Quante sono le isole del Garda?

Vi fa di fare il giro delle isole del lago di Garda?
Lo so, lo so, come offerta non è allettante come un giro delle isole alle Maldive ma è tutto ciò che noi poracci possiamo offrirvi.
Di alcune vi abbiamo già parlato, altre le sentirete oggi per la prima volta.

Salite a bordo, si parte!

LE ISOLE DEL LAGO DI GARDA

Partiamo dalle basi: quante sono le isole del lago di Garda? Sono 5, sebbene un paio siano poco più di un isolotto. Non sono grandi, non sono abitate (tranne una e poi scopriremo quale), ma ognuna ha la sua storia che la caratterizza e differenzia dalle altre. Abbiamo l’isola elegante, quella vivace, quella esplosiva, quella delle fiabe e quella brulla. Curiosi di scoprirle una per una?

ISOLA DEL GARDA

E partiamo subito con l’isola più elegante del lago, nonché la più grande. L’isola del Garda si trova sulla sponda bresciana del lago di Garda, quasi di fronte alla cittadina di Salò.
Il luogo era noto sin dai tempi dei romani e Federico Barbarossa la chiamò “isola di Svevia”.
Ma su quest’isola fu San Francesco a costruire il primo insediamento, affascinato dal luogo di pace immerso nella natura. Per questo una volta l’isola era chiamata anche “isola dei frati”.
In seguito Napoleone si impadronì dell’isola scacciando i francescani ma non fece in tempo a convertirla in base militare, arsenale o qualunque fossero i suoi piani bellici. Nell’Ottocento infatti l’isola fu acquisita da una ricca famiglia che iniziò la costruzione di una splendida villa che sostituì il sobrio convento francescano. Tutt’oggi la villa è abitata (mica da poracci!) anche se è visitabile e addirittura può essere utilizzata come location per matrimoni ed eventi.

ISOLA DI SAN BIAGIO

Spostiamoci ora verso l’isola più simpatica e vivace: l’isola di San Biagio. Anche questa si trova sulla sponda bresciana del lago di Garda ma è situata di fronte alla rocca di Manerba.
È conosciuta anche come “isola dei conigli” per la presenza di simpatici coniglietti che saltellano (attenzione però: escono verso sera, non durante il giorno), anche se negli ultimi tempi nessuno è riuscito ad avvistarli. Cos’è successo ai conigli dell’Isola di San Biagio? Non siamo riusciti a scoprirlo, se qualcuno sa qualcosa ci scriva!
L’isola è raggiungibile a piedi con la bassa marea ma se siete pigri potete prendere anche un taxi boat per la modica cifra di 2,50€ (5€ se fate andata e ritorno). Accedere all’isola ha un costo di 5€, ma se soggiornate al camping San Biagio per voi è gratis.
Nel camping trovate una villa seicentesca, i suoi abitanti utilizzavano quest’isola del lago di Garda come riserva di caccia.
Sull’isola di San Biagio potete fermarvi per una giornata di completo relax sul lago, sorseggiando un drink al bar e aguzzando la vista per scovare i conigli!

ISOLA DEL SOGNO

Questa è l’isola delle fiabe, già a partire dal nome. Si chiama così perché è esattamente davanti alla val di Sogno, tra Brenzone e Malcesine. Quest’isola del lago di Garda è piccola e facilmente raggiungibile anche a piedi data la sua vicinanza alla riva.
Potete scoprirla nuotandoci attorno o immergendovi alla scoperta di un relitto affondato nel 1987.

ISOLA DELL’ULIVO

E ora andiamo sull’isola più brulla. Si trova subito dopo l’isola del Sogno, sono vicine ma separate da un piccolo promontorio.
Qui potrete attraccare con la vostra barca (o nuotare dalla riva se siete ben allenati) e mettervi sull’isolotto a prendere il sole. Se siete invece attrezzati con bombole e amate le immersioni, in questa zona si apre una grotta sotterranea che scende fino a 30metri, il luogo ideale per conoscere la fauna tipica lacustre.
Di fronte all’isola dell’Ulivo inizia la passeggiata sul lungolago verso Malcesine. In questo periodo dove si consigliano le passeggiate fuori dalle città e dai centri storici questo è il miglior lungolago che possiamo suggerirvi, essendo uno dei meno affollati che abbiamo incontrato. Parcheggiate in Val di Sogno e seguite il lungolago fino a Malcesine.
Non solo farete una passeggiata in una delle zone più belle del lago di Garda in piena sicurezza (quando siamo andati noi, in una domenica di sole, non c’era quasi nessuno), ma potrete ammirare Malcesine da lontano, bella come una cartolina.

ISOLA DEL TRIMELONE

Concludiamo con l’ultima isola del lago di Garda, quella con una storia esplosiva! Stiamo parlando dell’isola del Trimelone, di fronte ad Assenza di Brenzone.
Qui già durante la Prima Guerra Mondiale correva il confine tra Regno d’Italia e Impero Austro-ungarico e proprio da qui gli italiani bombardarono Riva del Garda, all’epoca avamposto austriaco.
In seguito l’isola divenne zona di stoccaggio di materiale bellico e fu utilizzata come arsenale anche durante la Seconda Guerra Mondiale. Qui Mussolini, di base a Salò, venne a concedere l’ultima intervista prima della fine della guerra e di piazzale Loreto.
Alla fine della guerra venne abbandonata a se stessa e gran parte dell’attrezzatura militare venne gettata in acqua.
Nel 1954 ci fu una violenta esplosione che distrusse una parte dell’isola e accese i riflettori su quest’isola del lago di Garda: era necessaria un’opera di bonifica
L’isola fu bonificata solo nel 2006 ma ancora oggi è inaccessibile: non potete attraccare né visitare l’isola per pericolo di bombe inesplose.
Che ne sarà del suo futuro? Una volta che l’isola sarà completamente sistemata e messa in sicurezza le ipotesi sono 2: un museo sulla Grande Guerra o un’area di tutela faunistica.

Finisce così, con una panoramica sulle 5 isole del lago di Garda il nostro tour del lago a piedi.
Ma restate sintonizzati perché ci saranno altre novità su questo tour e nuovi contenuti.

Quale tra queste isole vi incuriosisce di più?

L’ISOLA PREFERITA DI LEI E DI LUI (PER UNA VOLTA SIAMO D’ACCORDO SU QUALCOSA, MIRACOLO!)

