QUIZ – Sei anche tu un poraccio o una poraccia in tour?

Buongiorno e benvenuti! Vi starete chiedendo chi sono i #poracciintour e se anche voi rientrate nella categoria?
Andiamo a scoprirlo!

In questo ultimo anno abbiamo ripreso in mano in modo più serio Instagram e ci siamo subito sentiti dei pesci fuor d’acqua tra tanti travel blogger che fanno delle foto spaziali accompagnate da testi super emozionali!
Ma la prima caratteristica dei #poracciintour è “mai mollare”. Le tue foto non sono scattate con i migliori strumenti? Le tue caption non danno la miriade di informazioni che vorresti? Non importa, si può sempre studiare per migliorare ma niente potrà cambiare ciò che sei e il tuo stile. Migliorarsi sempre, omologarsi perchè “questo è quello che piace” mai!

Noi oggi vi raccontiamo le differenze tra travel blogger e #poracciintour. Queste sono solo quelle che ci hanno sorpreso di più, se ne avete altre segnalatecele nei commenti.


Ma attenzione: prendete appunti per scoprire se anche voi siete dei #poracciintour oppure dei travel blogger.
Segnatevi a quante affermazioni rispondete “oddio, ma sono proprio come i #poracciintour!” e ci vediamo in fondo all’articolo per scoprire chi sono i #poracciintour e se lo siete anche voi!

Iniziamo?

i travel blogger sono sempre vestiti bene, meglio se degli stessi colori del tramonto o del deserto che funge da scenografia
i #poracciintour sono vestiti con la prima cosa che hanno trovato, solitamente di colori che non si abbinano a niente, nemmeno tra di loro

i travel blogger si trovano sempre “on top” di qualche grattacielo
i #poracciintour soffrono di vertigini

i travel blogger hanno i capelli curati e in ordine, al massimo mossi da una leggera brezza
i #poracciintour hanno i capelli in faccia per colpa del vento, ogni tanto mangiano una ciocca, solitamente quando la macchina fotografica fa click

i travel blogger appaiono sempre sorridenti e felici
i #poracciintour no

i travel blogger vestsono fashion dalla testa ai piedi
i #poracciintour sono Sfashion, dalla testa ai piedi

il trekking dei travel blogger è fatto di abbigliamento tecnico e pranzo in baita con piatti instagrammabili
il trekking dei #poracciintour è marchiato Decathlon e per pranzo hanno un panino portato da casa

i travel blogger viaggiano in business
i #poracciintour viaggiano in economy ed è già anche troppo

i travel blogger scrivono in english
i #poracciintour scrivono in italiano e pure male

i travel blogger trovano sempre la luce perfetta per la foto perfetta
i #poracciintour si dimenticano di fare le foto

i travel blogger aspettano il tramonto in posti fighi per fare foto super
i #poracciintour all’ora del tramonto solitamente fanno aperitivo al bar

i travel blogger sono alti e magri, col fisico scolpito o se non rispettano questo canone sono curvy ma sempre belli
i #poracciintour sono cicciottini

i travel blogger indossano i tacchi quando vanno a cena
i #poracciintour si portano solo un paio di scarpe che va bene dalla camminata nella giungla alla cena

i travel blogger mangiano piatti fashion in posti fashion
i #poracciintour mangiano qualsiasi cosa gli capiti a tiro, meglio se low cost e street food

i travel blogger viaggiano con le compagnie di bandiera
i #poracciintour viaggiano con Ryanair e Flixbus

i travel blogger dormono in fashion-hotel tra lenzuola immacolate
i #poracciintour dormono in ostello nel sacco a pelo

i travel blogger fanno #instastories a ogni angolo
i #poracciintour si dimenticano di avere un telefono

i travel blogger hanno la pelle idratata e perfetta anche durante i safari nel deserto
i #poracciintour hanno la pelle da Nonna Salice dopo 5 minuti al sole

i travel blogger viaggiano con set di macchine fotografiche e cavalletti per foto super
i #poracciintour chiedono “oh ma hai una foto di quel posto che sto scrivendo un articolo per il blog?” – “no, non l’ho fotografato!”

