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#nonèunpaeseperpoveri

I #poracciintour iniziano a raccontarci il loro recente viaggio in Svizzera, viaggio che ha permesso loro di lanciare l’hashtag #nonèunpaeseperpoveri.

La preparazione

Un viaggio in Svizzera non ha necessità di chissà quale organizzazione, ma noi (soprattutto la fanatica delle guide turistiche) siamo metodici e ci prepariamo per tempo.
Occorre informarsi su come e dove conviene cambiare la valuta, sul percorso da fare, sul prezzo delle autostrade (circa 38€ e si viaggia un anno solare intero, da gennaio a dicembre) e ovviamente sui must del Paese.
Anche stavolta ci siamo affidati alla guida della Feltrinelli, completa e aggiornata ma con un difetto: l’autore non riesce a fare a meno di dire la sua opinione personale su tutto.

Lugano

Dopo aver superato il confine a Chiasso, siamo arrivati nell’elegantissima Lugano. Qui abbiamo visto abbastanza bene cosa sia il lusso, ma quello elegante, non quello pacchiano.
Tra palazzi ottocenteschi e un’incantevole passeggiata sul lungolago ci siamo goduti il nostro primo approccio alla Svizzera.

Il tempo era soleggiato, abbastanza caldo da farci credere che saremo stati fortunati anche il resto della vacanza.

Abbiamo trovato un bar con lo stesso adesivo da parete che abbiamo noi a casa, così siamo entrati. L’adesivo era come quello dei poracci, i prezzi un po’ meno: cappuccino e birra piccola a “soli” 8,95€.

A Lugano abbiamo sicuramente trovato il cambio più conveniente della vacanza! In gioielleria infatti abbiamo cambiato i nostri miseri euro in franchi svizzeri praticamente senza nessuna commissione, ci hanno dato l’equivalente esatto. Abbiamo cercato gioiellerie per il resto del nostro viaggio, con scarso successo.

AL PASSO DEL SAN BERNARDINO

Nel nostro programma, il primo giorno aveva come tappa anche il Liechtenstein, perciò non ci siamo fermati molto a Lugano e abbiamo proseguito il nostro percorso attraverso le Alpi.
Tra tornanti e neve siamo arrivati al passo del San Bernardino dove il sole ha lasciato spazio a una leggera nevicata e -3 gradi.

Con la leggera nevicata subito si è piazzato davanti a noi lo spargisale, quanta efficienza! D’altronde se non sono attrezzati gli svizzeri chi lo è?

Per pranzo ci siamo fermati in autogrill prima di Coira. Tutto costava un sacco di soldi (per tutta la settimana tutto costerà sempre un sacco di soldi).
Soluzione da poracci: un panino, un pacco di prosciutto e si mangia in auto!