L’isola del Trimelone, per la sua storia particolare, per il fatto di essere inaccessibile e per la sua diversità rispetto alle altre isole.

 

L’ultima tappa – da Desenzano a Peschiera

Eccoci qui al racconto dell’ultima tappa del nostro giro del lago di Garda a piedi.
Una tappa completamente pianeggiante, quasi del tutto sul lungolago e ricca di atmosfere suggestive.
Quante volte abbiamo pensato “non ce la faremo…” e invece, quasi sul gong di un nuovo semi-lockdown siamo riusciti a concludere il nostro giro.
Vi raccontiamo l’ultima tappa del nostro #poracciingardatour dandovi però un arrivederci a presto con altre curiosità e informazioni utili (e nuovi post su altri luoghi!)

Tappa n.11: Desenzano-Peschiera del Garda
Km: 23.5
Difficoltà: molto facile

 

SIRMIONE E IL SUO CASTELLO

Avete presente la penisola a sud del lago di Garda? Proprio quella che si getta nel lago con un gran castello all’ingresso.
Quella è Sirmione e nel corso dei secoli fu usata da romani, longobardi, scaligeri, veneziani, francesi e austriaci come avamposto di vedetta.
Da qui infatti si possono controllare con estrema facilità sia la sponda veronese che quella bresciana del lago di Garda.
Sirmione deve il suo nome alla parola greca Syrma, strascico, infatti si protende nel lago come uno strascico.
Il suo simbolo è indubbiamente il castello scaligero e, se si vuole visistare il paese, è inevitabile incontrarlo in quanto è necessario attraversarlo per entrare tra i vicoli pittoreschi di Sirmione. E anche noi durante la nostra ultima tappa siamo passati da questo meraviglioso castello.
Oltre al castello, Sirmione è famosa per altre due cose: le terme e le grotte di Catullo.

LE TERME DI SIRMIONE E LE GROTTE DI CATULLO

Le terme di Sirmione sono state scoperte solo poco più di un secolo fa. Pensate che fin dal Rinascimento si ipotizzava che ci fosse una sorgente di acqua termale, ma solo nel 1889 un palombaro di nome Procopio riuscì a individuarla.
Da lì in poi Sirmione divenne un rinomato ed elegante centro termale, dove ancora oggi potete rilassarvi e godervi qualche ora di relax vista lago (ok, DPCM a parte…)
Proseguendo fino all’estremità della penisola si incontrano le grotte di Catullo.
Si tratta dei resti di una villa romana che pare fosse stata residenza del poeta latino Catullo. I resti della villa furono definiti “grotte di Catullo” perchè, al momento della loro scoperta in epoca rinascimentale, erano solo rovine ricoperte da rovi. Non si sa se quella fu veramente la dimora di Catullo o se vivesse in un altro luogo a Sirmione, certo è che per un periodo fu stabile in questa zona del lago, dedicando proprio al paese di Sirmione parole innamorate (e non amo et odi, qui solo amo!):

Perla delle penisole e delle isole,
o Sirmione, di tutte quelle che Nettuno sostiene,
nel mezzo di laghi cristallini e mare aperto,
entrambi, con quale entusiasmo,
con quale impazienza e felicità ti incontro nuovamente!
Quasi non credevo a me stesso, spostandomi
dai campi della Tinia e della Bitinia,
e rivedendoti, infine, senza alcun timore.
Oh cosa rende più beati,
che trovarsi spogli dalle preoccupazioni, quando l’anima
mette da parte il peso stanco del viaggio,
e ritorna a casa propria, e riposa
nel letto, tanto desiderato?
È questa, dopo immense fatiche, l’unica nostra ricompensa.
Salve, Sirmione bel mondo, tu felice
per il tuo padrone, e voi pure,
onde del lago lidio; si rida in casa,
qualsiasi cosa ci sia per cui ridere.

 

PUNTA GRO E IL FOLIAGE

Dopo aver lasciato Sirmione si prosegue con la nostra ultima tappa! Si segue per un tratto sul lungolago, presso Le Colombare. Qui i colori del foliage si fanno più intensi: giallo, rosso, ambra, arancio, marrone, ocra, oro, mattone. E’ una passeggiata rilassante e perfetta per ricaricare le pile immersi nella natura.
Poi inevitabilmente si deve percorrere la ciclabile lungo la statale, fino a ricongiungersi al lungolago nei pressi di punta Gro.
Qui eravamo stati altre volte in estate, siamo restati stupiti nel vedere come il luogo sia completamente diverso con i colori autunnali.
Questi prati sul lungolago sono affollatissimi in estate, quando gli abitanti di Verona e i turisti si rifugiano qui in cerca di frescura, servizi e spiagge attrezzate, sebbene le acque del lago in questa zona non siano le migliori…

PESCHIERA DEL GARDA

Vi ricordate che di Peschiera del Garda vi avevamo già parlato nella prima tappa? Vi riportiamo qui anche nell’ultima tappa perchè è stato il nostro punto di partenza e *rullo di tamburi* anche di arrivo!
Ricordate che fu citata da Dante? Che da qui esce l’emissario del lago di Garda? Che fu una delle fortezze del Quadrilatero?
Se non lo ricordate vi suggeriamo di tornare a leggere la nostra prima tappa qui.
Quando pensavamo che tutto sarebbe stato facile, le montagne non ci sembravano così alte e il numero dei km era offuscato dall’entusiamo.
195km dopo possiamo dire: ce l’abbiamo fatta!

COSA HA IMPARATO LEI DAL GIRO DEL LAGO DI GARDA A PIEDI

A superare la stanchezza, ad affrontare 1km alla volta, a scoprire tradizioni e segni di un passato che si riflette nel presente, a non aver paura nei boschi, ad accettare che della montagna a volte bisogna aver timore, a cantare per scacciare la paura.

COSA HA IMPARATO LUI DAL GIRO DEL LAGO DI GARDA A PIEDI

A non fidarsi sempre e solo del GPS, a cogliere la bellezza di un fiore che spunta tra le rocce, ad affrontare le salite perchè poi c’è sempre la discesa, che ci sono più sentieri di quanti riusciremo a farne nella nostra vita.

Fino a Desenzano attraverso la Rocca di Manerba

Pronti per un’altra entusiasmante tappa dei #poracciingardatour ?
In realtà dovete sapere che questa tappa non è stata poi così entusiasmante: abbiamo spesso costeggiato la statale e i panorami non sono stati entusiasmanti come in altre zone. Con una sola eccezione: la Rocca di Manerba.

