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Budapest – con la Sissi alla scoperta della capitale ungherese

Dopo avervi parlato di Lubiana oggi seguiteci alla scoperta di Budapest! Noi ci siamo arrivati in macchina da Lubiana in 4 ore, ma se non avete tempo o voglia di fare un viaggio on the road è comodamente raggiungibile anche in aereo a prezzi abbastanza contenuti dai principali aeroporti italiani.

IL VIAGGIO

Lungo la strada tra Lubiana e Budapest ci siamo fermati in un autogrill e ci siamo sentiti come in Giappone: non si capiva niente. Almeno in Giappone hanno  la cortesia di mettere le foto dei piatti vicino alle descrizioni, qui proprio siamo andati a caso. “Hot dog, please”, perché era l’unica parola comprensibile. Peccato che il panino fosse ripieno di cipolla fritta. Buonissima, per carità, ma un po’ pesantuccia…

In autogrill ci siamo anche registrati per l’autostrada ungherese. Infatti non è necessaria una vignetta da esporre sul parabrezza. Si comunica il modello di automobile, la targa, per quanto tempo si resterà in Ungheria et voilà: vi registrano su un sito e vi danno la ricevuta. La raccomandazione del commesso è stata di conservarla per 2 anni, in caso arrivassero multe non dovute.

Siamo arrivati a Budapest che ormai era buio (ricordiamo che viaggiavamo a inizio gennaio…) e ci siamo dovuti spostare nell’orario di punta. Una confusione indicibile e non si può certo dire che gli ungheresi siano dei campioni di guida ordinata…Ma passando dal Ponte Santa Margherita la città ci ha offerto un panorama che ci ha momentaneamente sollevati da ogni nervosismo.

Siamo arrivati al garage convenzionato col nostro appartamento ma era al completo! Abbiamo cercato di spiegarci con il custode ma non c’è stato niente da fare. Ci ha consigliato un altro parcheggio a pochi metri ma molto più costoso. Ma poco male, il nostro appartamento low cost era nelle vie dietro al Parlamento, in pieno centro!

Questa volta ci ospita Gabor, l’appartamento è molto carino e situato all’interno di un palazzo in perfetto stile austroungarico. C’è un divano gigante con di fianco una grande stufa, la cucina è molto attrezzata e il letto si trova sopra a un soppalco. L’arredamento è etnico, il bagno pulito e l’intero appartamento ha un profumo di casa.


ALLA SCOPERTA DI BUDAPEST BY NIGHT

Siamo partiti quasi subito per andare a esplorare la città, la poraccia Emily aspettava da 20 anni questo momento! Prima tappa ovviamente il Parlamento. Di giorno è imponente, ma la sera dà il meglio di sé! È il secondo parlamento più grande in Europa. Westminster si trova solo al 3° posto, pensate un po’. E chi c’è allora al primo? Il parlamento rumeno, a Bucarest.

Fuori dal Parlamento abbiamo trovato la nostra amica Azzurra, che ci ha accompagnati nel nostro pirmo approccio alla città.

Erszbet ter è la piazza dedicata alla principessa Sissi (già dal nome della piazza si capisce quanto la lingua ungherese sia molto diversa dalle altre lingue europee) e qui si trova una gigantesca ruota panoramica. La Sissi a Budapest è un po’ come il prezzemolo, si trova ad ogni angolo a prova di quanto fosse amata dal popolo ungherese.

IL FREE WALKING TOUR

Per visitare la città abbiamo seguito il consiglio di Azzurra di partecipare ad un Free Walking Tour. Si tratta di tour gesttiti da guide non professioniste (per la maggior parte studenti) e che chiedono solo una mancia in base alla disponibilità e al gradimento. L’ideale per dei poracci come noi! Sono presenti in numerose città, informatevi perchè è una modalità piacevole e abbiamo avuto la fortuna di trovare guide molto preparate e, cosa ancora più importante, appassionate!

UN PO’ DI STORIA UNGHERESE

L’Ungheria di oggi è stata fondata nel 896 da 7 tribù di origine asiatica che siglarono un patto di sangue. Altre tribù originarie della stessa zona si insediarono in Estonia e Finlandia. Ciò spiega come mai le lingue ugro-finniche siano così diverse da ciò a cui siamo abituati. Poi furono i Romani a colonizzare l’Ungheria e farne la Pannonia. In seguito arrivarono fin qui gli Ottomani, poi gli Asburgo, poi ci fu il regno astro-ungarico, due guerre mondiali e il comunismo.
Nel 1896, in occasione dei 1000 anni dalla fondazione, furono costruiti il Parlamento e la basilica di Santo Stefano, patrono della città. Entrambi i monumenti sono alti 96 metri, un numero con valenza simbolica per l’anno di fondazione. Ma sono anche alti uguali per simboleggiare che lo Stato e la Chiesa hanno lo stesso potere. In seguito i Comunisti hanno alzato il Parlamento, perchè per loro lo Stato doveva essere superiore alla Chiesa. Dal 1956, anno in cui iniziarono le rivolte al regime, fino al 1989 furono innumerevoli gli ungheresi che migrarono all’estero. Dal 1989, col crollo del muro di Berlino la fine della Guerra Fredda e del blocco sovietico, l’Ungheria è nuovamente uno Stato democratico.

MONUMENTI

Abbiamo attraversato il Ponte delle Catene accompagnati da un vento gelido, per poi salire sulla collina di Buda. In cima si trova il Palazzo Reale, distrutto e ricostruito per ben 16 volte. Non è un palazzo particolarmente degno di nota, ma da lassù il panorama è meraviglioso. Oggi ospita il museo nazionale e una ricca biblioteca.

