Cosa mangiare e bere a Napoli

Napoli è una città affascinante ricca di storia e tradizioni.
Ne abbiamo già parlato abbondantemente qui ma oggi parleremo del fiore all’occhiello di Napoli: la cucina.
Cosa mangiare e bere a Napoli? Tra pizza, dolci e bevande c’è solo l’imbarazzo della scelta!

Golfo di Napoli

Caffè Gambrinus

Benvenuti nel caffè storico di Napoli, dove fermarvi per gustare una deliziosa tazzuriella.
Il nome di questo locale devira dal leggendario re delle Fiandre Fiandre Joannus Primus. L’interno è riccho di statue e quadri di artisti napoletani di fine ‘800. Fu infatti aperto ufficialmente nel 1890 e da subito il successo fu strepitoso.
Il prefetto di Napoli però ne ordinò la chiusura nel 1938, con un’ordinanza nella quale dichiarava il caffè Gambrinus covo di antifascisti. Il locale fu riaperto nel 1952 ed è uno dei locali più famosi d’Italia, nonchè membro Associazione Culturale Locali Storici d’Italia.
Se siete curiosi sul loro sito ci sono un sacco di indicazioni sulle prelibatezze partenopee.
Ideale per una tappa a colazione!

Pizza, pizza fritta e montanara

Partiamo da un must per il pranzo:  la vera pizza napoletana.
Pensate che le prime notizie riguardo il consumo di pizza a Napoli risalgo addirittura all’inizio del Settecento. Ma le sue origini sono ben più antiche, pensate che già gli antichi greci usavano mangiare un “pane appiattito”.
La più famosa è sicuramente la pizza margherita, creata nel 1889 da un pizzaoiolo che la dedicò alla regina Margherita di Savoia.
E a Napoli la pizza fu da sempre cibo del popolo. Andava bene per i poracci come noi perchè era un piatto veloce, economico e facilmente mangiabile per strada nelle pause del lavoro.
Oggi la troviamo anche fritta o col cornicione ripieno. Il nostro consiglio è di provarle tutte, non si può scegliere la più buona!
Noi non possiamo che consigliarvi la pizzeria 400 Gradi, poco dopo essere entrati nei Quartieri Spagnoli.

Pizza fritta
Pizza Margherita

Cuoppo e fritti (e la mitica frittatina di pasta)

Restiamo nell’ambito del cibo di strada, tanto caro ai napoletani e con una lunga storia alle spalle. Infatti i lavoratori, i popolani, i poracci insomma, non avevano molto tempo  per mangiare tr un lavoro e l’altro, nè molta disponibilità economica.
Nacquero così i primi cuoppi, ossia un cartoccio con dentro fritti di diverso tipo. A Napoli avete solo che l’imbarazzo della scelta per quel che riguarda il cuoppo. Lo potete infatti chiedere di mare o di terra, ogni locale ha però degli ingredienti diversi per i vari cuoppi. I più comuni sono calamari, pesce azzurro, crocchette, arancini ma il nostro consiglio è: pescate a caso e cercate di scoprire cosa si cela sotto la pastella. A Napoli il fritto è così buono che non copre il gusto dell’ingrediente principale, almeno nei posti che abbiamo provato noi.
Tra questi fritti particolare è la frittatina di pasta, anche questo è un piatto di origine popolare. Ricetta: prendi la pasta del giorno prima, raccogli gli avanzi del frigo, ricopri di pastella e friggi tutto. Spaziale!

Cuoppo

Pesce

Come ogni città di mare che si rispetti, a Napoli si può mangiare un pesce che è la fine del mondo!
Gustoso, succoso, polposo: a Napoli il pesce può essere mangiato in tutti i modi.
Che lo preferiate grigliato o con la pasta, che siate fan dei crostacei o dell’orata sarete comunque soddisfatti dalla incredibile qualità e dalla maestria dei napoletani nel preparare dei piatti deliziosi.
Il nostro consiglio? Affidatevi al pescato del giorno, sia per un effetto sorpresa sia perchè avrete la certezza della freschezza

Babà e sfogliatelle (riccia/frolla)