Tappa n.10: Salò-Desenzano
Km: 26.5
Difficoltà: facile

LA ROCCA DI MANERBA

Da Salò si esce dal paese e ci incammina lungo la pista ciclabile che costeggia la statale, fino al punto in cui ci si addentra nei campi e l’atmosfera si fa decisamente più bucolica e rilassante. Attraverso vigneti e uliveti, le coltivazioni principali del basso Garda, si possono ammirare paesini in lontananza e camminare in mezzo alla natura. Si arriva così alle pendici della Rocca di Manerba.
La Rocca di Manerba era popolata fin dalla preistoria, ma nei secoli è sempre stata utilizzata con funzioni difensive e di avvistamento da parte di Etruschi, Romani, Longobardi… Anche oggi sono visibili i resti delle fortificazioni. La Rocca di Manerba fu però anche covo di banditi e fuorilegge, per questo motivo i Veneziani la distrussero nel 1574 e da allora restò disabitata.
La salita per la Rocca è molto semplice, mentre è più ripida la discesa fino a Punta Sasso, un altopiano da cui godere un panorama mozzafiato sul lago di Garda.

L’ISOLA DI SAN BIAGIO

Da Punta Sasso e dalla Rocca di Manerba si vedono molto bene due isole del lago di Garda.
La prima è l’isola di San Biagio, popolata fino a poco tempo fa solo da coniglietti, infatti è chiamata anche “Isola dei conigli”. Non si sa che fine abbiano fatto, forse qualcuno li ha fatti con la polenta?! Se avete una risposta aiutateci!
L’isola è oggi visitabile da maggio a settembre e per accedervi si paga un ticket di 5€ (mentre l’entrata è omaggio per i clienti del camping San Biagio). La particolarità dell’Isola di San Biagio è di essere raggiungibile a piedi dalla terraferma! Se invece preferite c’è un taxi boat che per 2.50€ vi porta sull’isola (per altri 2.50 vi riporta indietro).
Una volta quest’isola ai piedi della Rocca di Manerba era la riserva di caccia per i residenti nella villa del Seicento situata al centro del campeggio, ora è oasi di pace e relax estivo.

L’ISOLA DEL GARDA

Sempre in questa zona, seppur meno visibile dalla Rocca di Manerba, è l’Isola del Garda, probabilmente la più famosa delle isole del lago di Garda.
Quest’isola ebbe diversi nomi nel corso del tempo. Ai tempi di Federico Barbarossa era chiamata Isola di Svevia.
Fu chiamata Isola dei Frati perché qui San Francesco si fermò e, incantato dalla natura e dalla calma del luogo, fece costruire un monastero francescano.
Dopo anni di prosperità con i frati, Napoleone decise di chiudere il monastero ma non riuscì a trasformare l’isola in un luogo militare.
Nell’Ottocento iniziarono i lavori per la costruzione dell’imponente villa che si vede ancora oggi. La villa è di proprietà privata ma è visitabile e può anche essere una pittoresca location per matrimoni.

DESENZANO

Scendendo dalla Rocca di Manerba si prosegue per un breve tratto nella natura ma, dal porto di Dusano in poi, si cammina sempre sul lungolago asfaltato.
Desenzano è il paese più popoloso del lago di Garda nonché ombelico del mondo della nightlife e dello shopping! E’ il paese fashion del lago di Garda.
Purtroppo eravamo così distrutti da tutti quei km a piedi che non l’abbiamo visitato come merita, anche perché, purtroppo, le giornate iniziano ad accorciarsi…
Ci sono due teorie sull’origine del nome di Desenzano: la prima è che derivi dal nome di Decentius un ricco romano che governava la zona, la seconda è che debba il suo nome al fatto di essere in leggera discesa verso le rive del lago di Garda.
In epoche passate Desenzano era il luogo più importante della Lombardia per lo scambio del grano e smerciava anche prodotti provenienti dal nord del lago e dalle campagne circostanti: limoni, olive, uva, pesce.
Attorno al suo porticciolo ancora oggi si vedono edifici che in passato sono stati adibiti a magazzini.
Anche i Veneziani ne fecero un avamposto mercantile e militare, mentre il castello che sovrasta il paese non ha mai abbandonato la sua funzione militare. Si sono avvicendate diverse dominazioni, ma tutti lo utilizzarono come base militare, mai come residenza.

Speriamo che questo racconto vi sia piaciuto e ci vediamo prossimamente con il racconto dell’ultima ultimissima tappa dei #poracciingardatour !

IL CONSIGLIO DI LEI

Le calze sono importanti. Soprattutto per il trekking: scegliete sempre un modello rinforzato nei punti principali e, ancora meglio, investite qualche soldino in calze antivesciche.

IL CONSIGLIO DI LUI

Per camminate così lunghe e quasi sempre su percorsi asfaltati procuratevi delle solette in gel, quelle più morbide che trovate!

Alla scoperta del lago di Garda – da Gargnano a Salò

Finalmente dopo una lunga pausa siamo riusciti a continuare il giro del lago di Garda.
Per una volta abbiamo deciso di non seguire la nostra amatissima app ma di seguire il lungolago.
Curiosi di sapere come è andata?

Tappa n.9: Gargnano-Salò
Km:
20km
Difficoltà:
facile (quasi tutta pianeggiante)

BOGLIACO E CECINA

Partendo a piedi da Gargnano vi suggeriamo di seguire le indicazioni per il piccolo borgo di Bogliaco. Si tratta di un paese veramente minuscolo: una piazza col porticciolo, poche case e un paio di bar. Ma per una pausa colazione o un caffè con vista lago è una chicca che vi consigliamo di non perdervi se siete in zona.
Qui si trova villa Bettoni, che fu la sede della Presidenza del Consiglio dei Ministri durante la Repubblica Sociale Italiana. Non siamo entrati ma già da fuori si possono scorgere i giardini affacciati sul lago e una piccola collezione di carrozze. La villa è oggi una location per eventi, soprattutto matrimoni.
Da Bogliaco si risale sulla collina per evitare la statale, qui occorre invece seguire le indicazioni per Cecina. No, non occorre che andiate fino in Toscana, Cecina è un piccolo borgo sopra Toscolano Maderno, ancora più piccolo di Bogliaco.
Qui infatti abbiamo trovato una chiesa addirittura senza piazza. Ma anche questo posto ha il suo fascino, tra boschi e panorami sul lago.