i travel blogger hanno l’outfit perfetto per ogni occasione
i #poracciintour hanno dei vestiti che si fanno andare bene per le quattro stagioni

i travel blogger fanno #adv, #suppliedby. #gifted
i #poracciintour possono usare solo #paghedbyme

i travel blogger frequentano i glamping di un certo livello
i #poracciintour frequentano campeggi o al massimo agricampeggi se vogliono l’upgrade

i travel blogger nei glamping si trovano le tende già montate e arredate
i #poracciintour si devono costruire la tenda e gonfiare i materassini

i travel blogger bevono il cocktail giusto per la foto sul rooftop
i #poracciintour bevono una birretta nel peggiori bar

i travel blogger viaggiano in posti esotici almeno 4 volte l’anno
i #poracciintour viaggiano in posti esotici almeno una volta nella vita

i travel blogger viaggiano tutto l’anno
i #poracciintour viaggiano quando chiude l’azienda

i travel blogger hanno i bambini sempre in ordine
i #poracciintour non hanno bambini, ma se li avessero avrebbero il moccio in ogni foto

i travel blogger hanno le case sempre in ordine e instagrammabili
i #poracciintour devono cercare l’unico angolo in ordine se vogliono fare una foto

i travel blogger hanno la foto giusta per la caption giusta
i #poracciintour hanno un tot di foto buone e quando finiscono “oddio, e adesso? Mettiamoci un paesaggio a caso!”

i travel blogger guadagnano dal loro blog
i #poracciintour non guadagnano in generale

i travel blogger si fanno mille foto insieme
i #poracciintour si fanno le foto a vicenda perchè non hanno la pazienza di montare cavalletti

Hai scoperto chi sono i #poracciintour?
E tu chi sei? Travel blogger o poraccio in tour?
Ecco le risposte al quiz:

30-20 risopste “#poracciintour”: complimenti! Sei un poraccio come noi, benvenuto nel club! Vorremmo offrirti un cocktail per brindare ma…va bene lo stesso la birretta del Lidl?!

19-10 risposte “#poracciintour”: sei un poraccio fashion, potremmo definirti un travel poraccio! Forse vesti Decathlon e mangi nei peggiori bar di Caracas, ma nel profondo sei elegante e raffinato

9-0 risposte “#poracciintour”: sei un vero travel blogger, sei uno dei nostri modelli, una figura mitologica per noi! Continua però a seguirci e a studiare i poracci come fossero curiosi animaletti!

A proposito, ci segui già su instagram? Clicca qui per non perderti niente, ma proprio niente, anche quello che sarebbe meglio perdersi, dei #poracciintour!

PS: questo è solo un giochetto divertente, speriamo di non aver offeso nessuno e in quel caso scusateci, non era nostra intenzione. Sapete che a noi piacciono le foto patinate dei travel blogger quanto quelle più “casalinghe”, l’importante è sempre la sostanza.

Il Cammino di Santiago – Come prepararsi

Bentornati sul blog dei #poracciintour

Se ci avete seguito sui social sapete che la nostra vacanza per quest’estate è stata il cammino di Santiago, Portugal edition! Abbiamo camminato da Porto fino a Santiago lungo la Senda Litoral, ossia seguendo sempre, per quanto possibile, l’oceano.

Oggi però vogliamo raccontarvi di come ci siamo preparati alla nostra avventura. E col senno di poi possiamo anche dirvi cosa non dimenticare :p

La scelta del Cammino

Il cammino di Santiago più famoso e noto a tutti è certamente il francese, ma non è l’unico. Quindi prima di partire bisogna avere ben chiaro che percorso fare (ho delle montagne? Metto un pile in più – ho l’oceano? Ci aggiungo un costume!).

