma per come è strutturato lo zaino il peso non ci ha mai dato problemi. E soprattutto ha le dimensioni adatte ad un bagaglio a mano!

E cosa ci metto nello zaino?

Come dicevamo, ogni cammino ha esigenze diverse, ma anche ognuno di noi ha esigenze diverse.
Questo è l’elenco di quello che c’è nello zaino del poraccio medio:

-3 t-shirt
-1 pantalone lungo
-1 pantalone corto
-1 gonna da trekking (solo per lei)
-1 felpa leggera in pile
-1 spolverino
-3 paia di calze
-3 paia di mutande
-3 reggiseni (solo per lei)
-1 paio di infradito
-1 paio di sandali
-1 asciugamano grande e uno piccolo
-beauty case, che deve includere anche la crema solare
-burro di karitè o crema anti sfregamento+arnica
-sapone di marsiglia, diviso in 2 parti, una per lavare sè stessi e una per i vestiti
-qualche molletta per stendere
-cappello
-scaldacollo leggero
-borraccia
-portafoglio+documenti+cellulare+powerbank
-credenziale del pellegrino
-tappi per le orecchie
-occhiali da sole
-ago e filo, per le vesciche
-cerotti+compeed+garze
-disinfettante (noi non lo avevamo, voi ricordatevelo :p)
-un paio di fogli di giornale da usare in caso di pioggia per far asciugare le scarpe
-un sacco nero dell’immondizia per coprire le cose nello zaino in caso di pioggia (spesso anche il migliore dei coprizaino non è 100% impermeabile, soprattutto dopo molte ore di pioggia)
-LA GUIDA!

Ma come faccio a farci stare tutto?

Consiglio n.1: sfruttate tutte le tasche del vostro zaino e dividetevele per “temi”. Documenti da una parte, creme da un’altra, articoli per il bagno da un’altra e così via. Ovviamente tenete nelle tasche esterne quello che tirate fuori più spesso.
Consiglio n.2: arrotolate i vestiti con la tecnica del sushi! Sì, avete capito bene: sushi! No, non dovete mangiarli con le bacchette ma arrotolarli come dei veri sushi men! Se chiedete a Google trovate tantissimi tutorial che vi insegnano come fare. Per noi è stato utilissimo imparare questa tecnica, abbiamo piegato tutto così, inclusi gli asciugamani. I vostri abiti occuperanno pochissimo spazio e soprattutto potrete tirare quello che vi serve senza spiegazzare gli altri vestiti.
Consiglio n.3: lasciate a casa il superfluo. Scoprirete che tante cose che pensiamo siano fondamentali in realtà non servono. E soprattutto ricordate che ogni cosa aggiungete peserà sulle vostre spalle. Anche poche cose da 100g possono fare un kg!

Il confronto

Leggere tanto su internet è importante per sapere come prepararsi e cosa aspettarsi (ma fidatevi che la realtà supererà ogni aspettativa).
Altrettanto importante è parlare con chi il cammino l’ha già fatto. Chiedete tra i vostri amici se qualcuno ha mai fatto un’esperienza simile, cercate dei gruppi su Facebook, fate tutte le domande che volete e che sono importanti per voi. D’altronde ognuno viene da una storia diversa e ognuno si approccia al cammino in modo diverso.

Siete pronti per partire con noi? Non perdetevi i prossimi racconti 🙂

Viaggio in Svizzera

I #poracciintour iniziano a raccontarci il loro recente viaggio in Svizzera, viaggio che ha permesso loro di lanciare l’hashtag #nonèunpaeseperpoveri.

La preparazione

Un viaggio in Svizzera non ha necessità di chissà quale organizzazione, ma noi (soprattutto la fanatica delle guide turistiche) siamo metodici e ci prepariamo per tempo.
Occorre informarsi su come e dove conviene cambiare la valuta, sul percorso da fare, sul prezzo delle autostrade (circa 38€ e si viaggia un anno solare intero, da gennaio a dicembre) e ovviamente sui must del Paese.
Anche stavolta ci siamo affidati alla guida della Feltrinelli, completa e aggiornata ma con un difetto: l’autore non riesce a fare a meno di dire la sua opinione personale su tutto.

Lugano

Dopo aver superato il confine a Chiasso, siamo arrivati nell’elegantissima Lugano. Qui abbiamo visto abbastanza bene cosa sia il lusso, ma quello elegante, non quello pacchiano.
Tra palazzi ottocenteschi e un’incantevole passeggiata sul lungolago ci siamo goduti il nostro primo approccio alla Svizzera.