Toscolano Maderno

Dopo essere scesi dalla collina ci si imbatte subito nel promontorio di Toscolano Maderno. Questo comune deve la sua prosperità ai monaci che nel Medioevo lo governavano.
Infatti i monaci detenevano un grande potere politico, oltre che religioso, e svilupparono la coltivazione di vitigni e uliveti i cui prodotti diedero origine a una forte espansione commerciale. Ovviamente, essendo sulle rive del lago di Garda, anche la pesca ebbe un ruolo cruciale nello sviluppo di questi paesi.
Un’altra importante industria che si è sviluppata nella zona a partire dal XIV sec. è quella della carta. Ancora oggi è possibile seguire la valle delle Cartiere, per un’escursione tra natura e storia.
Toscolano e Maderno appartengono allo stesso comune dal 1928 ma in passato sono stati due comuni separati. I paesi sono tutt’oggi separati anche se così vicini che distinguerli è difficile.

Gardone Riviera

Proseguendo sempre sul lungolago si arriva al famoso paese di Gardone Riviera. Questo luogo ha origini veramente preistoriche! Sulle sue colline sono stati trovati molti reperti dell’età del bronzo, segno che la zona era abitata fin dalla notte dei tempi.
Gardone nel 1797 entrò a far parte della Repubblica Cisalpina ma dopo pochi anni venne annesso al Regno Lombardo Veneto.
Da qui in poi si fece sempre piu intensa la coltivazione degli agrumi, che abbiamo visto già ben sviluppata più a nord della riva bresciana del lago di Garda.
Fu solo nel 1859 che Gardone divenne a tutti gli effetti territorio italiano anche se l’influenza austriaca si mantenne molto forte.
A Gardone, nella seconda metà dell’Ottocento, molti ricchi austriaci costruirono qui le loro ville per la villeggiatura estiva, rendendo Gardone un paese elegante e frequentato dalla nobiltà e dagli intellettuali dell’epoca. Questa tendenza andò sempre di più intensificandosi fin quando, attorno al 1920, anche lo scrittore Gabriele D’Annunzio fece costruire qui il suo Vittoriale degli Italiani. E pensate che pure il Vittoriale in origine era la villa di un ricco tedesco.
Perchè venivano tutti a Gardone? Per il clima mite, per il panorama, per la comodità nel raggiungerlo scendendo dal Brennero e perchè qui le ville, all’epoca, avevano dei prezzi molto bassi.

LE VILLE TRA GARDONE RIVIERA E SALò

Da Gardone Riviera si segue la statale e si incontrano numerose ville.
Come dicevamo molte sono state costruite da facoltosi austriaci e tedeschi a fine Ottocento, ma vennero poi confiscate e usate per scopi militari negli anni della RSI.
Alcune divennero mense, altre centri ricreativi, molte ospedali e strutture per la lungodegenza dei feriti in guerra. Villa Alba invece era il centro delle comunicazioni radiofoniche, mentre Claretta Petacci abitava presso la torre di S.Marco, dove Mussolini la raggiungeva clandestinamente.
Oggi invece queste ville vengono usate come centri culturali e location per eventi.

Vittoriale degli Italiani

SALò

Infine, sempre seguendo la statale si raggiunge Salò.
Anche il centro abitato di Salò non è grandissimo ma è famoso per essere stato la sede della RSI, dal 1943 al 1945. La RSI è infatti nota anche come Repubblica di Salò.
La storia la conosciamo tutti: dopo essere fuggito dalla prigionia sul Gran Sasso, grazie all’aiuto dei tedeschi, Mussolini fondò qui la Repubblica Sociale Italiana, sempre con l’aiuto dei tedeschi.
Questa zona non fu scelta a caso. I motivi erano principalmente due: uno geografico e uno economico.
Da Salò era infatti comodo raggiungere la Germania nazista e i principali ministeri fascisti erano qui instaurati (quello della propaganda e degli esteri). Altri ministeri si trovavano nelle vicine Brescia, Bergamo e Verona. Inoltre Salò era vicina a una zona di produzione di armi e materiale siderurgico, distante dalle zone dove si concentravano i bombardamenti degli Alleati. Inoltre, come abbiamo visto, le numerose ville offrivano spazi sufficienti per ospitare le truppe.
A Salò oggi non perdetevi la passeggiata sul lungolago e l’atmosfera rilassata di questa cittadina che ha saputo affrontare il suo duro passato e presentarsi oggi vivace ed elegante.

IL CONSIGLIO DI LEI

Prendetevi del tempo per visitare le ville o, se non avete tempo, appuntatevele per tornare con calma a scoprirle.

IL CONSIGLIO DI LUI

A Salò hanno creato dei percorsi pedonali per evitare assembramenti, seguite le frecce sull’asfalto, se non volete farvi sgridare dalla polizia!

Da Campione del Garda a Gargnano

Altra tappa dei #poracciingardatour, oggi da Campione a Gargnano lungo 17km di piccoli borghi e foreste.
Tenete presente che tutte le percezioni di questa tappa sono state alterate dalla temperatura: 30 gradi pure dentro ai boschi!
Insomma, non è stata una tappa particolarmente difficile, seppur lunghetta, ma il caldo non ce l’ha fatta vivere come avrebbe meritato.

Tappa n.8: Campione del Garda-Gargnano
Km:
17km
Difficoltà:
media (solo per la salita iniziale, il resto è facile)

La salita e il santuario di montecastello

Salendo da Campione ci si inerpica subito su per il monte, la salita non è lunghissima ma sicuramente impegnativa.
Una chicca: a metà salita si vede una cascata, dove è possibile fare il bagno. Seguite il sentierino sulla destra per arrivarci.
Noi non ci siamo fermati perchè avevamo davanti a noi 6 ore di cammino (che ai nostri ritmi diventano sempre 7-8…)
Dopo la salita si scende verso l’abitato di Prabione e qui si hanno due opzioni: salire al santuario di Montecastello oppure seguire la strada fino a Tignale senza grandi dislivelli.
Visto il caldo afoso abbiamo preferito la seconda opzione, anche se ci hanno riferito che il panorama dal santuario vale la fatica della salita al monte Cas.