Noi abbiamo scelto il Cammino Portoghese (da Porto, non da Lisbona) perchè ha la stessa durata dei nostri giorni di ferie (2 settimane inclusa la gita a Finisterre) e perchè è molto pianeggiante. Quindi come primo cammino abbiamo scelto il livello facile!

Picture

La preparazione fisica

Essere un pochino allenati secondo noi è importante. Per un semplice motivo: quando inizi ad allenarti i muscoli ti fanno male a casa tua quando il giorno dopo puoi stare a letto. Non è lo stesso aver male mentre sei in un ostello e il giorno dopo devi proseguire a piedi.
Non abbiamo fatto grandi cose, semplicemente un paio di volte alla settimana una passeggiata serale da 5-6km e la domenica la gita lunga. Questo ci ha permesso di arrivare con i muscoli abbastanza in forma e con le scarpe già “testate”. E questo ci permette di passare al paragrafo seguente 😉

L’attrezzatura

Dicevamo delle scarpe? Scegliete quelle più comode per voi ma anche adatte al percorso che intedete fare. Noi per un percorso pianeggiante abbiamo scelto delle scarpe basse da hiking, le abbiamo usate tantissimo prima della partenza e siamo soddisfatti della nostra scelta. La poraccia Emily ha avuto dei problemi dopo qualche giorno di cammino, forse la soletta dentro era troppo rigida, ma niente a cui non si possa rimediare con delle solette in gel.

E lo zaino? Siamo partiti entrambi con uno zaino da 50litri. Comodo, ricco di tasche, robusto, capiente e con una tasca che può diventare borsa o zainetto! Per essere sinceri dobbiamo però dirvi che abbiamo scelto uno zaino che di suo era già un po’ pesante, con le nostre cose dentro abbiamo raggiunto gli 8kg (a cui poi dovevamo aggiungere l’acqua). Ma per come è strutturato lo zaino il peso non ci ha mai dato problemi. E soprattutto ha le dimensioni adatte ad un bagaglio a mano!

E cosa ci metto nello zaino?

Come dicevamo, ogni cammino ha esigenze diverse, ma anche ognuno di noi ha esigenze diverse.
Questo è l’elenco di quello che c’è nello zaino del poraccio medio:

-3 t-shirt
-1 pantalone lungo
-1 pantalone corto
-1 gonna da trekking (solo per lei)
-1 felpa leggera in pile
-1 spolverino
-3 paia di calze
-3 paia di mutande
-3 reggiseni (solo per lei)
-1 paio di infradito
-1 paio di sandali
-1 asciugamano grande e uno piccolo
-beauty case, che deve includere anche la crema solare
-burro di karitè o crema anti sfregamento+arnica
-sapone di marsiglia, diviso in 2 parti, una per lavare sè stessi e una per i vestiti
-qualche molletta per stendere
-cappello
-scaldacollo leggero
-borraccia
-portafoglio+documenti+cellulare+powerbank
-credenziale del pellegrino
-tappi per le orecchie
-occhiali da sole
-ago e filo, per le vesciche
-cerotti+compeed+garze
-disinfettante (noi non lo avevamo, voi ricordatevelo :p)
-un paio di fogli di giornale da usare in caso di pioggia per far asciugare le scarpe
-un sacco nero dell’immondizia per coprire le cose nello zaino in caso di pioggia (spesso anche il migliore dei coprizaino non è 100% impermeabile, soprattutto dopo molte ore di pioggia)
-LA GUIDA!

Ma come faccio a farci stare tutto?