Vogliamo passare al dolce? Noi abbiamo avuto un incontro molto impegnativo durante la prima colazione a Napoli. Prendiamo una sfogliatella che sembrava un pasticcino mignon. Appena la prendiamo in mano ci rendiamo conto che pesa come il ferro, ha un peso specifico elevatissimo! Secondo voi quanta crema c’era dentro? Tantissima e ben compatta. Ma prima di averla ci hanno fatto una domanda a cui non eravamo preparati: riccia o frolla?
Dovete sapere che le sfogliatelle si dividono in queste due categorie. Le ricce si preparano con pasta sfoglia, le frolle con, ovviamente, pasta frolla.
La sfogliatella nacque in un convento nei pressi di Amalfi: era avanzata della pasta e, non sapendo cosa farne, fecero un ripieno con zucchero e frutta secca.
Ma se la sfogliatella è la regina dei dolci partenopei il suo re è indubbiamente il babà.
Il babà nacque in Polonia per colpa di un monarca un po’…sdentato. Infatti, non riuscendo a mangiare bene fece imbebere il babà nel tokaji, creando il tipico dolce immerso nel liquore che conosciamo oggi (anche se ora il liquore è il rum).
Facendo il giro dalla Polonia alla Francia, giunse a Napoli nel XIX secolo e divenne un dolce tradizionale della città.

Sfogliatella

Sprizt limoncello e limoncello

Come sapete noi siamo fan dello spritz ma quando siamo in viaggio ci adattiamo al 100% alle abitudini alimentari locali. E a Napoli è stato facile farlo!
Ma con lo spritz? Abbiamo trovato lo spritz al limoncello fatto con limoncello prosecco e soda. È ideale come aperitivo soprattutto nelle giornate calde perchè rinfresca con il limone ma al contempo ha quel brio giusto da aperitivo. L’abbinamento ideale per lo spritz al limoncello? Sicuramente un buon cuoppo di fritti misti.
E per concludere gli abbondanti pasti napoletani vi consigliamo un bicchierino di limoncello, fresco e digestivo.

Sprizt limoncello

IL CONSIGLIO DEI PORACCIINTOUR

Attenzione alle porzioni! A Napoli si mangia bene ma soprattutto tanto!
Le porzioni che abbiamo trovato noi erano sempre ottime e abbondanti, come si usa dire. Tenetene conto al momento dell’ordinazione per non rischiare di avanzare prelibatezze, sarebbe uno spreco…

Ci siamo dimenticati qualche piatto? Scrivicelo nei commenti!

A presto, sempre su questi schermi!

Napoli non è solo una città, è un’atmosfera

Oggi vi portiamo con noi a fare il tour di Napoli!
Siete pronti per partire? Allacciate le cinture perchè ora ci addentriamo tra chiese e castelli, per poi scendere nella città sotterranea.

Napoli

Napoli non è solo una città, Napoli è un’atmosfera.
Abbiamo avuto la fortuna di girare abbastanza per la nostra bella Italia, ma una città come Napoli è unica, non la riusciamo a paragonare a nessun’altra città.
Napoli è rumore, confusione, motorini che sfrecciano e venditori che ti fermano a ogni passo.
Ma è anche tanto colore, panni stesi anche in pieno centro storico, le signore che giocano a tombola e gli uomini che giocano a carte.
Napoli sono i cornetti della fortuna collaudati (che poi chissà cosa vorrà mai dire), la loquacità delle persone, lo spirito con cui ti accolgono in bar e ristoranti.
Ciò che caratterizza la citta di Napoli è una magnifica decadenza, una città che sembra raccontarti tradizioni secolari con ogni facciata.
Napoli è castelli, chiese, angoli sotterranei che raccontano storie di un passato ricco e intenso.
Ma è anche passeggiare per la galleria Umberto I dopo essere stati nell’ariosa piazza del Plebiscito e percepirne l’eleganza.

I castelli di Napoli

A Napoli abbiamo visto ben 3 castelli, i principali. Essendo stata la città di Napoli soggetta a numerose conquiste nel corso del tempo, questi castelli sono passati di mano in mano tra le diverse dinastie, ma hanno mantenuto intatto il loro aspetto imponente e fiero.
Il primo è stato Castel dell’Ovo, di cui, sulla nostra pagina instagram, potete trovare la leggenda sul perchè ha questo buffo nome.
Il secondo è Castel Nuovo, il famoso Maschio Angioino. Si chiama così perchè il mastio (o maschio) era la torre principale del castello, mentre la casata D’Angiò è quella che lo ha eretto nel 1266. Attualmente il castello è sede del museo civico di Napoli.
Il terzo castello è Castel dell’Elmo, a cui vi raccomandiamo una visita per poter ammirare il panorama a 360 gradi sulla città partenopea. Negli anni è stato sia una fortezza che una prigione, al suo centro si trova una grande piazza d’armi e il suo nome si deve al monte su cui è stato costruito: monte S. Erasmo. Da Erasmo a Elmo il passo è stato breve, o no?