 

aer, piovere, tignale

In questa tappa si incontrano numerosi borghi sulle colline adiacenti il lago di Garda. Si nota che la montagna non è più impervia come lo è stata da Riva fino a Campione. Qui pian piano si inizia a scendere di altitudine, siamo nella fase in cui le montagne lasciano spazio alle colline.
In questi borghi il tempo pare essersi fermato. Complice anche la scarsissima presenza di turisti (e l’ora di punta sotto al sole cocente) i paesi erano completamente deserti.
Sembrava di essere in una fiaba tra viuzze e scorci sul lago di Garda.
Abbiamo preso delle vecchie stradine in mezzo ai campi, a un certo punto il sentiero per Gargnano era così ben segnalato che abbiamo rinunciato a consultare la app.

gargnano

Scendendo attraverso la vecchia strada gardesana siamo arrivati in centro a Gargnano.
La prima impressione è quella di un posto molto chic ed elegante ma con una grande pecca: ci sono veramente troppe auto.
Abbiamo pensato che forse nel centro del paese ne avremmo trovate di meno e invece no, il centro del paese ha macchine parcheggiate ovunque, mentre sorseggi una birra sul lungolago passano in continuazione macchine dietro la schiena.
Gargnano, facciamo qualcosa per favore? Sei un posto incantevole, preservati!
A Gargnano, presso l’imponente villa Feltrinelli, viveva Mussolini all’epoca della Repubblica Sociale di Salò.
Salò sarà la nostra prossima tappa, pronti a seguirci anche lì?

Il consiglio dei #poracciintour

Se vi muovete in autobus in queste zone procuratevi i biglietti prima di salire in bus, al momento non si possono fare a bordo. E non fidatevi delle tabaccherie che vi dicono di farli in autobus: l’autista non ve li farà.

Da Limone sul Garda a Campione del Garda

Del Garda, sul Garda…quanti Garda in questi nomi!
I #poracciingardatour oggi vi portano alla scoperta del lago di Garda, da Limone a Campione, passando per il suggestivo borgo di Tremosine.
Siete pronti a partire?

Tappa n.7: Limone sul Garda-Campione del Garda
Km: 13km
Difficoltà: media (facile la salita-difficile la discesa)

Tremosine

Quando dal 18 maggio hanno dato la possibilità di spostarsi all’interno della propria regione gli igers lombardi si sono concentrati in due luoghi: Limone sul Garda e Tremosine!
Noi che fino al giorno prima nemmeno sapevamo dell’esistenza di questo posto siamo restati affascinati dalle foto che mettevano di questo piccolo borgo a picco sul lago di Garda.
E ci siamo passati in questa tappa! Tremosine in realtà è il comune, il piccolo paese degli instagrammers si chiama Pieve ed è considerato uno dei borghi più belli d’Italia.
Direi che il titolo è meritatissimo e pensate che nel XIII secono Brescia e Trento fecero addirittura una lotta per il possesso di questi luoghi.
Ma ovviamente era per motivi commerciali ed economici, non certo per fare la gara a chi si godeva il panorama migliore sul lago di Garda…
A Tremosine si può ammirare un panorama mozzafiato dalla Terrazza del Brivido, ma a ogni angolo questo borgo regala viste inaspettate.

il sentiero

Per raggiungere Tremosine da Limone sul Garda abbiamo seguito la strada asfaltata, non è stato il massimo come prima parte del percorso.
Bellissimi i panorami sul lago di Garda, ma camminare con le cabrio dei turisti che ti sfrecciano di fianco non è stato rilassante…
Molto meglio la seconda parte del sentiero, da Tremosine in poi, dove ci si addentra finalmente nei boschi.
Da Tremosine il sentiero è piacevole e quasi pianeggiante. Si attraversano prima uliveti e poi si entra decisamente nel bosco.
La discesa invece è molto impegnativa, richiede particolare attenzione perchè il sentiero è a strapiombo. E no, non ci sono altri modi per raggiungere Campione (a meno che non vogliate provare a lanciarvi col parapendio…).
Per fortuna delle corde permettono di aggrapparsi e fare in modo che non voliate direttamente giù nel lago di Garda!
Ma con la dovuta cautela…se ce l’hanno fatta i #poracciintour potete farcela benissimo anche voi!

campione del Garda

Campione è ancora più isolato di Limone sul Garda. Per secoli (fino a inizio Novecento) la sua unica via di comunicazione era il lago di Garda.
Il paese è racchiuso all’interno di alte montagne, se vi guardate indietro dal centro del paese fa impressione e si prova quasi un senso di claustrofobia.
Per secoli Campione basò la sua economia sulle cartiere e una filanda, ma da metà Ottocento l’intera economia della zona entrò in crisi. Intervenne Giacomo Feltrinelli a rilanciare l’economia e diede a Campione quell’aspetto di villaggio operaio che tutt’oggi la contraddistingue.
Oggi però Campione è una località ideale per gli amanti del kitesurf e della vela.
Se Torbole, sulla riva opposta, è il luogo chic dove praticare questi sport, Campione è il luogo hippie.
Basti pensare che pure due come noi sono riusciti a bersi una birretta al club della vela senza essere guardati come alieni!

Ma perchè Campione si chiama così? Pare che derivi da “campestris”, ossia “piano arabile”. Forse perchè era l’unico punto piano in mezzo a queste impressionanti pareti di roccia.

Il racconto della prossima tappa arriverà tra un paio di settimane, la settimana di Ferragosto anche noi chiudiamo per ferie.
A presto!

IL CONSIGLIO DEI #PORACCIINTOUR

Attrezzatevi con bastoncini da trekking, in discesa ci hanno letteralmente salvato le ginocchia!

Lago di Garda per tutti

Siete alla ricerca di idee per le vostre vacanze in Italia? Stanchi dei soliti posti? Cercate un luogo che sia a misura di famiglia, avventurieri, coppie romantiche, tipi da spiaggia o gruppi di amici? Il lago di Garda è assolutamente ciò che fa per voi!
Vi portiamo alla scoperta della riva veronese, cercando di soddisfare ogni esigenza e ogni aspettativa.
Passeremo tra piccoli borghi, incantevoli spiaggette e cammineremo nella natura.
Una cosa siamo in grado di promettervela: sul lago di Garda non ci si può annoiare!