Sulla collina di Buda si trova anche la chiesa di San Mattia, dove Sissi e Franz sono stati incoronati imperatori del regno d’Ungheria. All’interno è ancora conservata una copia della corona.
San Mattia ha un tetto molto particolare fatto quasi come se fossero squame colorate di un pesce. Questa tecnica, tipicamente ungherese, è usata in numerose chiese.

Accanto a San Mattia si trova il bastione dei Pescatori. Si chiama così perchè vi si svolgeva il mercato del pesce. Il bastione è composto da 7 torrette che simboleggiano le 7 tribù fondatrici.

Alla fine della lunghissima ed elegante Andrassy Ut si trova Hòsök tere, ossia la piazza degli Eroi. Qui sono esposte statue dei 7 fondatori e altri personaggi simbolici. Ai due lati della piazza si trovano gallerie d’arte e oltre la piazza si trova un’enorme pista da pattinaggio sul ghiaccio e il castello Vajdahunyad. Siamo stati abbastanza fortunati da trovare ancora dei mercatini di Natale nel parco attorno al castello. In questo parco si trovano anche le terme Szecheny, le più famose della città.

UNA CHIESA E UNA SINAGOGA

A Budapest si trova anche la sinagoga più grande d’Europa. Sebbene il biglietto per accedere non sia proprio economico, abbiamo deciso di entrare comunque. E ne vale assolutamente la pena. Quando si entra non si può gironzolare ma ci sono segnate delle aree in cui le guide accolgono i visitatori e spiegano la storia della sinagoga. E’ stato molto interessante perchè hanno illustrato differenze e similitudini tra ebraismo e cattolicesimo, sia a livello religioso che su un piano strettamente architettonico. Dopo la sinagoga siamo andati a vistitare il museo ebraico attiguo, dove ci è piaciuto conoscere tradizioni e riti della cultura ebraica. Abbiamo visitato anche il museo del ghetto che ci lascia sempre un retrogusto di tristezza e di rabbia. Infine siamo usciti passando dai memoriali nel giardino dei Giusti, uscendo un po’ più tristi ma sicuramente arricchiti di nuove conoscenze.

Dopo la sinagoga siamo andati a visitare la basilica di Santo stefano. la chiesa è grande, ricoperta di marmi e di affreschi. Dicono che ci sia anche la mano del santo che non si è mai decomposta nonostante il tempo. Non l’abbiamo vista, ma abbiamo visto la tomba di un calciatore. Dev’essere stato davvero famoso per venire sepolto nella chiesa più importante della città!
Santo Stefano è patrono d’Ungheria per gli sforzi che ha fatto per convertire le popolazioni locali al cristianesimo.

CURIOSITA’

Budapest e famosissima anche per le terme. Noi abbiamo cercato di andare alle terme Veli Bej, abbastanza vicino al nostro alloggio, ma purtroppo era tutto pieno. Le più famose sono indubbiamente le Terme Szecheny di cui purtroppo abbiamo visitato solo l’atrio e il parco circostante.

Sapete quanti ungheresi sono stati premi Nobel? Ben 16, un numero non indifferente per un Paese così piccolo. Dicono che la lingua difficile e agglutinante (a ogni parola devi aggiungere prefisso o suffisso corretti) sia stata utile per sviluppare abilità scientifiche. Non lo sappiamo, ma qui hanno inventato le lenti a contatto, il motore a scoppio e il cubo di Rubik.

E sapete cosa sono i ruin bar? Dicevamo che nel periodo del comunismo tantissimi ungheresi migravano all’estero, lasciando case abbandonate nella città. Ora queste case sono state convertite in bar ricchi di luci e di oggetti di uso quotidiano esposti veramente a caso. L’atmosfera in questi posti è assurda: luci di tutti i colori, lampadine vecchie e tubi al neon, biciclette in un angolo, mobili di vecchie case, abat-jour e porte scalcagnate. La cosa assurda è che da fuori questi locali sembrano ancora case abbandonate.

CIBO E BIBITE DELL’UNGHERIA

Se si pensa all’Ungheria, il primo cibo che viene in mente è sicuramente il gulasch. E’ una zuppa di carne con patate e paprika dolce.
Diciamo che l’Ungheria offre dei piatti di carne fenomenali, tra cui il delizioso pollo alla paprika (paprika  ovunque!). Un altro piatto che abbiamo provato sono stati i töltöttkàposzt. Si tratta di foglie di verza ripiene di carne, cipolla e riso.
Come dolci vi consigliamo la Eszterhazy Torta in cui si alternano strati di crema alla vaniglia e strati di meringa alla mandorla.
Anche i kürtőskalács si trovano ad ogni angolo e sono forse il dolce più popolare. Si tratta di pasta da frittelle messa a cuocere su un grosso spiedino in legno e può essere arricchita con ingredienti a scelta.
Se passate davanti a una pasticceria di Budapest fidatevi che vi verrà voglia di mangiare tutto, vetrina inclusa!

Per quel che riguarda le bevande, noi siamo stati fedeli alla birra gustandoci la marca più nota a Budapest, la Soproni. Purtroppo non abbiamo provato altre 2 specialità ungheresi: il famoso vino Tokaji e la Palinka, una grappa ad alta gradazione alcolica. Ci toccherà tornare 😉

Come sempre trovate altre foto qui, sulla nostra pagina Facebook

Continuate a seguirci per l’ultima tappa del nostro tour nell’Europa astroungarica!