IL MIRACOLO DI SAN GENNARO

Napoli è la città delle chiese, se ne trovano ad ogni angolo. Non abbiamo capito se ci sono più chiese a Napoli o a Roma!
Abbiamo ovviamente visitato la chiesa di S. Maria Assunta, nota in tutto il mondo per il miracolo del sangue di S. Gennaro.
Ma cosa succede davvero al sangue di San Gennaro? Intanto gli studi confermano che nell’ampolla c’è effettivamente del sangue. Se di S. Gennaro o di qualcun altro ovviamente non si può sapere… Il sangue, all’interno di un’ampolla sigillata come quella, si può fluidificare e coagulare. Puoi diventare completamente liquido oppure no, può farlo con più o meno frequenza in certi periodi, non ci sono regole fisse al contrario di ciò che succede al sangue nelle provette in vitro, dove la coagulazione e l’eventuale fluidificazione sono regolari. Quindi, è vero che il miracolo della fluidificazione si ripete? Sì, ma dietro a questo miracolo pare esserci qualcosa di scientifico. Ciò che non è scientifico è l’irregolarità e l’imprevedibilità di questo fenomeno.

LE CHIESE DI NAPOLI

Un’altra chiesa importante per Napoli è indubbiamente quella di Santa Chiara, la più grande basilica gotica della città e monastero. È nota per i suoi chiostri maiolicati che però non abbiamo visitato (scusateci, eravamo distrutti dopo una marea di km a piedi!).
Famosissima è anche la chiesa del Gesù Nuovo per la sua particolare facciata, ma fidatevi di noi: divertitevi a scorgere chiese e cappelle in ogni angolo!

Napoli sotterranea

A Napoli non ci siamo fatti scappare l’occasione di visitare la famosa Napoli sotterranea. Abbiamo visitato quello che una volta era un mercato, poi sepolto da una frana, nei pressi della basilica di San Paolo Maggiore. Un tour veramente avvincente in cui abbiamo potuto toccare con mano com’era la vita mercantile in epoca romana.
Per arrivare fino alla Napoli Sotterranea abbiamo passeggiato tra i vicoli di Spaccanapoli e San Gregorio Armeno, tra statuine del presepe che fondono attualità e tradizione, tra pulcinella e cornetti della fortuna. Questa per noi è stata la parte più caratteristica della città, il cuore delle tradizioni napoletane.
Vincitore del premio statuina più divertente secondo i #poracciintour: De Luca col lanciafiamme!

Cosa non ci è piaciuto

Ma Napoli non è solo rose e fiori, ci sono un paio di cose che non ci sono piaciute e vogliamo condividerle con voi.
La prima è l’insistenza con cui ti approcciano per strada per venderti qualcosa. Se dico no, è no.
La seconda è la gente in motorino senza casco. A Napoli la presenza della polizia è massiccia, ma se passa qualcuno senza casco si girano dall’altra parte. Non lo capiremo mai…
La terza è, in alcuni luoghi, la sporcizia. Ma questo purtroppo è un problema di tantissime grandi città (anche della nostra Verona!)
La quarta è stata tutto quel “se vuoi ho un taxi abusivo”, “se vuoi ho un gommone abusivo”… Sul momento ci abbiamo riso su ma siamo un po’ pesanti su questo argomento e, che piaccia o no, le tasse vanno pagate. Da tutti.

Vi aspettiamo prossimamente per raccontarvi una cosa importantissima di Napoli: cosa si mangia!
E, in quell’occasione, andiamo ad assaggiare anche un po’ di pesce a Procida. Alla prossima!

IL CONSIGLIO DI LEI

Mettetevi delle scarpe da trekking comode, non pensate “ma se porto queste sono carine e stanno bene anche con i vestitini”. NO. Napoli è grande, si cammina molto e in questi casi è meglio essere comodi piuttosto che carini.

IL CONSIGLIO DI LUI

Quando vi fermano per strada cercando di vendere qualcosa tenete sempre la mano sul portafoglio. Fidarsi è bene, ma in certi casi non fidarsi è meglio.