Lago di Garda per famiglie

Le famiglie sul lago di Garda possono muoversi in assoluta tranquillità con bimbi di ogni età. E quale modo migliore per far svagare i bambini tra una visita culturale e una giornata in spiaggia se non portandoli a Gardaland? Il parco dei divertimenti n.1 in Italia si trova proprio qui, a Castelnuovo sul Garda. Ma non è finita in quanto a divertimenti: qui si trovano anche Canevaworld, un grandissimo parco acquatico, Movieland, un parco divertimenti a tema cinema e Sealife, dove ammirare delfini e incontrare Nemo (al momento purtroppo ancora chiuso).

Lago di Garda per escursionisti

La sponda veronese del lago di Garda offre dei percorsi per gli escursionisti di tutti i livelli. Si possono seguire antiche mulattiere alla scoperta di borghi antichi oppure inerpicarsi sul monte Baldo, ricco di sentieri di ogni difficoltà. Dal monte Baldo il panorama che si apre sul lago di Garda è semplicemente impagabile. Da lassù il lago sarà completamente ai vostri piedi.
Se per qualsiasi motivo non ve la sentite di affrontare le lunghe salite sul monte Baldo potete optare per la funivia che sale dal pittoresco borgo di Malcesine e vi porta fino a 1,800mt di quota.

Lago di Garda per coppie

Il lago di Garda è ovviamente ricco di angoli romantici.

Se amate le terme non potete perdervi Villa dei Cedri, a Colà di Lazise immersa in un grande e rilassante parco.

Ma anche passeggiare per i numerosi piccoli borghi mano nella mano è un’esperienza da non perdere. Potete partire dalla graziosa Peschiera del Garda per poi risalire fino a Lazise e alle mura che circondano il paese. Ancora più su si trovano Bardolino e Garda, due paesi che sembrano usciti da una cartolina. E poi si sale fino a Torri del Benaco e al suo castello, per arrivare infine a Malcesine, il punto più a nord della provincia di Verona. Poco prima di Malcesine fermatevi a Cassone, un piccolo borgo che saprà stupirvi col suo porticciolo e i suoi colori. Pensate che è stato addirittura oggetto di un quadro di Klimt.

Lago di Garda: a caccia di spiagge

Amate il sole e per voi la vacanza deve essere in completo relax? Sul lago di Garda potete sbizzarrirvi!
Non aspettatevi grandi distese di sabbia, si tratta per lo più di spiagge strette e sassose. Ma proprio questa loro caratteristica le rende insolite e romantiche.
Noi vi consigliamo di fare il bagno dal paese di Pai in su, dove l’acqua è generalmente più pulita e trovate meno turisti.

Molto bella, ma a pagamento, è la baia delle Sirene, appena dopo il paese di Garda.
E se invece viaggiate con il vostro amico a quattro zampe non potete perdervi la spiaggia attrezzata Braccobaldo a Peschiera del Garda.

Lago di Garda by night

Cercate invece movida e fiesta loca? Usate Bardolino come base.

Qui si trova la storica discoteca Hollywood (che quest’anno però, a causa del Covid, non ha per ora riaperto) e numerosi altri locali in cui fare serata in compagnia. C’è anche un minigolf e a due passi si trova Garda, altro paese ricco di localini dove fermarsi per un aperitivo, un cocktail o ascoltare buona musica dal vivo.
Per gli aperitivi però vi consigliamo i bar in spiaggia, di solito sono quelli con la clientela più giovane e la movida più “giusta”.

I consigli dei #poracciintour

Quando andate sulle spiagge libere del lago seguite questi semplici consigli e vivrete la giornata perfetta: andate la mattina presto per prendere i posti migliori e portatevi un paio di scarpette per camminare sui sassi.
Provate i vini della zona del lago di Garda: Bardolino, Lugana e Custoza. Sorseggiate uno spritz in uno dei numerosi bar sul lungolago, meglio se all’orario del tramonto.
E per cena perché non provare un gustoso piatto di pesce di lago?
Il lago di Garda è raggiungibile in treno fino alla stazione di Peschiera del Garda o in autobus da Verona.
Noi consigliamo però di venire in macchina o di noleggiarne una, vi darà sicuramente maggior libertà di movimento. Purtroppo i mezzi di trasporto pubblici non sono frequenti.
Così come sa soddisfare ogni tipo di esigenza riguardo la tipologia di viaggio, il lago di Garda offre diverse tipologie di alloggi. Campeggi, B&B, hotel, agriturismi, strutture di lusso, ce n’è per tutti i gusti e per tutte le tasche. Il nostro consiglio però è quello di cercare una struttura in centro al paese, o nelle immediate vicinanze e che abbia il parcheggio incluso (purtroppo i parcheggi scarseggiano e sono quasi sempre a pagamento).

Da Riva del Garda a Limone sul Garda

Siete pronti per il sentiero più panoramico della ponda trenita del Lago di Garda? Ci seguirete fino a Limone sul Garda?
Benvenuti alla tappa n.5 dei #poracciingardatour

Tappa n.6: Riva del Garda-Limone sul Garda
Km: 16km
Difficoltà: media (con discesa finale difficile)

Sentiero del Ponale

Non potete perdervi il sentiero del Ponale!
Sia che siate escursionisti da “una gita e via”, sia che siate appassionati di trekking, dovete assolutamente fare questo percorso almeno una volta nella vita.
Il sentiero è veramente facile ed è una vecchia strada sterrata che collega Riva del Garda al lago di Ledro.
La pendenza è facile da affrontare per chiunque, anche per i bimbi, i panorami però sono veramente mozzafiato. Il sentiero è quasi interamente affacciato sul lago e ogni curva regala un nuovo scorcio e delle nuove angolazioni di blu e verde tra le pareti rocciose.
Una volta arrivati al bar (dove ovviamente abbiamo fatto pausa birretta!), si può decidere di proseguire per il lago di Ledro o di andare ancora su fino a Pregasina.
Qui si arriva alla statua della Madonna Regina Mundi, da cui il panorama si apre su tutta la parte nord del lago di Garda.

