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Sogni ad alta quota

Il nostro primo volo intercontinentale…

Per non smentirci abbiamo iniziato subito con le figure da poracci già all’aeroporto di Malpensa. La hostess del check-in, vestita bene e garbata come un bignè, ci consegna due voucher per la cena nell’aeroporto di scalo (Dubai nel nostro caso). La reazione di Emily: sventolare i voucher urlando “DANYYYYYY CI DANNO LA CENA GRATIIIIIIS!”. Sguardo della hostess: fulminiamo la poraccia.

Siamo decollati che già eravamo stufi di stare all’aeroporto L’ansia del “e se c’è traffico?” ci ha fatto partire con un anticipo esagerato…

Dobbiamo ammettere che con Emirates si viaggia da pascià! Ci hanno portato da mangiare in continuazione, da bere ancora di più (è come un open bar ad alta quota!) e, dopo lo scalo con la cena gratis, ci hanno consegnato il kit per la notte: mascherina al petrolio, spazzolino alla plastica, calzini alla muffa e tappi per le orecchie. Meno male che avevamo con noi il NOSTRO spazzolino. Il tutto corredato da cuscini e coperte a volontà. In confronto ai 40 gradi (a mezzanotte!!!) a Dubai, sull’aereo faceva davvero freddo.

Emily ha dormito, ha perso i cuscini, non ha sentito le turbolenze. Daniele ha passato una notte insonne sentendo ogni minimo movimento. Ogni tanto il sonno di Emily e l’ansia di Daniele sono state interrotte dal cibo. Perchè non importa l’orario, Emirates ogni 3 ore ti dà da mangiare!

Quando Emily si è svegliata e le turbolenze si sono calmate eravamo già in volo sopra la Corea. E poco dopo è comparsa la costa del Giappone, che si è tramutata in terra per poi tornare mare una volta raggiunto l’aeroporto del Kansai, a Osaka.

Se entrate in Giappone ci sono dei controlli abbastanza severi, ma nemmeno troppo. Ci hanno fatto compilare la solita carta mentre eravamo ancora in volo. Cosa porti con te? Droga? Armi? Cibo scaduto? Veleno per topi? Bombe atomiche? Come se un narcotrafficante lo dichiarasse, dai… Da vera poraccia Emily ha dichiarato di avere con sè ben 20€. All’atterraggio ci hanno fatto aprire le valigie, ci hanno scattato una foto (cheeeeeese!) e preso l’impronta digitale. A Daniele hanno chiesto se avesse whisky o sigarette, a Emily non hanno chiesto niente perchè prontamente si è difesa con “I have only clothes, shoes and plenty of space for my shopping here!”. Dopo tutte queste prove ad ostacoli (perchè all’aeroporto mettono a lavorare gente che non sa l’inglese?!) ci siamo finalmente guadagnati il visto!

A seguito dei controlli sono due le cose da fare prima di lasciare l’aeroporto: convertire il Japan Rail Pass mostrando il visto turistico e procurarsi una SIM al baracchino che vi sembra offrire la tariffa migliore (se pensate che vi possa essere utile o se non l’avete già presa online). Occhio a non fare come Emily che, un poco stordita dal viaggio, ha sbagliato a scrivere la data sul suo Japan Rail Pass…

IL VOLO DI LUI
Tantissime ed interminabili ore… Fortunatamente tra film, tablet e Nintendo 3DS non sono state molto pesanti anche se non ho chiuso occhio.

IL VOLO DI LEI
Crema idratante come se piovesse, beauty case con il necessaire essenziale sempre con voi! Delle salviette umidificate possono sempre servire e occupano pochissimo spazio in borsa.