Torino, tra faraoni e re

I #poracciintour tornano per raccontarvi il loro weekend a Torino, ormai si parla di più di un mese fa…Ma d’altronde fare i “blogger” è un “lavoro” che richiede tempo, non è così facile come si pensa. Scrivi, riordina, rileggi, seleziona le foto, controlla le informazioni, aggiungi le foto. Fai rileggere all’altro poraccio, versione editore di bozze. Rileggi. Poi ok, pubblichiamo. E pensare che è un blog da poracci, pensate quelli che hanno i blog da super ricconi!

Comunque siamo un po’ più attivi su istagram solitamente. Ci trovate qui: @ilmondoinunatenda

Ma bando alle ciance, continuiamo col nostro racconto torinese!

Dopo la nostra visita a Venaria Reale a una “fantastica notte” (si moriva dal caldo e non avevamo il climatizzatore), abbiamo continuato il nostro tour della città.

La Mole Antonelliana

Senza dubbio il simbolo di Torino. E anche uno dei principali monumenti d’Italia visto che ce la troviamo sulle monetine!
La storia in breve: nel XVIII secolo la città di Torino concesse l’area dove sorge la Mole alla comunità ebraica, al fine di costruire un tempio. I lavori furono guidati dall’architetto Antonelli (ecco perchè Antonelliana), ma il poverino ebbe da subito problemi. La struttura sorgeva su un’area diciamo non ben “piantata”, il peso era forse troppo per la base, i lavori ritardavano… Così la sinagoga fu costruita da un’altra parte e la Mole fu acquistata dal comune di Torino che terminò i lavori.
Per anni la Mole è stata l’edificio più alto di Torino e dal 2000 ospita il Museo Nazionale del Cinema.
Ci sarebbe piaciuto salire per vedere il panorama, ma c’era una coda infinita per entrare.
Abbiamo rinunciato ma la prossima volta ci ricorderemo (speriamo :p) di comprare i biglietti online!

Il parco del Valentino

Siamo stati al parco del Valentino la sera. Purtroppo per la scarsa illuminazione (e il poco tempo a disposizione) non lo abbiamo gustato tanto ma appena arrivati abbiamo pensato subito alla canzone “Piemontesina bella” e, fidatevi, è il postro ideale per passare una serata romantica.
Ci si arrriva tranquillamente a piedi da piazza Castello, passando per Via Po che si congiunge con piazza Vittorio Veneto. Questa piazza è uno di quei posti che ti fa pensare di essere davvero finito nell’Ottocento! Una piazza piena di locali, gente seduta, gente a passeggio e, appena oltre il fiume Po, la Chiesa della Gran Madre di Dio. Nelle vicinanze si può vedere la Chiesa di Santa Maria del Monte dei Cappuccini, e un po’ più lontano, la basilica di Superga. Torino è una città bellissima la sera (e di giorno).

In Piemonte se magna!

Menzione a parte per il cibo del Piemonte: carne buonissima e vino rosso per una combo perfetta. Tra battuta di fassona, grissini, stinco e bistecche non ci siamo certo tirati indietro. Le foto dei piatti le aveva Emily sul cellulare, “perso” a Torino la famosa sera di piazza San Carlo…

Avanti Savoia!

Prima impressione di una visita a Torino? Quella di essere finiti nel libro “Cuore”.
Emily da piccola era particolarmente affezionata al romanzo di Edmondo de Amicis, soprattutto alla versione tascabile che le aveva dato il nonno. Così fissata che, quando avevano fatto la serie tv, si era registrata tutti gli episodi.
Essere a Torino è come fare un tuffo nell’Ottocento e nella storia dell’Unità d’Italia. Targhe a memoria di re, regine, conti e personaggi vari si trovano ad ogni angolo.

E’ meravigliosa piazza Castello, con Palazzo Reale, Palazzo Madama e la sua imponenza ottocentesca.

Il Museo Egizio

Dopo Venaria e il giro tra re e regine, abbiamo visitato un altro pilastro torinese: il Museo Egizio.
Breve storia che riportiamo dal sito ufficiale del museo:

Il primo oggetto giunto a Torino è la Mensa Isiaca, una tavola d’altare in stile egizittizzante, realizzata probabilmente a Roma nel I secolo d.C. per un tempio di Iside e acquistata da Carlo Emanuele I di Savoia nel 1630. Nel 1724 Vittorio Amedeo II di Savoia fonda il Museo della Regia Università di Torino, presso il palazzo dell’Università in Via Po, cui dona una piccola collezione di antichità provenienti dal Piemonte. Nel 1757, Carlo Emanuele III di Savoia, per arricchire il Museo dell’Università, incarica Vitaliano Donati, professore di botanica, di compiere un viaggio in Oriente e di acquistare in Egitto oggetti antichi, mummie e manoscritti che potessero illustrare il significato della tavola stessa.