Se però siete instagrammers seri non potete fare a meno di arrivare a punta Larici. Da Pregasina si va ancora su, lungo un sentiero in leggera pendenza (più della strada del Ponale ma comunque ancora a livello facile).
Si giunge quindi a punta Larici, famosa per essere un promontorio da cui ammirare il lago di Garda nella sua interezza. A nord Riva, Torbole, il sentiero del Ponale, il monte Brione. E a sud tutta la sponda veneta e bresciana fino a scorgere, nelle giornate più limpide, la lingua di terra di Sirmione.
Ma noi non ci siamo arrivati perchè era decisamente troppo affollata e addirittura c’era la coda per fare una foto! Anche da Bocca Larici comunque il panorama è notevole.
Abbiamo proseguito ma non ci è andata poi malissimo perchè…

Cima Mughera

Dopo una breve pausa a Malga Palaer e una sosta a cima Rocchetta ci siamo inerpicati su fino a cima Mughera.
Il sentiero per arrivarci è complesso seppur breve ma da qui il panorama è meraviglioso, è una vista che rende proprio felici le pupille!
Da qui però inizia la discesa, 1000mt di dislivello in soli 4km si sentono tutti sulle ginocchia… Alla fine eravamo da raccogliere col cucchiaino.
Per quanto il percorso fosse a zig zag forse forse…era meglio buttarsi col parapendio da Cima Mughera fino a Limone sul Garda!
Scendendo si incontra anche una vallata con alberi sradicati e “dormienti”, sembra un cimitero di piante.
Sono così a causa di una tempesta che qualche anno fa ha sferzato le montagne attorno a Limone sul Garda.

cima mughera

Limone sul Garda

Pittoresco borgo sulla riva bresciana del lago prende il nome da cosa?
Non cadete nel nostro tranello, non si riferisce alla coltivazione di limoni presenti in zona, ma deriva dal latino limen ossia confine.
Infatti nel Medioevo qui passava il confine tra il principato di Trento e il Comune di Brescia.
Oggi Limone sul Garda è un paese famosissimo della sponda bresciana del lago di Garda, ma divenne noto ai più solo un secolo fa, con la costruzione della strada gardesana.
Prima della costruzione della via di comunicazione gli abitanti vivevano in quasi totale isolamento per via delel montagne che circondano Limone sul Garda, l’unica via commerciale era attraverso il lago.
Uno dei luoghi piu caratteristici da visitare è la limonaia del castello, dove si trova un vasto agrumeto.
Un altro luogo da visitare a Limone sul Garda è la chiesa di San Rocco, costruita dagli abitanti per ringraziare il santo dopo la peste del XVI secolo.

Come si chiamano gli abitanti di Limone? Non limoncini ma limonesi!

IL CONSIGLIO DEI #PORACCIINTOUR

Predetevi del tempo per gustarvi il panorama da ogni angolazione, non abbiate fretta e voltatevi indietro per essere sicuri di non aver perso nemmeno uno scorcio.

 

Da Torbole a Riva del Garda (con deviazione)

I #poracciingardatour oggi vi portano fino a Riva del Garda, l’apice del lago e della sponda trentina.

Tappa n.5: Torbole-Riva del Garda
Km: 4
Difficoltà: facilissimo

Una passeggiata tranquilla

Per la nostra quinta tappa abbiamo deciso di concederci un weekend di semi-vacanza. Dopo questi mesi turbolenti un weekend fuori porta ci stava tutto!
Da Torbole la passeggiata fino a Riva del Garda è facilissima, ben asfaltata e pianeggiante. Praticamente si segue sempre il lungolago e la pista ciclabile.
In questa zona ci sono numerose scuole di surf e l’unica cosa a cui prestare attenzione è che un surfista di passaggio non vi infili la vela nell’occhio!
Lungo tutta la riva ci sono spiaggette, bar, ciclisti, surfisti, famiglie che passeggiano, amici che prendono il sole: una classica passeggiata da lungolago!
A un tratto della strada sorge un capitello da cui i ragazzini si tuffano direttamente nel lago, che ansia!

Riva del Garda

Riva del Garda è un paese elegante, è la punta più a nord del lago di Garda e, nel corso della storia, è stato terreno di scontri per il suo possesso.
Vi raccontiamo qui il più emblematico: quando i Visconti conquistarono Riva del Garda il Doge di Venezia si arrabbiò perchè la voleva lui. Inviò una flotta che risalì l’Adige fino a Mori, in Trentino. Da qui, attraverso un’antica strada romana, le navi vennero fatte passare da un valico fino a Torbole. Da Torbole scesero e andarono a cacciare i Visconti rendendo Riva del Garda veneziana.
Qui trovate testimonianze del passato in ogni edificio del centro storico, dal palazzo Pretorio di epoca medievale alla centrale idroelettrica costruita negli anni Venti dallo stesso architetto che progettò il Vittoriale a Gardone Riviera.
A Riva del Garda si respira proprio un’atmosfera di vacanza estiva, soprattutto di sera quando le piazze si affollano di tavolini e i negozi di souvenir restano aperti fino a tardi.
Di sera si individuano sul monte sopra Riva due edifici: il bastione, fatto costruire dai veneziani, e la chiesa di Santa Barbara, meta di escursioni.
E’ un luogo così chic che vi soggiornarono numerosi personaggi famosi: Kafka, Goehte e persino la principessa Sissi.

Le Marmitte dei Giganti

Se soggiornate a Riva del Garda potrete fare mille esperienze diverse: escursioni sui monti circostanti, una gita al lago di Ledro o di Tenno, noleggiare una bici e esplorare i dintorni, surf, kitesurf, visitare le cascate del Varone o un rettilario ma anche fare del rilassantissimo shopping.
Noi abbiamo optato per andare a vedere le Marmitte dei Giganti. Cosa sono?
Si tratta di imponenti formazioni rocciose. Se in centro a Riva del Garda si riescono a scorgere le epoche che hanno scandito la storia antropica, qui si trovano le tracce della storia geologica della zona.
Abbiamo studiato tutti che il lago di Garda, come gli altri laghi del nord Italia, è di origine glaciale. Facciamola semplice perchè internet pullula di spiegazioni più scientifiche di quelle che possono darvi due #poracciintour : l’acqua dei ghiacciai scendeva nei crepacci, trascinava sassi e materiale che erodevano i crepacci dando origine a queste pareti alte e imponenti.
Ogni tanto da queste rocce sgorga anche una sorgente di acqua fresca.