Consiglio n.1: sfruttate tutte le tasche del vostro zaino e dividetevele per “temi”. Documenti da una parte, creme da un’altra, articoli per il bagno da un’altra e così via. Ovviamente tenete nelle tasche esterne quello che tirate fuori più spesso.
Consiglio n.2: arrotolate i vestiti con la tecnica del sushi! Sì, avete capito bene: sushi! No, non dovete mangiarli con le bacchette ma arrotolarli come dei veri sushi men! Se chiedete a Google trovate tantissimi tutorial che vi insegnano come fare. Per noi è stato utilissimo imparare questa tecnica, abbiamo piegato tutto così, inclusi gli asciugamani. I vostri abiti occuperanno pochissimo spazio e soprattutto potrete tirare quello che vi serve senza spiegazzare gli altri vestiti.
Consiglio n.3: lasciate a casa il superfluo. Scoprirete che tante cose che pensiamo siano fondamentali in realtà non servono. E soprattutto ricordate che ogni cosa aggiungete peserà sulle vostre spalle. Anche poche cose da 100g possono fare un kg!

Il confronto

Leggere tanto su internet è importante per sapere come prepararsi e cosa aspettarsi (ma fidatevi che la realtà supererà ogni aspettativa).
Altrettanto importante è parlare con chi il cammino l’ha già fatto. Chiedete tra i vostri amici se qualcuno ha mai fatto un’esperienza simile, cercate dei gruppi su Facebook, fate tutte le domande che volete e che sono importanti per voi. D’altronde ognuno viene da una storia diversa e ognuno si approccia al cammino in modo diverso.

Siete pronti per partire con noi? Non perdetevi i prossimi racconti 🙂

10 idee per viaggiare low cost

Come diventare dei veri #poracciintour ???

Ecco una lista di idee per viaggiare low cost, risparmiare qualche soldino senza risparmiarsi il piacere di viaggiare.

Quando andare

1-I veri poracci lavorano, non hanno ferie, fanno solo i weekend ed eventualmente i ponti. Dal venerdì sera alla domenica si può comunque vedere tanto Basta essere disposti a muoversi, a sgambettare e ad arrivare in ufficio il lunedì con le occhiaie. Ma con gli occhi pieni di nuove meraviglie. Aiuta anche vivere in una città ben collegata sia con mezzi pubblici che con autostrade. L’ideale sarebbe avere un camper, ma qui passiamo già al livello “piccola borghesia” e perdiamo di vista il nostro tema “poracci” :p

Come spostarsi

2-Valutate le offerte per spostarsi: treno o auto? C’è qualche offerta in corso con Italo o con i Freccia? Tenete conto che con il treno raggiungete un luogo e da lì dovrete poi spostarvi a piedi. E’ quindi ideale per un viaggio in centro città, il classico weekend culturale. Tuttavia i veri poracci posseggono un’automobile a metano (Emily ce l’ha), ma per i viaggi lunghi forse è meglio il diesel (Daniele ce l’ha). Che coppia poracciamente equipaggiata che siamo! L’automobile va bene per raggiungere città non ben servite dai mezzi, o che richiedono troppi cambi o per spostarvi tra la vostra meta principale e i dintorni, per un weekend itinerante.

3-Se viaggiate in aereo valutate l’idea di prendere voli a orari assurdi: i più convenienti partono la mattina presto o la sera tardissimo. Il volo la sera tardi è l’ideale per il ritorno dal weekend, considerate però che spesso l’arrivo è mooolto tardi e che quasi nessuno abita a pochi km da un aeroporto. Memorabile il ritorno da Berlino: arrivati a casa alle 4 del lunedì mattina. Indovinate come stava Daniele al lavoro 4 ore dopo?!

Dove alloggiare

4-Non fermatevi alla prima offerta, spulciate più che potete. Booking.com può essere un buon punto di partenza ma non dimenticate di consultare anche il sito diretto dell’hotel. Se non avete paura di provare cose nuove provate anche Airbnb, spesso ci sono case bellissime a un prezzo quasi ridicolo. Non fate come noi che litighiamo sempre al momento di prenotare. Finiamo così per scegliere il primo che capita giusto per dire “ok, abbiamo fatto”. Poi magari è un posto che non fa proprio per noi…

Dove mangiare

5-A pranzo non fermatevi a perdere troppo tempo in un ristorante. Un panino al volo in un bar, un piatto pronto al supermercato (nel nostro cuore è restato il 7-eleven e tutti i bento che ci hanno riscaldato). Si può mangiare bene anche senza fermarsi troppo, come quella volta in Toscana che ci siamo presi la piadina con dei salumi locali fenomenali: rapido, delizioso e a km 0.