Il tempo era soleggiato, abbastanza caldo da farci credere che saremo stati fortunati anche il resto della vacanza.

Abbiamo trovato un bar con lo stesso adesivo da parete che abbiamo noi a casa, così siamo entrati. L’adesivo era come quello dei poracci, i prezzi un po’ meno: cappuccino e birra piccola a “soli” 8,95€.

A Lugano abbiamo sicuramente trovato il cambio più conveniente della vacanza! In gioielleria infatti abbiamo cambiato i nostri miseri euro in franchi svizzeri praticamente senza nessuna commissione, ci hanno dato l’equivalente esatto. Abbiamo cercato gioiellerie per il resto del nostro viaggio, con scarso successo.

AL PASSO DEL SAN BERNARDINO

Nel nostro programma, il primo giorno aveva come tappa anche il Liechtenstein, perciò non ci siamo fermati molto a Lugano e abbiamo proseguito il nostro percorso attraverso le Alpi.
Tra tornanti e neve siamo arrivati al passo del San Bernardino dove il sole ha lasciato spazio a una leggera nevicata e -3 gradi.

Con la leggera nevicata subito si è piazzato davanti a noi lo spargisale, quanta efficienza! D’altronde se non sono attrezzati gli svizzeri chi lo è?

Per pranzo ci siamo fermati in autogrill prima di Coira. Tutto costava un sacco di soldi (per tutta la settimana tutto costerà sempre un sacco di soldi).
Soluzione da poracci: un panino, un pacco di prosciutto e si mangia in auto!

10 idee per viaggiare low cost

Come diventare dei veri #poracciintour ???

Ecco una lista di idee per viaggiare low cost, risparmiare qualche soldino senza risparmiarsi il piacere di viaggiare.

Quando andare

1-I veri poracci lavorano, non hanno ferie, fanno solo i weekend ed eventualmente i ponti. Dal venerdì sera alla domenica si può comunque vedere tanto Basta essere disposti a muoversi, a sgambettare e ad arrivare in ufficio il lunedì con le occhiaie. Ma con gli occhi pieni di nuove meraviglie. Aiuta anche vivere in una città ben collegata sia con mezzi pubblici che con autostrade. L’ideale sarebbe avere un camper, ma qui passiamo già al livello “piccola borghesia” e perdiamo di vista il nostro tema “poracci” :p

Come spostarsi

2-Valutate le offerte per spostarsi: treno o auto? C’è qualche offerta in corso con Italo o con i Freccia? Tenete conto che con il treno raggiungete un luogo e da lì dovrete poi spostarvi a piedi. E’ quindi ideale per un viaggio in centro città, il classico weekend culturale. Tuttavia i veri poracci posseggono un’automobile a metano (Emily ce l’ha), ma per i viaggi lunghi forse è meglio il diesel (Daniele ce l’ha). Che coppia poracciamente equipaggiata che siamo! L’automobile va bene per raggiungere città non ben servite dai mezzi, o che richiedono troppi cambi o per spostarvi tra la vostra meta principale e i dintorni, per un weekend itinerante.

3-Se viaggiate in aereo valutate l’idea di prendere voli a orari assurdi: i più convenienti partono la mattina presto o la sera tardissimo. Il volo la sera tardi è l’ideale per il ritorno dal weekend, considerate però che spesso l’arrivo è mooolto tardi e che quasi nessuno abita a pochi km da un aeroporto. Memorabile il ritorno da Berlino: arrivati a casa alle 4 del lunedì mattina. Indovinate come stava Daniele al lavoro 4 ore dopo?!

Dove alloggiare

4-Non fermatevi alla prima offerta, spulciate più che potete. Booking.com può essere un buon punto di partenza ma non dimenticate di consultare anche il sito diretto dell’hotel. Se non avete paura di provare cose nuove provate anche Airbnb, spesso ci sono case bellissime a un prezzo quasi ridicolo. Non fate come noi che litighiamo sempre al momento di prenotare. Finiamo così per scegliere il primo che capita giusto per dire “ok, abbiamo fatto”. Poi magari è un posto che non fa proprio per noi…

Dove mangiare

5-A pranzo non fermatevi a perdere troppo tempo in un ristorante. Un panino al volo in un bar, un piatto pronto al supermercato (nel nostro cuore è restato il 7-eleven e tutti i bento che ci hanno riscaldato). Si può mangiare bene anche senza fermarsi troppo, come quella volta in Toscana che ci siamo presi la piadina con dei salumi locali fenomenali: rapido, delizioso e a km 0.