Nago

Dopo aver costeggiato le Marmitte dei Giganti siamo arrivati a Nago, da cui abbiamo preso un sentiero per inerpicarci sui monti.
Ma non doveva essere un week-end di semi vacanza?!
Abbiamo fatto un sentiero così ripido che a un certo punto c’era addirittura una corda per tirarsi su. Inizialmente faceva un caldo incredibile, poi salendo in quota e addentrandoci nel bosco per fortuna la situazione era più vivibile.
Siamo arrivati a un castagneto, un luogo molto rilassante dove fermarsi a riposare. E poi via ancora in salita, fino alla Buca dei Capitani e alle trincee.
Nago era infatti lungo la linea del fronte durante la Prima Guerra Mondiale. Ricordate che dall’Isola del Trimelone l’Italia bombardava Riva?
Questa era la linea difensiva di terra. Daniele è entrato nella trincea ma non si è avventurato troppo perchè sembrava davvero molto profonda all’interno del monte. Sicuramente da esplorare!
Poco fuori dalla trincea una piccola croce e una bandiera austriaca commemoravano i caduti. Da qui il panorama è pazzesco:

Il Sarca

Andando da Torbole a Riva del Garda si attraversa il fiume Sarca, ossia l’immissario del lago di Garda.
L’emissario lo scopriremo tra molte altre tappe.
Spoiler: si chiama Mincio ed esce nei pressi di Peschiera del Garda. Da lì va poi a buttarsi nei laghi di Mantova, da cui esce e si tuffa nel Po.

IL CONSIGLIO dei #poracciintour

A Riva del Garda fermatevi a mangiare da OsteRiva! Offrono principalmente specialità trentine e pesce di lago, non perdetevi le polpettine di pesce di lago accompagnate da un calice di vino locale!
Mentre per un panino o una birretta fresca a Nago fermatevi al Fortino , simpatia e panorama garantiti!

Da Malcesine a Torbole passando per il monte Baldo

Siete pronti per partire per un nuovo percorso alla scoperta del lago di Garda? Attraverso il monte Baldo abbiamo superato il confine con il Trentino, siamo arrivati a Torbole!
Ma stavolta è stata veramente impegnativa!

Tappa n.4: Malcesine-Torbole
Km: 21
Difficoltà: molto difficile

NAVENE

Da Malcesine si segue la strada da cui parte la funivia, ci si immerge tra gli ulivi e si segue un percorso pianeggiante.
Si arriva così a Navene, importante punto di partenza per gli appassionati degli sport all’aria aperta. Da qui potete partire per seguire sentieri escursionistici sul Monte Baldo, pareti per l’arrampicata e frequentare una scuola di kite surf. C’è addirittura la possibilità di fare parapendio lanciandosi dal monte Baldo, atterrando poi sul lungolago di Navene, una vera oasi di pace.
Un posto così tranquillo che, durante il tragitto tra l’Africa e i Paesi del nord Europa, gli uccelli migratori sostano in queste zone dell’alto lago di Garda.

gli ulivi del garda

A Navene, come in generale lungo tutta la sponda veronese del lago di Garda, si trovano numerosi campi di ulivi.
L’ulivo è una pianta che sta bene a tempertaure mediterranee, in una latitudine a nord non sopravvive. Eppure il microclima del lago di Garda lo fa crescere e prosperare, è la latitudine più a nord in cui troviamo questa pianta! Qui è infatti coltivato dal IX sec a.C.
Da sempre il ramo di ulivo e l’olio sono dei simboli cristiani (cosa tiene nel becco la colomba della pace?) quindi i monasteri della zona incentivarono la coltivazione di questa pianta. Ma il motivo era anche profano: avere l’olio per alimentare le lampade.
Il paesaggio della sponda veronese è caratterizzato da muretti a secco e terrazzamenti. Si può notare che le pietre grosse sono sempre in basso nei muretti perchè è importante per gli ulivi che non ristagni l’umidità.
Ancora oggi sul Garda gli ulivi sono coltivati con metodi tradizionali.
Ogni 3 anni si pota la pianta e si “cava el mars”, si toglie il marciume dal tronco. L’attrezzo che si utilizza si chiama proprio “cavamars”.
Da novembre a marzo le olive si raccolgono a mano e vengono fatte scivolare sui teli posti sul terreno. In alternativa vengono messe nel “gremal”, il grembiule.

il monte baldo

Da Navene abbiamo preso una ripida salita per iniziare la nostra ascensione sul monte Baldo. Il sentiero che abbiamo percorso è uno dei meno turistici del monte Baldo, basti pensare che gli unici escursionisti a piedi eravamo noi!
Le persone che abbiamo incontrato erano tutte in mountain bike e scendevano dal monte Altissimo.
Siamo saliti per 1.160mt di dislivello. Il sentiero è prevalentemente nei boschi che ogni tanto si aprono per offrire scorci meravigliosi sul lago sottostante.


Nonostante la bellezza del panorama è un percorso veramente impegnativo, ripido, erto e senza ristori.
Per 21km non troverete una fontana, un bar, una panchina, nulla.
A un certo punto abbiamo deciso di fermarci a mangiare seduti per terra, al centro del sentiero.

E poi abbiamo ricominciato la salita che è durata ben 5 ore. Non è lunghissima in termini di km ma è tosta!
Ciò ci ha permesso di attraversare diverse fasce climatiche del monte Baldo: dagli ulivi in riva al lago, alle foreste, alla vegetazione più bassa fino a quasi la totale assenza di piante.
Per la sua posizione montana ma in riva ad un microclima particolare come quello del Garda, il monte Baldo è un ecosistema prezioso e irripetibile.
Per questo non ci stancheremo mai di dirvi di tutelare la natura.

torbole

Nonostante i km di salita e discesa siano pressochè simili, per scendere ci abbiamo impiegato solamente 2 ore. Come mai? Era una discesa così ripida che abbiamo praticamente surfato sui canaloni di sassi! Ogni tanto si incrociava la strada asfaltata, sono spuntate di nuovo le conifere e poi di nuovo…gli ulivi!
Siamo così scesi dal monte Baldo fino a Torbole, il cui uliveto fu decantato anche da Goethe nel suo libro “Viaggio in Italia”.
Torbole è un paesino veramente grazioso, affollato di turisti e amanti del windsurf. In questa zona del lago di Garda i venti sono particolarmente forti e costanti più o meno tutto l’anno. Inoltre la zona è abbastanza protetta, rendendola ideale per imparare windsurf, kitesurf, vela e qualcuno prova anche le immersioni.
Torbole fa comune con Nago, di cui però vi parleremo nella prossima tappa.

Continuate a seguire i #poracciingardatour!

IL CONSIGLIO DI LUI

Preparatevi alla salita, non potrete evitarla. Andate con calma, con il vostro passo, fermatevi a prendere fiato se necessario, possibilmente nei punti panoramici per motivarvi!