6-Per la cena scegliete i menu completi che di solito costano meno. Non vi diremo di andare nelle bettole dove si spende poco, vi diremo anzi di andare nei locali che vi sembrano più caserecci, quelli “di una volta”. Il genere osteria nei vicoletti è l’ideale. Di solito si concentra lì il cibo migliore, quello della tradizione, e sono anche i posti dove il rapporto qualità prezzo è spesso buono. Consultate sempre il vostro amico Tripadvisor ma seguite anche l’istinto. E fermatevi a guardare sempre i prezzi fuori, non fate come Emily che si impunta e “si si, andiamo qui!” e poi ci sparano cifre folli per 3 pennette

Non rinunciate al piacere dello shopping!

7-Shopping si, ma di qualità. Volete un ricordino della vostra gita? Non fermatevi ai soliti negozi turistici che vendono le stesse cose in tutto il mondo cambiando solo l’immagine. Cercate qualcosa di locale, qualcosa di raro e particolare, prendete un ricordino in meno ma che sia speciale. Noi siamo molto a favore dei souvenir gastronomici, in Italia con quelli si va 100% sul sicuro. Permettono di risparmiare sulla spesa al ritorno e di fare una cena che ci riporti coi sapori in vacanza. Comunque ammettiamo di predicare bene e razzolare male: in ogni luogo in cui andiamo compriamo il classico bicchierino da turista con stampati i monumenti principali.

La valigia

8-Portatevi via i campionicini. Sì, quelli che vi danno sempre in profumeria, di cui vi riempite i cassetti e non sapete quando e come utilizzarli. La vacanza è il momento giusto: occupano pochissimo spazio e non dovrete comprarvi flaconi interi di shampoo, balsamo e lozioni solari.

Cosa visitare?

9-Informatevi sulle entrate gratis per i musei e monumenti principali. La prima domenica del mese? Le giornate del FAI? Benissimo, come weekend per spostarvi scegliete proprio quei giorni. Se invece siete fortunati da aver abbastanza tempo per un fine settimana all’estero, ricordate che in numerosi Stati i musei sono gratis sempre. Che invidia!

10-Seguite il blog dei #poracciintour

Buon Natale, poracci!

Evviva evviva, finalmente è Natale! E cosa fanno i poracci a Natale? Mangiano e bevono come non ci fosse un domani, mentre i ricchi si fanno la settimana alle Maldive. Per sognare un po’ con i nostri fan/follower/amici/seguaci abbiamo deciso di raccontarvi qualche tradizione natalizia. Un giro del mondo bislacco, col poraccio!

NORVEGIA

I preparativi per le festività natalizie iniziano ai primi di dicembre, con la cottura dei biscotti di Natale.
Mi viene già l’acquolina in bocca solo ad immaginare l’odore di biscotti uscire dalle case.

Il giorno clou, però, è la vigilia di Natale, con il cenone in famiglia solitamente a base di ribbe e pinnekjøtt (costolette di maiale e d’agnello).  Ma questa sera ha una piccola particolarità: le scope non possono essere tenute fuori. Perchè? Altrimenti gli spiriti maligni circonderanno la casa e lanceranno maledizioni. La nostra domanda è: ma dove le tengono le scope gli altri giorni dell’anno?? La cena di natale inveca non dura molto specialmente se ci sono dei bambini, infatti dopo aver mangiato… si aprono i regali sotto l’albero e si puo ricevere la visitadi “Julenisse” (Babbo Natale).