6-Per la cena scegliete i menu completi che di solito costano meno. Non vi diremo di andare nelle bettole dove si spende poco, vi diremo anzi di andare nei locali che vi sembrano più caserecci, quelli “di una volta”. Il genere osteria nei vicoletti è l’ideale. Di solito si concentra lì il cibo migliore, quello della tradizione, e sono anche i posti dove il rapporto qualità prezzo è spesso buono. Consultate sempre il vostro amico Tripadvisor ma seguite anche l’istinto. E fermatevi a guardare sempre i prezzi fuori, non fate come Emily che si impunta e “si si, andiamo qui!” e poi ci sparano cifre folli per 3 pennette

Non rinunciate al piacere dello shopping!

7-Shopping si, ma di qualità. Volete un ricordino della vostra gita? Non fermatevi ai soliti negozi turistici che vendono le stesse cose in tutto il mondo cambiando solo l’immagine. Cercate qualcosa di locale, qualcosa di raro e particolare, prendete un ricordino in meno ma che sia speciale. Noi siamo molto a favore dei souvenir gastronomici, in Italia con quelli si va 100% sul sicuro. Permettono di risparmiare sulla spesa al ritorno e di fare una cena che ci riporti coi sapori in vacanza. Comunque ammettiamo di predicare bene e razzolare male: in ogni luogo in cui andiamo compriamo il classico bicchierino da turista con stampati i monumenti principali.

La valigia

8-Portatevi via i campionicini. Sì, quelli che vi danno sempre in profumeria, di cui vi riempite i cassetti e non sapete quando e come utilizzarli. La vacanza è il momento giusto: occupano pochissimo spazio e non dovrete comprarvi flaconi interi di shampoo, balsamo e lozioni solari.

Cosa visitare?

9-Informatevi sulle entrate gratis per i musei e monumenti principali. La prima domenica del mese? Le giornate del FAI? Benissimo, come weekend per spostarvi scegliete proprio quei giorni. Se invece siete fortunati da aver abbastanza tempo per un fine settimana all’estero, ricordate che in numerosi Stati i musei sono gratis sempre. Che invidia!

10-Seguite il blog dei #poracciintour

Buon Natale, poracci!

Evviva evviva, finalmente è Natale! E cosa fanno i poracci a Natale? Mangiano e bevono come non ci fosse un domani, mentre i ricchi si fanno la settimana alle Maldive. Per sognare un po’ con i nostri fan/follower/amici/seguaci abbiamo deciso di raccontarvi qualche tradizione natalizia. Un giro del mondo bislacco, col poraccio!

NORVEGIA

I preparativi per le festività natalizie iniziano ai primi di dicembre, con la cottura dei biscotti di Natale.
Mi viene già l’acquolina in bocca solo ad immaginare l’odore di biscotti uscire dalle case.

Il giorno clou, però, è la vigilia di Natale, con il cenone in famiglia solitamente a base di ribbe e pinnekjøtt (costolette di maiale e d’agnello).  Ma questa sera ha una piccola particolarità: le scope non possono essere tenute fuori. Perchè? Altrimenti gli spiriti maligni circonderanno la casa e lanceranno maledizioni. La nostra domanda è: ma dove le tengono le scope gli altri giorni dell’anno?? La cena di natale inveca non dura molto specialmente se ci sono dei bambini, infatti dopo aver mangiato… si aprono i regali sotto l’albero e si puo ricevere la visitadi “Julenisse” (Babbo Natale).

ISLANDA

Niente Babbo Natale qui,  ma bensì 13 allegri folletti di Natale. Nel corso dei tredici giorni che precedono Natale, questi orchetti scendono uno alla volta dalla Montagna Blu, situata nei dintorni di Reykjavik, per combinare dispetti alla popolazione. I simpatici 13 troll in abito tradizionale, visitano i bambini lasciando loro doni (o patate marce se sono stati cattivi).

GIAPPONE

Il Natale in Giappone è molto popolare, anche se ha assunto alcune caratteristiche diverse dal Natale nostro. Non si tratta di una festa nazionale ufficiale, qui si lavora pure il 25 dicembre.
Il 23 dicembre è invece festa nazionale, in quanto compleanno dell’attuale imperatore Akihito.
AUGURI VECCHIOOO!!!

Anche in Giappone c’è l’usanza di fare regali, soprattutto ai propri fidanzati. Il Natale infatti è un momento da passare con il proprio partner e non tanto in famiglia. C’è una tradizione particolare per il cenone : il pollo di KFC. La spiegazione sta in un’esemplare azione di marketing. Nel 1974, quando il Natale in Giappone era ancora una “novità”, quest’azienda lanciò un’incredibile campagna pubblicitaria per tutto il Paese che, assurdo ma vero, finì per dar vita ad una tradizione.