In seguito i Savoia inviarono numerosi archeologi in Egitto, i quali tornarono con grandi bottini, spesso con la complicità di Napoleone nella sua Campagna d’Egitto o delle autorità egiziane. Troviamo ora circa 3.000 pezzi esposti al Museo Egizio di Torino, mentre 26.000 pezzi sono conservati in magazzini per essere restaurati o studiati.

Sabato 3 giugno abbiamo assistito alla finale di Champions League in piazza S. Carlo. Come è andata lo sanno tutti e non vogliamo rivangare tristi vicende (soprattutto per il risultato della partita :p).
Ci dispiace di non aver potuto visitare Palazzo Reale la domenica mattina, come da programma. Abbiamo ritenuto prioritario andare alla ricerca dello zainetto perduto con tutti i documenti e i soldi della poraccia.
Torneremo a Torino (perchè lo faremo!) e visiteremo Palazzo Reale e tutto quel che avremmo potuto vedere la domenica.

LUI A TORINO

LEI A TORINO

Venaria Reale

Una settimana fa siamo stati a Torino, iniziamo il racconto con la visita della Reggia di Venaria Reale.
Appena arrivati in città, dopo 4 interminabili ore di treno, siamo subito ripartiti alla volta di Venaria.
Raggiungibile in un’ora di autobus dal centro di Torino, è patrimonio dell’UNESCO dal 1997 nonchè una delle più famose residenze dei Savoia. Mettete un po’ di musica classica e immergetevi con noi nell’atmosfera delle corti del Settecento.

La storia

La Reggia di Venaria è stata commissionata da Carlo Emanuele II di Savoia alla fine del XVII secolo. Alla sua realizzazione hanno preso parte i maggiori architetti dell’epoca (tra cui il famoso Juvarra, citato in ogni cartello esplicativo). Inizialmente si trattava di una residenza dove rilassarsi con la caccia e i piaceri mondani. Venaria è infatti famosa per i suoi enormi giardini, nonchè per la maestosa Galleria Grande.

Insieme alla Reggia si sviluppò anche il paese di Venaria Reale, e fu nel XVIII secolo che il luogo conobbe il suo maggior splendore. Stucchi, soffitti affrescati, tendaggi, ampie vetrate e oggetti quotidiani di squisita fattura (ma come scriviamo?!) arredavano maestosamente questo enorme palazzo, mentre i Re si susseguivano.
Fino a quando arrivò Napoleone. Il Re rassegnò le sue dimissioni (e in ogni caso aveva iniziato a frequentare la sua nuova casa a Stupinigi) e il palazzo divenne in pratica una caserma. Addirittura i giardini divennero una gigantesca piazza d’armi. Qui si susseguirono i soldati delle guerre d’Indipendenza, della Prima e della Seconda guerra mondiale. Dopo di loro ci fu l’abbandono.
Fino a quando, un bel giorno del 1999 iniziarono i lavori di restauro. Riportiamo quanto dice il sito www.lavenaria.it :

“È la più grande opera di conservazione di un bene culturale mai realizzata in Europa. 100.000 metri quadrati della superficie dell’intero complesso sono stati restaurati, 9.500 metri quadrati di stucchi recuperati, 1.000 di affreschi riportati alla luce. Gli ettari di Giardini già visitabili sono 50, 200.000 le nuove piantumazioni, 11 i milioni di litri d’acqua nella Peschiera, 4.500 i metri quadrati delle Scuderie Juvarriane.”

La visita

La visita inizia già dal pese di Venaria Reale, con un gelataio un po’ particolare:

Nella piazza all’esterno della Reggia troviamo la chiesa di S. Uberto, anche questa completata dall’architetto Juvarra:

Si inizia la visita a partire dal basso, dall’area destinata alle cucine e alla servitù. Qui ci siamo subito accodati ad una guida (come dei veri poracci). Nella prima sala, dove sono esposti i ritratti dei Savoia dagli avi più antichi a Carlo Alberto, si conservavano al fresco gli agrumi e il cibo.

Proseguendo si entra nelle cucine, dove la voce di un cuoco grida degli ordini e numerosi schermi ricreano l’effetto del vapore che sale dai pentoloni.
In ogni sala della Reggia la musica e le luci creano l’ambientazione perfetta.
Dopo una serie di sale in cui viene spiegata la storia della famiglia Savoia e della Reggia, si accede al piano superiore. Qui si trovano le stanze da letto, le sale per i ricevimenti e la già citata Galleria Grande.

Per finire il tuor ci siamo fatti una brevissima passeggiata nel giardino. Ormai era quasi ora di chiusura, eravamo già stati ripresi per voler entrare nei giardini così tardi e quindi non li abbiamo visitati come meriterebbero.

LUI A VENARIA

LEI A VENARIA