ISLANDA

Niente Babbo Natale qui,  ma bensì 13 allegri folletti di Natale. Nel corso dei tredici giorni che precedono Natale, questi orchetti scendono uno alla volta dalla Montagna Blu, situata nei dintorni di Reykjavik, per combinare dispetti alla popolazione. I simpatici 13 troll in abito tradizionale, visitano i bambini lasciando loro doni (o patate marce se sono stati cattivi).

GIAPPONE

Il Natale in Giappone è molto popolare, anche se ha assunto alcune caratteristiche diverse dal Natale nostro. Non si tratta di una festa nazionale ufficiale, qui si lavora pure il 25 dicembre.
Il 23 dicembre è invece festa nazionale, in quanto compleanno dell’attuale imperatore Akihito.
AUGURI VECCHIOOO!!!

Anche in Giappone c’è l’usanza di fare regali, soprattutto ai propri fidanzati. Il Natale infatti è un momento da passare con il proprio partner e non tanto in famiglia. C’è una tradizione particolare per il cenone : il pollo di KFC. La spiegazione sta in un’esemplare azione di marketing. Nel 1974, quando il Natale in Giappone era ancora una “novità”, quest’azienda lanciò un’incredibile campagna pubblicitaria per tutto il Paese che, assurdo ma vero, finì per dar vita ad una tradizione.

Vi lasciamo un video con una canzone natalizia giapponese, enjoy!

FILIPPINE

Essendo molto cattolici il giorno di Natale è molto sentito. Già dal mese di settembre si iniziano a intonare, per le strade, i canti di Natale (chissà cosa ne pensa Michael Bublè!)

I festeggiamenti veri e propri però, iniziano il 16 dicembre con la celebrazione della prima “misa de gallo”, cioè la “messa del gallo”. Si chiama così per via dell’ora: le 4 del mattino (mi sto immaginando la mia sveglia a quell’ora che fine può fare). Il culmine delle celebrazioni natalizie è il 24 dicembre.  In questo giorno viene messa in scena la  Panunuluyan (la nostra Sacra Famiglia) intenta a trovare un’alloggio per la notte. La processione termina in chiesa poco prima della santa messa dove Maria posa ai piedi dell’altare la satua di Gesù.

Nella città di San Fernando, ogni hanno durante il sabato prima della vigilia di Natale, si svolge il festival delle Lanterne Giganti. Queste lanterne arrivano fino a 6 metri di grandezza e sono frutto di un lungo lavoro.ù

VENEZUELA

A Caracas, la notte di Natale, ci si reca in chiesa con i rollerblade! Figo, no? Quasi quasi lo facciamo anche noi, seppur dall’altro lato del mondo :p

VENETO

Si mangiano tortellini in brodo, lasagne, bollito con la pearà (cuoricino per il nostro piatto del cuore!) e per concludere pandoro con crema pasticcera. Si sta in famiglia e si ricevono taaaanti regali!

 

I poracci (per ora non in tour) augurano a tutti un felice e sereno Natale!!!

Il campeggio, gli inizi di una bella sfaticata

Perchè il campeggio??????? Beh, semplice: perchè non c’è vacanza migliore, ma partiamo dal principio.

tenda campeggio

Tutti pensano: “Ferie, finalmente ralax!”.
Io quando carico la macchina per andare in campeggio penso: “Dovevo allenarmi meglio con il tetris…”
Infatti il concetto principale della partenza è proprio questo: far stare tutto nel bagagliaio e lasciare il posto per i souvenir.

PERCHE’ NOI ANDIAMO IN CAMPEGGIO?

La risposta è molto semplice: perchè ci piace.
A molte persone sembra strano che ci piaccia “dormire per terra”, diventare matti per riuscire a far stare tutto in macchina e una volta arrivati dopo molte ore di automobile mettersi a montare la tenda, il tavolo, le sedie, le luci ecc. E l’amaca per Emily!