Vi lasciamo un video con una canzone natalizia giapponese, enjoy!

FILIPPINE

Essendo molto cattolici il giorno di Natale è molto sentito. Già dal mese di settembre si iniziano a intonare, per le strade, i canti di Natale (chissà cosa ne pensa Michael Bublè!)

I festeggiamenti veri e propri però, iniziano il 16 dicembre con la celebrazione della prima “misa de gallo”, cioè la “messa del gallo”. Si chiama così per via dell’ora: le 4 del mattino (mi sto immaginando la mia sveglia a quell’ora che fine può fare). Il culmine delle celebrazioni natalizie è il 24 dicembre.  In questo giorno viene messa in scena la  Panunuluyan (la nostra Sacra Famiglia) intenta a trovare un’alloggio per la notte. La processione termina in chiesa poco prima della santa messa dove Maria posa ai piedi dell’altare la satua di Gesù.

Nella città di San Fernando, ogni hanno durante il sabato prima della vigilia di Natale, si svolge il festival delle Lanterne Giganti. Queste lanterne arrivano fino a 6 metri di grandezza e sono frutto di un lungo lavoro.ù

VENEZUELA

A Caracas, la notte di Natale, ci si reca in chiesa con i rollerblade! Figo, no? Quasi quasi lo facciamo anche noi, seppur dall’altro lato del mondo :p

VENETO

Si mangiano tortellini in brodo, lasagne, bollito con la pearà (cuoricino per il nostro piatto del cuore!) e per concludere pandoro con crema pasticcera. Si sta in famiglia e si ricevono taaaanti regali!

 

I poracci (per ora non in tour) augurano a tutti un felice e sereno Natale!!!

Il campeggio, gli inizi di una bella sfaticata

Perchè il campeggio??????? Beh, semplice: perchè non c’è vacanza migliore, ma partiamo dal principio.

tenda campeggio

Tutti pensano: “Ferie, finalmente ralax!”.
Io quando carico la macchina per andare in campeggio penso: “Dovevo allenarmi meglio con il tetris…”
Infatti il concetto principale della partenza è proprio questo: far stare tutto nel bagagliaio e lasciare il posto per i souvenir.

PERCHE’ NOI ANDIAMO IN CAMPEGGIO?

La risposta è molto semplice: perchè ci piace.
A molte persone sembra strano che ci piaccia “dormire per terra”, diventare matti per riuscire a far stare tutto in macchina e una volta arrivati dopo molte ore di automobile mettersi a montare la tenda, il tavolo, le sedie, le luci ecc. E l’amaca per Emily!

Eppure è proprio questo il bello, non avere i vincoli di orari imposti degli hotel (colazioni, cene oppure il semplice coprifuoco) e non avere i costi esorbitanti dell’alta stagione. In campeggio si sta a contatto con la natura e si risparmia.
Però ammettiamo che questo stile di vacanza non è per tutti. Tralasciando la fase preparatoria (preparare la macchina e controllare tutta l’attrezzatura ogni anno), bisogna considerare il fatto che comunque è una vacanza molto spartana con bagni e docce in comune, formiche e vari insetti (che noi debelliamo sempre a suon di borotalco e citronella) e soprattutto dal costo iniziale elevatissimo. Ma come se due righe fa ci hai detto che si risparmia? Beh, si risparmia quando andate via, quando comprate l’attrezzatura la prima volta è una bella botta. Tenda, materassini, sacchi a pelo, lampade, luci, cavi, fornello, tavole, sedie, frighetto, teli e telini, non è mai finita… Se volete provare il campeggio il consiglio è di informarvi prima da qualche vostro amico o parente se vi presta l’attrezzatura, fatevi un weekend in qualche campeggio vicino a casa vostra e vedete se vi piace o no. Consiglio: se siete schizzinosi non provateci nemmeno, da “weekend fuoriporta” a “vacanza da incubo” il passo è breve.

Comunque secondo noi è la vacanza migliore al mondo , fidatevi se vi dico che è molto più rilassante questo che molti hotel e appartamenti nelle piu note località turistiche.
Il contatto con la natura, il fatto che si è liberi da ogni vincolo valgono ogni singolo momento di stress sopportato nella fase di preparazione alla partenza.
Con gli articoli di questa sezione vogliamo parlarvi di questo mondo e, se volete provarlo, piccoli consigli per gli acquisti e considerazioni per facilitarvi a fare le scelte migliori.

L’ACCESSORIO DI LUI

Il materassino

L’ACCESSORIO DI LEI

L’amaca