Eppure è proprio questo il bello, non avere i vincoli di orari imposti degli hotel (colazioni, cene oppure il semplice coprifuoco) e non avere i costi esorbitanti dell’alta stagione. In campeggio si sta a contatto con la natura e si risparmia.
Però ammettiamo che questo stile di vacanza non è per tutti. Tralasciando la fase preparatoria (preparare la macchina e controllare tutta l’attrezzatura ogni anno), bisogna considerare il fatto che comunque è una vacanza molto spartana con bagni e docce in comune, formiche e vari insetti (che noi debelliamo sempre a suon di borotalco e citronella) e soprattutto dal costo iniziale elevatissimo. Ma come se due righe fa ci hai detto che si risparmia? Beh, si risparmia quando andate via, quando comprate l’attrezzatura la prima volta è una bella botta. Tenda, materassini, sacchi a pelo, lampade, luci, cavi, fornello, tavole, sedie, frighetto, teli e telini, non è mai finita… Se volete provare il campeggio il consiglio è di informarvi prima da qualche vostro amico o parente se vi presta l’attrezzatura, fatevi un weekend in qualche campeggio vicino a casa vostra e vedete se vi piace o no. Consiglio: se siete schizzinosi non provateci nemmeno, da “weekend fuoriporta” a “vacanza da incubo” il passo è breve.

Comunque secondo noi è la vacanza migliore al mondo , fidatevi se vi dico che è molto più rilassante questo che molti hotel e appartamenti nelle piu note località turistiche.
Il contatto con la natura, il fatto che si è liberi da ogni vincolo valgono ogni singolo momento di stress sopportato nella fase di preparazione alla partenza.
Con gli articoli di questa sezione vogliamo parlarvi di questo mondo e, se volete provarlo, piccoli consigli per gli acquisti e considerazioni per facilitarvi a fare le scelte migliori.

L’ACCESSORIO DI LUI

Il materassino

L’ACCESSORIO DI LEI

L’amaca

Ode all’autogrill

Qual è la tappa fondamentale di ogni viaggio in autostrada? La nostra ancora di salvezza, il nostro caffettino, la nostra colazione, il nostro panino prima di arrivare a casa “che così non devo far la cena”? A lui abbiamo dedicato una poesia, frutto di una domenica mattina di noia assoluta.

Che sia estate o che sia inverno
resti sempre il nostro perno
Nel buio sei il nostro faro
ma anche di giorno sei molto caro
Tra la partenza e la meta
sei la nostra tappa consueta
Sui tuoi scalini troviamo di tutto
dalle “3 campanelle” ai “vendo tutto”
ma non ci fidiamo di tali impostori
e solo da te compriamo accessori
Troviamo mille cose tra i tuoi scaffali
libri, dvd e persino gli occhiali
Giocattoli, chincaglierie e auricolari
ma con i tuoi prezzi non facciamo di certo affari
Spesso offri souvenir e ricordini
da comprare all’ultimo per i più smemorini
Speriamo di arrivare prima del pullman di turisti
altrimenti dobbiamo aspettare per gli acquisti
Che tu voglia andare in bagno o bere un caffè
ti tocca aspettare un sacco, altrochè
Ci sostenti sempre con una Rustichella
e ai più golosi offri una ciambella
Panini con la cotoletta o col prosciutto
non ci lasci mai senza strutto
Offri calde colazioni e spremute
e le tue brioche ci son sempre piaciute
La tua presenza in autostrada è ormai una certezza
ed è per questo che noi ti si apprezza
Sei la tappa irrinunciabile dagli adulti ambita
ma sognano di te anche gli studenti in gita
Quando il viaggio e lungo e ci ha stancato
tra i tuoi scaffali troviamo un mondo incantato
Area di sosta è il tuo nome ufficiale
ma per noi poracci autogrill è il tuo nome confidenziale
Per te hanno scritto anche canzoni
ma belle come la nostra ode non ce ne sono di versioni

IL PANINO PREFERITO DI LUI

Rustichella tutta la vita

IL PANINO PREFERITO DI LEI

Panino con la cotoletta e l’insalata